22 settembre 1792: inizia l’anno della Rivoluzione
Nella Francia rivoluzionaria, il 22 settembre era il giorno di Capodanno!
(Forse. A volte. Quando lo diceva l’Osservatorio Astronomico. Altrimenti, no).
Read More…Storia e Folklore
Nella Francia rivoluzionaria, il 22 settembre era il giorno di Capodanno!
(Forse. A volte. Quando lo diceva l’Osservatorio Astronomico. Altrimenti, no).
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È stata alternativamente dipinta come la prima femminista riuscita a diventare medico, la badessa che risana il corpo con cure spirituali, la dottoressa olistica che ce l’ha con Big Pharma e persino (tenetevi forte!) la germanica fondatrice di una medicina 100% ariana, negli anni del Terzo Reich.
In tutto ciò cosa dice davvero santa Ildegarda, nelle opere mediche che ha composto?
Il reverendo Bell aveva un problema molto preciso: e cioè, che lui era uno e loro erano quasi cento.
Gli scolari della scuola per orfani di guerra, dico. Erano una novantina abbondante – e lui era l’unico insegnante.
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André Vauchez, uno dei più affermati esperti in fatto di santità medievale, la definisce in un suo saggio “Cenerentola in paradiso”: e in effetti la vicenda di Panacea ha una certa somiglianza con una fiaba finita male.
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Perché, in Sardegna, la malaria costituiva un problema serio. Tra il 1944 e il 1945, erano cadute ammalate 78.173 persone, su una popolazione totale di 794.000.
E, per di più, il cittadino-medio era niente affatto collaborativo.
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Cosa troveremmo di fronte a noi, uscendo dalla nostra macchina del tempo programmata a “cent’anni fa da oggi”?
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Ah san Rocco, mio caro san Rocco! Diciamolo: siamo amici di infanzia, io e te – ho passato così tanto tempo sulle tue agiografie, quando ero all’università! Se non altro per la nostalgia che mi prende tutte le volte che penso alla mia Alma Universitas, è in effetti strano che abbia aspettato così a lungo […]
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Girano sui social commenti allarmanti e allarmati sulle linee di “ommioddio, si sta ripetendo ciò che è accaduto ai tempi della Spagnola: è scesa l’età media del malati, proprio come accadde nella seconda ondata iniziata a metà agosto!”.
In realtà sono due cose ben diverse. Per fortuna.
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“L’abito non mente” di Gaia Vicenzi non è, di per sè, un libro dedicato alla modest fashion.
Eppure, l’agile saggio (dedicato a “Il ruolo dell’abbigliamento nel definire chi siamo, cosa facciamo e come pensiamo”) offre spunti di riflessione molto interessanti per chiunque si interessi al tema della modestia cristiana nel vestire
E mica ce ne sono solamente cinque!
Stoffe che venivano tinte con sostanze poi rivelatesi tossiche; accessori che uccidevano gli artigiani causa dei processi chimici dannosi che avevano luogo durante la preparazione: la Storia della moda è tristemente piena di capi d’abbigliamento che – per così dire – si sono macchiati di sangue.