Tam Lin e gli altri toyboy delle fate

A leggere i testi d’epoca, sembra un dato di fatto: nel Medioevo, le isole britanniche erano piene di fate lussuriose che non vedevano l’ora di poter sedurre un bel maschione.
“Ci sarà stata la coda”, penserete probabilmente: “chi è che non vuole andare a letto con una fata?”.

Beh, in realtà bisognerebbe fare una attenta valutazione sul rapporto rischi/benefici: concedersi a una fata poteva essere piacevole e conveniente… ma era una attività non scevra di controindicazioni.

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Che differenza c’è tra un fantasma cattolico e un fantasma protestante?

Voi ci credete, ai fantasmi?

Se andassi in giro a fare seriamente questa domanda, oggidì potrei guadagnarmi tutt’al più qualche occhiata interdetta.
Qualche secolo fa, la medesima domanda avrebbe probabilmente gettato nel panico il mio interlocutore. E non perché il tapino avrebbe avuto l’impressione di star parlando con ‘na pazza, una strega, una spiritista che fa rituali strani.
No: perché la domanda diretta, “tu credi o non credi all’esistenza dei fantasmi?”, avrebbe di fatto costretto il mio interlocutore ad ammettere la sua confessione religiosa.
Cattolica, o protestante?

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Il pesce-vescovo comanda: “pregate per i marinai!”

Il primo a parlarne è lo zoologo francese Guillaume Rondelet, che pubblica nel 1544 il suo De piscibus marinis, in quibus verae piscium effigies expressae sunt.

Come dire: di fronte a un pesce con la mitria non sarei così sicura che si possa parlare di vere effigi… ma sono profondamente grata al Rondelet per aver dato il via a questa leggenda. 

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Il malefico, infido, verme dentale

Credeteci o no, ma il verme dentale non è un qualche animale immaginario del folklore medievale, alla pari di unicorno, fenice, caladrio, e compagnia bella. Il verme odontalgico è stato una reale teoria medico-scientifica, smentita solamente nel 1728.

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L’uccellaccio del buon augurio

Ce ne sono parecchie, di miniature simili. I bestiari medievali sono pieni di scenette come quella che vedete sopra: un pover’uomo se ne sta quieto nel suo letto, con tanto di berretto da notte e copertina morbida, quand’ecco che un uccello di dimensioni abnormi gli si piazza sulla pancia guardandolo in cagnesco.
Sembra la versione medievale della pubblicità dell’effervescente Brioschi: ma cosa significa davvero la scena che stiamo guardando? Chi è questo uccellaccio molesto che balza addosso alla brava gente che dorme?

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