Il cinghiale col push-up e la nail art è il peccatore medievale per eccellenza

Spero di non innescare con questo incipit una polemica sulla caccia, ma: io sorrido sempre, quando sento qualcheduno dire “nooo, ma poveri cinghiali: non c’è bisogno di farli ammazzare dai cacciatori. Se stanno avendo una crescita incontrollata, basterebbe una campagna di sterilizzazione”.

Per quanto mi riguarda, potete pure fare una campagna di evangelizzazione per promuovere tra i cinghiali la scelta della castità monastica: tutto fa brodo, purché arginiate ‘sta invasione di bestioni che fa danni a colture, animali, cose e persone. Un caro amico di famiglia ha passato giorni a lottare tra la vita e la morte (con tanto di telefonate dall’ospedale che richiamavano la moglie al capezzale del marito per dirgli addio) a causa di un incidente causato da un cinghiale che all’improvviso è spuntato dal nulla in una via della collina torinese.
Per capirci: la zona in cui abitano Ronaldo e la Littizzetto, mica steppe selvagge.

L’amico di famiglia adesso sta mediamente bene, ma da quel giorno è sorta tra me e Il Cinghiale una inimicizia radicata e insanabile.
Ragion per cui ho riso molto quando, nello sfogliare Uomini e animali nel Medioevo della sempre ottima Chiara Frugoni, mi sono trovata di fronte ad un paragrafo che definiva il cinghiale l’animale malvagio per eccellenza.

Chiaramente, non è la Frugoni che si diletta a diffamare cinghiali.
Ma se la medievista non può essere tacciata di cinghialofobia, tale definizione potrebbe adattarsi piuttosto bene a tanta brava gente medieval. Gente che i cinghiali ce li aveva decisamente in odio.

0f3727ccover27968

Ha l’aria di aver scritto non tanto per giustificare il suo operato di cacciatore, ma proprio per sfogare il suo livore contro i porci, l’anonimo autore de Les Libres du Roy Modus et de la Royne Ratio, una bizzarra via di mezzo tra il manuale di caccia e il testo di morale.
Composto verso la metà del Trecento e destinato ad avere una discreta fortuna fino a tutto il XVI secolo, il libro si lancia in una feroce invettiva contro il cinghiale, quando arriva a trattare delle migliori tecniche per stanarlo. In particolar modo, tra tutti gli animali, il cinghiale è considerato il peccatore per eccellenza, anzi l’incarnazione stessa del Male in grugno e setole.

Perché mai?
Beh: è tutto a causa di dieci sue caratteristiche.
Di alcune, l’associazione col peccato potrebbe essere comprensibile anche a noi moderni, con un po’ di fantasia. Alcune altre fanno ridere e basta.

Nel dubbio, esaminiamole tutte!

1. Il cinghiale è nero, come sono notoriamente tutti i peccatori – vivono immersi nell’oscurità del male, a differenza dei santi che rifulgono di luce

Michael Pastoreau, che al suo expertise di storico del colore aggiunge anche competenze non comuni in fatto di storia degli animali, scrive nel suo libro dedicato a Il Maiale che, tradizionalmente, gli animali dal pelo scuro (o, peggio ancora, quelli che vivevano nell’oscurità – vuoi perché animali notturni, vuoi perché animali del sottosuolo) venivano guardati con grande sospetto dalla popolazione.
Se ci pensate, sono tutti molto chiari gli animali che, nel nostro immaginario, si associano immediatamente a idee di santità cristiana o di bontà. Colomba, unicorno, agnello… potrei andare avanti!

2. Il cinghiale cammina grufolando con la testa rivolta verso il basso, mostrandosi in tal modo interessato solo alle cose terrene. Mai una volta che sollevi lo sguardo verso il Cielo, per un pensiero pio o per un cenno di gratitudine

Un cinghiale devoto io fatico a immaginarmelo, ma il moralista medievale sarà felice di sapere che questa sua osservazione mi ha spinta a riflettere sulla percentuale occupazioni mondane/pensieri spirituali nella mia giornata-tipo.
Sii un buon cristiano, non essere un cinghiale!

3. Il cinghiale si rotola nel fango, proprio come chi, alla sua sporcizia morale, aggiunge volutamente altra sporcizia, frequentando i giri sbagliati

Nonostante la credenza popolare, il cinghiale non è un animale particolarmente sudicio. Paradossalmente, il suo crogiolarsi nel fango ha una funzione igienico-sanitaria: rinfresca il corpo, funge da protezione contro i raggi solari e aiuta la cicatrizzazione di eventuali ferite.
Eppure, tant’è. Un animale scuro che peggiora la sua situazione andando a rotolarsi nella melma è, nel Medioevo, paragonabile a uno sprovveduto che, non pago di una situazione personale già difficile, sceglie volutamente di andare a infilarsi in brutti giri dove droga, criminalità e violenza sono all’ordine del giorno.

4. Il cinghiale è irascibile e aggressivo, come le persone che si abbandonano al vizio

E anche qui, non c’è molto da commentare (aggressivo, in effetti, il cinghiale lo è), quindi limitiamoci a riflettere sul saggio ammonimento del moralista medievale.
Amici: siate bestie pacifiche, non fate come il cinghiale!

5. Il cinghiale è orgoglioso e per questo muore, visto che è talmente stupido da non fuggire nemmeno di fronte alle mute di cani che lo inseguono

In effetti, pure questo è vero: quando si sente messo alle strette, il cinghiale tende ad attaccare, anche se già ferito o debilitato. Ne segue uno strenuo e disperato combattimento durante il quale il cinghiale tende a morire male… ma senza mai dare l’impressione di aver accettato la dura realtà dei fatti: e cioè, che è ferito, in minoranza e accerchiato da nemici armati molto più grandi e più grossi di lui.
C’è modo e modo di affrontare le disgrazie della vita. E, a detta del moralista medievale, il cinghiale le affronta nel modo più masochista, deleterio e penoso in assoluto.

Il cinghiale braccato, poverino, fa quello che può. In effetti, però, conosco alcuni individui umani che, spinti da un irrealistico senso di invincibilità, sfidano la legge o il buonsenso in modo non meno demenziale. Finendo col… finire male pure loro.

6. Provocato, il cinghiale assalta addirittura uomini e cavalli, andandosi a cercar rogne proprio come quei violenti che si infiammano come un cerino e vengono alle mani per un nonnulla

Una realtà sociale fortunatamente molto lontana da ogni mia esperienza diretta, ma che purtroppo esiste e che – con ancora maggior forza – doveva esistere ai tempi del moralista. Il quale arriva addirittura a riflettere sul fatto che…

7. Il cinghiale gira sempre armato dei suoi denti enormi e affilatissimi, proprio come quei guerrafondai che hanno sempre in tasca un coltello pronto da sfoderare

Ellamiseria, che tempo bruto doveva essere il Medioevo.

Anche se, amici che mi leggete, vorrei porre alla vostra attenzione il fatto che qui sta per venire il bello. Se fino ad adesso ci siamo limitati ad imputare al cinghiale asperità caratteriali più o meno giustificabili, il nostro moralista sta per fare il salto di qualità dando colpe al cinghiale a causa del suo aspetto fisico.
E infatti (tenetevi forte)…

8. Il cinghiale va a spasso con unghie inutilmente lunghe, proprio come fanno i vanitosi che dilapidano lo stipendio per andare in giro con le scarpe à la poulaine che mimano ridicole appendici unghiose dalle dimensioni abnormi e innaturali

Qui è difficile cogliere il parallelismo se non si è appassionati di Storia della Moda, cosa che però fortunatamente sono.
Il moralista se la sta prendendo con quelle scarpe tanto di moda nel tardo Medioevo, che si presentavano come una specie di “ballerina” decorata da una caratteristica punta lunga e arcuata.
Queste, per capirci.

3004

L’odio profondo che la società medievale mostrò nei confronti di queste calzature (originariamente nate in Polonia, da cui il nome) si spiega solo con l’antipatia con cui i moralisti dell’epoca guardavano a quei capi d’abbigliamento la cui unica funzione era ostentare il lusso.

E, in effetti, perché mai mettersi ai piedi dei trabiccoli di tal fatta, se non per l’orgogliosa volontà di gridare al mondo la propria ricchezza o (peggio ancora) per la vanesia fissazione di seguire a tutti i costi la moda del momento?
Peggio ancora, le scarpe à la poulaine erano una moda prevalentemente maschile – o meglio, erano proprio i modelli da uomo quelli in cui l’elefantesca protuberanza diventava particolarmente vistosa.
Se la vanità era (a fatica) tollerata nelle dame, in alcun modo poteva essere tollerata nei messeri. E quindi, lotta durissima a questa deprecabile moda, che le abnormi unghie del cinghiale sembravano in qualche modo imitare.

In termini moderni, diremmo che il cinghiale è vanesio perché spende un capitale in ricostruzioni in gel per poi sfoggiare improbabili nail art tra le più pacchiane.

9. Il cinghiale, nel periodo degli amori, si fabbrica imbottiture artificiali per il petto, agendo proprio come quegli uomini che mutano il loro aspetto con artifici e belletti, sottintendendo con ciò che, quando Dio li ha creati, non li ha creati “abbastanza bene”

A questo punto, stavo per prendere per cretino il moralista. Poi, ho fatto un salto su Wikipedia e ho scoperto che, invece, dice il vero. Durante il periodo degli amori, i cinghiali maschi sviluppano per davvero un ispessimento cutaneo adiposo che ricopre il collo e le spalle. Lo scopo non è estetico ma anzi funzionale: serve per dare al cinghiale una sorta di “cuscinetto di ciccia” che gli faccia da protezione nel corso dei combattimenti tra maschi, particolarmente frequenti in quel periodo.
Il moralista medievale, evidentemente, non era al corrente di questo dettaglio, limitandosi a considerare questo fenomeno come un fatto puramente estetico.

In termini moderni, diremmo che il cinghiale, oltre ad avere un debole per la nail art, va pure a farsi rifare il seno.

10. Infine: dopo aver scavato, triturato e devastato dappertutto, il cinghiale si scava una fossa nella terra e lì dentro sceglie di dormire. Si fa così inconsapevole allegoria dell’uomo che, con pari animalesca noncuranza, gode dei piaceri materiali senza pensare che anche lui, alla fine, finirà lì: in una fossa fangosa e sporca, divorato dai vermi.

E con questa gioiosa botta di vita, io auguro buona giornata a tutti.

762ed669d929844c105cd3bb25538c07

Nel “Mirois historial” di Vincent de Beauvais, un monaco tormentato dai diavoli invoca la protezione della Madonna. Notare come i diavoli tormentatori abbiano la forma di feroci cinghiali al seguito di Satana in persona. Che ovviamente è vestito di nero, con tanto di abominevoli scarpe alla polacca!

34 risposte a "Il cinghiale col push-up e la nail art è il peccatore medievale per eccellenza"

    1. Lucia

      Come no!!
      Avoja, la si mangiava eccome. Lo si considerava un animale cattivo d’animo, mica un animale impuro.
      La si mangiava e, direi, se ne andava a caccia con grande godimento. Posso immaginare, con lo spirito con cui si stana un animale infestante, non con lo spirito di onesta tenzone tra nemici che invece mi sembra caratterizzasse la caccia di animali considerati nobili, tipo il cervo.

      Piace a 3 people

      1. mikahel369

        Lucia, è un animale impuro, perché tutti gli animali che non accettano il sacrificio lo sono.
        Non so da dove prendi le tue informazioni, ma nel medioevo (e prima o dopo) chi lo mangiava lo avrebbe fatto al pari di un cane.

        "Mi piace"

        1. Lucia

          👀

          Ehm, a me non risulta proprio, tranne ovviamente che nelle culture in cui il suino è considerato un animale impuro. Di certo non nell’Europa cristiana ecco.

          Le fonti dell’articolo sono Chiara Frugoni e Pastoreau, li ho citati nell’articolo. Per vedere se il cinghiale si mangiava o no, penso che basterebbe andare a consultare un qualsiasi libro di ricette medievali e se ne troverebbero in abbondanza 😅

          Piace a 2 people

          1. mikahel369

            Casomai nell’Europa paolina, più che Cristiana. Gesù non è mai stato osservato mangiare carne considerata impura dai testi biblici, cioè quelli arrivati con il predecessore Mosè.
            Tutti gli animali che non si coricano per accettare il loro sacrificio possono essere considerati impuri, per vedere come invece ci siano animali che accettino il sacrifcio basta girare sul tubo e rendersene conto.
            Bisognerebbe ogni tanto sforzarsi di riconoscere che qualche tradizione Cristiana sia stata sovvertita per errore o altro. Come ho detto il suino fu usato da Gesù come contenitore per dei demoni (in Samaria), non credo che poi andasse a chiedere ad altri di mangiarne carne e cotenna! No!?

            "Mi piace"

          2. Lucia

            Beh, riguardo ai cibi impuri sono abbastanza espliciti anche alcuni passi del Vangelo, oltre alle lettere di Paolo.

            Mc 7 (14 e seguenti) è proprio parecchio esplicito:

            Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo». Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti.

            Comunque, paolina o cristiana che dir si voglia, sta di fatto che la gente dell’Europa medievale se lo mangiava con gusto, il maiale 😀

            "Mi piace"

          3. mikahel369

            C’è forse scritto che la carne impura è ora da considerarsi impura?
            Hai stralciato una parte del discorso, che in altri vangeli è riferita in modo diverso e nei hai colto i significati che altri hanno voluto imporre.
            Gesù, riferendosi ad i soliti ipocriti che chiesero del perché i suoi seguaci non si fossero fatta abluzione (parola scordata nel cristianesimo, guarda un po’) dopo aver lavorato la Terra (nobile lavoro che non richiede abluzione) disse le parole che hai scritto te, per far intendere che le parole degli ipocriti sono impure e corrompono l’animo, non l’operato della terra.

            Ma la vera riflessione deve partire dalla testimonianza della vita di Gesù, tale dovrebbero essere i vangeli canonici e non, Gesù dopo aver detto questo, ha mangiato carne impura? Ne ha mai mangiata o fatta mangiare?

            Non troverai nulla di questo, perché sono fandomie degli ipocriti, i quali oggi sono come cani a guardia delle eresie che hanno innestato nel Cristianesimo, e parlo di cose che conosco con certezza assoluta. Sono loro i primi a difendere l’intransigenza cattolica sulle scritture.

            "Mi piace"

          4. ago86

            I Vangeli e la tradizione ecclesiastica sono chiarissimi sulla questione purità/impurità. Se poi vogliamo tagliare certe parti perché contraddicono ad una teoria personale su un presunto cristianesimo – che nessuno conosce, a parte i sostenitori di tale teoria – allora “ex absurdo quodlibet”.

            "Mi piace"

          5. Lucia

            Ma più che altro, facendo un discorso storico (come quello da cui è partito questa discussione) l’interpretazione che la Cristianità ha sempre dato sul tema degli animali impuri è quella che abbiamo indicato io, Ago86 e SirCliges.
            Poi, ovviamente, ognuno di noi è libero di dissentire e di dare la sua personale interpretazione ai passaggi che sono stati riportati (anche più in basso – ci sono alcuni commenti che non sono stati annidati in risposta al tuo, Mikael).

            Però non è l’interpretazione ufficiale e di conseguenza non è nemmeno quella che veniva comunemente adottata nell’Europa medievale (e moderna).
            Magari c’era qualche eresia che considerava impuro il maiale, toh (non me ne viene in mente nessuna in questo momento, ma metti mai). Di certo però non era la norma 😀

            "Mi piace"

    1. Lucia

      🤣🤣🤣

      Io cinghiali a Roma non ne ho ancora mai visti, ma una sera veduto coi miei vivi occhi una GROSSA pantegana uscirsene bel bella da un tombino di via del Corso, passeggiando or qua or là sui sampietrini.

      Io sconvolta 🤣

      Piace a 2 people

      1. klaudjia

        Io ho visto un topo così grande che l’ho scambiata per un fatto di taglia piccola!! E ho visto più gabbiani a Piazzale Ostiense che ad Ostia.

        "Mi piace"

  1. mikahel369

    Non sò quanti animali rivolgono la testa al cielo, nemmeno gli uccelli… Be uno c’è, il pipistrello, quello che fu creato da un impasto di argilla.
    Gli uomini dovrebbero farlo, ma siccome continuano a mangiare maiale e cinghiale (parenti stretti) anche essi guardano in basso.
    Ma non vanno odiati, se non utilizzati, come fece qualcuno utilizzandoli come cestino da pattumiera per dei demoni mascalzoni.

    "Mi piace"

    1. Lucia

      Beh, la maggior parte degli animali è in grado di alzare la testa verso l’alto, direi. Pure il cane che guarda il padrone per dire.
      Il cinghiale… non so se sia materialmente impossibilitato a farlo, ma il fatto di avere un collo così tozzo da sembrare quasi inesistente sicuramente ha contribuito ha dargli l’aria di una bestia che guarda solo verso il bass
      o.
      O almeno, penso fosse questa la ratio nel ragionamento del moralista medievale 😉

      Piace a 2 people

      1. klaudjia

        Il cinghiale è un animale potenzialmente letale per l’uomo (anche se nella realtà siamo noi che ce li mangiamo). Sicuramente anche questo ha contribuito a questa sua brutta fama.

        "Mi piace"

        1. Lucia

          Klaudjia: eccome se è letale! Tu pensa che il re di Francia (!!) Filippo IV è morto durante una battuta di caccia al cinghiale (anche se a onor del vero il cinghiale potrebbe anche non avere colpe – secondo alcuni, il re potrebbe semplicemente aver avuto un malore che ne ha causato la caduta da cavallo, casualmente nel corso di questa battuta). Ad ogni modo.

          Comunque sì, il cinghiale è pericoloso, ma direi che all’epoca veniva considerato pericoloso e vile. Altri animali pericolosi venivano comunque guardati con un certo rispetto; il cinghiale, poveretto, no 😐

          Piace a 1 persona

        1. Lucia

          Ehm, no 😅 io parlavo proprio della capacità (o incapacità) dei cinghiali di muovere la testa verso l’alto per le loro necessità, che evidentemente sarà stata osservata dagli uomini medievali e poi analizzata in chiave allegorica.

          Peraltro oggi un lettore mi scriveva su Facebook che davvero i cinghiali sono fisicamente incapaci di guardare in alto. I lattonzoli ci riescono, mi spiegava, ma con la crescita il collo diventa rigido, perdendo mobilità. Quindi aveva pure ragione, il moralista! 😯

          "Mi piace"

          1. mikahel369

            Nel testo del tuo articolo si parla di ciò che dico io:
            “Il cinghiale cammina grufolando con la testa rivolta verso il basso, mostrandosi in tal modo interessato solo alle cose terrene. Mai una volta che sollevi lo sguardo verso il Cielo, per un pensiero pio o per un cenno di gratitudine”
            Il tuo lettore di fb conosce la capacità oculare dei cinghiali?

            "Mi piace"

          2. Lucia

            Il lettore di Facebook non lo so, io no, mi limito a riferire 🙂 Cos’ha di particolare?

            Comunque… sì: nel testo si parlava di quello che dici tu, ma in senso allegorico. Era il tipico ragionamento allegorico del Medioevo: a comportamento realmente osservato in natura si attribuiscono valori morali e significati di tutt’altro tipo.

            Per dire, si diceva anche che il pellicano è solito squarciarsi il petto per alimentare i suoi figli con la sua stessa carne (pare, a causa di un movimento del becco che il pellicano fa davvero quando estrae il cibo per i pulcini), ponendo in essere con ciò un comportamento eucaristico.

            Ovviamente sono persuasa che il pellicano non sappia nemmeno dove sta di casa, l’Eucarestia 😅

            "Mi piace"

          3. Lucia

            Ehm, ma il fatto è che in questo caso ho ragione 😅 tutt’al più potrei essere in torto se ho scritto in maniera fraintendibile, al limite.

            Un bel libro sui bestiari medievali è, tra gli altri, Bestiari del Medioevo dell’ottimo Michael Pastoreau, edizioni Einaudi. Spiega molto bene in che modo e attraverso quali passi il pensiero medievale arrivava ad attribuire agli animali vizi, virtù e una selva di significati allegorici. Pastoreau è maestro in queste cose!

            Piace a 3 people

  2. sircliges

    Non ho proprio capito il senso del discorso di Mikahel369.

    Il cinghiale “era” un animale impuro? Embè. Il cristianesimo ha abolito tutte le prescrizioni alimentari. Negli Atti degli Apostoli, capitoli 10 e 11, Pietro ha una visione in cui Cristo gli dice che può mangiare tutti gli animali, perché “ciò che Dio ha reso puro, tu non chiamarlo impuro”.
    Il fatto che esse fossero state osservate da Gesù, quando viveva tra gli ebrei, è semplicemente dovuto al fatto che Gesù non ha detto di persona tutto quanto, ma su alcune cose ha detto “queste ve le dirà poi lo Spirito Santo”.

    Piace a 2 people

  3. sircliges

    At 10, 9

    «9Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. 10Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. 11Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. 12In essa c’era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. 13Allora risuonò una voce che gli diceva: “Alzati, Pietro, uccidi e mangia!”. 14Ma Pietro rispose: “No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo”. 15E la voce di nuovo a lui: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano”. 16Questo accadde per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu risollevato al cielo.»

    "Mi piace"

  4. ago86

    Ma anche Mt 15:

    [10]Poi riunita la folla disse: «Ascoltate e intendete! [11]Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!».

    [12]Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: «Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?». [13]Ed egli rispose: «Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. [14]Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». [15]Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». [16]Ed egli rispose: «Anche voi siete ancora senza intelletto? [17]Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna? [18]Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo. [19]Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. [20]Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l’uomo».

    Gesù osservava la Torah perché doveva portarla a compimento. Tutto qui. Se vogliamo contare gli esempi in cui Cristo con parole e gesti va al vero spirito della Legge, beh ne è pieno il Vangelo.

    "Mi piace"

  5. Pingback: Che cosa c’entra il maiale con sant’Antonio? – Una penna spuntata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...