Il cinghiale col push-up e la nail art è il peccatore medievale per eccellenza

Spero di non innescare con questo incipit una polemica sulla caccia, ma: io sorrido sempre, quando sento qualcheduno dire “nooo, ma poveri cinghiali: non c’è bisogno di farli ammazzare dai cacciatori. Se stanno avendo una crescita incontrollata, basterebbe una campagna di sterilizzazione”.

Per quanto mi riguarda, potete pure fare una campagna di evangelizzazione per promuovere tra i cinghiali la scelta della castità monastica: tutto fa brodo, purché arginiate ‘sta invasione di bestioni che fa danni a colture, animali, cose e persone. Un caro amico di famiglia ha passato giorni a lottare tra la vita e la morte (con tanto di telefonate dall’ospedale che richiamavano la moglie al capezzale del marito per dirgli addio) a causa di un incidente causato da un cinghiale che all’improvviso è spuntato dal nulla in una via della collina torinese.
Per capirci: la zona in cui abitano Ronaldo e la Littizzetto, mica steppe selvagge.

L’amico di famiglia adesso sta mediamente bene, ma da quel giorno è sorta tra me e Il Cinghiale una inimicizia radicata e insanabile.
Ragion per cui ho riso molto quando, nello sfogliare Uomini e animali nel Medioevo della sempre ottima Chiara Frugoni, mi sono trovata di fronte ad un paragrafo che definiva il cinghiale l’animale malvagio per eccellenza.

Chiaramente, non è la Frugoni che si diletta a diffamare cinghiali.
Ma se la medievista non può essere tacciata di cinghialofobia, tale definizione potrebbe adattarsi piuttosto bene a tanta brava gente medieval. Gente che i cinghiali ce li aveva decisamente in odio.

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Ha l’aria di aver scritto non tanto per giustificare il suo operato di cacciatore, ma proprio per sfogare il suo livore contro i porci, l’anonimo autore de Les Libres du Roy Modus et de la Royne Ratio, una bizzarra via di mezzo tra il manuale di caccia e il testo di morale.
Composto verso la metà del Trecento e destinato ad avere una discreta fortuna fino a tutto il XVI secolo, il libro si lancia in una feroce invettiva contro il cinghiale, quando arriva a trattare delle migliori tecniche per stanarlo. In particolar modo, tra tutti gli animali, il cinghiale è considerato il peccatore per eccellenza, anzi l’incarnazione stessa del Male in grugno e setole.

Perché mai?
Beh: è tutto a causa di dieci sue caratteristiche.
Di alcune, l’associazione col peccato potrebbe essere comprensibile anche a noi moderni, con un po’ di fantasia. Alcune altre fanno ridere e basta.

Nel dubbio, esaminiamole tutte!

1. Il cinghiale è nero, come sono notoriamente tutti i peccatori – vivono immersi nell’oscurità del male, a differenza dei santi che rifulgono di luce

Michael Pastoreau, che al suo expertise di storico del colore aggiunge anche competenze non comuni in fatto di storia degli animali, scrive nel suo libro dedicato a Il Maiale che, tradizionalmente, gli animali dal pelo scuro (o, peggio ancora, quelli che vivevano nell’oscurità – vuoi perché animali notturni, vuoi perché animali del sottosuolo) venivano guardati con grande sospetto dalla popolazione.
Se ci pensate, sono tutti molto chiari gli animali che, nel nostro immaginario, si associano immediatamente a idee di santità cristiana o di bontà. Colomba, unicorno, agnello… potrei andare avanti!

2. Il cinghiale cammina grufolando con la testa rivolta verso il basso, mostrandosi in tal modo interessato solo alle cose terrene. Mai una volta che sollevi lo sguardo verso il Cielo, per un pensiero pio o per un cenno di gratitudine

Un cinghiale devoto io fatico a immaginarmelo, ma il moralista medievale sarà felice di sapere che questa sua osservazione mi ha spinta a riflettere sulla percentuale occupazioni mondane/pensieri spirituali nella mia giornata-tipo.
Sii un buon cristiano, non essere un cinghiale!

3. Il cinghiale si rotola nel fango, proprio come chi, alla sua sporcizia morale, aggiunge volutamente altra sporcizia, frequentando i giri sbagliati

Nonostante la credenza popolare, il cinghiale non è un animale particolarmente sudicio. Paradossalmente, il suo crogiolarsi nel fango ha una funzione igienico-sanitaria: rinfresca il corpo, funge da protezione contro i raggi solari e aiuta la cicatrizzazione di eventuali ferite.
Eppure, tant’è. Un animale scuro che peggiora la sua situazione andando a rotolarsi nella melma è, nel Medioevo, paragonabile a uno sprovveduto che, non pago di una situazione personale già difficile, sceglie volutamente di andare a infilarsi in brutti giri dove droga, criminalità e violenza sono all’ordine del giorno.

4. Il cinghiale è irascibile e aggressivo, come le persone che si abbandonano al vizio

E anche qui, non c’è molto da commentare (aggressivo, in effetti, il cinghiale lo è), quindi limitiamoci a riflettere sul saggio ammonimento del moralista medievale.
Amici: siate bestie pacifiche, non fate come il cinghiale!

5. Il cinghiale è orgoglioso e per questo muore, visto che è talmente stupido da non fuggire nemmeno di fronte alle mute di cani che lo inseguono

In effetti, pure questo è vero: quando si sente messo alle strette, il cinghiale tende ad attaccare, anche se già ferito o debilitato. Ne segue uno strenuo e disperato combattimento durante il quale il cinghiale tende a morire male… ma senza mai dare l’impressione di aver accettato la dura realtà dei fatti: e cioè, che è ferito, in minoranza e accerchiato da nemici armati molto più grandi e più grossi di lui.
C’è modo e modo di affrontare le disgrazie della vita. E, a detta del moralista medievale, il cinghiale le affronta nel modo più masochista, deleterio e penoso in assoluto.

Il cinghiale braccato, poverino, fa quello che può. In effetti, però, conosco alcuni individui umani che, spinti da un irrealistico senso di invincibilità, sfidano la legge o il buonsenso in modo non meno demenziale. Finendo col… finire male pure loro.

6. Provocato, il cinghiale assalta addirittura uomini e cavalli, andandosi a cercar rogne proprio come quei violenti che si infiammano come un cerino e vengono alle mani per un nonnulla

Una realtà sociale fortunatamente molto lontana da ogni mia esperienza diretta, ma che purtroppo esiste e che – con ancora maggior forza – doveva esistere ai tempi del moralista. Il quale arriva addirittura a riflettere sul fatto che…

7. Il cinghiale gira sempre armato dei suoi denti enormi e affilatissimi, proprio come quei guerrafondai che hanno sempre in tasca un coltello pronto da sfoderare

Ellamiseria, che tempo bruto doveva essere il Medioevo.

Anche se, amici che mi leggete, vorrei porre alla vostra attenzione il fatto che qui sta per venire il bello. Se fino ad adesso ci siamo limitati ad imputare al cinghiale asperità caratteriali più o meno giustificabili, il nostro moralista sta per fare il salto di qualità dando colpe al cinghiale a causa del suo aspetto fisico.
E infatti (tenetevi forte)…

8. Il cinghiale va a spasso con unghie inutilmente lunghe, proprio come fanno i vanitosi che dilapidano lo stipendio per andare in giro con le scarpe à la poulaine che mimano ridicole appendici unghiose dalle dimensioni abnormi e innaturali

Qui è difficile cogliere il parallelismo se non si è appassionati di Storia della Moda, cosa che però fortunatamente sono.
Il moralista se la sta prendendo con quelle scarpe tanto di moda nel tardo Medioevo, che si presentavano come una specie di “ballerina” decorata da una caratteristica punta lunga e arcuata.
Queste, per capirci.

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L’odio profondo che la società medievale mostrò nei confronti di queste calzature (originariamente nate in Polonia, da cui il nome) si spiega solo con l’antipatia con cui i moralisti dell’epoca guardavano a quei capi d’abbigliamento la cui unica funzione era ostentare il lusso.

E, in effetti, perché mai mettersi ai piedi dei trabiccoli di tal fatta, se non per l’orgogliosa volontà di gridare al mondo la propria ricchezza o (peggio ancora) per la vanesia fissazione di seguire a tutti i costi la moda del momento?
Peggio ancora, le scarpe à la poulaine erano una moda prevalentemente maschile – o meglio, erano proprio i modelli da uomo quelli in cui l’elefantesca protuberanza diventava particolarmente vistosa.
Se la vanità era (a fatica) tollerata nelle dame, in alcun modo poteva essere tollerata nei messeri. E quindi, lotta durissima a questa deprecabile moda, che le abnormi unghie del cinghiale sembravano in qualche modo imitare.

In termini moderni, diremmo che il cinghiale è vanesio perché spende un capitale in ricostruzioni in gel per poi sfoggiare improbabili nail art tra le più pacchiane.

9. Il cinghiale, nel periodo degli amori, si fabbrica imbottiture artificiali per il petto, agendo proprio come quegli uomini che mutano il loro aspetto con artifici e belletti, sottintendendo con ciò che, quando Dio li ha creati, non li ha creati “abbastanza bene”

A questo punto, stavo per prendere per cretino il moralista. Poi, ho fatto un salto su Wikipedia e ho scoperto che, invece, dice il vero. Durante il periodo degli amori, i cinghiali maschi sviluppano per davvero un ispessimento cutaneo adiposo che ricopre il collo e le spalle. Lo scopo non è estetico ma anzi funzionale: serve per dare al cinghiale una sorta di “cuscinetto di ciccia” che gli faccia da protezione nel corso dei combattimenti tra maschi, particolarmente frequenti in quel periodo.
Il moralista medievale, evidentemente, non era al corrente di questo dettaglio, limitandosi a considerare questo fenomeno come un fatto puramente estetico.

In termini moderni, diremmo che il cinghiale, oltre ad avere un debole per la nail art, va pure a farsi rifare il seno.

10. Infine: dopo aver scavato, triturato e devastato dappertutto, il cinghiale si scava una fossa nella terra e lì dentro sceglie di dormire. Si fa così inconsapevole allegoria dell’uomo che, con pari animalesca noncuranza, gode dei piaceri materiali senza pensare che anche lui, alla fine, finirà lì: in una fossa fangosa e sporca, divorato dai vermi.

E con questa gioiosa botta di vita, io auguro buona giornata a tutti.

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Nel “Mirois historial” di Vincent de Beauvais, un monaco tormentato dai diavoli invoca la protezione della Madonna. Notare come i diavoli tormentatori abbiano la forma di feroci cinghiali al seguito di Satana in persona. Che ovviamente è vestito di nero, con tanto di abominevoli scarpe alla polacca!

61 risposte a "Il cinghiale col push-up e la nail art è il peccatore medievale per eccellenza"

    1. Lucia

      Come no!!
      Avoja, la si mangiava eccome. Lo si considerava un animale cattivo d’animo, mica un animale impuro.
      La si mangiava e, direi, se ne andava a caccia con grande godimento. Posso immaginare, con lo spirito con cui si stana un animale infestante, non con lo spirito di onesta tenzone tra nemici che invece mi sembra caratterizzasse la caccia di animali considerati nobili, tipo il cervo.

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      1. mikahel369

        Lucia, è un animale impuro, perché tutti gli animali che non accettano il sacrificio lo sono.
        Non so da dove prendi le tue informazioni, ma nel medioevo (e prima o dopo) chi lo mangiava lo avrebbe fatto al pari di un cane.

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        1. Lucia

          👀

          Ehm, a me non risulta proprio, tranne ovviamente che nelle culture in cui il suino è considerato un animale impuro. Di certo non nell’Europa cristiana ecco.

          Le fonti dell’articolo sono Chiara Frugoni e Pastoreau, li ho citati nell’articolo. Per vedere se il cinghiale si mangiava o no, penso che basterebbe andare a consultare un qualsiasi libro di ricette medievali e se ne troverebbero in abbondanza 😅

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          1. mikahel369

            Casomai nell’Europa paolina, più che Cristiana. Gesù non è mai stato osservato mangiare carne considerata impura dai testi biblici, cioè quelli arrivati con il predecessore Mosè.
            Tutti gli animali che non si coricano per accettare il loro sacrificio possono essere considerati impuri, per vedere come invece ci siano animali che accettino il sacrifcio basta girare sul tubo e rendersene conto.
            Bisognerebbe ogni tanto sforzarsi di riconoscere che qualche tradizione Cristiana sia stata sovvertita per errore o altro. Come ho detto il suino fu usato da Gesù come contenitore per dei demoni (in Samaria), non credo che poi andasse a chiedere ad altri di mangiarne carne e cotenna! No!?

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          2. Lucia

            Beh, riguardo ai cibi impuri sono abbastanza espliciti anche alcuni passi del Vangelo, oltre alle lettere di Paolo.

            Mc 7 (14 e seguenti) è proprio parecchio esplicito:

            Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo». Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti.

            Comunque, paolina o cristiana che dir si voglia, sta di fatto che la gente dell’Europa medievale se lo mangiava con gusto, il maiale 😀

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          3. mikahel369

            C’è forse scritto che la carne impura è ora da considerarsi impura?
            Hai stralciato una parte del discorso, che in altri vangeli è riferita in modo diverso e nei hai colto i significati che altri hanno voluto imporre.
            Gesù, riferendosi ad i soliti ipocriti che chiesero del perché i suoi seguaci non si fossero fatta abluzione (parola scordata nel cristianesimo, guarda un po’) dopo aver lavorato la Terra (nobile lavoro che non richiede abluzione) disse le parole che hai scritto te, per far intendere che le parole degli ipocriti sono impure e corrompono l’animo, non l’operato della terra.

            Ma la vera riflessione deve partire dalla testimonianza della vita di Gesù, tale dovrebbero essere i vangeli canonici e non, Gesù dopo aver detto questo, ha mangiato carne impura? Ne ha mai mangiata o fatta mangiare?

            Non troverai nulla di questo, perché sono fandomie degli ipocriti, i quali oggi sono come cani a guardia delle eresie che hanno innestato nel Cristianesimo, e parlo di cose che conosco con certezza assoluta. Sono loro i primi a difendere l’intransigenza cattolica sulle scritture.

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          4. ago86

            I Vangeli e la tradizione ecclesiastica sono chiarissimi sulla questione purità/impurità. Se poi vogliamo tagliare certe parti perché contraddicono ad una teoria personale su un presunto cristianesimo – che nessuno conosce, a parte i sostenitori di tale teoria – allora “ex absurdo quodlibet”.

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          5. Lucia

            Ma più che altro, facendo un discorso storico (come quello da cui è partito questa discussione) l’interpretazione che la Cristianità ha sempre dato sul tema degli animali impuri è quella che abbiamo indicato io, Ago86 e SirCliges.
            Poi, ovviamente, ognuno di noi è libero di dissentire e di dare la sua personale interpretazione ai passaggi che sono stati riportati (anche più in basso – ci sono alcuni commenti che non sono stati annidati in risposta al tuo, Mikael).

            Però non è l’interpretazione ufficiale e di conseguenza non è nemmeno quella che veniva comunemente adottata nell’Europa medievale (e moderna).
            Magari c’era qualche eresia che considerava impuro il maiale, toh (non me ne viene in mente nessuna in questo momento, ma metti mai). Di certo però non era la norma 😀

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          6. mikahel369

            Lucia, io per evitare di scomodare reperti storici, testi antichi o giurisprudenza di qualsiasi tipo ho posto una semplice questione, e la pongo a tutta la Cristianetà: Gesù, dopo aver detto la storica frase “non è quello che entra dalla bocca…” (frase scritta in più modi e a mio avviso mal interpretata), ha mangiato quelle carni che dagli Ebrei erano considerate impure? Vi sono testimonianze?

            La domanda la pongo per un semplice motivo, chi si definisce cristiano deve seguire i passi di Gesù, non le interpretazioni di altri (anche se di Paolo) altrimenti vi state facendo una religione Vostra, non cristiana.
            Al resto delle discussioni ora andrò a leggerle se il caso interverro.

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          7. Lucia

            Probabilmente allora concorderesti con quello che affermano alcuni Protestanti dicendo che i Cattolici non sono veramente cristiani 😅 perché (come vedo ti è già stato detto da altri commentatori) la visione che dici tu (“il cristiano deve seguire i passi di Gesù, non le interpretazioni di altri”) è ovviamente rispettabilissima, ma è quella cattolica.

            Tu mi citi san Paolo: altro che Paolo, io considero dogma di fede pure ‘na cosa che ha scritto il signor Pacelli nel 1950 (e se rifiutassi di considerarla dogma non mi starei comportando da cattolica)… quindi capisco il tuo punto di vista, ma… non è il punto di vista dei cattolici 🙂

            (N.B. la “cosa che ha scritto il signor Pacelli nel 1950” è, ovviamente, il dogma dell’Assunzione di Maria, proclamato ex cathedra da papa Pio XII. Un esempio fra i tanti, ma forse il più eclatante)

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          8. mikahel369

            Un conto è seguire i dogmi cattolici, un conto mettere in bocca a colui che dovrebbe essere la guida della vostra fede, parole ed intenzioni che non sono tali. È del tutto inutile, immagino, che ti dica che nonostante quelle parole scritte sui vanheli, Gesù non abbia mai voluto rendere le ito ciò che non lo era, ma casomai (ammettendo che le parole fossero soll quelle) solo stigmatizzare il fatto che la prima o sola impurità è dal cuore che esce.
            Io contesto la faciloneria di alcune deduzioni.

            La carne impura non rende impura la persona, ma la destabilizza, così come lo fa l’alchol, ed ovviamente crea dei problemi allo spirito, quello intellettivo quello che deve tenere a bada l’ego (i sensi), che poi non è altro ciò che porta guerra ed attaccamento al mondo.
            Quanto danno faccia il consumo continuato di alimenti non idonei è abbastanza chiaro.

            Ripeto qui non si tratta di riformare il cattolicesimo (che ad essere onesti io non amo) ma di rimettere in traiettoria il comportamento di ogni singolo credente con quello che è l’insegnamento della guida Gesù, altrimenti non seguite Gesù così come gli Ebrei d’oggi (la maggior parte) non seguono Mosè.
            Puoi arroccarti come preferisci e te lo lascerò fare quanto vuoi, ma non c’è inganno in ciò che scrivo.

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          9. Celia

            Da qualche parte sta anche scritto, se non mi inganno, una cosa che probabilmente ogni credente di ogni confessione monoteista condivide: che la superbia è il peggior peccato contro Dio. Ed anche contro l’uomo, oso aggiungere.

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          10. mikahel369

            Si certamente, ma anche l’essere machiavellici.
            Se ti riferisci a qualcosa di preciso io posso risponderti ed eventualmente difendermi, se ti nascondi in piena luce…
            Dimmi dove penso io sia superbo?

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          11. Lucia

            Ehm… io però vorrei sottolineare che si sta andando leggermente fuori tema, nel senso che tutta questa discussione sulle carni impure era partita dalla tua affermazione, qualche commento più sopra, per cui nel Medio Evo la gente non mangiava il cinghiale considerandolo impuro, e quelli che lo mangiavano lo facevano con lo stesso spirito con cui avrebbero mangiato il cane.
            Una affermazione che ti è stato fatto notare essere inesatta, perché nell’Occidente cristiano medievale si era completamente perso il concetto di “cibo impuro”, giacché il Cattolicesimo, fin dalle sue origini, ha ritenuto superata la distinzione tra cibi puri/impuri a causa di tutti i passi neotestamentari che ti sono stati riportati.

            Ora, possiamo anche passare giorni a discutere sull’interpretazione di questi passi 😅 ma resta il fatto che l’interpretazione data dai cattolici è quella. Ergo:

            a) nel Medioevo la gente seguiva questa interpretazione;
            b) è assai probabile che la seguano anche coloro che commentano in questo sito, e temo che non sarà nemmeno facile far cambiare loro idea.

            Stante il punto A, tutt’al più si può discutere assieme sul punto B, ma – come dire – è un argomento leggermente off topic 😅

            Riguardo al Medioevo, quando parlavi di cibi “non adatti” che destabilizzano l’organismo, mi è tornato alla mente il divertente caso del dibattito tra papa Urbano V e l’ordine dei Certosini. I Certosini vivevano secondo una regola estremamente rigida che vietava loro il consumo di carne (di qualsiasi tipo). Seguendo anche il consiglio dei medici, che ritenevano che una dieta così povera potesse compromettere la salute dei monaci, papa Urbano V aveva mostrato l’intenzione di riformare la regola dei Certosini sdoganando, fra le altre cose, il consumo di carne.
            I Certosini protestarono molto, temendo che una riforma della regola li avrebbe snaturati, e alla fine l’ebbero vinta: Urbano V ritirò il suo progetto di riforma.

            Nel mentre, a difesa della loro scelta di vita, i Certosini avevano fatto comporre una serie di testi che cercavano di dare un appiglio biblico/teologico alla loro scelta di astinenza integrale. A una lettura veloce, mi sembra che le loro posizioni siano riassunte abbastanza bene qui.

            Cito il passo secondo me più interessante, che si riferisce a un trattato scritto dal certosino Guglielmo d’Ivrea:

            Guglielmo stabilisce con San Paolo che la carne, come tutti gli altri cibi donati da Dio, può essere mangiata in tutta legalità se non c’è voto contrario, anche se curiosamente egli sostiene che, prima del diluvio universale non si mangiava carne e solo dopo si sarebbe cominciato a usarla, non per debolezza fisica quanto piuttosto per l’abbassamento del livello morale dell’uomo.
            A sostegno della propria tesi, Guglielmo riporta alcuni esempi biblici: Geremia loda caldamente i Recabiti per la loro astinenza dal vino (una prova però poco adatta, dato che i certosini bevono vino!); un corvo, simbolo del demonio, porta della carne ad Elia, ma un angelo gli porta pane e acqua; Giovanni Battista si nutre di miele e di insetti[…]; e i miracoli di Gesù riguardano il pane, i pesci e il vino, ma non la carne[…]. Se ciò che non è esplicitamente condannato è permesso – questa è la base del ragionamento – l’astinenza delle carni è del tutto lecita, e anche l’astinenza dalla consumazione dell’agnello pasquale non è più necessaria, dato che non lo si mangia in forma cerimoniale”

            Ecco, questo è il massimo che si potrebbe trovare, cercando un testo che, restando nell’alveo dell’ortodossia cattolica, contestasse l’uso di carne nel Medioevo europeo.

            Che forse può essere interessante per la questione “alimenti non adatti destabilizzano il corpo” (i Certosini medievali ti avrebbero dato ragione), ma che comunque parte da presupposti biblici che non hanno niente a che vedere con la distinzione tra cibi puri e impuri.
            Quella questione, la cattolicità l’ha proprio sviscerata, chiusa e archiviata da mo’, come immagino si sarà notato dal monotono ripetersi da parte nostra di risposte tutte quante uguali 😀

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          12. mikahel369

            Be, tu apri altri punti e quindi poi costringi la discussione a prendere altri voli.

            Io però non intendevo squilibrio fisico, non mi hai capito perché non conosci gli effetti della carne impura, ho parlato di somiglianza con il vino nel senso che stordisce l’intelletto. Ecco le carni mal trattate (anche ad esempio una mucca sbranata in parte da un lupo è da considerarsi impura) portano con se tutta la nevrosi dell’anima-le che così riversiamo su noi stessi. I maiali ed altri animali, non accettano sacrificio, li devi uccidere.
            In più c’è un testo molto attendibile da rispettare, da tutti i monoteisti (anche voi che dite 3), ovvero il comandamento di Non Uccidere, ergo l’animale deve essere sacrificato, ovvero si deve seguire una dettagliata procedura che non è come uccidere un animale, ma sacrificarlo (so che i cattolici si fanno beffe di questa che gli sembra una pagliuzza, ma dovete verificarne la differenza per capirne il reale significato, perfavore guarda qui https://youtu.be/vc5BWafzEu4)!

            Il vino del miracolo era vino? i commensali furono sorpresi dalla qualità di quel vino, sicura che Gesù non fece credere loro di bere del buon vino ma vino non era o lo era ma non è detto avesse alchol? Aldilà di questo, di cui fate un dogma ma che invece non è, Gesù non beveva vino ne altri alcolici!

            Per quanto riguarda le astinenze non più necessarie, ovvero i digiuni, questo è il punto cruciale. Evidentemente (atto di presunzione mio) te non conosci l’effetto del digiuno (totale) sul controllo dell’animosità o animalità dell’uomo, cioè del rimuovere forza all’ego a beneficio dello spirito (il Battista digiunava molto, Gesù altrettanto o non fece 40 giorni nel deserto?) e chi pensi abbia fatto rimuovere il digiuno dai partecipanti della chiesa, Gesu? Forse non credete che esiste Satana? Non può essere stato Satana, chi vi dà questa presunzione che gli aggiornamenti di modernizzazione ecclesiastica vengano dal cielo e non dalle viscere?

            Ora però mi cheto (risponderò se il caso solo all’altro utente che ha scritto in coda) , solo dicendoti che forse ho usato un po’ la tua discussione, ma l’ho fatto perché speravo di trovare persone disposte a ridisegnare il futuro dei fedeli cristiani, che vedo avviluppato in un nero e tetro futuro, purtroppo ho trovato in te un altro baluardo di fedele a concetti ed elaborazioni umane che non segue le orme di Gesù, ma di tanti altri personaggi che lo hanno seguito (primo fra tutti Simone il mago, ultimo Papa Francesco).

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          13. Lucia

            Ecco, sulla fedeltà a papa Francesco mi hai capita 😅

            In compenso, sugli squilibri dati dal consumo di carne, io avevo capito benissimo cosa intendevi: anche nel Medioevo cristiano, una delle ragioni per cui la Chiesa suggeriva di limitare il consumo di carne attraverso l’astinenza periodica era perché si riteneva che un suo consumo smodato potesse avere ripercussioni anche sul piano spirituale. Non c’entrava niente l’idea di carni pure e impure ma c’entrava molto la teoria degli umori su cui si basava la medicina galenica: un consumo smodato di carne poteva portare a ripercussioni spiacevoli sia sul piano fisico che su quello mentale. Tra le altre cose, evitare le carni nei periodi di astinenza non aveva solo uno scopo penitenziale ma (secondariamente) anche quello di depurare corpo e spirito, per così dire. Non dubito che ci fosse anche questo elemento (tra gli altri) nella scelta dei certosini di praticare astinenza 365 giorni all’anno.

            Ovviamente adesso nessuno crede più questa cosa ma è rimasto intatto il valore penitenziale e di “palestra per l’anima” grazie al cielo.

            Gli effetti del digiuno totale sul controllo dell’animalità dell’uomo li conosco molto bene e su queste pagine li decanto spesso, tant’è che, salute permettendo, digiuno in modo più severo di quanto non prescriva obbligatoriamente la Chiesa oggi, e mi astengo dalle carni per periodi molto molto più lunghi di quelli prescritti obbligatoriamente.
            E sul punto, concordo nel dire che l’alleggerire le norme per il digiuno è l’astinenza non è stata, col senno di poi, una grande mossa strategica: se uno leggesse le norme, si renderebbe conto che la Chiesa fissa gli obiettivi “minimi sindacali” lasciando poi alla coscienza del fedele la scelta di fare, eventualmente, di più; all’atto pratico, una riforma fatta con questi presupposti tende generalmente a far sì che tutti i riformati si appiattiscano sull’obiettivo minimo sindacale 😅

            Qualche riflessioni sul tema dal punto di vista cattolico le trovi in

            Elogio del digiuno quaresimale

            Il digiuno quaresimale: non è una dieta, non è fine a se stesso, non è un rifiuto del cibo, non è un relitto del passato

            (Comunque non è che il digiuno sia stato abolito del tutto eh! Minimo due/tre giorni all’anno (più tre che due), ce tocca. E con l’astinenza in teoria bisognerebbe avere dimestichezza non dico su base settimanale o quasi).

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          14. mikahel369

            Se hai ben capito che non ci si può fidare di uomini ed istituzioni, ma solo della Verità, allora perché questa difesa del cattolicesimo anziché del cristianesimo? Perché trasgredire ancora l’ordine delle carni impure etc… Non voglio reiniziare, ma vedo un atteggiamento misto ecco.

            Questa cosa poi di Papa Francesco è semplicemente assurda “partire dal sano invito di Papa Francesco a “digiunare” dall’indifferenza verso il prossimo, scrive: “se il vostro obiettivo è cambiare il vostro corpo, allora sì, probabilmente è una buona idea astenervi dall’alcool e dai dolci.”
            Lui dovrebbe bandire assolutamente l’uso del alcol, invece è praticamente un avvallo all’uso se non si vuole/necessita di cambiare il corpo, che poi chissenefrega del corpo mortale. Mah!?

            Il digiuno cattolico, scusa se sono esplicito, è risibile. Questo lo dico da musulmano, conoscendo gli effetti del digiuno totale (nelle ore solari).
            Solo in quel modo si può ottenere qualche beneficio su se stessi, non riempiendosi lo stomaco di insalate o formaggi e stuzzichini vari, non è una cosa seria. Ma i preti con cui ho tentato di affrontare l’argomento, voltano la testa.
            L’importanza di certi precetti, il satanasso, li conosce bene, perciò non vuole che la gente li faccia.

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          15. Lucia

            😱
            Nooo, hai letto male la mia frase: NON è papa Francesco ad aver detto quella boiata (ci manca solo!!); è l’autore dell’articolo che citavo (https://www.ocarm.org/en/content/ocarm/pope-francis-guide-lent-what-you-should-give-year) ad essere giunto a questa deprimentissima conclusione interpretando di testa sua le parole del papa.
            Il papa quell’anno aveva fatto questo discorso (scusa per la fonte di seconda mano ma non sto riuscendo a trovare la trascrizione completa sul sito del Vaticano): aveva invitato a “digiunare” non solo dal cibo MA ANCHE dai cattivi sentimenti.
            E’ quell’articolo che citavo, ad essere stato scritto da uno che palesemente non ha capito niente (e infatti lo citavo come esempio negativo), ma non è il papa ad aver detto ‘sta boiata 🤣

            Per il resto… mah, per me non è questione di “capire che non ci si può fidare delle istituzioni”: ci si può fidare dell’istituzione ma anche dire che quella specifica riforma in effetti non è venuta un granché bene.
            Nel caso di specie, le regole cattoliche per il digiuno fissano “il minimo sindacale” cui sono obbligati tutti (salvo casi estremi tipo malattie etc), lasciando poi alla coscienza del singolo la possibilità di digiunare / fare quaresima in modo più impegnativo.
            In un mondo ideale sarebbe pure ‘na cosa furba. Meglio fissare un obiettivo minimo che tutti sono tenuti a rispettare, e dire “da lì in poi, ognuno può fare di più secondo coscienza” che non fissare un obiettivo massimo oggettivamente oneroso per molti e dire “se poi non ce la fate, andate a sentimento”.

            In teoria la regola mi sta pure bene; all’atto pratico convengo sul fatto che rarissimamente ormai si parla seriamente di digiuno tra i cattolici, e molti si adagiano su quel “minimo sindacale” (se va bene!) senza nemmeno riflettere sull’eventualità di fare di più.

            Molti ma non tutti, eh. Io ne conosco, dal vivo o tramite Internet, di persone che come me affrontano in modo un po’ più “hard” il digiuno e l’astinenza. Concordo sul fatto che molti altri digiunano invece in modo abbastanza risibile, sì.

            Un aneddoto che forse ti farà sorridere: anni fa, in Giordania se non ricordo male, un frate cattolico aveva stretto una bella amicizia con un signore musulmano che abitava vicino al suo convento. Il grado di confidenza permetteva loro di fare amichevoli dibattiti durante i quali ognuno criticava i punti secondo lui criticabili della religione dell’altro, affermando la superiorità della sua.
            Una volta i due amici si erano messi a parlare del digiuno.
            Il frate cattolico diceva: stare senza acqua per un giorno intero dev’essere pesantissimo, però obiettivamente dopo il tramonto vi abbuffate; i nostri giorni di digiuno sono pochi e prevedono liquidi, ma durano anche 48 consecutive, e comunque non sottovalutare gli effetti di una Quaresima rigorosa.
            L’amico musulmano ribatteva: tu mi dici cose su cui potrebbe anche esserci terreno di discussione, ma all’atto pratico a me non risulta che il cattolico-medio viva la Quaresima e il digiuno come dici tu. Tutto ‘sto rigore che millanti, magari lo seguite voi frati nel convento, ma lo insegnate anche ai ragazzini che avete a catechismo? Perché a me non sembra.

            Leggenda narra che quelle parole abbiano colpito sul vivo il religioso, il quale ha dovuto ammettere che in effetti no: a catechismo non se ne parlava quasi mai, per paura di sembrare troppo rigidi o fuori dal mondo. Da quel momento – con garbo, misurando le parole, con i ragazzi “giusti” – il religioso ha iniziato a farlo: senza dare ricette precise, ma sottolineando spesso quanto fruttuoso sia un digiuno ben fatto e esortando i ragazzi a “fare un po’ di più” rispetto a quel minimo sindacale che si diceva.

            Uno dei ragazzi con cui ha fatto questo discorso sono io: ed eccomi qua 😀

            Ma per fortuna non sono un’eccezione, eh.
            Una minoranza sì, ma non un’eccezione in toto. Spiace che tu abbia incontrato sacerdoti evidentemente non sensibili all’argomento.

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          16. mikahel369

            Più che non sensibili erano riluttanti.
            Il digiuno non deve essere fatto, come hai ben inteso per dimagrire, per cui mangiare dopo anche in modo discretamente abbondante va bene.
            Il clue è fare il digiuno durante il periodo di ramadam, va bene fattl anche in giorni successivi o precedenti, ma fatti i quel periodo valgono mille volte di più, come effetto “distruttivo” dell’ego.
            Ho scritto discretamente abbondante, ma nel islam c’è una regola chiara (ma che non molti mantengono) di avere un terzo di stomaco per cibo, un terzo di acqua ed il resto per Allah (vuoto), comunque se durante il giorno (che scendono la benedizione di Allah, il prana alcuni le chiamano) hai digiunato, anche se la sera hai esagerato, hai ottenuto un ottimo risultato (cose che si possono capire solo dopo qualche tempo).

            Proponi digiuni completi a chi vuole raggiungere risultati insperati per migliorare il carattere e per sentirsi vicini a Dio.
            Ciao

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    1. Lucia

      🤣🤣🤣

      Io cinghiali a Roma non ne ho ancora mai visti, ma una sera veduto coi miei vivi occhi una GROSSA pantegana uscirsene bel bella da un tombino di via del Corso, passeggiando or qua or là sui sampietrini.

      Io sconvolta 🤣

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      1. klaudjia

        Io ho visto un topo così grande che l’ho scambiata per un fatto di taglia piccola!! E ho visto più gabbiani a Piazzale Ostiense che ad Ostia.

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  1. mikahel369

    Non sò quanti animali rivolgono la testa al cielo, nemmeno gli uccelli… Be uno c’è, il pipistrello, quello che fu creato da un impasto di argilla.
    Gli uomini dovrebbero farlo, ma siccome continuano a mangiare maiale e cinghiale (parenti stretti) anche essi guardano in basso.
    Ma non vanno odiati, se non utilizzati, come fece qualcuno utilizzandoli come cestino da pattumiera per dei demoni mascalzoni.

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    1. Lucia

      Beh, la maggior parte degli animali è in grado di alzare la testa verso l’alto, direi. Pure il cane che guarda il padrone per dire.
      Il cinghiale… non so se sia materialmente impossibilitato a farlo, ma il fatto di avere un collo così tozzo da sembrare quasi inesistente sicuramente ha contribuito ha dargli l’aria di una bestia che guarda solo verso il bass
      o.
      O almeno, penso fosse questa la ratio nel ragionamento del moralista medievale 😉

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      1. klaudjia

        Il cinghiale è un animale potenzialmente letale per l’uomo (anche se nella realtà siamo noi che ce li mangiamo). Sicuramente anche questo ha contribuito a questa sua brutta fama.

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        1. Lucia

          Klaudjia: eccome se è letale! Tu pensa che il re di Francia (!!) Filippo IV è morto durante una battuta di caccia al cinghiale (anche se a onor del vero il cinghiale potrebbe anche non avere colpe – secondo alcuni, il re potrebbe semplicemente aver avuto un malore che ne ha causato la caduta da cavallo, casualmente nel corso di questa battuta). Ad ogni modo.

          Comunque sì, il cinghiale è pericoloso, ma direi che all’epoca veniva considerato pericoloso e vile. Altri animali pericolosi venivano comunque guardati con un certo rispetto; il cinghiale, poveretto, no 😐

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        1. Lucia

          Ehm, no 😅 io parlavo proprio della capacità (o incapacità) dei cinghiali di muovere la testa verso l’alto per le loro necessità, che evidentemente sarà stata osservata dagli uomini medievali e poi analizzata in chiave allegorica.

          Peraltro oggi un lettore mi scriveva su Facebook che davvero i cinghiali sono fisicamente incapaci di guardare in alto. I lattonzoli ci riescono, mi spiegava, ma con la crescita il collo diventa rigido, perdendo mobilità. Quindi aveva pure ragione, il moralista! 😯

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          1. mikahel369

            Nel testo del tuo articolo si parla di ciò che dico io:
            “Il cinghiale cammina grufolando con la testa rivolta verso il basso, mostrandosi in tal modo interessato solo alle cose terrene. Mai una volta che sollevi lo sguardo verso il Cielo, per un pensiero pio o per un cenno di gratitudine”
            Il tuo lettore di fb conosce la capacità oculare dei cinghiali?

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          2. Lucia

            Il lettore di Facebook non lo so, io no, mi limito a riferire 🙂 Cos’ha di particolare?

            Comunque… sì: nel testo si parlava di quello che dici tu, ma in senso allegorico. Era il tipico ragionamento allegorico del Medioevo: a comportamento realmente osservato in natura si attribuiscono valori morali e significati di tutt’altro tipo.

            Per dire, si diceva anche che il pellicano è solito squarciarsi il petto per alimentare i suoi figli con la sua stessa carne (pare, a causa di un movimento del becco che il pellicano fa davvero quando estrae il cibo per i pulcini), ponendo in essere con ciò un comportamento eucaristico.

            Ovviamente sono persuasa che il pellicano non sappia nemmeno dove sta di casa, l’Eucarestia 😅

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          3. Lucia

            Ehm, ma il fatto è che in questo caso ho ragione 😅 tutt’al più potrei essere in torto se ho scritto in maniera fraintendibile, al limite.

            Un bel libro sui bestiari medievali è, tra gli altri, Bestiari del Medioevo dell’ottimo Michael Pastoreau, edizioni Einaudi. Spiega molto bene in che modo e attraverso quali passi il pensiero medievale arrivava ad attribuire agli animali vizi, virtù e una selva di significati allegorici. Pastoreau è maestro in queste cose!

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  2. sircliges

    Non ho proprio capito il senso del discorso di Mikahel369.

    Il cinghiale “era” un animale impuro? Embè. Il cristianesimo ha abolito tutte le prescrizioni alimentari. Negli Atti degli Apostoli, capitoli 10 e 11, Pietro ha una visione in cui Cristo gli dice che può mangiare tutti gli animali, perché “ciò che Dio ha reso puro, tu non chiamarlo impuro”.
    Il fatto che esse fossero state osservate da Gesù, quando viveva tra gli ebrei, è semplicemente dovuto al fatto che Gesù non ha detto di persona tutto quanto, ma su alcune cose ha detto “queste ve le dirà poi lo Spirito Santo”.

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    1. mikahel369

      Lo “spirito santo” è l’arcangelo Gabriele, che in tutti i Profeti messaggeri (a parte Mosè) è l’angelo che fa le rivelazioni celesti, divine.
      Ora anche se non credete in questo, potete ben capire che non si riveli a tutti lo spirito santo, percui credo si possa temere che al posto di queste parole vi era altro ed è lecito pensarlo visto che co e lei ha affermato Gesù non ha scritto nulla e voi vi basate solo su interpretazioni di terzi (tra l’altro vi squalifica dall’uso del vangelo senza citare di chi è l’interpretazione).

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      1. sircliges

        Ehhhm, veramente nei vangeli appare già Gabriele, al momento dell’annunciazione.
        Se Gesù avesse inteso riferirsi proprio a lui, lo avrebbe chiamato per nome. O avrebbe detto genericamente “un angelo”. Invece usa proprio un’espressione diversa.

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        1. mikahel369

          Ma secondo lei cosa è andato a fare l’arcangelo Gabriele in carne ed ossa, solo a portare un messaggio? È lui che opera il miracolo su Maria.
          Ma i vostri insegnanti teologi, hanno un minimo di profondità nello studio dei testi?
          Non le consiglio ora di ascoltare qualche teologo musulmano , sarebbe troppo facile, provi con qualche rabbino e vedrà che le confermerà che l’arcangelo Gabriele anche per loro rappresenta lo spirito santo, ovvero la massima espressione di questo, che poi rappresenta la saggezza, l’intelletto e non a caso scende su tutti i profeti messaggeri e su apostoli.
          E chi era pieno di Spirito Santo? (quando troverà questa risposta “completa” , anzi quando le sarà fornita e sarà in grado di accettarla, saremo allora fratelli nella fede).

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  3. sircliges

    At 10, 9

    «9Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. 10Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. 11Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. 12In essa c’era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. 13Allora risuonò una voce che gli diceva: “Alzati, Pietro, uccidi e mangia!”. 14Ma Pietro rispose: “No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo”. 15E la voce di nuovo a lui: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano”. 16Questo accadde per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu risollevato al cielo.»

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  4. ago86

    Ma anche Mt 15:

    [10]Poi riunita la folla disse: «Ascoltate e intendete! [11]Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!».

    [12]Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: «Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?». [13]Ed egli rispose: «Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. [14]Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». [15]Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». [16]Ed egli rispose: «Anche voi siete ancora senza intelletto? [17]Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna? [18]Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo. [19]Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. [20]Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l’uomo».

    Gesù osservava la Torah perché doveva portarla a compimento. Tutto qui. Se vogliamo contare gli esempi in cui Cristo con parole e gesti va al vero spirito della Legge, beh ne è pieno il Vangelo.

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    1. mikahel369

      Il passo 2 «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!».

      Sai a cosa si riferiscono gli ipocriti? All’abluzione.
      Osservate l’abluzione nel mondo cristiano? Quando vi ero io non se ne parlava, e sfido a trovare cento persone comuni che sappiano come si fa ed il perché.
      Stai riferendoti ad un testo pervenuto da chissà chi e quando tradotto molteplici volte dove tra l’altro presso altri vangeli ci sono diverse traduzioni o presso altri testi ci sono contraddizioni, come nel sogno di S. Pietro, che riferisce di un sogno avuto da Dio che gli mostra Animali Puri ed Impuri, e Pietro rifiuta per 3 volte gli animali impuri (anche perché non aveva capito il senso del sogno), e questo dimostra che Pietro conosceva ancora la distinzione e la osservava. Il sogno è post ascesa di Gesù, se non lo conosci ti invito a cercarlo e studiarlo.

      Quello che nessjno ha osservato dei versetti di cui sopra, è che gli ipocriti (tali erano) chiedevano l’abluzione prima di mangiare, ma Gesù li contraddice perché essi non avevano fatto alcun lavoro che implica la necessità di abluzione, ma bisogna fare opportu e ricerche per evincere questo.
      Il testo che stai leggendo è potenzialmente corrotto e quindi illeggibile , per cui prima di farne LEGGE bisogna trovare altre conferme.

      Quando si segue un PROFETA/MAESTRO si segue quel profeta e quello che mostra, non i suoi successori che non lo hanno nemmeno conosciuto, o questo è segno di ipocrisia.
      Siate Cristiani, non altro!

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      1. sircliges

        Ciao Mikahel, per i cattolici la Rivelazione si compone di tre parti:
        1) Bibbia
        2) Tradizione
        3) Magistero che interpreta le prime due

        Quel che è scritto nella Bibbia fa parte della Rivelazione, e noi cattolici lo consideriamo veritiero. Certo, va interpretato bene. Ma se parli con un cattolico, questi non potrà che dirti che il testo è degno di fede.

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  5. Pingback: Che cosa c’entra il maiale con sant’Antonio? – Una penna spuntata

  6. sircliges

    Ciao Mikahel, il senso della religione cattolica è proprio il fatto che Cristo non ha scritto un libro, ma ha fondato una Chiesa. Se Cristo avesse voluto, avrebbe potuto lui stesso scrivere un testo sacro in cui insegnare dettagliatamente tutto lo scibile sulle cose divine. Tuttavia non lo ha fatto. Non ha scritto nulla.

    Jorge Luis Borges, in un suo libro, osserva che “Gesù, il più grande dei maestri orali, una sola volta scrisse in terra delle parole e nessun uomo le ha mai lette”.

    Cristo non ha scritto un libro, ha fondato una Chiesa, una comunità di amici, ed è a questa comunità che ha dato incarico di scrivere, insegnare, interpretare a suo nome.

    Per i cattolici, l’obiezione “questa cosa non la dice Cristo ma solo la Chiesa” è priva di senso, perché ciò che insegna ufficialmente e solennemente la Chiesa è ciò che Cristo vuole farle dire.

    (Nb sottolineo ufficialmente e solennemente; nel corso dei secoli sono state dette anche cose sbagliate, ma senza quei requisiti che impegnano l’assistenza divina).

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    1. mikahel369

      Cosa vuoi che faccia, un dibattito sulla cattolicittà?

      Io sto solo contestando la faciloneria di interpretazione di un passo del vangelo che tu mi stai dicendo che in realtà non seguite, ma che appunto seguite una sua interpretazione (solo aver scritto questo mi ha fatto girare la testa).

      Ad ognuno il suo, volete questo, bene non lo contesto.

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  7. mikahel369

    Non avevo visto questi tuoi commenti. È evidente, come ho scritto in un post successivo, che Pietro considerava immondi gli animali impuri, per cui in lui era rimasta nozione degli insegnamenti ed esempio DIRETTO di Gesù, per cui è questo più di altro che prova che Gesù non ha mai rinnegato la nozione degli animali impuri.
    Ma veniamo al sogno, che Pietro non capii e cosi il mondo cattolico a quanto vedo. La visione degli animali puri ed impuri da sacrificare (non uccidere e mangiare, questo è modificare il senso degli scritti!!!) rispecchia il desiderio di Dio per Pietro di prendersi cura di tutti gli esseri umani ed i loro rispettivi EGO che simbolicamente prendono forma di uno degli animali terreni (questo uno dei significati degli animali sul Arca di Noè), perciò è importante usare la parole giuste, l’ego degli UOMINI deve essere sacrificato (uccisi e mangiati simbolicamente non materialmente!!!) ed è compito di Santi o appunto dei discepoli di Gesù fare questo affinché l’umanitá sia libera dal proprio ego e invece sottomessa a Dio.

    Vi manca profondità nei vostri studi!

    Per poter capire quel che si intende, bisogna cercare di abbracciare alcune nozioni che vanno oltre il significato semplice delle parole.
    Confrontatevi con i significati esoterici di altre religioni monoteiste, è un consiglio.

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    1. sircliges

      Ciao Mikhael, come riportato da ago86, Gesù aveva già anticipato che la purezza è un problema “de core” e non “de panza”.

      I primi cristiani erano gente pragmatica, diciamo pure “de coccio”, Pietro era un pescatore, abituato a lavorare con gli animali. Infatti di solito Gesù con lui non va tanto per il sottile, le cose gliele sbatte in faccia “paro paro”.

      Perciò è plausibile pensare che quella visione dica né più né meno quello che dice: pija e magna.

      (N.B. nessun coatto romano è stato maltrattato durante la scrittura di questo commento)

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      1. Celia

        Il Comitato Coatti Rromani dde Rroma approva e grugnisce soddisfatto.
        Guenon e i suoi fratelli, invece, si rivoltano nella loro tomba, e come tutti i veri sapienti di questo mondo sanno è per questo che sulla Terra si avvicendano tanti terremoti.

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      2. mikahel369

        Simpatica risposta ma appunto estorta ad un coatto, der tufello immagino.

        Il fatto che lei dica plausibile, dopo avermi sbattuto in faccia che i cattolici seguono solo il magistero della chiesa mi lascia perplesso.
        No, la risposta è errata e glielo dico con forza per un motivo ben preciso, che anzi ripeto, l’animale è utilizzato come simbolo delle differenti particolarità degli Ego umani, cioè dell’anima inferiore.
        Questo per me è chiaro perché ne ho avuto conoscenza diretta (sogni), il resto va dedotto dai testi sacri. Ci vuole profondità non un Papocchio o Papa-occhi qualsiasi e nemmeno er bullo der tufello.

        Solo un’ultima cosa: coi fagioli all’uccelletto ar sugo coadiuvato da cotenna de porco arrostito, ce li metterebbe du pezzi de carne serpentesca? No, dico, Pietro vide anche animali striscianti in sogno!
        14 Allora il Signore Dio disse al serpente:
        «Poiché tu hai fatto questo,
        sii tu maledetto più di tutto il bestiame
        e più di tutte le bestie selvatiche;
        sul tuo ventre camminerai
        e polvere mangerai
        per tutti i giorni della tua vita.

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        1. mikahel369

          Sottolineo PER TUTTI I GIORNI DELLA TUA VITA.
          Aho, e che Dio sarebbe che si scorda quello che aveva detto in precedenza
          E nun me pare che er Serpente, dopo le parole di Gesù, sia tornato a camminare sulle su zampettine anziché camminá sul ventre (che poi se dice strisciare) come impostogli!
          Come dice er coatto der tufello? Ah sta cosa del serpente che prima della maledizione nun strisciava non era pervenuta?
          Vabbè ma tanto è tutto un gioco no scherzo chisseneeeee! 🤗

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  8. zimisce

    Un certo filone (monastico) sull’impurità dei suini però persisteva anche nel Medioevo. Non era proprio nel tuo post sulla dieta di Santa Ildegarda che dicevi che la badessa sconsigliava sempre la carne di maiale, per gli effetti che avrebbe avuto sullo spirito?

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    1. Lucia

      Sì, era di fatto lo stesso filone di cui parlavo più su, verso metà commento, qui:

      https://unapennaspuntata.com/2020/01/08/cinghiale-peccatore-medioevo/#comment-60253

      (magari lo hai già letto ma magari no, visto che la discussione si è fatta lunga :-D)

      In realtà però questa convinzione non derivava direttamente dalla teoria veterotestamentaria degli animali impuri. Aveva a che fare più che altro con la teoria umorale che stava alla base della medicina galenica (quella diffusa in Occidente nel Medioevo). Si riteneva che la salute (fisica e psicologica, dunque anche spirituale) si avesse quando i quattro “umori” di cui è composto il corpo umano sono in equilibrio tra di loro.

      La carne di maiale, secondo la teoria galenica, era classificata come elemento “caldo-umido” (non chiedermi con che logica :-D). Introdurne nell’organismo quantità significative voleva dire sbilanciare in quella direzione l’equilibrio degli umori – e sbilanciarsi verso il caldo-umido veniva considerato particolarmente pericoloso, perché possibile causa di un sacco di malattie fisiche e di un temperamento eccessivamente passionale.

      Quindi, le carni rosse erano considerate un toccasana per chi era affetto da certi tipi di malattie (quelle ad esempio che nascevano a causa di una prevalenza di umori freddi e secchi). Ma consumarne quantità eccessive (e/o con troppa frequenza) poteva essere pericoloso per chi, essendo sano, rischiava di ammalarsi (e/o di sviluppare inclinazioni caratteriali non desiderabili).

      Strana gente i medievali 😅

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