Ritratti in movimento

Le vedo tutti i sabato pomeriggio, a Messa. Si siedono sempre nel solito banco, in prima fila, a destra, vicino al muro. Come se volessero essere lì, in prima fila, per seguire la cerimonia, ma timidamente, in prima fila ma in disparte, per non attirare l’attenzione.

Penso siano sorelle: o forse, care amiche? Hanno poca differenza di età, quello è certo: i capelli bianchi, sempre raccolti in uno chignon, e le rughe sul loro volto, non lasciano dubbi. Quel che è certo è che una di loro, quella che probabilmente è di qualche anno più giovane, se la passa decisamente meglio dell’altra. La prima pare anziana ma in forma; la seconda ha proprio una "gobba" – non saprei come definirla meglio – che quasi la piega in due. Tant’è vero che io non sono alta, ma la signora non raggiungerebbe di certo in altezza il mio busto.

Cammina piano, la signora più "malmessa", passettin per passettino. Il bastone nella destra, si deve appoggiare alla sua sorella o amica, che la sostiene con tutte le forze, incurvandosi a sua volta, mentre cammina, lentamente, con lei. Del resto, anche la signora ha la sua età: anche lei, probabilmente, sente la stanchezza e il peso degli anni, senza bisogno che su di questo si accumuli anche il peso di una malata.

Sorridono, hanno sempre uno splendido sorriso stampato sulla bocca. Parlano pianissimo, sussurrando fra di loro, anche quando la Messa è già finita o deve ancora cominciare, e si potrebbe alzare leggermente il tono. Ci mettono due minuti buoni a percorrere i tre metri che le separano dal ministro dell’Eucarestia, quando è il momento della Comunione: passin passetto, pian pianino, col sorriso sulle labbra e appoggiate l’una all’altra per sostenersi a vicenda.

Ieri, al momento del Padre Nostro, mi è capitato di dover prendere la mano della signora più anziana: e nel vedere il mio gesto, lei ha fatto un sorriso così profondo e sincero, così felice per quel piccolo gesto, che mi ha scaldato il cuore.

Alla fine della preghiera mi ha stretto la mano, forte, sorridendo ancora: e mi ha sorriso anche l’altra signora, la sorella/amica, sussurrando un "grazie".

Mentre la signora più anziana tornava, passin passino, stringendo la mano dell’altra, al suo posto, dopo essersi spostata leggermente per prendere la mia mano durante il Padre Nostro, ho sorriso, pensando che deve essere veramente stupendo arrivare agli… ottanta? novanta? anni, con il sorriso sulle labbra e qualcuno che ti sostenga mentre cammini a fatica.

Ci metterei la firma.

Lascia un commento