Ritrovare un'Amica Ritrovata: Mefitica Insalata

“Compra da mangiare per Ginevra! Mi raccomando, compra da mangiare per Ginevra!”, aveva iniziato a raccomandarsi mia mamma, due settimane prima dell’arrivo dell’Amica Ritrovata. “Tu mangi poco, e semplice, ma lo sai che lei è una di bocca buona! Mica puoi costringerla a mangiare pasta in bianco per una settimana!”.
Il che, per carità, è anche vero.
Così, qualche giorno prima del suo arrivo, sono andata a fare la spesa.
E ho comprato una bella confezione di pomodori (che non sono stati toccati).
E due pacchetti di mele rosse (che non sono state toccate, e per di più sono pure cattive).
E poi… e poi, beh, ho avuto il secondo colpo di genio.
Le ho viste, lì, che mi sorridevano, dall’espositore.
E, piena di fiducia, le ho prese.
Le due insalate di riso precotte più promettenti della mia intera vita.
Tonno, olive, piselli, carote, e altre varie verdurine. Un piatto saporito e leggero al contempo, prometteva l’etichetta, con un equilibrato apporto di sostanze nutritive, e pronto da gustare in ogni situazione. Fresco, genuino, delicato: proprio l’ideale, per un caldo inizio di primavera, e per due Amiche troppo impegnate a Ritrovarsi per sprecar tempo dietro alla cucina.
Insomma: ho preso le insalate, le ho messe in frigo, e un bel giorno le ho servite in tavola a una fiduciosa e festante Amica.

Erano…

Beh, in realtà è difficile, definire una certa esperienza a parole. Si può dire a ragione che quelle due insalate rientrassero a buon diritto nel campo dell’ineffabile, a patto che si privi il termine delle tradizionali connotazioni sentimentali e di lode.

Erano…

Erano due insalate brucianti, nel senso che al primo boccone un liquido infuocato è sceso, inatteso, giù per la mia gola: nulla di male, se non fosse che fra gli ingredienti non c’era il peperoncino.
Erano due insalate radioattive, nel senso che una vischiosa bavetta grigia esplodeva in tante piccole bollicine, nel fondo del piatto cavo.
Erano due insalate sovrannaturali, nel senso che lo chef che le aveva preparate era riuscito in un’impresa più unica che rara: far scuocere un riso al dente. Nel senso che il riso era visibilmente scotto all’esterno, e inspiegabilmente crudo all’interno, provocando un curioso seguito di croc e splat durante la masticazione.
Ed erano, soprattutto, due insalate insane. Alla terza forchettata mi ha colto un vago senso di nausea; alla decima, avevo letteralmente i conati. L’Amica Ritrovata non era da meno.

Eppure, se qualcuno del Sermig mi sta leggendo, sappia che il suo progetto ha raggiunto vette di efficacia del tutto inaspettate. Con l’Amica Ritrovata, avevamo appena finito di discutere del Pranzo dei Popoli, e non ci siamo sentite di cestinare quell’insalata di riso obbrobriosa, e potenzialmente letale.
Oh cielo, io credo fermamente che persino gli affamati dello Zimbabwe l’avrebbero schifata, ma noi abbiamo vuotato il piatto, con fermo eroismo. E anche con lo stomaco in rivolta, e gli occhi che lacrimavano vistosamente – non per disperazione, ma per pura reazione fisiologica alla massiccia immissione di sostanze allergogene.

“Ora che tutto questo è finito”, ha mormorato stanca l’Amica Ritrovata, deglutendo l’ultimo boccone e bevendo per dimenticare, “voglio un po’ vedere quali sono gli ingredienti. Per capire che schifezze ci siamo mangiate”.

Così, recupera la confezione, e legge.

Riso, tonno, olive, capperi, zucchine, peperoni, colla di guar, carciofi, mais…
Colla di guar? E che è, la colla di guar?
“Lucia, scusa, posso usare un attimo il tuo computer? Cerco su Google una cosa…”.

E, dopo trenta secondi, dalla mia camera sorge, inquietante, una lunga risata.
Un riso isterico, sinistro, che fa correre i brividi giù per la schiena: il riso di una psicotica, forse, il riso di un’omicida seriale che ha appena sventrato la sua ultima vittima…

“Lucia! Vieni! Vieni a vedere cos’abbiamo mangiato!”.
E, fra le risate consulte e insane, l’Amica Ritrovata mi indica l’ineluttabile responso di Google:

Addensante alla diossina: allarme in Europa, silenzio in Italia. A essere contaminato da questa sostanza pericolosa, cancerogena e dannosa per il feto, è un additivo addensante, il guar gum (E412), proveniente dall’India e importato in tutta Europa da un’unica azienda.


Si sappia che, se morirò di cancro, la colpa sarà del Pranzo dei Popoli.

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