Notte prima degli Esami – Ieri V

Ventidue ore all’inizio degli esami.
Biblioteca.

Interno giorno.
Placida e rilassata, rileggo il mio Abbagnano-Fornero quando irrompe nel mio campo visivo una grossa palla nera di gommapiuma, che mi si pialla davanti alle labbra. “CIAO!”.
Ossignore…”, esalo sobbalzando, e  portandomi una mano al cuore. Lentamente mi giro verso la direzione da cui è arrivata la palla… scoprendo con sgomento che non appartiene al Bibliotecario.
La palla è in realtà la gommapiuma di un microfono.
Il microfono è nelle mani di un signore che mi sembra vagamente di conoscere – forse è il papà di un compagno di scuola alle elementari?
Alle spalle del signore, un energumeno sta reggendo un’ingombrante telecamera.
Sulla telecamera, c’è il simbolo della Rai Radiotelevisione Italiana.
“Ehm… buongiorno”, mormoro incerta al signore col microfono – che, adesso lo riconosco, è un giornalista del Tg Regionale.
Il signore non risponde nemmeno e cerca deliberatamente di soffocarmi con il microfono. “L’ultimo ripasso prima della maturità? Eh? Eh?”, squittisce entusiasticamente. “Posso farti qualche domanda?”.
“Aehm… prego…”.
Allora!”, esclama il giornalista zompettandomi vicino: “che cosa stiamo ripassando?”.
“Kierkegaard”.
“Kierkegaard?”.
“Eh”.
“Ma non è un filosofo, Kierkegaard?”.
“… sì”.
“Ma domani avete Italiano! Perché studi Filosofia?”.
“… perché fra cinque giorni avremo anche Filosofia”.
“STOOOOPPPP! Taglia!”, trasalisce il giornalista lanciando un’occhiata al cameraman. E poi, tornando a fissarmi, sussurra: “non potresti dire che stai studiando… che so… Leopardi?”.
“Ehm…”.
Allora”, sorride smagliante il giornalista in telecamera: “ultimo ripasso prima degli esami? Cosa stiamo ripassando?”.
“… Leopardi…”, mormoro rassegnata.
“Ah! Leopardi! E come mai?”.
Silenzio. Inarco educatamente le sopracciglia, con un mezzo sorriso.
“Voglio dire”, aggiunge leggero il cronista, resosi evidentemente conto dell’assurdità della situazione. “Ritieni che possa uscire Leopardi?”.
Silenzio. “… a dire il vero, no…”.
Silenzio. Il giornalista mi sorride, incoraggiante.
“Però”, mi sento in dovere di improvvisare, “non si sa mai. Nel dubbio, ripasso”.
Braaava! Che brava ragazza!”, squittisce il giornalista. “E… dimmi… un rito per domani?”.
“Rito?”.
“Sì… non so… non hai qualche scaramanzia?”.
“No”.
“Oh. Peccato. Allora. Vediamo. Cosa mangerai stasera?”.
Silenzio.
“Ehm… quello che mi cucinerà mia mamma, suppongo…”.
“Oh”. Il giornalista sospira, affranto. “E… e… e cosa farai, stanotte?”.
Lungo silenzio.
“Andrò a letto e dormirò, suppongo”.
Ah! Ma riuscirai a dormire?”.
“… direi di sì…”.
Il giornalista è visibilmente depresso. “E… e, sentiamo”, urla in un lampo di disperazione, “hai architettato qualche modo per copiare, negli scritti?”.
Lungo, imbarazzante silenzio nel quale cerco disperatamente di non ridergli in faccia. “Scusi”, mormoro sforzandomi di mantenere un certo contegno. “Se anche fosse, e non è, secondo lei lo vado a dire in televisione?”.
“Ah. Sì. Hai anche ragione”, mormora il povero ometto, che sembra lì lì per mettersi a piangere. “Ma una posizione tattica? Hai già deciso in quale banco metterti?”.
“Lo decidono i professori”.
Il giornalista singhiozza.
Ad ogni modo, quella sera, su tutti i Tg passò l’immagine di una povera ragazza dal colorito cadaverico, che, fra gli alti scaffali di una Biblioteca da film, studiava Kierkega… pardon, Leopardi.
Ad ogni modo, quella sera, “a Torino si scommette duro sull’autore della Prima Prova”, annunciava il giornalista con tono marziale. E poi partivano le dichiarazioni.
Preside dell’Europeo: “io scommetto in Svevo!”.
Ragazzo dello Scientifico: “io ripasso Svevo…”.
Professoressa di Lettere: “contrariamente alle previsioni, io spero Svevo”.
Cadavere da Biblioteca: “se fosse prosa… Pirandello, o Svevo!”.
“E… e un autore che invece sicuramente non uscirà?”, indaga sornione il giornalista.
“Ah, beh…”. E qui l’anonima blogger bibliotecaria schiude le labbra in un gran sorriso, con l’aria compiaciuta di chi sta per fare la battutona. “Beh… poco ma sicuro, ovviamente non esce Dante!”.

Appunto.

8 pensieri riguardo “Notte prima degli Esami – Ieri V

  1. Beh, pensavano…
    Come tutti del resto. Solo che loro facevano solo quello.

    Su, carica il video su youtube e linkalo qui in prima pagina!
    Ghghg

    Uhm…
    Personalmente ricordo solo due delle cinque (son cinque vero?) tracce di temi. Uno riguardava l’emergenza acqua, e l’altro (scelto), i sistemi politici dei totalitarismi.
    Per il resto buio completo.

  2. Ovviamente sì, Star ;)

    Minimikkio… dai! Sei andata a toccare i miei due filosofi preferiti del terzo anno! (Kierkegaard più di Kant, direi).
    A dire il vero, però, anche io preferisco altri autori. Aristotele, Pascal, e Agostino fra tutti… :)

    FolleGiocattolaio: ma manco morta! Vuoi proprio farmi perdere il nome e la faccia in un colpo solo? :P
    In effetti, ora che mi ci fai pensare… sai che anch’io ho fatto tabula rasa, delle altre tracce per la Prima Prova?
    C’era ovviamente Dante… poi un saggio sui luoghi dell’anima… poi un tema storico sulla decolonizzazione (mi pare), e forse un altro saggio sulla giustizia, non mi ricordo più in che salsa.
    Ma sugli altri temi…
    Forse non avevo nemmeno letto bene le tracce!

  3. Io Dante (stupendo per altro, m’è piaciuto moltissimo) l’ho studiato con interesse, ma lo abbiamo abbandonato al quarto liquidando brevemente il paradiso :P

    Forse dovrebbero eliminarlo dal programma del quinto, tanto realmente lo fanno pochissimi

    Montale, che è uscito quest’anno, io lo trovo un po’pesante e di difficile interpretazione alle volte, però un pensierino ce l’ho fatto sopra :P

    L’ho scartato poco dopo per un tema che non so nemmeno se ho fatto veramente bene (di solito son capace) >_>

  4. Ma sì che l’hai fatto bene! L’avrai fatto benissimo! :)

    In effetti, Montale non fa impazzire neanche me. Cioè… belle poesie, per carità, anche formalmente, ma preferisco altri. Tuttavia, è forse uno dei miei preferiti, nell’ambito del Novecento (mica per altro: il resto del Novecento non mi piace proprio! :P)

    Eliminare Dante dal programma del Quinto… mah, sai che ti do ragione?
    Cioè. Che la Divina Commedia vada fatta “per intero”, in tutte e tre le cantiche, non ci piove.
    Però, in effetti, il programma di Italiano del Quinto anno è assurdamente lungo, e Dante viene inevitabilmente tagliato. (O, alternativamente, fatto in fretta, che non è il modo di fare Dante).
    Forse, anticipandolo al Terzo e al Quarto anno…

  5. Vero :P
    Che te ne pare delle tracce di quest’anno? A me piaciono e ti dico che avrei avuto difficoltà a scegliere. Probabilmente avrei fatto Svevo, a scuola lo abbiamo fatto molto bene e quel testo lo conoscevo benissimo. Carini però anche quello su internet, quello sulla creatività, volendo anche quello di storia. Avrei scartato a priori quello sulla cultura giovanile, ma anche quello sulla libertà.

    Le tracce dell’anno passato facevano pena comunque >_> l’anno prima forse peggio, confermi?

    Chissà domani matematica e latino… l’anno passato matematica era decisamente fattibile.

    Daniele

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