La tavola degli orrori

Halloween è fra tre giorni, quindi avete ancora il tempo strategico per fare un salto al supermercato, e procurarvi gli ingredienti che vi mancano. Sì, perché quella che sto per proporvi è una ricetta semplicissima ma di sicuro effetto, che sarebbe un peccato far mancare, in una bella festa di Halloween…

Ricetta Cannibale
Illustrata for Dummies

Ingredienti


– Una pagnotta rotonda o ovale;
– Un uovo sodo;
– Olive denocciolate;

– Un formaggino spalmabile aromatizzato al salmone;

– Ketchup;
– Un wurstel




________________

Preparazione

1) Con un buon coltello, tagliare a metà la pagnotta e l’uovo sodo.

2) Spalmare il formaggino sulla parte piatta della pagnotta.
N.B. Tenere da parte un angolino di formaggio.

3) Posare le due metà di uova nella parte superiore della pagnotta.
Posare una oliva denocciolata su ognuna delle due metà di uova.

Iniziate a capire perché è una ricetta cannibale?

4) Con l’angolino di formaggio che avevate avanzato, fate il naso della nostra sfortunata vittima.
La bocca può essere dipinta con una passata di ketchup, oppure creata con una fettina di wurstel.

5) Se volete rendere più spaventosa, o spaventata, la vostra vittima, potete sempre dipingerle con il ketchup un po’ di striature rosse sugli occhi a mo’ di venuzze.
N.B. Io sono una capra nel disegno, e soprattutto nel disegno su uova, ma sono certa che voi saprete far di meglio.

Ed ecco il vostro spuntino cannibale, in poche, facili, mosse.

Mi piacerebbe potervi dire che, la prima volta che mia madre preparò questo piatto, fu un successone. Mi piacerebbe poterlo fare, ma vi mentirei: in realtà, fu un fiasco totale.
Io e la mia amica avevamo dieci anni, e stavamo festeggiando il nostro primo Halloween. Mia mamma ci preparò questo spuntino certa di farci ridere, ma, purtroppo, non fu così.
La mia amica si spaventò alla vista di questa tartina antropomorfa, e si mise a piangere finché mia madre non portò via il piatto).
Quanto a me, trovai molto simpatica la testa di questo buffo omino, e mi rifiutai di mangiarla per motivi ideologici: non mangio le teste degli ometti che mi stanno simpatici.

Sono passati diec’anni, ma la situazione purtroppo non cambia.
L’uomo-tartina di quest’anno non aveva ancora emesso il suo primo vagito ma già aveva un nome (si chiama infatti Atteperto), e dalla cucina vi saluta tutti con affetto.
Mi guarda timoroso coi suoi occhioni sgranati e mi chiede "Lucia, che ne sarà di me?".
E io, anche quest’anno, tergiverso per non rispondergli.

… e la bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a’ capelli
del capo ch’elli avea di retro guasto.

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