io non ho assolutamente nessun problema, circa il fatto che tu raccolga offerte davanti alla chiesa. Davvero.
Anzi, sono felicissima che tu sia finalmente riuscito a disintossicarti dalla droga dopo quattro lunghi anni di schiavitù, e trovo assolutamente legittimo che tu raccolga fondi per l’associazione che ti ha salvato la vita e con la quale ora collabori.
Certo, quando tu verrai da me col tuo bussolotto io mi mostrerò un po’ scettica – ma è solo perché un eccessivo entusiasmo induce a eccessive aspettative, e io non ho intenzione di staccarti un assegno da cinquemila euro, né di indurti a pensare che potrei farlo.
Però, mio caro Jacopo, vorrei darti un prezioso insegnamento. Del resto, tu hai avuto una giovinezza tormentata, ed è anche comprensibile che tu non conosca le regole base di pacifica convivenza con una donna.
Se tu vai da una donna e le dici “sono uscito dal giro solo adesso che ho ventun anni”, e se lei ti sorride e risponde che allora avete la stessa età… credimi, Jacopo, questo è un buon segno. Vuol dire che la donna sta empatizzando, e ti è solidale.
A quel punto, Jacopo, l’unica cosa da fare è ricambiare il sorriso e rincarare la dose, sperando che la ragazza faccia una cospicua offerta.
Scoppiarle a ridere in faccia ululando che non ci credi, che ha ventun anni, perché ne dimostra come minimo (!) dieci in più… ecco, Jacopo: questa, è una pessima strategia commerciale.
Parola.