[Pillole di Storia] La lotta ai fannulloni

Per chi non fosse pratico di cancellerie medievali: la cancelleria, come recita il mio manuale di Diplomatica, è “l’ufficio in cui si svolgono tutte le pratiche inerenti all’emanazione dei documenti di autorità pubbliche”. Se tu eri un suddito, e volevi richiedere un beneficio (o altro documento) all’autorità pubblica, dovevi preparare una sorta di petizione. La tua “supplica”, raccolta a caro prezzo nella cancelleria, veniva presentata in udienza all’autorità, per l’accoglimento o meno dell’istanza.
Nelle cancellerie più avanzate – ma non in tutte – la supplica presentata veniva anche trascritta in un apposito registro: la cosa tutelava sia il supplicante che il supplicato, a ben vedere. Il primo, era garantito in caso di smarrimento del documento autentico; il secondo, aveva la garanzia del testo rispetto a eventuali tentativi di falsificazione.

La cancelleria pontificia, che era molto avanti in tutti i campi, aveva introdotto l’obbligo della registrazione a partire da Papa Benedetto XII, nel 1342. Ma la cancelleria pontificia, pur essendo molto avanti in tutti i campi, aveva in sé una sorta di peccato originale: era un ente pubblico di gran prestigio, che assumeva una vagonata di dipendenti l’anno (e difficilmente li licenziava).
Come tutti gli enti pubblici di gran prestigio, dotati di vagonate di dipendenti col posto di lavoro più o meno assicurato, la cancelleria pontificia si esponeva quindi a un grande rischio. E cioè, che i dipendenti perdessero tempo, standosene lì con le mani in mano. Adesso ci si lamenta tanto degli “statali fannulloni”; ma, come vedete, nel Medio Evo le cose non andavano un granché meglio.

Cioè. Insomma. In effetti, andavano un po’ meglio. Il problema è che Brunetta non è il Papa: mentre invece, i Papi medievali avevano trovato un modo molto rapido, per far rigare dritto tutti quanti i dipendenti.
Nella cancelleria pontificia, leggo sul mio manuale di Diplomatica,

gli scrittori lavoravano con molta lena. Incorrevano infatti nella scomunica latae sententiae, se una supplica approvata non era registrata entro tre giorni.

Quando si dice “il senso pratico”…

12 pensieri riguardo “[Pillole di Storia] La lotta ai fannulloni

  1. Claudio, io vorrei proporlo al lavoro da me (non in biblioteca, ché siam tutti stachanovisti, ma alla gente che ci sta intorno). Forse forse, da noi, potrebbe anche funzionare… :-DRici, eran mica stupidi, i medievali… ;-)Quanto ai miei innumerevoli lettori sparsi in tutto il mondo…… okay…… giusto perché sei tu, ti svelerò il segreto.Il segreto è che, solo negli ultimi tre giorni, Google ha rimandato al mio blog dei poveri disgraziati che cercavano informazioni su (elenco a caso):- iscurimento delle palpebre;- mutande stese al sole;- strane lampade;- nonne infoiate;- signore di sessantacinque anni.Senza che, ovviamente, io abbia mai parlato di iscurimento delle palpebre, mutande stese al sole, signore di sessantacinque anni, e così via dicendo :-DDi 'sto marasma di accessi che vengono registrati ogni giorno dal contatore, credo che la percentuale di quelli che vogliono veramente leggere il mio blog, si assesti attorno all'1% :-DPerò mi diverte vedere le chiavi di ricerca e la mappina delle provenienze, quindi la tengo lì… fa molta scena, tu non trovi? ;-)

  2. Si potrebbe dire "si stava meglio quando si stava peggio" :)Quoto Stella sul fatto che Brunetta potrebbe prenderne spunto…Sono andato a leggermi cos'è di preciso la scomunica latae sententia… quindi se entro 3 giorni non veniva registrata il responsabile era automaticamente scomunicato… e pensare che è a livello di aborto e eresia… cavolo non ci andavano di certo sul leggero :PUn sorriso :)

  3. Non ho dati per quanto riguarda le scomuniche da fannullonaggine, ma nel corso del Quattrocento so che sono stati condannati uno scrivano pontificio, un notaio della Camera Apostolica, un chierico addetto alla registrazione delle suppliche (appunto) e il procuratore della Penitenzieria, perché corrotti. Si informavano delle suppliche indirizzate al Papa, si incontravano con le persone che le avevano sottoposte, concordavano il prezzo, e poi si rendevano disponibili a falsificare il documento, di modo che sembrasse che il Papa avesse concesso loro il privilegio. Ovviamente era falso, ma il documento tecnicamente era vero, nel senso che era stato veramente emanato dalla cancelleria pontificia seguendo tutte le regole e bla bla bla.Si tratta dei cosiddetti "documenti surrettizi", particolarmente infidi per noi poveri storici perché è difficilissimo identificarli come tali: formalmente, sono veri documenti vergati da un vero cancelliere in una vera cancelleria! Hanno tutte le loro cosine a posto: è molto molto difficile capire che si tratta di un "falso".E comunque, sì: questi campioni di correttezza, non se la son passata bene ;-)

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