[Ma che sant'uomo!] Processo breve

Capita che una passi dei giorni a far ricerche; e a documentarsi; e a raccogliere informazioni sulla vita di un certo Santo. Te l’ha chiesto Suibhne: ha detto che voleva informazioni su San Ronan; e allora tu parti alla riscossa, cercando informazioni su Ronan.
Scrivi un post, e fai per pubblicarlo…
… e scopri che hai sbagliato Santo: di San Ronan ce ne son troppi, e tu hai studiato quello sbagliato.
Ma che cavolo.

Ormai è troppo tardi, e non ho tempo per rimediare. Per cui, accontentatevi e leggete qui una nuova puntata di
 


Ma che sant’uomo!

ovverosia

Tutto quello che non volevate sapere sui Santi,
e che men che meno avreste osato chiedere

 


San Ronan, prima di diventare Santo, era stato un marito e un padre.
Proprio così: s’era sposato con la signorina Ceban, ed era già in attesa del primo figlio. Nel frattempo, però, era stato evangelizzato, e quindi aveva scoperto di voler fare il prete (e se state soffrendo per le pene dell’amore… beh: pensate a Ceban; e consolatevi).
In ogni caso, nella disgrazia, la signora Ceban era stata comunque fortunata. Suo marito s’era fatto prete, ma non l’aveva mollata in mezzo a una strada: continuava a prendersi cura di lei, tenendosela in casa, come perpetua.
Diciamo però che Ceban (e come darle torto?), non era proprio entusiasta della nuova situazione. Tantopiù che il marito aveva improvvisamente scoperto il fervore missionario, e aveva preteso di andare a evangelizzare un buco di posto nel nord della lontana Francia, trascinando la puerpera infelice in quella terra di selvaggi e bruti.
(Aperta parentesi. “Quella terra di selvaggi e bruti”, giusto per la cronaca, è uno dei borghi più belli della Francia intera: l’ameno paesello di Locronan… che deve il suo nome al patrono San Ronan, appunto, lo conoscete di sicuro tutti quanti. Roman Polansky ha voluto girarci Tess, e mi assicurano che il villaggio sia assolutamente simile a quello che vedete in video).
In ogni caso. La povera Ceban, che stava tanto bene a far la sposina nella sua bella Albione e adesso si ritrovava a dover pulir la sacrestia in una terra di selvaggi, cominciava onestamente a nutrire un po’ di odio nei confronti del suo pseudo-sposo. Ancora ancora, sarebbe stato meglio rimaner vedova, e risposarsi con un buon partito.
E così, mentre lucidava rabbiosamente un turibolo, l’infida Ceban architettò il suo piano.

Prese un cesto di vimini, lo spalmò di bitume e pece, e ci mise dentro la sua figlia appena nata. Poi, fischiettando, buttò il tutto in mezzo al fiume. (Se San Ronan avesse lasciato in pace quella donna isterica, invece di raccontarle tutto l’Esodo, si sarebbe probabilmente risparmiato un bel po’ di grane).
Dopo aver buttato a mare la figlioletta, la signora Ceban andò, piangente, nella piazza del paese. Si avvicinò a suo marito, che era tutto intento a predicare, e incominciò ad urlare come un’ossessa: “ASSASSINO!! Tu hai UCCISO NOSTRA FIGLIA!!”.
San Ronan, tutto d’un colpo, sbiancò improvvisamente. “Nostra figlia?”, balbettò terrorizzato. “Cos’è successo alla bambina? Sta…?”.
“L’HAI UCCISA!”, gli diede sopra Ceban, strappandosi i capelli. “L’HAI UCCISA, NEL CUORE DELLA NOTTE, PER MANGIARTI IL SUO CUORE PALPITANTE!!”.
San Ronan ebbe un attimo di perplessità, ma poi pensò che la povera ragazza stava sicuramente sragionando per il dolore. “Ceban. Ti, prego calmati. Dimmi cos’è successo alla bambina. Sta… sta male, è ferita? Vengo subito a casa; ma hai chiamato un medico?”.
“Tu non ti azzardare nemmeno per scherzo a ritornare a casa nostra!!”, gridò Ceban in mezzo alla piazza attonita, rotolandosi per terra allo scopo di accrescere la drammaticità della scena. “Tu l’hai uccisa, TU L’HAI UCCISA, come fai tutte le notti con le pecore del pastore Jacques!!!”.
Il pastore Jacques lanciò un’occhiata stupefatta a San Ronan.
Ronan inarcò le sopracciglia, senza capire. “Le pecore?”, chiese a voce bassa. “Ma quali pecore?, sto pure facendo Quaresima… Ceban, ti prego, dimmi dov’è la bambina e vediamo cosa fare, magari siamo in tempo per salvarla…”.
“LE PECORE!!!”, ululò Ceban a voce ancor più alta, rotolandosi per terra e stracciandosi le vesti. “Tu le DIVORI, ogni NOTTE, e adesso hai voluto uccidere anche LA MIA BAMBINAAA!! Il tuo dio ti maledirà, per questo!”.
San Ronan, passandosi una mano fra i capelli, cominciò a sentire un vago senso di disperazione. “Vi prego”, mormorò ai presenti, che fissavano attoniti la scena: “vi prego, prendetevi cura della ragazza, è ovvio che è impazzita per il dolore… Io corro in canonica, magari posso fare qualcosa per salvare la bambina: stamattina stava benissimo, non può essere morta…”.
Ceban, che continuava a rotolarsi in mezzo al fango, ne approfittò per aggrapparsi alla caviglia di Ronan, per impedirgli di andar via. “Tu devi essere CONDANNATO per ciò che hai fatto, devi essere GIUSTIZIATO: sei un pericolo per la comunità tutta, nessuno è più al sicuro: sei un CRIMINALE, un ASSASSINO, un FOLLE! Tu sei…”, e s’interruppe per accrescer la tensione: “TU SEI UN LUPO MANNARO!!”.
Calò il silenzio. Persino San Ronan riuscì ad accantonare per un attimo la preoccupazione per sua figlia, di fronte all’enormità assurda che aveva appena tirato fuori quella pazza; i presenti si ammutolirono, qualcuno squadrò Ronan con aria di sospetto; alcuni si allontanarono di qualche passo, timorosamente.
“Vi prego, qualcuno si occupi di Ceban”, mormorò Ronan con aria sbrigativa, fissando stranito la ragazza. “Io corro a casa, non posso occuparmi anche di lei; è evidente che sta male…”.
Si divincolò dalla presa di Ceban e mosse il primo passo, ma inaspettatamente si trovò con un bastone davanti alle ginocchia che gli sbarrava la strada. Attaccato al bastone, stava il pastore Jacques; e aveva un’aria alquanto incattivita. “Tu non vai da nessuna parte”, ringhiò guardandolo malissimo: “da qualche tempo a questa parte, c’è un dannato lupo che perseguita il mio gregge; ho già perso dieci pecore. Tu adesso resti qui, e chiarisci la situazione”.
San Ronan guardò il pastore, poi guardò Ceban, poi sgranò gli occhi. “Oh, per favore”, esclamò incredulo: “non penserete davvero che io sia un lupo mannaro!”.
Il pastore Jacques non si mosse di un millimetro. Qualcuno indietreggiò, con aria spaventata.
Ronan si passò una mano fra i capelli, con una gran voglia di piangere: “ma per piacere! I lupi mannari non esistono, è quello che sto cercando di spiegarvi da quando sono arrivato: sono tutte superstizioni, non potete veramente credere a questa storia…”.
Il pastore Jacques, in tutta risposta, gli tirò una bastonata in testa. “Tu non ti muovi di qui finché non abbiamo scoperto chi sei veramente”, commentò brandendo il suo bastone.
“Vi prego”, sussurrò Ronan, che ormai aveva le lacrime agli occhi: “almeno, lasciatemi andare da mia figlia…”.
“TUA FIGLIA È MORTA!” urlò Ceban, giusto per sottolineare bene la sua posizione. “La sua culla è insanguinata, TU L’HAI UCCISA, TI HO VISTO MENTRE LA MANGIAAAAVIIII!!”.

Questa è la storia di San Ronan; ma in realtà potrebbe anche essere la storia del suo re, il Principe di Cornouaille. Il pover’uomo, che si stava facendo beatamente i fatti suoi nel suo piccolo palazzo, si era ritrovato improvvisamente di fronte a un’orda di popolani impazziti. E nello specifico, a un prete in lacrime, un pastore psicotico, e una pazza isterica tutta scarmigliata che urlava di essere sposata col prete (!), che però in realtà non
era un prete (!), ma bensì un lupo mannaro (!!).
“Ma voi siete tutti matti!”, sbottò impazientemente, dando ordine di sguinzagliare i suoi due cani da caccia.
I cuccioloni corsero verso il trono del padrone, e cominciarono a fargli le feste.
“Annusa!”, ordinò il padrone, carezzando i suoi segugi. “Annusa… ehm… il lupo mannaro. Cerca il lupo!”.
I cuccioloni continuarono beatamente a far le feste al padrone, leccandogli le mani e scodinzolando.
“Nessun lupo mannaro in circolazione?”, insisté il monarca guardando i suoi due cani.
I cani abbaiarono, giulivi.
“Beh…” decretò il sovrano, fulminando con lo sguardo quei tre pazzi: “mi sembra evidente che non c’è nessun lupo in questa stanza. E adesso, levatevi dalle scatole”.

E va bene il “processo breve”; ma breve così, non ce ne son mai stati al mondo.
 


Giusto per la cronaca: San Ronan, scagionato grazie all’indiscutibile perizia, continuò a fare il prete vita natural durante.
La povera neonata, chiusa nel suo cesto che galleggiava sulle acque, fu ritrovata da una lavandaia che lavava i panni, poco distante dal palazzo.

E Ceban?
Beh: lei è andata a far danni altrove. Secondo me, a forza di cercar lupi mannari, è finita dritta dritta in un bel libro di fiabe…
… ed è ancora lì, nascosta fra le pagine di qualche storia. Non ce la vedreste benissimo, nelle vesti di matrigna?

3 pensieri riguardo “[Ma che sant'uomo!] Processo breve

  1. Ma quali pecore?, sto pure facendo Quaresima…Questa è la frase che mi ha fatto più ridere nel racconto :)Povero Ronan ma c'è da capire anche quella povera mogliettina ritrovatasi a fare la perpetua, non nel gesto della figlia lasciata in mare, ma credo che avesso voglia di "attenzioni" che una volta c'erano e poi sono sparite!Un sorriso :)

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