La vera storia di san Ronan, che fu accusato d’essere un licantropo

Se il vostro matrimonio è in un momento di stanca e vi sembra che vostro marito non sia più il ragazzo di cui v’eravate innamorate, pensate che c’è sempre chi sta peggio.
Pensate alla moglie di san Ronan, per dirne una.

San Ronan di Quimper, vescovo francese del VII secolo, non era sempre stato un sacerdote.
In effetti, non era neppure nato in una famiglia cattolica, a ben vedere.
Aveva trascorso una lieta giovinezza immerso nel paganesimo, si era sposato con la bella Ceban e ci aveva pure fatto un figlio, e poi… zacchete: fulminato sulla via di Damasco, s’era convertito e aveva capito di aver sbagliato tutto. La sua vera vocazione era quella clericale.

Non è bello, per una donna che ha appena partorito, sentirsi dire dal marito “scusa, ci ho ripensato, mollo tutto e mi faccio prete”.
Però, va detto che san Ronan si comportò in modo piuttosto equo con la sua povera sposa.

Pose – di fatto – fine al matrimonio, ma non abbandonò la donna in mezzo alla strada. Continuò a vivere con lei occupandosi del suo sostentamento e del benessere della figlioletta: se la tenne in canonica a mo’ di perpetua – diciamo – avendo cura di non farle mancare nulla.

…il che è molto gentile e molto caritatevole, ma Ceban voleva un marito, non un prete attivo nel servizio Caritas.
E insomma: metti lo shock, metti la rabbia che covava dentro di lei, metti magari un bel po’ di depressione post-partum… un bel giorno, Ceban decise di fargliela pagare.

Preso un cesto di vimini, lo spalmò di bitume e pece, ci adagiò dentro la figlioletta neonata e poi gettò il tutto in mezzo al fiume (…e qui si capisce che san Ronan avrebbe fatto meglio a lasciar in pace la puerpera invece di molestarla con continue narrazioni dell’Esodo, NdR).
Abbandonata la figlia al suo natante destino, Ceban si recò, piangente, nella piazza del paese. Puntò il dito su suo marito, che era tutto intento a predicare alla popolazione, e cominciò a urlare come un’ossessa: “ASSASSINO!! Tu hai UCCISO NOSTRA FIGLIA!!”.
San Ronan sbiancò improvvisamente. “Nostra figlia?”, balbettò terrorizzato. “Cos’è successo alla bambina?”.
“L’HAI UCCISA!”, gli diede sopra Ceban, strappandosi i capelli. “L’HAI UCCISA, NEL CUORE DELLA NOTTE, PER MANGIARTI IL SUO CUORE PALPITANTE!!”.
E lì, San Ronan ebbe per la prima volta un attimo di perplessità. “Eh? Ceban. Ti, prego calmati. Dimmi cos’è successo alla bambina, è evidente che sei sconvolta. Adesso andiamo a casa a…”.
“Tu non ti azzardare nemmeno per scherzo a ritornare a casa nostra!!”, gridò Ceban in mezzo alla folla attonita, rotolandosi per terra allo scopo di accrescere la drammaticità della scena. “Tu l’hai uccisa, TU L’HAI UCCISA, come fai tutte le notti” – e si guardò attorno in cerca di ispirazione “come fai tutte le notti con le pecore del pastore Jacques!!!”.
Il pastore Jacques, che era guarda caso a mezzo metro di distanza, trasalì e lanciò un’occhiata stupefatta a San Ronan.
Ronan inarcò le sopracciglia. “Prego? Le pecore, ma quali pecore?, sto pure facendo Quaresima… Ceban, ti prego, dimmi dove…”.
“LE PECORE!!!”, ululò Ceban a voce ancor più alta, rotolandosi per terra e stracciandosi le vesti. “Tu le DIVORI, ogni NOTTE, e adesso hai voluto uccidere anche LA MIA BAMBINA! Il tuo dio ti maledirà, per questo!”.
San Ronan, passandosi una mano fra i capelli, cominciò a sentire un vago senso di imbarazzo. “Vi prego”, mormorò ai presenti, che fissavano attoniti la scena: “vi prego, prendetevi cura della ragazza, è ovvio che sragiona. Io corro in canonica a capire cosa…”.
Ceban, che si era rotolata fin dentro a una pozza di fango per accrescere la drammaticità scenica della questione, ne approfittò per aggrapparsi alla caviglia di Ronan per impedirgli di andar via. “Tu devi essere CONDANNATO per ciò che hai fatto: sei un pericolo per la comunità tutta, nessuno è più al sicuro: sei un CRIMINALE, un ASSASSINO! Tu sei…”, e s’interruppe per accrescer la tensione: “TU SEI UN LUPO MANNARO!!”.
Calò il silenzio. Per un istante, persino San Ronan riuscì ad accantonare per la preoccupazione per sua figlia, di fronte all’ultima sparata della moglie. I presenti si ammutolirono, qualcuno squadrò Ronan con aria di sospetto; alcuni si allontanarono di qualche passo, timorosamente.
“Vi prego, qualcuno si occupi di Ceban”, mormorò Ronan con aria sbrigativa, fissando stranito la ragazza. “Io corro a cercare la bambina, forse si può ancora salvare”.
Si divincolò dalla presa di Ceban e mosse il primo passo, ma inaspettatamente si trovò con un bastone piantato davanti alle ginocchia che gli sbarrava la strada.
Attaccato al bastone, stava il pastore Jacques; e aveva un’aria alquanto incattivita. “Tu non vai da nessuna parte”, ringhiò guardandolo malissimo. “Da qualche tempo a questa parte, c’è un dannato lupo che perseguita il mio gregge; ho già perso dieci pecore. Tu adesso resti qui, e chiarisci la situazione”.
San Ronan guardò il pastore, poi guardò Ceban, poi sgranò gli occhi. “Oh, per favore”, esclamò incredulo: “non penserete davvero che io sia un lupo mannaro!”.
Il pastore Jacques non si mosse di un millimetro. Qualcuno indietreggiò di qualche altro passo ancora.
Ronan si passò una mano fra i capelli, con una gran voglia di piangere: “ma per piacere! I lupi mannari non esistono, è quello che sto cercando di spiegarvi da settimane: sono tutte superstizioni, non potete veramente credere a questa storia…”.
Il pastore Jacques, in tutta risposta, gli tirò una bastonata in testa. “Tu non ti muovi di qui finché non abbiamo scoperto chi sei veramente”, commentò brandendo il suo bastone.
“Vi prego”, sussurrò Ronan, che ormai aveva le lacrime agli occhi: “almeno, lasciatemi andare da mia figlia…”.
“TUA FIGLIA È MORTA!” urlò Ceban, giusto per sottolineare bene la sua posizione. “La sua culla è insanguinata, TU L’HAI UCCISA, TI HO VISTO MENTRE LA MANGIAAAAVIIII!!”.

***

Questa è la storia di San Ronan; ma in realtà potrebbe anche essere la storia del suo re, il Principe di Cornouaille. Il pover’uomo, che si stava facendo beatamente i fatti suoi nel suo piccolo, si era ritrovato improvvisamente di fronte a un’orda di popolani impazziti. E, nello specifico, a un prete in lacrime, un pastore isterico e una pazza scarmigliata che urlava di essere sposata col prete (?), che però in realtà non era un prete (!), ma bensì un lupo mannaro (!?).
“Ma voi siete tutti matti!”, sbottò impazientemente, dando ordine di sguinzagliare i suoi due cani da caccia. I cuccioloni corsero verso il trono del padrone e lui ordinò loro “annusa! Annusa… ehm… il lupo mannaro. Cerca il lupo!”.
I cuccioloni continuarono beatamente a far le feste al padrone, leccandogli le mani e scodinzolando.
“Nessun lupo mannaro in circolazione?”, insisté il monarca guardando i suoi due cani.
I cani abbaiarono, giulivi.
“Beh…” decretò il sovrano, fulminando con lo sguardo quei tre pazzi: “mi sembra evidente che non c’è nessun lupo in questa stanza. E adesso, levatevi dalle scatole”.

E va bene il “processo breve”; ma breve così, non ce ne son mai stati al mondo. 

Giusto per la cronaca: san Ronan, scagionato grazie all’indiscutibile perizia, continuò a fare il prete vita natural durante.
La povera neonatina, chiusa nel cesto che galleggiava sulle acque, fu ritrovata da una lavandaia che lavava i panni poco lontano e di lì a poco riconsegnata al padre, la cui innocenza apparve a quel punto palese.

E Ceban?
Poveraccia: è la villain di questa storia, ma a me fa una gran pena. Di lei si sono perse le tracce, non mi risulta appaia oltre nell’agiografia del coniuge.
Disperando in un riavvicinamento, io ho maturato la convinzione che sia andata a far danni altrove, magari cambiando genere letterario e diventando un personaggio di un libro di fiabe.
Una certa passione per il fantasy, del resto, gia l’aveva. Voi, ad esempio, non la vedreste benissimo come matrigna?

3 risposte a "La vera storia di san Ronan, che fu accusato d’essere un licantropo"

  1. marinz

    Ma quali pecore?, sto pure facendo Quaresima…Questa è la frase che mi ha fatto più ridere nel racconto :)Povero Ronan ma c'è da capire anche quella povera mogliettina ritrovatasi a fare la perpetua, non nel gesto della figlia lasciata in mare, ma credo che avesso voglia di "attenzioni" che una volta c'erano e poi sono sparite!Un sorriso 🙂

    "Mi piace"

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