Pillole di Storia · Tradizioni e folklore

Gli altri Valentini

Che poi, sembra che io sia una zitella incarognita che critica San Valentino per proposito.
No, non è così!
E non sono neanche una hippie con le pare anticonsumistiche: se oggi c’è gente che si regala le rose rosse e si scambia cioccolatini… buon per loro! Son contenta: fate pure!
Anzi: mi sento quasi in colpa, per avervi smontato a tal modo la festa degli innamorati.
Non vorrei avervi rovinato l’atmosfera, voglio dire.
E allora corro ai ripari con un post di scuse… l’altroieri vi ho smontato una festa degli innamorati, ma oggi ve ne presento molte altre!

Essì.
Okay, è vero: San Valentino è la festa degli innamorati per eccellenza. La globalizzazione fa miracoli: che voi andiate in Italia, a New York, o a Singapore, tutti sanno che cosa si festeggia il 14 febbraio.
Ma prima che il mondo si globalizzasse, i vari Paesi si arrangiavano benissimo da soli. I Paesi anglosassoni, tradizionalmente, festeggiavano l’amore il 14 febbraio, per San Valentino… ma altre popolazioni avevano altre feste dedicate agli innamorati, in altri giorni del calendario. Il giorno di Santa Dwynwen ne è un esempio: in Galles, gli innamorati si scambiano gli auguri il 25 gennaio, e non un mese dopo.
Le tradizioni di questo genere sono veramente tante… e spesso sopravvivono ancora, nei Paesi di provenienza. Se andate in Galles a fine gennaio, vedete ancor oggi un sacco di innamorati che festeggiano.

Insomma: non vi piace San Valentino? Ve l’ho impietosamente smontato, con il post dell’altroieri? Niente paura: avete un sacco di altre occasioni per festeggiare il vostro amore!
Non vi resta che scegliere la vostra festa preferita, dando una scorsa al seguente elenco.


25 gennaio → Santa Dwynwen. Non vi racconterò nulla su questa festa, perché mi ci sono già dilungata fin troppo in precedenza. Basterà dire che è una festa tipica del Galles… e che Santa Dwynwen ha tutte le carte in regola per diventare patrona degli innamorati, avendo supplicato Dio di concedere un amore felice e senza ostacoli a tutti quanti i fidanzati.

18 febbraio → Sepandarmazgan. Festa dell’amore, dell’amicizia e della terra, Sepandarmazgan è una celebrazione molto sentita nell’attuale Iran (anche perché i Paesi islamici hanno una certa idiosincrasia per San Valentino: la festa, qui da noi, non è affatto religiosa; ma ai mullah più intransigenti non va proprio giù, che la gente musulmana festeggi la festa di un Santo dei cattolici).
Se la cosa vi può consolare, Sepandarmazgan non è un’invenzione di Ahmadinejad, ma è una festa persiana di origine antichissima. Originariamente dedicata al culto della terra (madre feconda ed amorevole), la festa era pian piano diventata una sorta di “giornata delle spose” (madri feconde ed amorevoli, per l’appunto). In una sorta di capovolgimento carnevalesco, nel giorno di Sepandarmazgan le donne diventavano le “padrone” e le “regine”: i maschi dovevano onorarle e rispettarle, tributando doni di vario genere.

24 febbraio → Dragobete. Quando penso a Dragobete, mi viene in mente la canzone Primavera di Branduardi: Dragobete è un tributo alla natura che rinasce, seducente e splendida, dopo il freddo dell’inverno… e insomma: dal festeggiare la Primavera al festeggiare i primi amori, il passo è breve.
Nel giorno di Dragobete, in Romania, i ragazzi raccolgono i primi fiori primaverili e li regalano alle loro fidanzate, o alle ragazze che stanno corteggiando: un segno d’amore antico come il mondo, ma di efficacia universale.

12 marzo → San Gregorio. In Slovenia, proprio come in Romania, la festa dell’amore è strettamente correlata alla primavera. Il 12 marzo, festa di San Gregorio Papa, segna tradizionalmente l’ingresso nella stagione più romantica dell’anno… e così, gli Sloveni ne approfittano per scambiarsi segni d’affetto, e doni.
(N.B. Sì, okay, avete ragione: noi Cattolici ricordiamo San Gregorio il 25 maggio, data della sua morte… ma gli Ortodossi lo commemorano a marzo, quindi è tutto in regola).

14 marzo → White Day. Se San Valentino vi sembra una festa consumistica, non leggete qui o sarete colti da orticaria: il White Day è il consumismo all’ennesima potenza, in maniera palese e sfacciatissima!
Inventato nel 1980 dall’Associazione Nazionale delle Industrie Dolciarie giapponesi, il White Day fa parte di un complesso rituale consumistico-sentimentale. Il 14 febbraio, per influenza americana, le ragazze giapponesi offrono del cioccolato al ragazzo di cui sono innamorate. Il ragazzo accetta, e i cioccolatai guadagnano.
Dopodiché, per far girare l’economia, i ragazzi giapponesi hanno un mese di tempo per ricambiare il dono: il 14 marzo, a un mese esatto da San Valentino, faranno un dono alla ragazza. Teoricamente, dovrebbe trattarsi di un pacchetto di cioccolato bianco: ma anche qualsiasi altra cosa va bene, purché sia bianca. E quindi, si può spaziare: peluche, panna montata, diamanti, biancheria intima… l’importante è il colore, per l’appunto.
I Giapponesi son dei geniacci: in primo luogo, hanno creato due feste separate per dilazionar gli incassi.
In secondo luogo, hanno inventato la regola del sanbai gaeshi, “tre volte al ritorno”: siccome il maschio è cavaliere, il suo regalo dovrà essere tre volte più costoso rispetto a quello della donna.
In terzo luogo, hanno esteso la festa a tutte le categorie sociali: il cioccolato non va donato solo al proprio fidanzato, ma anche agli amici ed ai colleghi (che dovranno ricambiare ogni singolo regalo, spendendo ogni volta tre volte tanto).
Se lo sventurato non ricambia il dono, si tratta di una grave offesa. Se lo sventurato ricambia con un dono di pari valore, vuol dire che sta troncando la relazione.
Se San Valentino vi sembrava consumistico, non oso immaginare questo.

23 aprile → La diada de Sant Jordi. Questa è meravigliosa: se dovessi mai aver bisogno di una festa degli innamorati, schiferei San Valentino e festeggerei San Giorgio.
San Giorgio ha già più senso: rischia la vita per salvare la fanciulla, protegge la giovane vergine dalla bestialità del drago, è il prode cavaliere sul suo bel destriero bianco… lui sì che è un’icona romantica: volete forse paragonarlo a un presibitero ammazzato?
E così, fin dai tempi medievali, in Catalogna si festeggia la diada de Sant Jordi, il giorno di san Giorgio, anche noto come el dia de la rosa. Per secoli e secoli, in Catalogna, i cavalieri hanno regalato una rosa alle loro dame, in segno di fedeltà e di amore.
Ma la innovazione veramente meravigliosa è arrivata nel 1923, quando un libraio di Barcellona ha avuto questa idea geniale. Il 23 aprile, oltre ad essere San Giorgio, è anche la data di morte di due grandissimi scrittori: Shakespeare e Cervantes. E quindi, perché non unire le ricorrenze?
Insomma: i maschi, come da tradizione, regalano una rosa alle ragazze. È un gesto romantico e senza tempo, per dire che il nostro sentimento, qui e ora, è bello e dolce come un fiore.
Le ragazze (che negli anni ’20 stanno cominciando a emanciparsi), non si limitano a ricevere: ricambiano. E ricambiano con un libro, in ricordo dei due autori. Perché è vero che l’amore è bello come un fiore… ma il fiore, prima o poi, sfiorisce. Il vero amore no: è eterno e si conserva… esattamente come un libro, destinato a vivere in eterno. Dubito che la Divina Commedia verrà mai dimenticata, insomma.

Sarà che sono una bibliotecaria, ma QUESTA è una festa da festeggiare. Altro che cuori in silicone che dicono “I♥U”.

12 giugno → Dia dos Namorados. Il nome non necessita di traduzione, ma invece è utile spiegar la data: il 12 giugno è la vigilia della festa di Sant’Antonio (, quello di Padova). Sant’Antonio da Padova, tradizionalmente, è invocato dalle ragazze nubili che cercano un marito: si presume dunque che protegga volentieri le coppie innamorate… e che sia ben felice di vederle festeggiare in suo nome, perché no?
Il dia dos Namorados si festeggia in Brasile, che è probabilmente l’unico paese al mondo a schifar San Valentino. Non è che i Brasiliani ce l’abbiano con San Valentino nello specifico: è che a febbraio sono troppo impegnati a festeggiare il Carnevale; due feste così ravvicinate, non avrebbero un gran senso.
E così… niente festa il 14 febbraio, ma ci si sfoga a Sant’Antonio!

7 luglio → Tanabata. Se il White Day è una festa commerciale, il Tanabata è una tradizionale festa nipponica, legata a una leggenda di origine cinese. Una volta, tanto tempo fa, gli uomini e gli dei vivevano nel cielo: a ovest i mortali, a est i non-umani. Il pastore Hikoboshi si innamorò della dea Orihime, che concepì da lui due figli: ma il padre della dea, infuriato per questa unione, separò gli sposi. Allontanò sua figlia dal mortale, e costruì un muro affinché non potesse più incontrarlo: il muro esiste ancor oggi, e taglia il cielo in due. Avete intuito bene: è la Via Lattea.
Il padre permise a sua figlia di incontrare il marito solamente una volta all’anno, per poterlo riabbracciare. Hikoboshi e Orihime vivono ancora, lì nel cielo: Hikoboshi è la stella Altair; Orihime è la stella Vega.
Solo una volta, il 7 luglio di ogni anno, le due stelle si toccano, nel cielo… e in quel giorno, i Giapponesi festeggiano, scrivendo un desiderio su un foglietto e sperando che si avveri.

6 agosto → Qi Xi. Sostanzialmente, è sempre Tanabata: però, si svolge in Cina. Qi Xi è una festa mobile, nel senso che i Cinesi festeggiano la notte in cui davvero Altair e Vega si ‘incontrano’, nel cielo: quest’anno cade il 6 agosto; l’anno prossimo, cadrà il 23.
Qi Xi, più specificamente,è la festa delle single e delle novelle spose: le prime, offrono sacrifici per trovare un buon marito; le seconde, pregano di restare incinte e di avere presto un bel bambino.

14 agosto → Tu B’av. Dal Libro dei Numeri: “il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: Fino a quando sopporterò questa comunità malvagia, che mormora contro di me? […] Riferisci loro: I vostri cadaveri cadranno in questo deserto: […] nessuno di voi potrà entrare nella Terra Promessa. I vostri figli saranno nomadi nel deserto per quarant’anni, e porteranno il peso delle vostre infedeltà”. Era il nono giorno del mese di Av, e gli Israeliti appena usciti dall’Egitto furono costretti a vagare nel deserto per quarant’anni, prima di raggiungere la Terra Promessa.
Secondo la tradizione rabbinica, l’accampamento degli ebrei fu falcidiato da calamità e da morti, il nono giorno del mese di Av. Ogni anno, senza sosta, per quarant’anni.
E poi, improvvisamente, il quarantunesimo anno nulla accadde. Il nono giorno passò, e passò anche il decimo, e così anche l’undicesimo… il popolo d’Israele era incredulo, pensò di aver sbagliato i conteggi di qualche giorno: aspettò terrorizzato una qualche calamità, per i cinque giorni successivi…
… finché, all’alba del quindicesimo giorno di Av (Tu B’av, in lingua ebraica), capirono che la maledizione era veramente terminata. Fu un giorno di festa, di danze, di gioia, e di gaudio: Dio aveva perdonato il suo popolo, Israele era vicino!
Gli ebrei non hanno mai messo di festeggiare il giorno di Tu B’av: era un giorno di festa e di allegria, particolarmente propizio per fidanzamenti e matrimoni. A Israele, lo si festeggia ancora adesso: con pic-nic e danze di ogni genere, e feste particolari per le coppie innamorate.
Anche Tu B’av è una festa mobile: quest’anno è praticamente a Ferragosto, ma l’anno prossimo cadrà il 2 del mese.

17 settembre → Amigo segreto. Avete una cotta per qualcuno, ma non osate dichiararvi? Nessun problema, potete seguire questa tradizione colombiana: il terzo sabato di settembre, fate un regalo alla persona che vi piace. Il regalo deve essere anonimo, e non dovete consegnarglielo di persona: dichiaratevi con un semplice bigliettino, tipo “mi piaci veramente tanto”. L’importante è lasciare un indizio che permetta al vostro amato di identificarvi: se lui è incuriosito, se è pronto per una storia d’amore, se è vagamente interessato… beh, allora potrà far due più due, e venirvi incontro in qualche modo.
Se non lo fa, incasserete il due di picche più elegante della storia: voi non vi siete dichiarati, lui non vi ha rifiutati, nessuno ha fatto niente… geniale, non è vero?

4 novembre → Eid el-Hob el-Masri. Se vi fa impressione festeggiare la festa degli innamorati due giorni dopo aver festeggiato i Morti, consolatevi: l’origine è la stessa. A quanto pare, la festa di Eid el-Hob el-Masri è stata inventata dallo scrittore egiziano Mustafa Amin, che il 4 novembre si era presentato al funerale di un suo amico, scoprendo con dolore di essere praticamente solo. Non c’era quasi nessun altro, a dire addio a quel poveretto: e Amin lanciò il 4 novembre come festa “di tutte le persone che si vogliono bene” (innamorati compresi, dunque), perché nessuno si dimentichi mai più di star vicino ai propri cari.

11 novembre → Pepero Day. Dicesi “Pepero” un popolare tipo di biscotto sudcoreano, sostanzialmente identico al mikado. Il Pepero Day è il giorno in cui i sudcoreani regalano pacchetti di pepero a tutti quelli a cui tengono; la data è stata scelta per una sorta di somiglianza grafica: i segni 11 – 11 ricordano cinque biscotti pepero, che sono appunto lunghi e stretti.
Da festa del biscotto, il Pepero Day è diventato pian piano la festa degli innamorati: sono proprio le giovani coppiette che più di tutte si scambiano biscotti, per dirsi “io ti amo!”.


Insomma: da gennaio a novembre, il calendario è letteralmente pieno di feste dell’amore. Se volessi concludere con una frase fatta, direi che questa è la dimostrazione lampante che bisogna amarsi per tutto l’anno e non solo in occasione di San Valentino, e bla bla bla… ma disgraziatamente, odio le frasi fatte.
E allora concludo così: il mondo pullula di feste degli innamorati; e alcune di esse sono senz’altro più belle, più antiche e più profonde di tutta ’sta menata del 14 febbraio
Ma siccome anche oggi è la festa degli innamorati… buon San Valentino, a chiunque lo festeggi!

11 thoughts on “Gli altri Valentini

  1. Spero proprio di sì… io, al posto tuo, regalerei un libro e mi farei regalare un altro libro (che me ne faccio, di una rosa?)… spero che San Giorgio sia aperto alle innovazioni ;-)

  2. La diada di Sant Jordi piacerebbe moltissimo anche a me.

    Comunque, giusto per restare in tema, segnalo alla titolare del blog e a tutte le donzelle frequentatrici questo divertentissimo post sulla fenomenologia femminile rispetto a San Valentino.

    Rispondete con sincerità , in quale categoria vi riconoscete? Odiatrice, Indifferente, Finta Indifferente, Cinica, Invasata?

  3. LOL
    Io penso di essere a metà strada fra l'Indifferente e la Cinica, sennonché…
    Beh: per me, San Valentino non è affatto un giorno come tutti gli altri; è un giorno "speciale" perché una volta, a San Valentino, mi è capitato di…
    … dai: se non lo indovinate voi che leggete il mio blog, non lo indovina nessuno ;-)

  4. Beh, hai un sacco di tempo per pensarci, da qui a San Giorgio… ;-)
    Peraltro realizzo adesso che il 23 aprile, quest'anno, è Sabato Santo… insomma, una giornata adattissima al romanticismo e ai momenti di passione…

    Okay, allora ne approfitto per dire quali sarebbero le mie feste di ripiego essendo quest'anno San Giorgio inutilizzabile: mi piace molto anche Tu B'av, perché è motivata da serie ragioni storico/religiose, e poi Sepandarmazgan, per il clima carnevalesco medievaleggiante che racchiude.
    L'Amigo Segreto mi pare semplicemente geniale, ma ovviamente non è possibile festeggiarlo in Italia (se il destinatario non conosce la tradizione, si sente stalkerato e basta, povero :-P).

  5. Avevo scritto un coment qualche giorno fa ma splinder mi faceva i capricci…
    Correzione: si scrive Altair, non Althair. Al tair, "L'aquila" (e difatti è la stella più luminosa di quella costellazione). Con Deneb e, appunto, Vega, forma il "triangolo estivo", cioè le tre stelle più luminose del cielo estivo.

  6. Avevo scritto un coment qualche giorno fa ma splinder mi faceva i capricci…
    Correzione: si scrive Altair, non Althair. Al tair, "L'aquila" (e difatti è la stella più luminosa di quella costellazione). Con Deneb e, appunto, Vega, forma il "triangolo estivo", cioè le tre stelle più luminose del cielo estivo.

  7. E io avevo visto il tuo commento il 22 febbraio, ma ero di corsa e mi son sempre dimenticata di risponderti…
    Grazie! Correggo subito!
    E grazie anche per la notazione astronomica: a parte guardar le stelle quando sono stanca e ho voglia di star seduta a far niente mentre fisso il vuoto (solo che se dici "fisso il vuoto" ti prendono per autistica, mentre se dici "guardo le stelle" pensano tutti 'che animo romantico')… a parte quello, dicevo, non ci capisco assolutamente niente, di stelle e di pianeti! Quindi… grazie per la notizia!

  8. E io avevo visto il tuo commento il 22 febbraio, ma ero di corsa e mi son sempre dimenticata di risponderti…
    Grazie! Correggo subito!
    E grazie anche per la notazione astronomica: a parte guardar le stelle quando sono stanca e ho voglia di star seduta a far niente mentre fisso il vuoto (solo che se dici "fisso il vuoto" ti prendono per autistica, mentre se dici "guardo le stelle" pensano tutti 'che animo romantico')… a parte quello, dicevo, non ci capisco assolutamente niente, di stelle e di pianeti! Quindi… grazie per la notizia!

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