La religione in cucina · Vite di Santi e Beati

[Ma che sant’uomo!] Per una dolce festa

“… no!!”.
La suora anziana, pigramente, smise di pulire il pesce. Lanciò uno sguardo alla novizia, che stava lavorando al tavolo affianco, e fece violenza su se stessa per non alzare gli occhi al cielo.
“Che c’è, mia cara?”, le chiese dolcemente.
“Io…”. Le guance grassottelle della ragazza si imporporarono, mentre lei abbassava lo sguardo con aria mortificata. “Io… temo di aver fatto uno sbaglio, sorella”.
La suora anziana invocò mentalmente il suo angelo custode affinché le infondesse un po’ di pazienza, e abbozzò un sorriso alla volta della fanciulla. “Oh, non preoccupatevi”, mormorò conciliante. (Avrebbe voluto aggiungere: ‘anche perché non è una novità’). “Cos’è successo?”.
“Io…”. La novizia sollevò le mani dal mucchietto di farina che stava impastando, e lanciò uno sguardo imbarazzato alla superiore. “Ho dato un colpo al barattolino di semi d’anice. Son caduti nell’impasto”.
Stavolta, la suora anziana dovette far violenza a se stessa per non ridere – e non ci riuscì. “Mi state dicendo che avete messo dell’anice dell’impasto per le ostie?!”.
La ragazzina arrossì. “Io…”.
La suora non poté fare a meno di ridacchiare, scuotendo il capo. “Questa va segnata negli annali, a futura memoria!”. Tacque per un attimo, e poi si affrettò ad aggiungere qualcosa, perché aveva notato che la novizia sembrava veramente mortificata. “Oh, coraggio… c’è ben di peggio, nella vita!”.
La ragazzina abbassò lo sguardo, timidamente, e poi mormorò: “butto via tutto, allora? Ricomincio da capo?”.
La suora mosse il capo per annuire… poi ci ripensò un attimo, si mordicchiò le labbra, e disse: “no, aspettate!”. Stette zitta per un istante, riflettendo, e poi aggiunse: “voglio dire… possiamo farne dei biscotti. Biscotti all’anice. Senz’altro non possiamo farne ostie; ma biscottini…”.

 
Sono passati – aehm – parecchi mesi, dal giorno in cui Filippociack e Cicikov han vinto il primo premio a parimerito nel mio quiz su Giovanni Paolo.
Il primo premio sarebbe stato un ‘Ma che sant’uomo!’ scritto apposta per i due.
Avete mai visto un ‘Ma che sant’uomo!’ scritto apposta per i due?
No. Appunto.

La cattiva notizia, è che son passati mesi e non ho ancora ottemperato alla mia promessa.
La buona notizia è che quantomeno non me ne son dimenticata – e che ad esempio mi ricordo che Filippociak mi aveva chiesto un post su Santa Brigida.
Santa Brigida è oggi, guarda caso.

Le cose stan così: originariamente, mi ero messa in testa di scrivere il post su Santa Brigida e pubblicarlo nel giorno di Santa Brigida. Però poi ho perso tempo, l’ho scritto troppo velocemente, l’ho riletto e non mi è piaciuto, e quindi l’ho accantonato. Sì, insomma: lo pubblicherò quando sarò riuscita a renderlo più decente.

Nel frattempo, però, cerco (letteralmente) di non lasciarvi con l’amaro in bocca, proponendovi (letteralmente) un assaggio di… vita brigidina.
Perché voi non lo sapete, ma le cose stan così: le due suore di cui sopra, a quanto pare, son vissute veramente; ed eran suore brigidine. Pare che – secondo la tradizione – ci siano state per davvero due suore brigidine che hanno inavvertitamente aggiunto semi d’anice all’impasto per le ostie. Pare che davvero abbiano deciso di ricavarne, infine, dei biscotti all’anice… tant’è vero che questi biscotti d’anice esistono ancor oggi, e si chiamano “brigidini”. Per l’appunto.
Dolci tipici di Lamporecchio (un’amena cittadina nei pressi di Pistoia), i brigidini si possono acquistare ancora ai giorni nostri, nei negozi di prodotti tipici.
Epperò, si possono anche preparare in casa, tantopiù che la lavorazione è semplice… e gli ingredienti son pochissimi.

Insomma: volete anche voi preparare i brigidini, per festeggiare con dolcezza la festa di Santa Brigida?
E allora, che aspettate?!
Presto! Continuate a leggere!

BRIGIDINI DI SANTA BRIGIDA

Ingredienti (per circa una trentina di biscotti):

100 gr. di farina 00;
130 gr di zucchero;
3 uova intere;
15 gr di semi d’anice [ma, secondo me, vien molto meglio con qualche goccia di essenza all’anice, di quelle per alimenti che trovate in erboristeria!;
1 pizzico di sale;
1 pizzico di vanillina.

Preparazione:

Montate le uova, incorporate lo zucchero, i semi d’anice, e la farina. Insaporite con un pizzico di sale e con la vanillina per ottenere una pasta piuttosto soda. Prendete le tenaglie*, scaldate i due piatti in modo che diventino caldi ma non roventi, e versatevi sopra una pallina di impasto per cuocere il brigidino.

*NB Per preparare i brigidini bisogna munirsi di questo attrezzo un po’ particolare. Si tratta di una grossa tenaglia in ferro, che in cima ai bracci ha due piatti di ghisa: una volta scaldati e compressi l’uno contro l’altro, i piatti cuociono l’impasto e danno ai brigidini la tipica forma simile a quella delle patatine.

[Ma – aggiungo io – Internet suggerisce anche delle soluzioni alternative: potete utilizzare un normale ferro a piatti piani, come quello per le cialde, se ce l’avete. In alternativa, altri siti Internet suggeriscono una soluzione estrema: prendere una pallina d’impasto, metterla sulla carta da forno, spianarla molto sottile con il mattarello, e farla cuocere a 180° per qualche minuto, fino a che non vi sembra cotta].

La ricetta originaria non è mia, ma è tratta dal ricettario Feste in tavola: le ricette tradizionali delle festività religiose.
Per la serie: se siete gli autori del ricettario, non lamentatevi con me perché vi ho dato i credits. E se invece preparate i brigidini e poi morite avvelenati, non prendetevela con me perché la ricetta non è mia!
(Eh-eh).

E detto ciò… buon appetito!!!

6 thoughts on “[Ma che sant’uomo!] Per una dolce festa

  1. Non posso pensare ad un'occasione migliore di questa per delurkarmi:
    essendo di Pistoia, e conoscendo bene i brigidini, mi sono commosso a leggere questo tuo post.

    Cara Lucyette,
    ti sto seguendo ormai da qualche mese, e ti ringrazio per le risate che mi hai fatto fare leggendo le tue improbabili avventure, per non parlare di come mi sono acculturato sulla vita dei santi!

    Grazie ancora, e saluti a Claudio!

    Giovanni

  2. Ma peraltro sembrano anche abbastanza facili da preparare… a parte il problema delle "tenaglie" con cui schiacciare i biscottini, sembrano anche di facile fattura! :-)

  3. Ohibò, mi ero completamente dimenticato di lasciare un commento!! Che infamia. Nel frattempo, per andare incontro alle esigenze di tutte le massaie sprovviste di utensili fabbrica-brigidini… ho ri-trovato questa!

    Cosa c'è di meglio di uno stampo per ostie… per fare dei biscotti imparentati con le ostie??? (Suvvia)

    In ogni caso buoni i brigidini…

  4. Ooooohhh!! Ecco come si fanno le ostie: non avevo mai visto il marchingegno!!

    Comunque non vi anticipo niente perché se no faccio torto alla mia povera mamma rovinandovi la sorpresa; ma sappiate che, essendo lei in vacanza in Liguria, l'ho spedita in un negozietto tipico… per farmi portare a casa il materiale per scrivere un altro post, su un altro cibo… osti-forme!

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