Personale

Quando…

Quando ti butti giù dal letto alla velocità della luce perché è già tardissimo, e ti vesti in fretta e furia e ti stupisci pure perché la gonna ti sta stetta, (“ossignur, sarò ingrassata?”), et indi ti scapicolli alla fermata del tram e sali sull’autobus e poi vai a lavorare, e passi tutta la mattinata a prendere a insulti quella tua gonna stretta (“eppure non mi pareva di essere ingrassata!”), e lavori per tutta la mattinata e poi torni a casa e finalmente vai in bagno, e togliendoti la gonna realizzi che ti stava stretta per il semplice fatto che sotto la gonna (lunga) stavi indossando i pantaloncini (corti) del pigiama, che ti eri dimenticata di togliere nella fretta del momento…

allora, capisci di essere stressata.

E a quel punto realizzi che, in fin dei conti… un’altra settimana di vacanza al mare, non potrà far così male. No?

***

Ebbene sì.
Se tutto va bene, (cioè, se non sono morta in un incidente d’auto nel frattempo), mentre voi leggete questo messaggio io dovrei essere già in vacanza al mare. Siano lode e gloria a Splinder, che permette di postare in differita.

Se Splinder è d’accordo, le cose dovrebbero svolgersi come l’altra volta. Ovverosia: io me ne vado in vacanza al mare, Splinder pubblica un nuovo post ogni quarantott’ore, e io vi lascio in custodia il mio bloggherello. Trattatemelo bene, eh!!

Lasciandovi in balia della mia programmazione estiva, che dovrebbe oscillare fra il serio e il faceto e fra il sacro e il profano… io vi saluto, e vi do l’arrivederci. Ritornerò, se tutto va bene, fra una decina di giorni al massimo!

8 thoughts on “Quando…

  1. Qualcuno c'ha tutte le fortune! Anche la complicità di Splider!
    Sembra di parlare con la segreteria telefonica…
    comunque buone vacanze, anche se leggerai gli auguri al rientro…

    Diego

  2. Sono anch'io in vacanza, qualche giorno alle terme per le cure bronchiali di mia madre, ma a differenza di te che saggiamente ti sposti senza  bagaglio tecnologico, ho con me il PC per cui quel tesoro della mia capa riesce molto abilmente ad evitare di scivolare nel mio personale dimenticatoio. Fosse per me sarebbe già scivolata in posti ben peggiori.

    Ultimo giorno a Torino, la settimana scorsa.. Decido di portarmi al seguito un paio di libri di studio per un esame che vorrei dare a settembre, quindi mi precipito alla libreria di Piazza Savoia dove (purtroppo) sono abbastanza conosciuta.
    Premessa: la mia auto, il giorno prima, rifiutava categoricamente di ingranare la retromarcia, ragion per cui circolavo con la macchina di mia madre.
    Bene: nella libreria di cui sopra, sempre per il motivo di cui sopra (mi conoscono), mi muovo abbastanza liberamente e spesso dò la scalata (Lucy guai a te se ridi, ma se ti immagini la mia notoria agilità e disinvoltura non potrai farne a meno) agli scaffali, servendomi dei soliti scalottini che di norma solo i commessi dovrebbero poter usare (per motivi di sicurezza).
    Recupero tutto il necessario, pago, esco, e vado a riprendermi l'auto che, data la zona, era ovviamente parcheggiata in divieto. Che bello, niente multa, deve essere il mio giorno fortunato.
    Scavo nella borsa, ma il portachiavi dell'auto non salta fuori.. E' una cosa orrenda, un porta-chiavette usb di un fucsia accecante, ma a me serve appunto per recuperarlo al primo colpo. Mannaggia a me ed alla mia pessima abitudine di tenere in mano le chiavi dell'auto, sicuramente è rimasto su qualche scaffale del negozio.
    Rientro in libreria e mobilito tutta la popolazione locale. Si scatena una caccia al tesoro che nessuna festa patronale potrà eguagliare, da qui al giorno del Giudizio. Nisba. Nun ce stanno. Un commesso, che al momento ho giudicato impietosamente un idiota (in quel momento nel negozio c'era chi – quanto ad idiozia – lo batteva con ampio margine) azzarda: non le avrai lasciate nel cruscotto?
    Si, certo, e allora con cosa l'avrei chiusa la portiera? Col celeberrimo "usa la forza, Luke …"?
    Finisco per arrendermi, anche perchè alla caccia al tesoro di cui sopra stanno generosamente partecipando anche alcuni clienti. Se non altro, gli scaffali dei ripiani più alti sono stati doverosamente spolverati.
    Torno all'auto, medito di appiccicarle un foglietto "guasta" sperando nella pietà dei vigili urbani torinesi (è come sperare che sgorghi petrolio dal rubinetto di casa) e comincio a figurarmi l'itinerario non semplice e non piacevole per tornare a casa, recuperare il duplicato delle chiavi, riportarmi in loco e riprendere l'auto, sempre che nel frattempo non sia rimossa e portata alla depositeria , con tanto di graditissima multa.
    A questo punto l'Angelo Custode, o il santo che protegge i deficienti (chiunque sia, con me fa gli straordinari pressochè quotidianamente) mi suggerisce di fare un ultimo tentativo. Estraggo dalla borsa tutto il contenuto: portafoglio, cellulare, fazzoletti di carta, occhiali da lettura, occhiali da guida, chiavi di casa, ed intravvedo un qualcosa di grigiastro sul fondo. Una chiave. UNA CHIAVE D'AUTO … si ma non è la mia, e poi non c'è il famigerato portachiavi fuxia ….
    Già, ma si dà il caso che non avessi la mia macchina, bensì quella di mia madre. A scanso di equivoci, basta un'occhiata all'auto per confermarmelo: la mia è giallina, questa è grigia. Il MIO portachiavi è con la MIA auto dal meccanico.
    Apro, poso i libri, mi siedo e lascio passare qualche minuto, perchè idiota sì, ma non fino al punto di rischiare la vita mia ed altrui. Prima di riavviare il motore e ripartire ho bisogno di qualche minuto di calma.
    Vabbè, diamo la colpa allo stress: lavoro, studio, rotture varie di scatole, la giornata torrida. Coraggio, cerchiamo di fare una volta tanto gli ottimisti, potrebbero anche NON ESSERE i primi sintomi dell'Alzheimer …
    Ma illudersi che 12 gg di vacanze possano risolvere il problema è pura incoscienza. 
    Divertiti e riposati, Lucy carissima. Io sto pensando con angoscia che prima o poi, in quella libreria ci devo tornare, ho già prenotato i testi per il prossimo anno accademico. E che gli dico, quando si informeranno su come è andata a finire la faccenda?
    "Ci penserò domani", disse Rossella O'Hara in una situazione assai meno grave di questa
    Sissi 2002
     

  3. Dlin dlon, Lucia mi prega di informare i gentili lettori che sta bene, e che porge le sue scuse per il terremoto verificatosi…

    (meno male che non ci sono state vittime, altrimenti sai che bella ironia)

  4. Un'ulteriore coincidenza, cara Lucia. Come ho sentito del terremoto in Piemonte mi sei venuta in mente. Meno male che non ci sono stati grossi problemi tranne lo spavento! Buon proseguimento di vacanza!

  5. … no, anche perché ho omesso di citarvene uno, di terremoto: quindici giorni fa, quando ero in Liguria, c'è stato un forte terremoto a Imperia. Dopodiché, una settimana fa, essendo io a Pavia, ho procurato un forte terremoto nella Pianura Padana. In ultimo, son tornata a Torino, e pochi giorni dopo c'è stata una scossa di terremoto a Torino.

    Scherzi a parte: io adesso in realtà sono già partita da Torino alla volta del mare, quindi non ho sentito proprio niente. Comunque, come diceva Claudio, sto bene e porgo le scuse per il terremoto verificatosi…

    … e nel frattempo vi porgo anche un salutino al volo!!
    Ho trovato un Internet Point mooolto più economico di quello degli anni scorsi!

    (Il problema è che, essendo così economico, è sempre superaffollato :-S Bisogna far la coda per entrarci!)

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