Personale

31 gennaio

Non ci sarò.
Non sarò al computer, la sera del 31 gennaio: se tutto va bene, in quel momento sarò nella mia casa al mare, a riempirmi le orecchie con la risacca delle onde. Anzi, comincio fin d’ora a salutarvi: parto domattina, tornerò a fine settimana; se WordPress fa il suo lavoro, il blog si aggiornerà da solo con il canonico post ogni due giorni, pubblicato in differita. Quanto a me: come sempre, non avrò accesso a Internet.

E quindi, dicevo, non ci sarò: non sarò al computer, la sera del 31 gennaio, quando Splinder sprofonderà nel Nulla e il mio vecchio blog cesserà di esistere.
Me l’ero immaginato a lungo, questo momento, a partire dal giorno in cui è stata annunciata la data della chiusura. Me lo sono immaginata tutte le volte che Splinder mi mandava una mail di promemoria, per annunciarmi che “il 31 gennaio, il servizio verrà dismesso”; me lo immagino ancora adesso, mentre scrivo: e mi domando, con un filo di malinconia, chissà cosa succederà.
Concretamente, intendo.

I blog scompariranno, apparirà un avviso esplicativo, ci sarà un blackout totale che inghiottirà tutto quanto?
Cosa?

Ma tanto, quella notte non ci sarò: sarò al mare, lontana dal computer; e mi risparmierò la curiosità (o lo strazio) di tornare sul quadernetto dei miei appunti allo scoccar di mezzanotte. E poi, fare refresh.

Certo: lo so bene, che il mio blog è in salvo.
L’ho esportato su WordPress, i post ci sono tutti, continuo a scrivere come se niente fosse…
…però è pur sempre una copia, un facsimile: un doppione del mio diario vero. Quello originale, intendo. Il Quadernetto degli Appunti. Quel quadernetto con la copertina lilla (perché era così, all’inizio: un template a tre colonne, lilla) che avevo cominciato a scrivere – così, per gioco – il 10 maggio di quasi sette anni fa. Non sapevo neanche cosa farmene, di un blog: l’avevo aperto per imitare una mia amica che ne aveva uno da qualche mese, e ci scriveva regolarmente.

Per qualche ragione arcana, WordPress ha cancellato tutti i vecchi commenti che erano stati fatti al mio primo post: ne rimane solo uno, molto più recente e un po’ scherzoso, in cui si legge “ora dovresti conoscere la risposta: senza dubbi!”.

Sì: la conosco, la risposta.
Mi guardo indietro, e mi rendo conto del fatto che il blog è diventato, gradualmente, una parte importante della mia vita. E sfogliando (per l’ultima volta, a questo punto…) gli archivi del “vero” Quadernetto, quasi quasi mi commuovo, nel veder sfilare davanti ai miei occhi sei anni e mezzo di miei Appunti.

Ero una bimba, quand’ho iniziato.
Ora non dico di essere diventata proprio una “donna”, ma senz’altro la mia vita è cambiata molto: sfogliare le vecchie pagine di questo diario mi riporta improvvisamente in un mondo lontano, di cui ormai rimangono solamente ricordi sparsi, sparpagliati nelle mie vecchie cose e nei miei vecchi post.
Sorrido di nostalgia, nel leggere le mie vecchie riflessioni di quando andavo ancora a scuola; mi rivedo in quella ragazzina diciassette, sfoglio le pagine dei suoi vecchi appunti, e mi domando: lo immaginava, cosa sarebbe stato di lei di lì a una manciata d’anni, quando scriveva, ad esempio, un innocente post sul Medio Evo?

È entrato nella mia vita in punta di piedi, questo Quadernetto degli Appunti, ma pian piano si è guadagnato uno spazio che è diventato sempre più importante. È rimasto con me mentre mi diplomavo; mi ha accompagnata fino alla prima laurea; ha accolto le mie ansie e le mie paure quando mi sono trasferita a Pavia e mi sono ritrovata improvvisamente sola, costretta a inventarmi un qualche hobby per riempire quelle sere nebbiose, che mi apparivano altrimenti troppo lunghe e troppo vuote. È stato in quel momento che ho cominciato a bloggare seriamente, con più metodo.

Sono passati gli anni: tante cose sono rimaste identiche, e tante sono cambiate. Ho parlato nel mio Quadernetto di persone che, nel frattempo, sono scomparse; ho incontrato, grazie al mio Quadernetto, persone che, nel frattempo, sono diventate una parte importante della mia vita. Ho inevitabilmente perso un po’ di vista personaggi che, all’inizio di questa “avventura”, erano protagonisti fissi dei miei appunti; d’altro canto, è stata proprio la mia vita a cambiare da così a così, con tanto di trasloco, nuove amicizie, e nuova casa. Forse è proprio per questa ragione che sono così legata a tutto ciò che riesce ancora a ricordarmi la mia vita di una volta… o che, meglio ancora, riesce ad essere un vero e proprio filo conduttore fra il “vecchio” e il “nuovo”.

Per pura coincidenza, in questi giorni sono a Torino.
Come in un cerchio che si chiude, il caso ha voluto che io scrivessi il mio addio a Splinder dalla stessa scrivania con cui avevo fatto il log-in per la prima volta, sette (o settanta?), anni fa.

E… sì, è un “addio”: non venitemi a raccontare storie.
I vecchi post sono in salvo, ho file di backup ovunque, un duplicato dei miei vecchi scritti è finito qui su WordPress, ed io mi trovo bene.
Ma è come sfogliare un facsimile perfetto di quel libro che ami tanto, e che hai perso, e che sai che non potrai più avere.
È come sfogliare le fotocopie a colori del quadernetto di appunti in cui hai scritto per una intera vita – con la consapevolezza che l’originale, nel frattempo, è imprevedibilmente andato a fuoco.

Non potrò mai più lasciarmi andare ai giochini nostalgici come “adesso vado a cercare il primo commento che il mio fidanzato ha lasciato su queste pagine, quand’era ancora un emerito sconosciuto”.
Sembrerà forse una pignoleria, ma non è successo “su queste pagine”.

***

Il mio vecchio quadernetto, ormai, non esiste praticamente più.
Io, che ne ho visti tanti di libri vecchi, me lo immagino in queste ore come uno di quei brutti tomi malconci, vittime di un degrado talmente avanzato che non val nemmeno più la pena di tentare di arrestarlo. Si può solamente star lì e aspettare, attendendo inesorabilmente che il libro si sfaldi fra le tue mani.

Del mio quadernetto resta una copia, certo. Ben fatta: quasi identica.
Ma io – io, che ci ho scritto per sei anni e mezzo, in questo diario – sarò sempre perfettamente in grado di capirlo, che si tratta solo di un facsimile.

E allora sotto sotto è un bene, che io non ci sia; è un vero colpo di fortuna che io la passi al mare, lontana dal computer, quella notte in cui il mio quadernetto scomparirà, del tutto.
Mi risparmio lo spettacolo, mi evito l’attesa.

E allora, addio per sempre, Quadernetto di Appunti.

25 thoughts on “31 gennaio

  1. Che io ogni tanto me lo chidevo, che fine ha fatto Andrea.
    A me stava simpatico.
    Leggere che l’hai perso un po’ di vista non è bello :)

    Scherzi a parte, io ho scritto su splinder da giugno 2005.
    Però non ho salvato nulla. Anche se ogni tanto andavo ancora a rileggermi qualche post delle perversioni mentali di una ritardataria cronica.
    Non so perchè non l’ho salvato, forse perchè è cambiato tutto, ho tagliato i capelli, cambiato profumo e…:)

    1. Pensavi a Andrea, o al mitico Mario? Perché in genere era lui a riscuotere più simpatie ;-)

      Con Andrea (compatibilmente col fatto che viviamo in due città diverse e che siamo sempre super-impegnati), ogni tanto ci vediamo ancora. Mario, in effetti, è un po’ scomparso dalla circolazione… ma del resto è quasi inevitabile quando una va ad abitare da tutt’altra parte, purtroppo :-)

      Brr… lasciare Splinder senza salvare niente… io non ci riuscirei!
      Ma sei sicura sicura? Sei ancora in tempo… :-PP

  2. L’avevi creato per copiare una povera depressa e sfigata? Per fortuna a te è andata meglio ;)
    E poi, se vogliamo dirla tutta, io ho aperto il mio primo blog copiando il tuo primo blog, quello dedicato ai nostri personaggi di fantasia ;)
    Il tuo blog è sempre stato bellissimo, fin dal primo giorno. Un appuntamento fisso che purtroppo solo la mancanza di tempo (e la scarsa memoria) a volte mi fa scordare.
    Ora con WP non ho problemi, mi capita via mail e mi leggo il post anche se poi mi scordo di venirlo a commentare.
    Ancora non ho ben realizzato la cosa, ma dispiace anche a me, sebbene qui mi trovi a mio agio. Alla fine sono riuscita a portarmi via tutti i blog e forse questo mi ha rassicurata.

    Ah… Mario, Mario… ero così convinta che fosse innamorato di te. Ghghgh… Claudio non ha bisogno di un altro rivale. :)
    Ci pensi che ci conosciamo dal 2004 e non ci siamo mai viste né sentite anche se le nostre strade si sono incrociate per un sacco di tempo anche da prima della nostra nascita? :)
    Ma prima o poi ti incontrerò, lo so ;)

    Un bacio

    1. Ah… Mario, Mario… ero così convinta che fosse innamorato di te. Ghghgh…
      Ora.
      A parte tutto.
      Sappiate, voialtri lettori, che cinque minuti fa stavo scorrendo l’elenco dei messaggi privati su FB che avevo scambiato con La Piuma, perché le ho promesso una cartolina dal mare e dovevo recuperare il PM in cui mi aveva scritto il suo indirizzo.
      Ebbene: ho trovato un messaggio datato 21 settembre in cui la poveretta mi chiede testualmente: “Io a questo punto devo levarmi il dubbio, ma Claudio è il famoso “Mario” che io sostenevo fosse innamorato di te da tempi insospettabili?”.
      Non si arrende neanche all’evidenza, eh!! :-DD
      ;-)

      Uhm, già, è vero: forse ero stata io la prima ad aprire un blog per il mio alter ego virtuale…
      Ma anche quell’idea l’avevo copiata da qualcun altro, credo >.>
      E comunque quando avevo visto che tu avevi un blog privato mi era sembrata una genialata enorme, e… sì: avevo copiato l’idea da te! :-D
      Se esiste questo blog, è merito (colpa?) tua :-P

      Mamma mia, sì: otto anni di conoscenza senza essersi mai viste né sentite…
      Chissà se riusciremo a rimediare prima di arrivare a dieci? ;-)

    2. Comunque questa convinzione generalizzata mi fa morir dal ridere e mi incuriosisce :-P

      Retroscena: c’è stato uno, un unico post, che mentre lo scrivevo pensavo “mannaggia, dopo che pubblico ‘sta cosa tutti quanti penseranno che abbia una storia con questo ragazzo” (e non era assolutamente vero, eh).
      Il post era questo, e non è volata una mosca.
      Mi hanno attribuito cotte, innamoramenti e fidanzamenti segreti con i più improbabili personaggi transitati su questo blog, ma su quel post, l’unico che io avessi mai considerato “a rischio misunderstanding”, nessuno ha fiatato.
      Ma guarda un po’.
      :-D

  3. beh allora a risentirci presto dal vivo, nel frattempo leggerò e aspetterò. E’ bello scrivere e rileggersi ma io vedo i post del blog come qualcosa di me che affido alla scrittura ma che poi, dopo averlo scritto e ha raggiunto le persone che hanno voluto leggerlo, ha compiuto il suo dovere. Tanto le sensazioni rimarranno mie per sempre. E le preziose amicizie che ne sono scaturite. Addio splinder… e anche grazie, perchè dopo la tua chiusura ho trovato una nuova occasione per conoscere altre persone

    1. Oooohhh… no, io non potrei mai!
      Sarà che ho una mentalità da archivista ;-), sarà che fin da piccola sono sempre stata legatissima agli oggetti, a tutte le mie cose…
      …ma far scomparire interi anni di blog?
      Io non ci riuscirei mai-mai-mai!
      Sono già in lutto per il fatto ch’è scomparso il mio blog vecchio, figuriamoci… :-P

  4. troppo vero questo tuo post…
    anche io, in vista della morte di splinder, sono andata a rileggermi le vecchie pagine del mio blog.
    Non era il mio primo blog, perchè quello che avevo scritto per ben 3 anni, iniziato quando di anni ne avevo 21 e vivevo a Bologna da sola, è sparito di punto in bianco senza che avessi avuto la possibilità di salvare niente. Un “bel” giorno ho trovato il sito chiuso e non ha mai più riaperto :(
    Quindi sono approdata su splinder nel 2005, quando mi ero lasciata da poco con l’ex, ero una single super incallita, con una vita iperattiva e scrivevo post kilometrici…
    Quante cose sono cambiate da quel giorno :)
    E rileggendo quelle pagine mi pervade un senso di nostalgia per tutte le persone che c’erano e non ci sono più, per quelle che ci sono ancora e che proprio grazie a splinder ho conosciuto.
    Su splinder ho scritto la decisione di uscire con quello che poi sarebbe diventato mio marito…
    Insomma, non riuscirei mai a non salvarlo e farlo sparire nell’etere…ancora sono in lutto per la sparizione del mio primo blog, figurati…

    1. Io sono ancora in lutto per te pensando al tuo primo blog scomparso nel nulla, figurati: ci son rimasta malissimo quando me l’hai detto :-S

      Eh, davvero. Soprattutto quando blogghi da così tanto tempo, e hai così tanti ricordi incasellati nell’archivio dei post, rileggere le vecchie pagine è davvero un po’ come reimmergersi nella vita di una volta. Forse forse, il blog è una delle cose più “preziose” che ho, in qualche modo…
      Sniff. Che nostalgia, oggi.

  5. Ho lungamente pensato a come smantellare questa visione nostalgica degli avvenimenti a favore di una prospettiva più realistica, dove la chiusura di Splinder si confina semplicemente in una trasformazione e non in un termine dopo il quale non vi è più nulla, ma non è per niente facile. Forse sarebbe utile ricordare che informaticamente parlando non vi è differenza tra un originale e una copia, sta di fatto comunque che esistono e persistono legami affettivi anche verso degli oggetti che di per se non hanno nessun valore, ed io ne so qualcosa per via della mia natura fortemente nostalgica!
    Allora cosa ti posso scrivere adesso che sei un po’ triste per la suddetta imminente scadenza? Probabilmente potrei dirti che questo luogo continuerà a vivere e brillare di luce perché ci sei tu.
    Buona vacanza!

    1. Sniff.
      Grazie per il commento consolatorio ;-)

      “sta di fatto comunque che esistono e persistono legami affettivi anche verso degli oggetti che di per se non hanno nessun valore”
      Non dirlo a me… io mi affeziono a TUTTO; e quando dico “tutto”, intendo proprio dire “TUTTO”!
      Questo pomeriggio ci sono rimasta malissimo, nello scoprire che, in mia assenza, si è rotta la tazzina da caffè che usavo sempre quand’ero qui…
      …e insomma: per riuscire a disperarsi per una tazzina da caffè, serve già una certa abilità… ;-)

      Grazie…
      …e buon proseguimento a voi, ché adesso spegno il computer e invaligio tutto per davvero!
      A presto! :-))

      1. A breve con i colleghi dovremo lasciare uno stabile, per me significa anche perdere il riferimento fisico di quasi quarant’anni ricordi; forse lo vedremo demolire, ti lascio immaginare.

      2. Io sto male già adesso, al pensiero di quando dovrò lasciare la casa in cui ho vissuto a Pavia.
        D’accordo: saranno solamente cinque anni e non quaranta, ma d’altro canto si tratta anche della mia (prima) casa (da sola), e non solo di un ufficio. E poi, insomma, sono stati cinque anni particolarmente intensi.

        In famiglia da noi, non abbiamo mai vissuto traslochi (mio papà è andato a vivere nella casa di mia mamma, che già era stata dei suoi genitori, quando si sono sposati; ma a parte quello, il nulla)… quindi fa un po’ di impressione a tutti quanti.
        Ti lascio immaginare poi il dramma di dover lasciare Pavia in toto… lì sì che mi vien male al pensiero…

  6. E’ un gran peccato che splinder abbia chiuso, la cosa bella è che almeno wordpress sembra molto accogliente, però capisco bene la malinconia del momento.

  7. Tutto vero… anche per me il mio Ali d’argento di wordpress è solo una copia del “vero” ali d’argento… non a caso, nel trasferimento, ho voluto cambiare l’url; “dienebensonnen” era disponibile (comprensibilmente; in barba a tutte le leggi di “marketing” avevo scelto la url meno facile del mondo, almeno per noi italiani) ma non l’ho usata, perché almeno una differenza doveva esserci. Poi ho fatto il redirect, così, senza stare a pensarci su, e da quel momento non ho più potuto vedere il mio blog splinderiano… non sono riuscita a dirgli addio per bene a causa di quell’avventatezza… neanche il tempo di salvarmi uno screenshot tra le mie immagini, a imperituro ricordo! Comunque… devo anche dire che su WP mi trovo così bene che la nostalgia del vecchio blog ce l’ho solo quando mi concentro apposta. Per me sarebbe stato un vero dramma perdere tutti i post e i commenti, quello sì. Essere riuscita a portare tutto in WP senza perdere nulla è stato un sollievo immenso! Certo, oggi collegarmi a splinder e trovare al suo posto un motore di ricerca dal nome improbabile e per niente accattivante (“peeplo”?? Ma che è?), non è stato bello! Meno male tu sei al mare :-)

  8. Bene, certo, wordpress non si mangia i commenti come splinder.
    Ma si mangia gli a capo, se non stai attento.
    Certo, wordpress non ti fa aspettare anni per vedere il tuo nuovo post come splinder
    Ma è lentissimo a caricare l’editor
    Certo, WordPress ha un sacco di effettini carini (come accidenti fai a mettere uno sfondo al tuo commento?)
    Ma su splinder potevo personalizzarmi il template (mi mancano le mie colonne stile Chtuluh!)

    E’ tutto un po’ diverso. E noi, siamo uguali?

    1. Come ben sa chi ha seguito su FB la tormentata storia del mio esodo, scoprire (quando avevo già fatto il trasferimento e diffuso il nuovo link) che su WP non posso più personalizzarmi il template, è stato un trauma.
      Se l’avessi saputo prima, sarei andata da qualche altra parte, e non sto scherzando.
      Sob.

      Ora come ora, trovo che siano comunque molti più i vantaggi che gli svantaggi di WP (davvero, ti ci mette tanto a caricare l’editor? Ohibò! Per me è il contrario!). Però…

      A proposito: per mettere uno sfondo ai miei commenti… io non faccio un bel niente :-P
      Evidentemente dipende dal tema: con quello di prima, non c’era differenza fra i miei commenti e quelli degli altri; questo qua, evidentemente, è impostato per mettere in evidenza quelli dell’autore.
      Boh?
      Me lo son ritrovato così, e me lo tengo… :-P

  9. Io comunque adesso sono in lutto stretto per la morte del mio blog.

    Un lutto da blog, ché vabbeh, è solo un blog, non è la fine del mondo.
    Però, nell’ambito di lutti da blog, ecco, io sono in lutto stretto.
    Sniff.

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