Personale

Al mare, d’inverno

Cammino in mezzo alle alghe secche dell’ultima mareggiata, mentre la sabbia bagnata mi sporca gli stivali.
Il vento (gelato, fortissimo; come solo il vento di mare può esserlo) mi spettina i capelli, mi colpisce le guance, mi fa sbattere granelli di sabbia sulla pelle seccata dal freddo e dalla salsedine.
Mi fermo sulla battigia, restando a guardare in lontananza le onde alte che si infrangono sulla diga frangiflutti, dissolvendosi in mille scintille bianche. Tutt’intorno a me, non un anima viva, non un cane; ci sono solamente un sacco di gabbiani, che camminano sulla spiaggia deserta senza neanche impaurirsi alla vista di un umano.
Mi guardo attorno, respirando a pieni polmoni quel profumo di mare (quello forte, profondo) che solamente il mare d’inverno riesce a avere. Cerco di capire in quale posto sono, in quale posto sarei se fosse estate: qui ci sarebbe uno stabilimento balneare, una fila di cabine, un ombrellone – ma quale? Non c’è traccia dell’estate passata, quest’oggi, sulla spiaggia. Le onde si infrangono sulla sabbia “al naturale”, senza dover fare i conti con l’uomo nei paraggi.

La linea dell’orizzonte è mossa da tante creste candide. Faccio qualche passo e un gabbiano grida la sua paura per quel coso alto e nero che gli si sta avvicinando pericolosamente; fa dietrofront, e vola via sul mare. Poi torna il silenzio, interrotto solamente dal ritmo regolare della risacca delle onde.

“C’è una cosa che non capisco”, mi chiedevano prima della mia partenza. “Che senso ha, andare al mare d’inverno?”.
Il senso è proprio questo, il senso sta tutto qui. Non so da cosa mi arrivi questo eccesso di purismo, ma il mare ai miei occhi è questo: non è uno stabilimento balneare pieno di gente in bikini che si spalma la crema abbronzante, o che gioca a volleyball su un tappeto di sabbia. Quella è un’altra cosa, ed è bella, e non è da meno, ma non è il Mare.
Il Mare è una spiaggia deserta, la risacca delle onde, una mareggiata che si avvicina, e l’odore delle alghe sulla sabbia bagnaticcia.
E in fondo in fondo, il Mare diventa forse un po’ più “tuo”, quando non c’è nessun altro lì con te con cui dover dividerlo.

Mi avvicino all’acqua, mi accuccio sulla sabbia; mi tolgo i guanti e faccio scorrere le dita, leggere, sui sassolini bianchi bagnati dalle onde.
Affondo le dita nella sabbia bagnata e lascio che scivoli giù dalla mia mano. E poi aspetto; e poi sorrido, quando un’altra onda arriva a lambire la mia mano (gelida, gelidissima, come tanti piccoli spilli che vanno a sbatacchiare contro la pelle secca e screpolata).
E allora sorrido, e mi porto alle labbra le dita bagnate e gocciolanti. E ancora una volta – anche in pieno inverno, col vento gelido che mi sferza la faccia e mi spettina i capelli – assaporo silenziosamente il gusto del mare sulle mie labbra.

Che è ancora più puro, questa volta.
Perché non c’è crema solare, non c’è gelato, non c’è gusto di granita che riesca, in questo momento, a distogliermi da lui.

Listening: We belong to the Sea, Aqua

41 thoughts on “Al mare, d’inverno

  1. Quanto piacerebbe anche me passeggiare in solitudine sul bagnasciuga. Mi piace l’infrangersi delle onde, l’eterno formarsi delle ode, l’odore del mare che mi riempie i polmoni, il vento che livella la sabbia cambiando continuamente quello che i miei occhi vedono. Purtroppo e per fortuna abito in mezzo all’Italia, a ridosso dell’Appennino e non mi è possibile esaudire il mio desiderio. In compenso mi beo a guardare i monti intorno che sono carichi di neve, come il mio paese da diversi giorni. E oggi si ricomincia con la neve che cade dopo una mattinata di gelido vento a raffiche! Il turbinio dei fiocchi mi incanta mentre li guardo oltre la mia finestra!
    Bel post, Lucyette e non potrebbe essere altrimenti! :-)

    1. Eh…
      Il post poetico “a tema marino” me lo son già giocato, per stavolta, ma potrei anche parlarvi del mio primo giorno al mare… sotto la neve.
      Nevicava SUL mare. Uno spettacolo mai visto. Fiocchi di neve grossi grossi e fitti fitti che affondavano nelle onde del mare e sulla spiaggia.
      Non ci ho fatto un post, semplicemente perché non trovavo le parole per descrivere questo spettacolo :-)

  2. Complimenti!!! Scrivi proprio bene anche quando ti stacchi “dai racconti” della vita dei Santi o dei gadget. E’ sempre difficile descrivere i propri sentimenti, le impressioni e il momento vissuto tu invece sei riuscito a trasmetterlo perfettamente in queste pagine!!!

    Per il resto anche io preferisco il Mare d’inverno anche se rimango un amante della montagna in tutte le sue stagioni!!!

    un sorriso :)

  3. …Tutt’intorno a me, non un anima viva, non un cane; ci sono solamente un sacco di gabbiani…

    mmmmmmmmm… gabbiani fotografi????
    Non sono mai andato al mare d’inverno, non mi è mai balenato in mente d’andarci perché detesto il mare d’estate, troppa gente, troppo rumore, troppo caldo ma chissà, forse forse d’inverno potrebbe anche piacermi!

    1. Esattamente.
      Io vado al mare d’estate per il semplice fatto che, fino ad oggi, l’estate è sempre stata l’unico momento in cui potevo andare in vacanza (prima andavo a scuola; adesso all’università, con esami e lezioni varie…). E, d’estate, vado al mare perché abbiamo la casa lì e perché adoro il paesello in cui ho passato tutte le estati della mia infanzia: ma se, per ipotesi, dovessi decidere di anno in anno una località turistica nuova in cui andare in vacanza in albergo in pieno agosto, rifuggirei il mare come la peste.
      Ma infatti, anche adesso, quando vado al mare d’estate, non vado in spiaggia, non prendo il sole, e così via dicendo. Più che altro, passeggio e mi godo il mare da lontano. Ma la spiaggia con l’ombrellone, proprio no.
      Ma il mare d’inverno è tutta un’altra cosa :-))
      In questi giorni, pensavo proprio che, ove mai dovessi avere in futuro un posto di lavoro in cui posso decidere in totale libertà quando prendermi le ferie, le prenderei tutte d’inverno (o magari autunno, ecco), e andrei a godermi il mare “in bassa stagione”.
      Me lo godrei mille volte di più :-)

      1. al mare una giornata se è prevista, certa, tassativa una mangiata a base di pesce posso anche anche resistere in qualsiasi periodo dell’anno diversamente proprio non trovo la strada per andarci.

    2. E…

      mmmmmmmmm… gabbiani fotografi????

      LOL. Giustissima osservazione :-D
      In reatà le cose sono andate così: la prima volta che sono andata a far due passi in riva al mare, ero completamente sola e ho fatto la passeggiata che ho descritto fedelmente in questo post.
      Poi ho pensato che valeva la pena di farci un post, e l’indomani, ripetendo la stessa passeggiata con mio padre, gli ho chiesto la cortesia di farmi anche qualche foto a mo’ di… corredo iconografico (e di ricordo) ;-)

      1. Devo dire che vederti in fotografia, anche non in volto, mi fa sempre piacere.
        Ho sete di… persone vere, se mi intendi.

    3. Sicuramente d’inverno molta meno gente, il rumore della risacca (se c’è mareggiata può essere anche forte), mai troppo caldo (io di solito ci vado con cappello, guanti e sciarpa perchè tira il vento gelido) ;-)

  4. Che bel post, mi sembrava quasi di essere lì sulla spiaggia con te…
    Ed ho ricordato con tenerezza quando trascorsi una vacanzina ad Alassio con il primo figlio che imparava a camminare: sulla spiaggia deserta di dicembre, quel barilotto semovente infagottato nel tutone imbottito caracollava rapido, e ogni due metri capitombolava sulla sabbia fredda. Rideva, e si rialzava.
    Un patatone…!!!

    1. :-))

      Anche io – combinazione! – ho imparato a camminare al mare. In piena estate, tutta contenta, zompettando sulla sabbia…
      L’anno dopo, avevo appurato che quella cosa blu in fondo alla spiaggia mi piaceva un sacco, e scappavo dalle braccia di mia mamma per correre come un’ossessa verso il mare, all’urlo forsennato (e spacca-timpani) di “BAGNO-BAGNO-BAGNO!!!!”.

      Ancora adesso c’è della gente del paese (giuro!!) che mi indica con l’appellativo di “la bambina del BAGNO-BAGNO-BAGNO”.

      :-D

  5. Proprio l’altro giorno dicevo a mamma quant’è bello il mare d’inverno :) però lei pensava stessi scherzando, così quando ho negato qualsiasi intenzione scherzosa nel mio dire, mi ha cominciato a considerare pazzo :) Spettacolare, in questi giorni, la fila di pupazzi di neve sulla spiaggia e che si affacciano verso le onde del mare, anche piuttosto violente comprensibilmente.

  6. Splendida foto e bellissima riflessione!
    Ho anch’io tanti bei ricordi di passeggiate invernali sulla spiaggia (in un altro mare, però: l’Adriatico), da solo o in piacevole compagnia.
    Grazie!

    1. Ma sai che sono rimasta sconvolta quando ho scoperto (dopo mesi che mi sdilinquivo su questa specifica canzone) che il gruppo era lo stesso di Barbie girl?!?
      Non avevo assolutamente ricollegato il nome, e quando ho realizzato che eran gli stessi ho fatto tanto d’occhi!
      Poi ho fatto una ricerchina su YouTube, e credo di aver concluso che, dopo i primi album molto… ehm… barbiegirlosi?… avevano tentato di virare su canzoni un po’ più… normali? :-P
      Sembra tutto un altro genere! :-OO

      Per la crema contro le screpolature: ce l’avevo!!! ç___ç
      Avevo una crema per le mani e una crema viso, le solite cremine idratanti leggere che mi metto in città… ma son tornata a casa che sembravo un marinaio sfatto dalla salsedine… @__@
      Poi ero anche raffreddata, quindi mi soffiavo continuamente il naso e avevo il fazzoletto che strofinava di continuo su ‘sta pelle già irritata per i fatti suoi…
      …dovessi vivere al mare sistematicamente, non so… mi spalmerei grasso di maiale direttamente sulla faccia, a ‘sto punto! :-P

      1. grasso di maiale??? meglio utilizzarlo in cucina, meglio che ci sia nel prosciutto, nel salame e nella pancetta ecc ecc eccetera.
        Sulla pelle olio d’oliva, vergine o no fa lo stesso ma che sia d’oliva!

      2. Non so: mia mamma mi diceva che sua nonna, per proteggere la pelle dalle screpolature, si spalmava sulle mani un liquido composto per gran parte di grasso-di-non-quale-animale: puzzava da far schifo, ma le mani non si screpolavano. Boh? :-P

        L’olio non mi sarebbe venuto in mente, ma in effetti… dovrebbe funzionare benone, a logica!

  7. IO adoro il mare d’inverno ma ho trovato un posto al mare, in estate dove è ancora così, mare, spiaggia selvaggia, pochissime persone a perdita d’occhio, niente creme abbronzanti o lettini niente urla o schimazzi. Per noi è un paradiso e per la prima volta torneremo lì due anni di seguito perchè èer noi il mare è questo

  8. Sei poco moderna, direbbe Ruggeri!
    Piace molto anche a me. Ci sono andata con la mia nipotina, sperando di vedere anche i cinghiali, ma niente: i cinghiali passeggiavano sulla spiaggia solo e rigorosamente quando c’era mia madre che ne aveva il terrore; quando ci sono io, si nascondono… quest’anno poi, neanche la volpe superstar si è fatta vedere.

  9. “Avvisiamo i signori passeggeri che ritarderemo le operazioni d’attracco a causa della presenza di navi in manovra nel porto”. E oggi il “maredinverno” non era particolarmente di buon umore. Sembra mal sopportare questo “coso” che gli gratta la schiena con la sua ruggine. Ma lui lascia fare… Se lo permette a quegli squinternati di turisti estivi che gliene fanno di tutti i colori, vuoi che se la prenda proprio con noi che ci viviamo sopra? Eh già. Per me, che vivo su di un’isola, è la frase “andare al mare d’inverno” a non avere senso. Anzi, la frase “andare al mare” stessa, non ha senso… Il mare c’è. Sempre. E’ la seconda cosa che guardo (dopo mia moglie) ogni mattina. E ogni giorno lo attraverso, con il suo permesso of course, per andare e per tornare.
    Quello che posso dire è che d’inverno il mare ti fa capire che comanda lui. Ne percepisci la “profondità”. Quello che d’estate non si vede, noi lo sappiamo. E lo rispettiamo. Perché comanda sempre lui. Per questo certi turisti estivi -e sottolineo certi- ci appaiono come perfetti incoscienti. “fate, fate… Se sapeste…”.

    1. :-)
      Che “invidia”, adesso… a me piacerebbe tantissimo, vivere al mare!!
      (Ecco: magari su un’isola no, immagino che ci siano effettivamente un sacco di problemi di trasporto, per me sarebbe troppo… ma al mare… :-)
      Aaahh, quanto mi piacerebbe poterlo fare (da piccola, probabilmente influenzata da qualche fiaba di principesse che avevo letto, andavo in giro dicendo che il Mare era il mio innamorato e che i nove mesi di scuola ci strappavano l’una dalle braccia dell’altro, ma io in realtà appartenevo a lui. LOL. Vedi un po’ tu come stavo (sto) messa… :-D).

      I miei nonni l’avevano quasi fatto, il grande passo di “vivere” al mare: dopo che mio nonno era andato in pensione, andavano a svernare (letteralmente, eheh!) nella casa al mare. Partivano verso novembre, capatina a Torino per Natale, e poi stavano lì fino all’inizio della primavera. Sarà per quello, sarà perché ho la casa (e non vado, ad esempio, in affito), sarà per una coincidenza, ma io non ho mai percepito il mare come il posto in cui si va in vacanza; ho sempre percepito il mare come il posto in cui vado a vivere (sfortunatamente per pochi mesi all’anno) (quando potevo farmi tre mesi e mezzo di vacanze consecutive).
      Tutto ciò per dire: ti invidio :-DD
      (E salutami il mio innamorato mare, ché gira e rigira tanto è sempre lo stesso ;-P)

      1. P.S. Quanto all’incoscienza di certi turisti estivi… no comment.
        Non ho mai capito se pensino di essere in piscina, se siano idioti punto e basta, o se siano in realtà aspiranti suicidi.
        Ricordo una lite furibonda fra i nostri vicini di ombrellone, anni fa, e il bagnino dello stabilimento, che si rifiutava di farli salire su un pedalò mentre loro insistevano per noleggiarlo.
        Condizioni meteo: bandiera rossa, interi alberi agitati dal vento e ombrelloni chiusi sennò prendono il volo, gelo (eravamo a agosto e bisognava mettersi una magliettina di cotone a maniche lunghe, per star bene), e cavalloni enormi in ogni dove.

        La loro motivazione era: “e che cavolo, fa troppo freddo per fare il bagno, almeno prendiamo un pedalò così andiamo a farci un giretto, no?”.

        :-S

  10. Per il saluto, consideralo fatto! “…gira e rigira tanto è sempre lo stesso”, come dire “stessa spiaggia, stesso mare”. A proposito, credo di averli visti passare dalle mie parti, i due col pedalò… Alla faccia del giretto! (Ma anche no… Dipende da dove eri tu e da dove sono io…) ;-P

      1. Oooohhhh!
        Beh, più che “indizio” c’era proprio la soluzione… ;-P

        Ma che storia fantastica: non la conoscevo assolutamente… è una storia straordinaria! :-))
        (E se ho incuriosito voialtri che leggete… beh: andate a curiosare sull’altro blog :-P)

  11. Bellissimo post di cui condivido il contenuto e lo spirito..anche se, per motivi identici ai tuoi, il mare d’inverno l’ho visto una volta sola nella vita..che emozione!!

    Sono andata a cercare su you tube “Il mare d’inverno” la canzone di Enrico Ruggeri e la versione di Loredana Bertè, pur con suggestioni diverse, mi è piaciuta risentirla.
    grazie!
    by Grigiofumo

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