Personale · Pillole di Storia

Mary e Denis

Lui si chiamava Denis.
Aveva ventun anni, tante speranze, e un entusiasmo da far girar la testa: di soldi in tasca ne aveva pochi, ma non era certo un gran problema. Denis era uno di quei ragazzi che si tirano su le maniche, e che sono pronti a tanti sacrifici per costruirsi un buon futuro. Ad esempio, pur di trovare un lavoro stabile, era stato disposto a dire addio alla sua famiglia. Aveva fatto fagotto e aveva cominciato a viaggiare, in lungo e in largo, alla ricerca di una qualche occupazione.
Alla fine, aveva trovato un buon posto di lavoro in una bella drogheria. Ricopriva il ruolo di garzone, niente di che: ma a Denis andava bene, non chiedeva niente di più.

Lei si chiamava Mary.
L’aveva scorto per la prima volta dietro al bancone della drogheria, e il suo cuore aveva sobbalzato buffamente nel suo petto. Quella sera, a cena, aveva chiesto a suo padre chi fosse quel nuovo garzone che aveva assunto: ed era stata affascinata – incredibilmente affascinata – dalla storia di quel ragazzo che dice addio alla sua famiglia nella speranza di far fortuna.
E poi era stata affascinata dal suo sguardo, anche.
E dai suoi sorrisi.
E dalle battute che lui faceva, di tanto in tanto.
E poi dal suo corteggiamento, prima timido e un po’ impacciato.
E poi dai suoi baci. E poi dalle sue carezze.

Un giorno, Denis prese il coraggio a due mani. Andò dal suo capo, e gli chiese di poter parlare con lui privatamente.
Si tolse il cappello, lo guardò negli occhi: gli disse, semplicemente, di essere innamorato di sua figlia Mary. Gli spiegò di avere intenzioni serie. Gli chiese, timidamente, il permesso di sposarla.

Non si era immaginato chissà quali reazioni di giubilo, ma non si era neanche immaginato una reazione simile: il proprietario del negozio si mise a urlare, gridò che mai e poi mai avrebbe messo la sua figliola nelle mani di un garzoncello senza futuro; urlò che per sua figlia voleva un ragazzo di buona famiglia (magari un insegnante! Un medico!!), e non certo un poveraccio che stentava ad arrivare a fine mese.
La mattina dopo, quando Mary e Denis si rividero, lei aveva gli occhi lucidi.

Tentò di parlare al padre; tentò di farlo ragionare; tentò di spiegargli che lei amava Denis: veramente!
Ma la famiglia era irremovibile. “Non possiamo permetterti di fare una cosa simile. Te ne pentiresti, prima o poi”.
E allora, un giorno lui le prese le mani, le strinse forte, la guardò negli occhi e sussurrò: “andiamocene!”.

“Che cosa? E dove?”, disse Mary, confusa.
“Via! Lontano!”. Denis sorrise, stringendole le mani. “Andiamocene via! In America!”.
“In…?!”. Mary abbozzò una risatina; ma Denis era serissimo.
“L’America è il futuro, Mary. Lì c’è la ricchezza, ci sono i soldi: c’è la speranza. Andiamocene via”. Sorrise. “Troverò un lavoro, e ci sposeremo. Avremo una bella casetta col giardino, tanti bambini, in poco tempo diventeremo ricchi… Mary, quello è il nostro futuro! Non abbiamo bisogno di tuo padre, per essere felici!”.
Mary rise ancora; ma stavolta, era per mascherare l’incredulità. Lanciò uno sguardo a Denis, lungo e indagatore: e lui sembrava così convinto di quello che diceva…

Questa discussione ebbe luogo all’incirca cent’anni fa di questi tempi (giorno più, giorno meno).
Da lì in poi, tutto si svolse precipitosamente, e nella totale segretezza: Denis mise da parte tutti i suoi risparmi, li contò fino agli spiccioli, rubò qualche altro soldo dalla cassa del negozio. Prenotò un biglietto di terza classe per le Americhe; concordò con Mary la versione da riferire agli ufficiali a bordo, se mai avessero fatto domande. Lei avrebbe dovuto dire essere sua sorella; e sarebbe stato meglio anche dichiararsi un po’ più grande (… diciamo vent’anni, invece dei suoi diciotto?).
“Andrà tutto bene. Andrà tutto bene. La nostra vita incomincia qui”.

E poi fuggirono assieme, improvvisamente, nello sconcerto di tutti e anche di loro due: avevano programmato di imbarcarsi in una certa data, ma la compagnia navale li aveva improvvisamente trasferiti su un’altra imbarcazione che partiva qualche giorno prima…

Quando i parenti di Mary si resero conto che lei era scomparsa, e che assieme a lei c’era anche Denis, fu il caos.

La madre scoppiò a piangere; il padre convocò tutti i dipendenti che erano amici del ragazzo, intimando loro di parlare se sapevano qualcosa. Il fratello di Mary fece due più due e ne dedusse che sua sorella era probabilmente incinta, o completamente rincretinita: solo una delle due cose poteva giustificare la folle decisione di scappare oltreoceano con un morto di fame senza nemmeno dire addio alla sua famiglia. E sentì il sangue che gli montava alla testa, al pensiero di quel vergognoso che aveva messo le mani addosso a sua sorella, l’aveva rovinata, le aveva ficcato strane idee in testa…
Si fece dire dov’erano diretti i due ragazzi, si catapultò alla stazione, e corse a Queenstown: in tasca aveva un revolver e non aveva paura di utilizzarlo, se fosse stato l’unico modo per riportare a casa sua sorella…

Ma Mary, questo non lo seppe mai.
Quando il fratello arrivò al porto, lei e Denis erano già saliti sul rimorchiatore che li avrebbe portati sulla nave.
Era l’11 aprile 1912; e quella nave era il Titanic.

 Né Mary né Denis riuscirono a salvarsi, e i loro corpi non furono mai ritrovati.

32 thoughts on “Mary e Denis

  1. Chissà se gli sceneggiatori del kolossal si sono ispirati anche a questa storia, quando cominciavano a buttare giù il soggetto :-)

    (Davvero, da quando ho letto questa storia me lo son sempre chiesta, mi sembra che ci sia una certa dose di somiglianze: c’è qualche cinefilo che conosce i retroscena del film, per caso? :-))

    1. :-P
      Io ho questo atteggiamento un po’ patologico nei confronti delle storie d’amore: secondo me, meritano d’esser raccontate solamente se si concludono con la morte di una o più persone (LOL).
      Non mi risulta di aver mai scritto storie d’amore in cui alla fin fine almeno uno dei due non schiatta ;-D

      1. Oh, beh. Io ho amato Titanic di Cameron perché cominciava “male” e finiva peggio.
        Però non l’avevo visto a San Valentino, ecco XD

      2. Ah, guarda: io ti batto.
        A suo tempo, quand’è uscito, io non avevo visto il film (volevo andarci con una mia amica, poi la mamma di questa amica era stata un po’ dubbiosa per le tematiche trattate e per alcune scene di nudo/sesso e non aveva voluto mandarci la figlia (avevamo nove-dieci anni, all’epoca!), allora ero stata molto colpita da questa cosa (probabilmente mi ero immaginata che fosse una specie di porno spinto, non lo so :-D) e per molto tempo non l’avevo voluto vedere proprio per una questione di principio, m’ero fissata). Qualche anno fa ho visto che lo trasmettevano in televisione e mi son detta “perché no?”. Fatto sta che però per qualche ragione non potevo/non volevo perdere tutta la serata davanti alla televisione (forse ero sotto esami?) e quindi mi son fatta questo ragionamento. Beh: il film è lunghissimo, e a me non me ne potrebbe importar di meno di tutte le smancerie romantiche della prima parte. Comincio a guardarlo a partire da quando va a sbattere contro l’iceberg, e prendo due piccioni con una fava: mi godo il naufragio, e mi evito la storia melensa dei due tipi.
        E così è stato.

        Vedi un po’ tu come sto messa… ;-))

  2. Ma vi rendete conto di chi è la persona a cui domani dovrò fare gli auguri ???
    :-P

    PS probabilmente farò la figura del cinico nichilista, ma il mio primo pensiero dopo questa storiella è stato: beh, in un certo senso sono stati fortunati.
    Fossero davvero arrivati in America, quant’erano le possibilità che i sogni di Dennis si realizzassero? Ok, non dico che fosse impossibile, ma sapete – tante volte la vita non è esattamente una fiaba.
    Magari avrebbero fatto la fame e lei dopo un po’ si sarebbe scocciata e si sarebbe pentita di aver mollato tutto quanto, oppure lui nell’impossibilità di mantenere moglie e figli a un certo punto avrebbe preso il largo.
    Così invece sono morti da innamorati.

    PPS e fu così che entrai nel guinness dei primati come “il tizio lasciato dalla fidanzata giusto poco prima di San Valentino”…

    1. “Ma vi rendete conto di chi è la persona a cui domani dovrò fare gli auguri ???
      :-P”

      Ma guarda che puoi anche non farli proprio e son solo più contenta, eh… :-P
      (L’ho già scritto che sono irrecuperabile, sì? ;-P)

      Ah, ma sul fatto che siano stati “fortunati”, dal punto di vista che dici tu, non ci piove affatto!
      Ma anche proprio in generale, sotto questo punto di vista… “dolcemente, so ben io, si muore / la sua stringendo fanciullezza al petto” ;-))

  3. Cameron ha letto e si è documentato tantissimo sulla storia del Titanic e anche immancabilmente di chi l’ha abitata per qualche giorno, quindi ammesso che sia abbastanza documentata questa vicenda. credo che la conosce molto bene :P

    Però tantissime cose in comune non le vedo o.o qualcosa di fondo si…
    Io avrò visto 50 volte il film, che è anche poco rispetto a molti però è già qualcosa… non che lo adori visceralmente, mi è sempre piaciuta però la storia della nave considerata inaffondabile e che poi… ho apprezzato meno la storia dei due amanti Rose e Jack, che comunque è una gran bella storia non lo nego, sennò il film non lo avrei visto mai forse.

    1. Beh, io pensavo alla storiella “lei ricca, lui povero, si innamorano contro il volere delle famiglie, un parente di lei perde la testa e tira fuori il revolver, si salvano dal pazzo col revolver ma muoiono (= ne muore uno) a bordo del Titanic”. Poi ovviamente i dettagli cambiano moltissimo, ma la “trama” di base è questa ;-)
      Ma può anche darsi che sia solo una coincidenza non voluta: in fin dei conti, è la classica storia d’amore contrastato che fa audience!

      Ma sai che anche io sono rimasta abbastanza affascinata dalla storia di questa nave? Proprio per i motivi che dici tu: il gigante praticamente inaffondabile, che invece… Avevo letto qualcosina tempo fa perché avevo in mente di pubblicare qualche post “a tema” per i cent’anni del naufragio (questo è il primo :-P), e poi mi son proprio appassionata!

      Peraltro, mentre mi davo a queste letture “storiche” sono anche stata colpita da un dettaglio che avevo visto nel film, e che mi aveva molto impressionata. A un certo punto, quando c’è la scena delle scialuppe che tornano indietro per cercare i superstititi, veniva inquadrato il cadavere di una giovane donna in camicia da notte che stringeva al petto un bambino neonato. Molto scenografico, c’era questa camicia da notte che si allargava sulle acque: avevo pensato “tu guarda che trovata commovente, questi sceneggiatori!”. Era una scena che mi era rimasta impressa – e poi ho scoperto che non era dovuta alla fantasia degli sceneggiatori; era successo veramente. Una donna a bordo di una nave che aveva incrociato, tempo dopo il naufragio, la rotta del Titanic, aveva appunto testimoniato di aver visto la stessa identica scena che hanno riportato nel film. E… niente, mi aveva colpito questa cosa.
      Sicuramente tu lo sapevi già, visto che sei un appassionato del film e dell’evento storico; ma comunque… ;-))

      1. Ah si il revolver… quello può essere in effetti o.o anzi, a tal proposito mi sovviene un ricordo… io avevo letto che alcuni punti della vicenda più prettamente legata a Rose e Jack paiono esser stati ripresi da un film, sempre sulla storia del Titanic, del 1943. Un film tedesco, e visto il periodo è anche un film che dipinge molto negativamente gli inglesi (cosa che in Cameron è in alcuni punti presente, ma velatamente). Tra queste cose forse c’è anche la storia della sparatoria ma non sono sicurissimo.

        Moltissimi piccoli dettagli del film, che magari passano inosservati, sono stati curati in base a quanto effettivamente è accaduto (o si pensa sia accaduto). L’ultima canzone dei musicisti del Titanic, il capitano che richiama le scialuppe mezze vuote (scena poi tagliata), le prime scialuppe che erano state caricate a molto meno della metà del peso consentito, e anche dei particolari sulle persone trovate morte assiderate in acqua. Di tutte le scialuppe solo una tornò indietro, salvando però pochissime persone perchè erano via via morte di assideramento. Tutti i dettagli sono fedeli o presumibilmente fedeli alla vicenda reale. Poi c’è anche molta invenzione ovvio… Altra curiosità: durante le riprese una scena non fu mai replicata perchè accadde una cosa particolare… è verso la fine quando si rompe quella specie di cupola che c’è sopra le scale vicino alla sala da pranzo della prima classe. Accadde che le scale si sradicarono dal supporto per l’impeto del getto d’acqua. Secondo alcuni questo potrebbe essere accaduto anche dentro al Titanic veramente.

      2. Un film tedesco sul Titanic del 1943??
        Ma è favoloso, chissà se si trova da qualche parte: visto la data e il tema, mi sembra l’occasione migliore di far propaganda contro… il mondo! :-D
        Dev’essere fenomenale!

        Eh sì, avevo sentito (e poi io stesso avevo intuito) di tutta la ricerca storica che sta alle spalle del film… è quel genere di cose che mi fa impazzire, le apprezzo tanto tanto :-)
        Ecco: in questi casi, immagino che i contenuti speciali dei DVD siano una miniera di informazioni – io in genere li schifo abbastanza e se non ci fossero starei bene uguale, ma in questi casi immagino che svelino un sacco di cose interessantissime ;-)

        A proposito di curiosità: avevo letto – ma non so se è vero – che il regista, per maggiore realismo, aveva voluto che l’acqua, nelle varie scene, fosse fredda; non tiepida. E infatti gli attori e i cameramen erano sempre mezzi raffreddati :-D
        E’ vero, o è una diceria? :-))

      3. …E parlando di film sul Titanic, che mi dite di “Voglio essere amata in un letto d’ottone”?
        (Film sul Titanic???). E’ un musical con Debbie Reynolds (Film sul Titanic??????).
        D’obbligo i complimentoni a chi si è inventato ‘sto titolo assurdo (l’originale è “The unsinkable Molly Brown”, “L’inaffondabile Molly Brown”, molto più in tema).
        E’ la storia di Molly Brown (ma và?), una delle sopravvissute al naufragio. Nel film di Cameron era Kathy Bates.

      4. Eh, coi video nei commenti (e nei post!) WordPress fa un po’ come gli pare: se metti il link “in chiaro”, lui decide automaticamente che val la pena di includere il video nel commento…
        …non che mi dispiaccia, eh: anzi, da un certo punto di vista è più comodo ;-)

        Non so se stranirmi di più per il titolo assurdo (ma chi è il pazzo?? :-DD) o per la recitazione di estremo pathos quando la nave va a sbattere contro l’iceberg… fantastico, comunque!
        (Certo che… un musical sul Titanic? Non riesco a figurarmelo bene – voglio dire: un musical è tendenzialmente una cosa “allegra”, o comunque l’idea di mettersi a cantare e ballare non è facilmente conciliabile con i toni tragici di una nave piena di gente che affonda… chissà come han fatto a conciliare le due cose?)

        A proposito di film sul Titanic: segnalo che su YouTube c’è il film tedesco del 1943 che diceva Daniele, con sottotitoli inglesi!!!
        Questo sì che sembra favoloso: poi me lo guardo *___*

      5. In realtà il musical è sulla vita di Molly Brown. Il Titanic c’entra solo in parte… Tuttavia ricordo che quando uscì il film di Cameron, vidi in tv (non ricordo che trasmissione fosse) un siparietto musicale piuttosto inquietante con dei figuranti in abiti dell’epoca che cantavano allegramente: “C’era una volta un piccolo naviglio che non sapeva non sapeva navigar…”.
        Brrrr… Un po’ come fare oggi un numero musicale sulle Torri Gemelle…

      6. A me aveva molto colpito una osservazione che avevo letto tempo fa un un forum su cui ero capitata per puro caso, rimbalzata lì da qualche ricerca su Google. Questo qua era un forum di appassionati della famiglia Romanov, e c’era un topic in cui questi “fan” esprimevano il loro disappunto per il film di animazione Anastasia, che a loro dire aveva ridotto “a favoletta a lieto fine” quello che in effetti era stato un omicidio efferato. Contestavano soprattutto il ritorno di Rasputin dalla morte con tanto di corteo di simpatici animalucci redivivi, come se fosse possibile fare ironia su un fatto di quella portata.
        E in effetti avevo pensato: caspita, è proprio vero. Anche nel caso di eventi storici che sono MOLTO vicini a noi, man mano che questi fatti si allontanano nel tempo ci si sente in qualche modo autorizzati anche a fare ironia su queste tragedie. Un po’ come lo sketch musicale sul Titanic: avran pensato che era passato così tanto tempo, ormai…

        (Ed è anche normale, da un certo punto di vista, eh!)

  4. Si è vero, è su youtube il film del 1943 e non è così male, ma non ho finito di vederlo :)
    Ci sono altri film sul Titanic sia precedenti che successivi al 1943
    In tutti i film precedenti a quello di Cameron, la nave si inclina e affonda intera, ma a partire dalle spedizioni del 1997 fu accertata l’ipotesi allora ancora poco gettonata che la nave si fosse spezzata prima di affondare, e che fosse affondata poi in due pezzi. Tale ipotesi non aveva trovato riscontro certo nelle testimonianze dei superstiti perchè forse lo squarcio si aprì sott’acqua. Fu anche accertata la cattiva qualità dell’acciaio con cui fu costruita la nave e le particolari criticità dell’acciaio soprattutto fra il secondo e terzo camino (uno di questi camini era solo… per bellezza, cioè non funzionante, creato solo per dare l’idea di maestosità).

    Questa cosa dell’acqua penso sia abbastanza vera, ovviamente parliamo di acqua relativamente fredda, non ghiacciata sennò morivano assiderati anche gli attori (perchè la gran parte dei morti non morì affogata ma assiderata) :P E credo riguardi più di tutto le ultimissime scene dell’affondamento.

    Molly Brown appare anche nel film di Cameron ed è interpretata da una bravissima attrice (che credo sia la stessa di Pomodori verdi fritti, solo che il nome mi sfugge o.o ) e come dice anche il film, fu soprannominata “inaffondabile Molly Brown” proprio dopo la tragedia del Titanic da cui si salvò. Si è molto impegnata per ricordare la tragedia e per sostenere i sopravvissuti (non vorrei sbagliarmi ma creò una specie di onlus di altri tempi per aiutare psicologicamente i supersiti) ma poi poverina è morta di malattia :(

    Auguri a tutte le Valentine e i Valentini :P

  5. Io credo di essere l’unica persona al mondo che è riuscita a NON VEDERE mai “Titanic”. E sono d’accordo con Beppe Grillo almeno su questo: è colpa del nome. Se la chiamavano “Vediamo se galleggia” morivano di sicuro meno persone.

      1. Claudio, sospetto che tu non abbia letto questo mio commento o che in alternativa abbia deciso di sposare una donna con gusti molto diversi dai miei… :-PP

        (Però il naufragio è bellissimo, tutto pieno di morti e di atmosfera: se vi piacciono le scene apocalittiche, guardate il naufragio!! :-D)

    1. A parte che… ROTFL :-D
      A parte questo, Nihil: tu hai mai visto il Palio d’Asti così come lo trasmettevano qualche anno fa sulle reti locali, senza commento dei giornalisti ma con l’audio del mossiere che cerca di far allineare i cavalli dietro il canapo?
      (Ehm. Mi rendo conto che probabilmente è una domanda retorica, in effetti :-P)

      Comunque, questo mossiere cerca di dire ai fantini come disporre i cavalli, e si rivolge ai fantini chiamandoli col nome del rione per cui stanno correndo.
      Ora: caso vuole che i rioni di Asti abbiano quasi tutti il nome di un Santo.

      Ascoltare gli ordini del mossiere al palio d’Asti vuol dire letteralmente SPANCIARSI DALLE RISATE: è tutta una serie di ordini nevrastenici sulle linee di: “Santa Caterina, vattene dietro. Santa Caterina, vattene dietro! SANTA CATERINA TI HO DETTO DI ARRETRARE, vai subito al tuo posto vicino a San Silvestro!!! Don Bosco, piantala. Santa Maria, avvicinati lentamente. Don Bosco, non lo vedi che stai schiacciando San Paolo? Santa Maria, allontanati dal canapo e poi rientra molto lentamente. San Silvestro, resta dove sei. DON BOSCO, SE NON LA PIANTI SUBITO TI CACCIO VIA DALLA GARA!! Santa Maria, porta pazienza. DON BOSCO, E’ IL MIO ULTIMO AVVERTIMENTO: LA VUOI PIANTARE?!”.

      1. Devo ammettere di non aver mai seguito il Palio, neppure la volta che lo corse una fidanzata di mio cugino (che dopo giurò di non farlo mai più, da quante se ne prese, e testimoniò che i fantini del Palio sono tutti pazzi!). Povero don Bosco (l’originale), lui non si sognerebbe di dare fastidio a Santa Maria!

      2. In una indimenticabile occasione che m’è rimasta impressa, l’insopportabile Don Bosco non la piantava di molestare Santa Maria e ha pure provato a prenderla a calci.
        “DON BOSCO!!! MA TI PARE?!”.

        Avevamo le lacrime agli occhi per le risate :-D

  6. Ehi!!
    Visto che nei commenti a questo post erano nate tante discussioni interessantissime sul Titanic, ne approfitto per linkare qui un’intervista a Cameron che ho appena visto sul sito della Stampa.
    Il regista spiega dettagliatamente come è affondato il transatlantico…
    …usando come modellino una banana.
    :-DD

    Geniale!

    Link

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