Personale

La città di Reggipetto

Avviene un giorno che la sottoscritta, per serie e motivate ragioni storico-agiografiche, si faccia venir la curiosità di scoprire da dove deriva il cognome “Cottolengo” (sì: quello del Santo).
E… okay, siamo d’accordo: è ovvio che non si possono fare ricerche serie a partir da Google… ma tu sei lì seduta al computer, con la home page di Google sullo schermo… e una mini-ricerchina su Google, tanto per cominciare, non te la fai?
Maddai.
Ovvio che te le fai.

E quindi cerchi “etimologia cognome Cottolengo”, dai l’invio, e Google ti indirizza sulla pagina di un lungo sito che sembra proprio dedicato alla genealogia dei Cottolengo… e tu che fai? Non ci dai almeno un’occhiata?

A detta del sito Internet, il cognome “Cottolengo” è l’italianizzazione del francese Couttolenc. A detta del sito, la nobile famiglia dei Couttolenc era originaria di Barcellonnette, in Francia: a fine ‘600, alcuni Couttolenc emigrano in Piemonte, e verso l’inizio del ‘700 decidono di stabilirsi definitivamente in terra italica. Da qui, a detta del sito, l’italianizzazione del cognome, che diventa “Cottolengo” (e che, nel corso dei secoli, si trasmetterà presumibilmente al Santo).

Sembra un sito interessante, no?
Certo non è un libro di Storia, ma sembra sapere quel che dice. Incuriosita, vado avanti, e leggo che l’emigrazione dalla Francia verso l’Italia comincia verso l’anno 1689. I Couttolenc si stabiliscono (copio dal sito, testualmente)

nelle contee di Alba, Asti, Cuneo e Turín, dove il consolato commerciale accordò il brevetto per vendere stoffe di lana nella città di Reggipetto.

La città di Reggipetto.
Oh cielo.
E io che mi lamentavo dei nomi assurdi dei paeselli attorno a Pavia.

Cerco di fare mente locale, e decreto che… no: in Piemonte, ai giorni nostri, non esiste nessuna città chiamata Reggipetto. Se esistesse una Reggipetto a due passi da casa mia, ho il sospetto che lo saprei.
Cerco di pensare ancora, magari si tratta di una frazione: ci sarà qualche paesello che ha una frazione “Reggipetto”, o che quantomeno ce l’aveva in passato. Mi prende la curiosità e faccio un’altra ricerca su Google: cerco “Reggipetto” nei pressi di Torino… e finisco sul sito di un sexy shop.
Okay, d’accordo: evidentemente, “Reggipetto” era la variante locale, certamente dialettale, di un qualche toponimo che non è passato alla Storia. O quantomeno, non è passato alla Storia sotto questo nome.
A ‘sto punto, mollo il Cottolengo e comincio a interessarmi al reggipetto: l’esistenza di una Città di Reggipetto a due passi da casa mia mi sembra così buffa e surreale che voglio scoprire come si chiama adesso.

Mi sembra un nome longobardo.
Decido che “Reggipetto” è un nome longobardo, italianizzato col passar dei secoli.
Mi viene in mente Ragiperto, che è stato Re dei Longobardi ad inizio VII secolo. “Ragiperto”, “Regiperto”, “Reggiperto”, “Reggipetto”: non mi sembra un’etimologia molto plausibile, ma metti mai i casi della Storia…

O forse, tutto sta nel “Reggi-”.
Il toponimo inizia con “Reggi-”, perché sorge su una rocca che sorregge la città. Mi scervello, alla ricerca di cittadine piemontesi che sorgano su strane rocche e il cui nome di oggigiorno abbia qualche attinenza con “Reggi-Qualcosa”.
Niente.

Magari è un termine latino. Rispolvero le poche e scarne nozioni accumulate con qualche esame di Filologia Romanza, e cerco di ricostruire il toponimo latino di Reggipetto. Il nesso italiano -TT- deriva certo dal nesso -CT- latino: quindi avremmo un pectum, che però magari era originariamente pactum: forse, a Reggipetto, è stato anticamente firmato un importante patto: cercando magari su fonti latine, potrei risalire al centro che in origine era appellato con questo termine…

Elucubro per mezz’ora (giuro. Mezz’ora), e poi decido di mettere da parte i reggipetti e la filologia.
Torno al mio Cottolengo, accantono Internet, e mi metto a cercare su altre fonti più citabili la storia di questi Couttolenc che sono emigrati dalla Francia.

E scopro che questi Couttolenc avevano deciso di stabilirsi a BRA.
BRA.
Amena cittadina di circa 30.000 anime, nelle lande cuneesi.
Bra.

Il sito Internet mi proponeva un brano scritto in lingua inglese, che, evidentemente, qualcuno aveva tradotto in Italiano usando un traduttore automatico.

Bra.

11 thoughts on “La città di Reggipetto

    1. Regio Pactum era geniale: non mi era minimamente venuto in mente!! Ma in effetti era geniale, come ipotesi!
      (Poco compatibile col passaggio da Latino a Piemontese, per quel poco che so di Filologia, ma sicuramente geniale e molto sensata :-D)

    1. Tutto subito no, non mi aveva insospettita… un po’ perché la mia attenzione era stata comprensibilmente catturata da Reggipetto :-P, e un po’ perché Turìn, con l’accento sulla I, è comunque il nome di Torino, in dialetto. (E in effetti mi domando da dove sia spuntato quell’accento, visto che l’Inglese non ce l’ha). Tutto subito non ci avevo fatto caso, anche perché sono abituata (per deformazione professionale) a ritenere abbastanza normale trovare nomi di città scritti in dialetto, e non in Italiano, nei vecchi documenti.
      Quindi… no, non ci avevo proprio fatto caso: anche se giustamente, col senno di poi… ;-)

  1. Nooo, che delusione… ti confesso che mentre leggevo il percorso delle tue elucubrazioni tra longobardo e latino mi scervellavo anch’io… per poi scoprire che era una stupida traduzione dall’inglese (altro che filologia romanza!) >_<

  2. AHHHHHHHHHH!!! AHHHHHHHH!!!!
    Mi fa ricordare l’aneddoto dello studente che prendendo appunti scrisse giustamente Nino BiXio..
    Il compagno un po’ ignorantello a cui furono prestati gli appunti perchè assente, citò ripetutamente, durante un’interrogazione tal “Nino BiPERio”…AHHHH! AHHHHHH!
    Fantastico!!!
    Grigiofumo

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