Cinque utili magie che non sapevi di poter fare a Natale, e invece puoi (a dar retta alla tradizione)

E voi, che programmi avete per Natale?
Solita giornata a base di Messa mattutina, pranzo coi parenti, magna magna fino a sera, e poi filmino di Natale accoccolati sul divano?

Bello, eh.
Se piace il genere, molto bello.
Ma se invece il solo pensiero vi fa venire il latte alle ginocchia, e paghereste oro per movimentare un po’ di più quella giornata che, alla fin fine, si ripete uguale anno dopo anno… ecco a voi un utile, pratico elenco di cosine molto appassionanti che probabilmente non sapevate di poter fare a Natale, ma invece sì.
O quantomeno: io non ci ho mai provato, ma la tradizione assicura che, effettivamente, si può fare.

1. Intrattenere una lunga conversazione col tuo gatto (per scoprire quanto davvero ti disprezza)

Santa-Cat

Secondo una antica leggenda popolare originariamente diffusa in tutta Europa, allo scoccare della mezzanotte del giorno di Natale, gli animali domestici acquisiscono improvvisamente il dono della parola. E parlano tra di loro (prevalentemente, discorrendo sul loro padrone).
Oltremodo pericoloso, però, ascoltarli parlare: gira e rigira, gli animali sembrano avere l’inquietante tendenza a pronosticare disgrazie, morte, sciagure e malattia all’incauto proprietario che si fosse messo a origliare.
Un po’ come a dire: la notte di Natale è così magica e speciale che è persino in grado di sovvertire il normale ordine delle cose. Ma approfittare di questo sovvertimento è pericoloso: molto meglio non cedere alla curiosità, e accettare la normalità così come ci viene data.

2. Fabbricare un utile rimedio antigrandine home-made

Yule Log

Avete presente lo Yule Log, il ceppo di Natale tanto caro alla tradizione inglese, che viene lasciato bruciare nel caminetto di casa lungo tutti i dodici giorni di festa, dal Natale all’Epifania? Ecco: la tradizione è ancora viva nelle isole britanniche, e forse proprio grazie ai prodotti letterari inglesi si è fatta strada nel nostro immaginario.
Eppure, l’usanza era propria anche di molte regioni del Nord Italia (e dirò di più: numerose testimonianze attestano come questa tradizione fosse tenuta in gran considerazione presso la corte milanese degli Sforza, attorno alla metà del ‘400. Per citare un caso eclatante).
Ebbene: nelle campagne della Val Padana, era tradizione raccogliere in un vasetto la cenere creata dalla combustione del ceppo. “Magico” il periodo di Natale, “magico” il ceppo propiziatorio che scaldava la casa e i cuori con le sue fiamme: “magico” dunque  doveva necessariamente essere anche tutto ciò che di lui restava, finiti i dì di festa. Si riteneva che le ceneri del ceppo, in primavera, sparse sui campi al momento del bisogno, avessero il potere di proteggere i raccolti dalla grandine.

3. Farsi trasmettere i poteri magici da una strega

Streghe Natale

Sono stata testimone di questa credenza giusto qualche mese fa: una mia amica, originaria del profondo Sud, si è sentita promettere che, al prossimo pranzo di Natale, le verranno rivelati i segreti arcani per togliere il malocchio. Latrice della promessa: l’anziana nonna, che s’è sempre vantata di avere poteri magici.

Ebbene: è effettivamente tradizione che questo tipo di “passaggio di consegne” abbia luogo proprio nella notte di Natale, periodo magico per eccellenza. In alcune zone, la pratica assume connotati decisamente blasfemi (le formule magiche dovrebbero passare di bocca in bocca – da strega esperta ad aspirante strega – necessariamente in chiesa, e al momento della consacrazione). In altre zone (laddove le streghe della tradizione popolare solo perlopiù figure buone: guaritrici, più che jettatrici) il tutto avviene più confortevolmente in casa, e anzi si crede che sia proprio Gesù – il Guaritore per eccellenza – a favorire con la sua venuta questa trasmissione del sapere.

E attenzione: se vi capitasse mai d’essere su una nave nella notte di Natale, sappiate che siete autorizzati, in quel momento, a farvi rivelare da un marinaio esperto la formula magica per tenere lontane le trombe d’aria. Che può sempre essere ‘na roba utile da sapere, metti mai.

4) Concepire un lupo mannaro

ScreenShot1900

È un po’ come se la tradizione popolare avesse voluto mandare questo messaggio: la notte di Natale è la notte di Gesù Bambino per eccellenza – guai a voi, se osaste sovvertire questa buona norma, mettendovi in testa di nascere (o far nascere altra gente) proprio in quel giorno santo!

Da Nord a Sud, un po’ in tutta Europa è diffusa la credenza per cui la gente nata il giorno di Natale è composta da tipi strani, brutti ceffi da cui guardarsi. Stregoni, santoni, jettatori, individui destinati a un futuro di disgrazie e di vergogna: non c’è accordo pieno su che cosa ne sarà materialmente di questi malcapitati, ma sicuramente non avranno una vita normale.
Stesso dicasi per coloro che sono stati concepiti nella notte di Natale (e/o, a volte, anche nel giorno dell’Annunciazione). Essi nasceranno licantropi (e/o, più genericamente, stregoni in grado di trasformarsi in animale a loro piacimento).

5) Immagazzinare bidoni d’acqua dai poteri magici

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Questa superstizione ha probabilmente a che fare con l’antica usanza liturgica di benedire l’acqua nel giorno dell’Epifania. Acque benedette, acque magiche, acque che potremmo genericamente definire “straordinarie”… era abbastanza prevedibile che nascesse, prima o poi, una credenza popolare secondo cui è dotata di poteri magici l’acqua attinta alle fonti nella notte di Natale.
Per noi moderni, non sono sicura che basti aprire il rubinetto di casa per riempirsi ‘na damigiana di acqua magica – però, a dar retta alle credenze popolari, sarà sicuramente portatrice di ingenti poteri l’acqua che, nella notte di Natale, sarà stata attinta dalle donne di casa alla fontana del villaggio. In alcune zone d’Italia era persino tradizione che gruppetti di giovincelli si mettessero goliardicamente a protezione delle fontanelle, chiedendo, per così dire, “il pizzo” (sofforma di noci, agrumi e dolcetti di Natale) alla lunga fila di donne che si avvicinavano nottetempo alla fontana, armate di otri.
E conveniva davvero pagare questa piccola penitenza, giacché l’acqua attinta nella notte di Natale aveva – secondo tradizione – il potere di guarire malattie, far nascere amori, rinsaldare amicizie, allontanare la sfortuna.

Chissà se funziona altrettanto magicamente anche l’acqua del sindaco del chioschetto sotto casa? Ché quasi quasi, io, a Natale…

 

***Per chi volesse approfondire, queste e molte altre curiosità sono citate nell’interessantissimo saggio Tenebroso Natale. Il lato oscuro della grande festa di E. Baldini e G. Bellosi, edizione Laterza***

6 risposte a "Cinque utili magie che non sapevi di poter fare a Natale, e invece puoi (a dar retta alla tradizione)"

  1. Lucia

    Intanto, a mo’ di nota a margine, desidererei lasciare una sgomenta segnalazione ai miei lettori, e specificamente a coloro i quali si stessero interrogando sulla provenienza della fotografia singolarmente realistica di un cucciolo di lupo mannaro a illustrazione del punto 4.
    Ebbene: proprio cercando illustrazioni per questo post, ho scoperto che, apparentemente, la nuova moda del momento è creare bambolotti estremamente realistici… a forma di creature provenienti dal mondo dell’horror.
    Sicché adesso vanno di gran moda bambolotti in silicone a forma di mannarino puccioso, di vampirino puccioso, di zombino puccioso, e così via dicendo.

    😐

    Amo le bambole, ma non nego che di fronte a questa notizia persino io sono un po’ perplessa XD

    https://www.mirror.co.uk/news/weird-news/woman-sparks-bizarre-online-craze-1257669

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    1. Lucia

      Toh guarda!
      Io non l’avevo mai sentita, e anzi mi risulta che in Piemonte le masche (le streghe piemontesi, appunto) si trasmettessero i loro poteri in tutt’altro modo e in tutt’altre circostanze, cedendo un vero e proprio libro degli incantesimi che la strega anziana conservava in casa. E questo, solo in prossimità della sua morte.

      Tradizioni diverse, niente da fare 🙂

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