Ipertermia mistica (AKA: pure i santi c’hanno caldo)

Per lo storico della Chiesa, uno dei momenti di maggior disagio arriva quando l’agiografo di turno attacca a descrivere il deliquio mistico del santo.
Per lo studioso (o quantomeno: per me) è uno di quei classici momenti “ehm”. O cedi alla tentazione di derubricare il tutto a topos agiografico (ma non è che si possano mettere sullo stesso piano il drago di san Giorgio e le stimmate di san Francesco…), oppure sei costretto a sospendere il giudizio accettando che, inspiegabilmente, così è.

È un po’ quello che faccio io di fronte alla cosiddetta ipertermia dei santi, nota anche nel linguaggio mistico come “incendio d’amore” a causa della sua tendenza a manifestarsi durante un trasporto emotivo particolarmente intenso provato dal credente verso Dio. Così ne parla nel suo manuale lo Studium per la Congregazione delle Cause dei Santi, spiegando che

[Questi] fenomeni mistici si presentano come un amore tanto ardente da consumare di passione l’anima del credente che riceve tali grazie. Si parla di incendi d’amore quando si avverte uno straordinario calore del cuore, oppure di ardori intensissimi che pervadono tutta l’anima.

Paola Giovetti, autrice del grazioso libretto Fenomeni straordinari di mistici e santi, cui devo il materiale per questo articolo, rincara:

è noto che le emozioni intense sono spesso accompagnate da un innalzamento della temperatura corporea; non c’è quindi da stupirsi se nella vita dei grandi mistici, nei momenti di maggiori trasporti d’amore, la temperatura salga.

Vorrei prenderla con la sua stessa nonchalance, invece io me ne stupisco eccome. Ma non è questo il punto.
Il punto è che, nel bel mezzo di una delle estate più calde di cui la storia recente abbia memoria, io provo per certi versi un qualche tipo di conforto, andando a esaminare le vite di ‘sti poveri santi accaldati, che, quanto a bagni di sudore, stavano messi ancor peggio di me.
Vediamone alcuni.

San Pietro d’Alcantara (1499 – 1562) fu grande riformatore dell’ordine carmelitano assieme a santa Teresa d’Avila, dalla cui agiografia ci arrivano la maggior parte delle informazioni su di lui. Il santo castigliano avrebbe un vasto carnet di fenomeni mistici da poter sfoggiare, alla bisogna: ma noi, oggi, concentriamoci sulle vampate di insopportabile calore che lo coglievano tutte le volte che il suo cuore strabordava d’amore, come scrive efficacemente una agiografia. Aggiungendo che, in tali frangenti, il poverino era costretto ad uscire in fretta e furia dalla cella e a fare lunghe corse attraverso la campagna, anche in pieno inverno, per temperare con la freschezza dell’aria l’ardore che lo bruciava.

(Ché comunque, Pietro: secondo me, se camminavi a passo lento, invece di correr la maratona, era pure meglio. Poi, vedi tu).

San Pietro di Alcantara

San Francesco Saverio (1506-1552), mostrando a mio giudizio un maggiore senso pratico, in identiche circostanze aveva l’abitudine di versarsi direttamente in testa una brocca d’acqua fredda, per abbassare la temperatura.
Sarà che Francesco, poverino, il caldo lo sopportava davvero a fatica. Più volte, nel corso delle lettere inviate dalla terra di missione, dovette fare accenno al clima afoso e opprimente delle zone in cui si trovava a vivere – un clima che, in più di un’occasione, gli causò anche problemi seri di salute.
E poi zacchete: sul più bello, incendi mistici, così, a tradimento. Giusto per completare il quadro.

San Francesco Saverio

Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (1566 – 1607), mistica fiorentina, si sottoponeva, nel suo convento, a privazioni d’ogni tipo, tanto da andare in giro smunta, smagrita e pallida come un cencio. Una condizione che, però, mutava improvvisamente quando la mistica veniva colta da un incendio d’amore: allora, le sue guance si imporporavano, il suo volto splendeva d’un colorito piacevolmente roseo e i suoi occhi brillavano lucidi. Come fu testimoniato al suo processo di beatificazione, quando era in preda all’ipertermia la santa era solita togliersi i vestiti, correre nel chiostro del convento, bere sorsi d’acqua freddissima dal pozzo e versarsene sul viso e sul petto.

Santa Maria Maddalena de' Pazzi

San Filippo Neri (1515 – 1595) era più o meno sulla stessa barca. Nei momenti di slancio mistico più intenso, era costretto a sbottonare la tonaca, bere acqua fredda, spalancare le finestre anche in pieno inverno e arieggiare il letto. Frequentemente, le sue mani erano bollenti come quelle d’un malato con la febbre alta e il santo soffriva di intense palpitazioni, che potevano essere percepite addirittura dagli amici che, nel salutarlo, l’abbracciavano.

San Filippo Neri

Ma tra tutti i santi accaldati, san Pio da Pietrelcina (1887 – 1968) è quello che mi stupisce più di tutti, se non altro per un dato collaterale: essendo vissuto nella nostra epoca, padre Pio ha suscitato la comprensibile curiosità della comunità medica, la quale ha avuto agio e comodità a studiare in termini scientifici ciò che accadeva al corpo di quell’uomo. La temperatura del santo cappuccino, ad esempio, fu misurata numerose volte dai medici militari e poi dal dottor Giorgio Festa, che, a onor del vero, si approccia al mistico con molto scetticismo: “avevo sentito parlare di quella anomalia”, scriverà poi in una sua relazione, ma “la ritenevo impossibile”. E dunque, per poterla valutare con esattezza scientifica, Festa si trasferì per qualche tempo nel convento di Padre Pio, portando con sé un termometro scientifico di precisione – uno di quelli che si usano per fare esperimenti, per capirci, e non per misurare la febbre dei malati. Ebbene: Festa misurò la temperatura corporea di padre Pio due volte al giorno per alcune settimane, scoprendo che, in condizioni normali, i valori medi si assestavano attorno ai 36 gradi e qualcosa, mentre, durante i picchi di ipertermia, la temperatura superava di botto i 48 (!!) gradi.

Padre Pio

Sarà pure l’attestazione di una particolare grazie del cielo, ma lo ammetto e lo ripeto: il fuoco d’amore resta, per me, uno dei fenomeni mistici più difficilmente comprensibili.
Però, beh: per esistere, è esistito.
Non so se l’idea può esservi di conforto, ma quando siamo per strada e agonizziamo sotto il 38 gradi al sole possiamo sempre illuderci che il nostro lago di sudore sia simbolo e testimonio e monito del nostro amore verso Dio.
Magari è solo simbolo e testimonio e monito del fatto che abbiamo bisogno urgente di una bustina di Polase, però dai. È tutta questione di prospettive.

13 risposte a "Ipertermia mistica (AKA: pure i santi c’hanno caldo)"

    1. Lucia

      E dirò di più: dopo la sua morte, durante l’autopsia che fu fatta su di lui, il chirurgo trovò due costole che erano (da tempo) incrinate, sporgendo dall’interno verso l’esterno. La causa di questo fenomeno fu attribuita alle fortissime palpitazioni di cui dicevo, che si presume o presunse fossero così forti da spaccargli la cassa toracica dall’interno.

      😐

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  1. Claudia

    A parte Padre Pio, gli altri sembrano eventi normali. I sbalzi di temperatura possono capitare in determinate condizioni. A me, di natura superfreddolosa, capitava di dormire con le finestre aperte a marzo durante le prime settimane di gravidanza per via degli ormoni. Ora, ovviamente S. Filippo Neri non poteva essere incinta, ma gli sbalzi di pressione o di ormoni possono capitare anche in altre circostanze.

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    1. Lucia

      XD

      (Per il commento di Celia)

      Beh, scherzi a parte sì: le varie agiografie ci parlano di fenomeni di ipertermia decisamente fuori dal normale, non paragonabili alla occasionale caldana sperimentabile un po’ da chiunque. Ovviamente all’epoca di Filippo Neri & co. non c’era modo di misurare la temperatura e bisognava affidarsi a valutazioni soggettive, ma le agiografie concordano nel parlare di vampate di calore decisamente sopra la norma “umanamente” raggiungibile.

      (Poi per carità, va a sapere. Anche lo Studium per la Congregazione delle Cause dei Santi nel suo manuale ci va sempre molto cauto quando si parla di fenomeni che possono sempre rientrare nella sfera del soggettivo e anche del “naturale” – nel senso, un conto è levitare e un conto è sentire molto caldo 😛 Però ecco, le agiografie sono tutte concordi nel parlare di un caldo decisamente sovrannaturale, solo che all’epoca non era misurabile come invece fu nel caso di Padre Pio)

      (e, per la cronaca, anche di un paio di signore vissute nel ‘900 e morte in odore di santità, che però non sono mai state dichiarate venerabili. Non ne ho parlato nell’articolo perché trovo sempre molto rischioso mettersi a “santificare” a mezzo Internet brava gente su cui però la Santa Sede non s’è ancora pronunciata, ma ad esempio si potrebbe citare il caso della mistica Teresa Palminota, che ha una storia (…e una cartella clinica, per così dire) molto simile a quella di Padre Pio. Per dire: non è stato lui l’unico caso noto 🙂 )

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      1. Lucia

        (Una auto-glossa a margine per maggior chiarezza XD
        Quando parlo della pericolosità di “santificare” a mezzo Internet gente che ancora non è stata dichiarata venerabile, mi riferisco non tanto all’idea in sé e per sé di parlare di questa brava gente (ovviamente è bello raccontare belle storie), ma al rischio che i toni di chi scrive e la sensibilità di chi legge possano portare appunto a delle esagerazioni.

        Una che secondo me fa un lavoro bellissimo in questo senso è l’ottima Emilia dell’ottimo blog Testimoniando, sempre molto cauta ed equilibrata e chiara in quello che scrive. Ecco, ad altri ho visto mancare questa prudenza, e son quei casi che mi lasciano interdetta. Sennò sembrava criticassi la povera Emilia, e anzi! XD)

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          1. Emilia

            Grazie mille dell’appoggio!

            In effetti, mi sono sentita in dovere di mettere sotto la testata del blog quella precisazione, proprio per evitare critiche sull’inserimento di qualche personaggio che non è neppure Servo di Dio.

            Quanto a mistici e affini, solitamente me ne tengo a distanza sul blog, tranne in rari casi. Ho paura di lasciarmi abbagliare dalla loro eccezionalità dimenticandomi della normalità sottostante.

            Quando scrivo per santiebeati, invece, cerco di accennare ai fenomeni singolari, ma senza dar loro un rilievo eccessivo.

            Poi magari mi capitano le tali suore che mi scrivono: “Ma nella parte iniziale non hai detto che la nostra Fondatrice vedeva la Madonna!”, o altre che, al contrario, mi fanno sapere: “Non mettere che la nostra Fondatrice vedeva Gesù!”. Forse la differenza sta che una tra un po’ sarà canonizzata, mentre la causa dell’altra è in fase romana?

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  2. Emilia

    Di san Filippo e san Pio sapevo, ma di quest’ultimo conoscevo la versione per cui gli misuravano la febbre con i termometri da vasca da bagno… o con quelli per i cavalli (da cui il detto “febbre da cavallo”)! 😲

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