Quando la gente cucinava i corpi santi

Sto per raccontarvi una delle poche cose che veramente mi disgustano del Medioevo.
Uno di quei rari aneddoti che veramente fanno pensare che, santa la miseria, va bene tutto, ma veramente nel Medioevo era pieno di gente strana.

No, non sto parlando dell’Inquisizione, delle Crociate o delle lotte tra papi.
Sto parlando dei cattolici che se magnavano i cadaveri dei santi o i liquami che fuoriuscivano dai loro corpi venerati.
Tenetevi forte, amici: è accaduto per davvero.

L’unica cosa che può consolare noi amanti del Medioevo è pensare che questa – ehm – curiosa pratica aveva luogo anche nell’epoca avanti Cristo. Per folle che possa sembrare,

l’uso di parti del corpo umano a scopo curativo, nonché l’ancor più frequente utilizzo del sangue nel trattamento di malattie quali l’epilessia, vanta una tradizione antica, eredità della medicina greco-romana.

Ce lo spiega bene Angelica Montanari, autrice di un libro interessantissimo e inquietante al tempo stesso dedicato al cannibalismo (vero, immaginario, metaforico e presunto) nei secoli tardoantichi e medievali.

Ebbene: se i nostri amici medievali non disdegnavano di mangiare occasionalmente pezzetti di corpi umani, va pur detto che i nostri amici di età classica avevano quantomeno dato il cattivo esempio. Spiega infatti Montanari:

Plinio enumerava tra gli auxilia (veri rimedi medici) il cerume, la polvere dei denti sbriciolati, il corpo degli uomini «appartenenti a quei gruppi etnici che destano terrore nei serpenti», e si scagliava contro l’uso di bere il sangue dei gladiatori, argomento ripreso un secolo e mezzo più tardi da Tertulliano, stigmatizzando coloro che, per guarire l’epilessia, «succhiano con avidità» il sangue dei criminali sgozzati nell’arena.

Vi sembra una roba barbara?
Lo è indubbiamente, ma, per amore di discussione, cerchiamo di mettere le cose in prospettiva.

All’epoca di Plinio e Tertulliano, era convinzione che l’assunzione di certe sostanze provenienti dal corpo umano potesse curare determinate malattie.
Noi, in fin dei conti, accettiamo di farci iniettare il sangue di sconosciuti, ci mettiamo in coda pur di ottenere un organo espiantato a gente morta, speriamo di poter curare il Covid usando il plasma di derelitti che se lo son presi e son guariti.

Ovviamente, non sto mettendo sullo stesso piano un trapianto d’organo e un novello Dracula che s’attacca al collo di un gladiatore sgozzato. Banalmente, sto dicendo: all’epoca, la gente era convinta che ingerire determinati pezzi di un corpo umano sano potesse guarire determinate malattie.

Mi spiace, ma è così la Storia: talvolta, fa molto schifo.
Fra l’altro, sospetto che la cosa facesse moderatamente schifo anche alla brava gente del passato, che tuttavia accettava questa pratica come uno schifo necessario (un po’ come noi accettiamo, non proprio gioiosamente, di far espiantare gli organi ai nostri morti pur di salvare vite umane).

Assodato questo punto di partenza (id est: nel Tardo Antico, la gente aveva questa convinzione), verrebbe da pensare: beh, ma il Cristianesimo avrà posto freno a questo orrore, no??

Mi spiace: no.
Osserva infatti Angela Montanari:

Paradossalmente, il cristianesimo non porterà all’abbandono, bensì alla diffusione, dell’impiego delle salme in campo medico, spianato da alcune pratiche connesse al culto delle reliquie.

Ché, diciamocelo – noi, coi corpi dei santi, facciamo un sacco di cose strane, che normalmente non faremmo con un cadavere “normale”. Li dissotterriamo, li spezzettiamo, li mettiamo in teche di vetro, li riempiamo di bacini riverenti e, occasionalmente, ce li portiamo persino a casa.

Ebbene: nel Medioevo,

le implicazioni di tale sentita venerazione non si limitavano alla naturalezza con la quale i cadaveri venivano aperti, bolliti, resecati, smembrati e manipolati.

Tutto il contrario:

Sebbene i teologici avessero stabilito con chiarezza che né la reliquia né il santo erano diretti artefici di guarigioni e prodigi, dovuti invece all’intervento della divinità per intercessione del corpo benedetto, lo scarto tra la dottrina e la sua ricezione attraverso il filtro di pratiche culturali e terapeutiche contribuì senza dubbio alla diffusione dell’idea che i resti umani avessero doti curative.

I resti umani, sì: ma anche e soprattutto i resti umani di corpi santi.

Del resto, in una società in cui vige la convinzione che le salme umane possano avere doti curative – e in una società in cui è cosa nota che i santi possono concedere guarigioni miracolose e speciali grazie… vuoi che la gente non facesse due più due?
Se i resti umani hanno proprietà curative e i santi possono procurare guarigioni miracolose, vuoi mettere quanto potere curativo avrà una reliquia di santo?!

Credeteci o no, fiorisce in questo modo un mercato di terapia sperimentali confezionate – ehm – a partire dai corpi santi.
Volete qualche esempio? Tralasciando i casi in cui la gente prendeva a morsi vere e proprie reliquie di santi (pratica tendenzialmente scoraggiata, se non altro perché alla lunga le reliquie si sarebbero esaurite), ecco alcuni tra gli esempi meno truci!

L’acqua del mocio passato sulla tomba di san Martino

Racconta Gregorio di Tours di come la moglie di Éborin, conte di Tours, sfigurata da orribili ulcerazioni sulla pelle, abbia ottenuto una guarigione immediata aspergendosi il viso con l’acqua che era stata utilizzata per lavare il loculo del santo.
Per buon conto, la contessa decise di berne pure un po’ (ingerire l’acqua usata per pulire i pavimenti è notoriamente una botta di salute), ed ecco proprio in quel momento fu immediatamente sanata: le sue ulcerazioni si riassorbirono immantinente, come se nulla fosse mai successo.
Bene per la contessa, male per i malati di dissenteria: secondo Gregorio, la polvere che s’accumulava sul loculo del santo (…a patto che la gente non la lavasse! Tsk!) aveva la proprietà di curare la diarrea se disciolta in un calice di vino.

Il vino aromatizzato con le ossa di sant’Antonio

Lasciato decantare in un barile nel quale erano contenute le reliquie di sant’Antonio abate, questo vino godeva di largo in piego nell’ospedale di Saint-Antoine-en-Viennos, il più grande centro di cura dell’ordine antoniano. Si riteneva che questo portentoso vinage avesse il potere di curare svariate malattie – ma, curiosamente, non “il fuoco di sant’Antonio”, per il quale i monaci avevano predisposto tutt’altro tipo di terapia.

La manna che sgorga dalla tomba di sant’Andrea

A voi passerebbe mai per la capoccia di mangiare una sostanza non meglio precisata che fuoriesce da una tomba?
Ecco: a me no, per usare un eufemismo, ma i nostri antenati non si turbavano per così poco. È nuovamente Gregorio di Tours a raccontarvi della manna profumata che fuoriesce dalla tomba dell’apostolo Andrea una volta all’anno, nel giorno della sua festa. La gente la raccoglieva con vivo entusiasmo e la utilizzava come ingrediente per deliziose tisane che si riteneva potessero essere una panacea per tutti i mali.

Il liquame che gocciola dalla tomba di santa Caterina

Tornato nel 1480 da un pellegrinaggio in Terra Santa, il diplomatico Santo Brasca ci racconta – senza peraltro scomporsi – la sua visita alla tomba di santa Caterina d’Alessandria, inumata in un monastero ai piedi del monte Sinai. Dal sepolcro della santa, sporgeva un tubicino da quale gocciolava un liquido di colore scuro, che auspicabilmente era solo il frutto di una banale infiltrazione d’acqua ma che i monaci ritenevano assolutamente essere “prodotto” da quel corpo santo. E dotato di proprietà tonico-ricostituenti.

La spugna usata per ricomporre il cadavere di san Cutberto

Non so di quale malattia sia morto san Cutberto di Lindisfarne: fatto sta che, alla sua morte, qualcuno dei suoi discepoli ritenne cosa decorosa lavarne il corpo in lungo e in largo, con spugnature e abbondante uso d’acqua. Dopo la pia pratica, san Cutberto fu sepolto e l’acqua fu conservata alla bisogna: i monaci di Lindisfarne la facevano bere a chi chiedeva il loro aiuto poiché colpito da possessioni demoniache e/o malattie mentali.

***

Intanto, mentre i monaci di tutta la Cristianità erano indaffarati a filtrare reliquie e a raccogliere i preziosi succhi che trasudavano dai corpi santi, in ambito profano fiorivano pratiche non dissimili, a testimonianza di come questa follia non fosse appannaggio della sola Chiesa (anzi). Frutto di un lascito comune che l’antichità aveva spartito equamente tra uomini di Chiesa e civiltà pagana, la pratica di cercare guarigioni “miracolose” attraverso i corpi dei propri cari estinti ha lasciato traccia di sé persino nei manuali per confessori.

Si legge ad esempio nel Penitenziale di Burcardo di Worms, a mo’ di esame di coscienza:

Hai forse praticato o partecipato a quelle pratiche superstiziose cui si dedicano donne stolte quando la salma di un uomo si trova ancora in casa? Esse corrono alla fontana e, senza proferir parola, portano in casa acqua in un recipiente e poi la versano sotto la bara non appena questa viene sollevata, credendo infatti di poter ottenere guarigioni in questo modo.


Queste, almeno, erano classificate da Burcardo come superstizioni peccaminose. Che è pur sempre un passo avanti.

54 risposte a "Quando la gente cucinava i corpi santi"

    1. Lucia

      Ho pensato PROPRIO alla tua richiesta 🤣🤣🤣
      Che c’è, non sei contenta? 🤣

      I coniglietti assassini sono anche una mia grande passione, solo che non ho mai trovato qualcosa che ne parlasse abbastanza diffusamente spiegando il come e il perché (forse non c’è nemmeno, il perché, boh?).
      Però se trovo abbastanza materiale per scriverci qualcosa, sicuramente non mi farò scappare l’occasione 🤣

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      1. Elisabetta

        Si, si ora sono molto contenta grazie 😒😑

        Beh io credo che queste sono derivate da pratiche di cannibalismo religioso pagano, ci sono libri di antropologia intera su queste cose.
        Per Freud il cannibalismo è assimilabile alla fase orale e alla figura paterna , per dire…
        Alcuni addirittura riconducono la transustanziazione al cannibalismo. Il fatto che queste pratiche fossero in uso in epoca premoderna ci può far riflettere su come invece in epoca moderna la conoscenza , l’esperienza sia diventata mediata e simbolica. Facciamo fatica a capire come per i Medievali mangiare era appropriarsi così come oggi facciamo fatica a non simbolizzare tutto. La nostra è la società del come se, la loro era la società dell’essere.
        In quest’ottica è molto difficile capire la presenza reale di Cristo nell’eucarestia, ad esempio, e non mi meraviglia la deriva protestante della società ( eh lo so torno sempre lì…….)

        I conigli che menano a me sembrano più lepri, e ricadono in una categoria per me di massima inquietudine: animali antropomorfi vintage. Quindi i gattini vittoriani, le tue zucche che smontano cancelli anche se non sono animali, capre e conigli vestiti da uomini troppo realistici nelle fiabe , Cats il musical e il film tratto dal musical ecc.

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  1. klaudjia

    O santa pace!!! Che brutta cosa! Mi ricorda la pratica (di atei dichiarati) durante la rivoluzione francese di inzuppare il pane nel sangue dei nobili uccisi perché “faceva bene mangiarlo”( e siamo nel 1789!! Sono arrivata alla conclusione che gente strana ce ne è sempre stata e sempre ci sarà!! Del resto in epoche MOLTO più recenti (1800/primi 900) le esecuzioni a morte pubbliche furono messe in discussione (non in quanto pena di morte) ma per lo spettacolo disgustoso della gente che si divertiva ad assistere alla morte cruenta di un uomo. La ghigliottina venne considerata addirittura uno strumento “umano” rispetto a squartamenti/roghi/ ecc. Almeno al medievale che si beveva l’acqua sporca va riconosciuto il fatto che sperava in qualche guarigione e le morti erano naturali.

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  2. Admin

    Un esempio non molto lontano nel tempo e nello spazio è quello della manna di San Nicola a Bari. Il liquido (acqua, essenzialmente) che si forma all’interno del sepolcro del santo viene raccolto il 9 maggio di ogni anno e viene versato in dei boccioni di acqua benedetta, che viene poi distribuita ai fedeli, che per l’occasione portano delle bottigliette votive in vetro (alcune vere opere d’arte, tramandate di generazione in generazione). L’uso è poi disparato: viene bevuta con devozione, utilizzata “per uso esterno” o anche utilizzata per benedire la casa o qualche oggetto, o ancora semplicemente conservata come ricordo (tipo acqua di Lourdes).

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  3. Francesca

    Prova tecnica.
    Ho tentato di inserire un commento nel dialogo Barbara-Lucia dell’articolo precedente. Ma “evapora”…
    Non so se dipende dal fatto che ho dovuto cambiare pass perché non la ricordavo più… non essendo io una frequentatrice abituale di WordPress… e così sono sempre incasinata quando cerco di capire come si fa login (quando per sbaglio faccio logout). Stavo sempre loggata per sicurezza… ma stavolta ho fatto un errore e sono uscita.
    Riprovo. Invio.
    Prova tecnica.

    Non so se l’altro commento, al quale tenevo di più, è finito in spam/moderazione o se è evaporato definitivamente 😑

    Sono Francesca, quella solita, quella veneta

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    1. Lucia

      Al volo: l’ho recuperato!
      Era inspiegabilmente finito in spam, per ben due volte, vai a sapere perché. In genere capita quando un commentatore “anonimo” (cioè non loggato) inserisce un commento contenente più di un link, probabilmente in quel caso il sistema si allarma e lo considera – appunto – spam.

      Non ho idea se in questo caso sia magari stata qualche parola chiave a farlo cestinare, visto il tema. Comunque, se dovesse ricapitare, avvisatemi (avvisatemi tutti voi che leggete!) assolutamente 😀

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  4. Francesca

    Grazie per il de-spam 😊

    Leggendo di queste pratiche (innegabilmente poco edificanti ma anche, forse, una tipica testimonianza di come la Chiesa di fronte a certe devianze tentasse di insegnare rettamente… e che la gente facesse comunque quello che voleva, proprio come oggi!)
    la prima cosa che mi viene in mente è… Forse solo noi (cattolici) siamo interessati a studiare nel dettaglio e a criticare questi fatti facenti parte della nostra storia passata. E permettiamo, anzi incoraggiamo, anche gli studiosi non cattolici a fare questi studi. (o meglio: li fanno anche senza il nostro inutile permesso, però noi li apprezziamo).

    Voglio dire: eccettuati gli antichi culti e le religioni estinte alle quali nessuno esita ad attribuire qualsiasi schifezza o nefandezza, ma… (ditemi se sbaglio) è una normale prassi delle maggiori religioni oggi praticate nel mondo quella di “dedicare” studiosi della stessa religione a fare ‘sti elenchi particolareggiati delle cose di cui vergognarsi? 😂😭
    Secondo me, ci siamo solo noi (cattolici) che facciamo così. Però potrei sbagliarmi… in caso ditemelo.
    La mia impressione è che “gli altri” facciano solo apologetica e autocelebrazioni a go go.

    Lo svantaggio del nostro atteggiamento è che forniamo materiale succulento ai detrattori della fede cattolica, oggi attivissimi in rete, in tivù, nel giornalismo, eccetera.
    (Ho sentito cose in Rai che voi umani…)

    Ma in generale mi pare che – sul lungo periodo – il vantaggio di trattare questi temi storici superi lo svantaggio. Solo chi non ha paura di guardare il proprio passato può imparare, e scartare, o condannare, e comprendere quello che c’è da comprendere per andare avanti.
    Bisogna solo stare attenti a non far passare l’idea che nel mondo cristiano le schifezze superano le bellezze, o i progressi apportati all’umanità.

    (lo dico perché proprio in questi giorni ho letto certe invasioni massive di anticattolici che su youtube fanno gli elenchi dettagliati e continuamente spammati dei soprusi, veri o presunti, solitamente presunti, della Chiesa Cattolica in tutta la storia umana. Presentano la Chiesa come la peggior sventura accaduta all’umanità. Presentano i cattolici come poveri idioti che seguono le superstizioni dettate dalla Chiesa. Ci sono addirittura dei video di un tizio abbastanza seguito, e osannato, che afferma con sicurezza che la Chiesa, di ieri e di oggi, è peggio dell’isis: ha fatto danni infinitamente peggiori e più numerosi. Insomma, da qualche giorno mi ero imbattuta in questi tizi… ed è inevitabile che faccia un collegamento con questo tuo articolo).

    In definitiva, il mio messaggio è: i presupposti che ci portano a fare (oppure semplicemente ad apprezzare o accettare come utilissimi) questi studi, sono presupposti e valori esclusivamente cattolici. Il che significa: autenticamente cristiani. Sono una delle (tante) radicali differenze tra “noi e il resto del mondo”.
    In altri termini si può anche dire: il resto del mondo dovrebbe imparare dai cattolici su questo fronte… e questo consentirebbe al mondo di migliorare un po’.

    Per me è fondamentale farlo notare, a volte anche in modo esplicito, non solo sottinteso. E così l’ho scritto 😊

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    1. klaudjia

      L’attacco ai cattolici è talmente diffuso nei mass media! Ormai è la normalità! Se si facessero un decimo delle battute/meme ecc. su altre religioni sarebbe il finimondo. Credo sia un triste strascico degli scandali che hanno colpito la chiesa.

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        1. Elisabetta

          Il punto è che la Chiesa Cattolica siamo noi, quindi miliardi di persone. In miliardi di persone è ovvio ci siano peccatori, eretici, nuoni cristiani, cristiani di superficie, convertiti ecc.
          La gente per esempio ignora e pensa che Chiesa = clero e che clero= pedofili.
          Questo è solo uno dei tanti pregiudizi che ci riguardano. I pregiudizi esistono per tutti i gruppi, anche noi che ora siamo maggioritari sulla Terra, perchè il pregiudizio è un modo di categorizzare normale per riaparmiare tempo e non dover eleborare troppe informazioni ogni volta.
          Può essere che in questo momento storico siano i cattolici ad essere maggiormente colpiti e perseguitati, tuttavia ricordiamoci che sin dal 33 dC LO SIAMO SEMPRE STATI e amcora qui stiamo.

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      1. blogdibarbara

        Non credo che sia per gli scandali. Pensa a questo.
        Quando Scorsese ha fatto “L’ultima tentazione di Cristo” i cristiani hanno protestato: hanno scritto articoli se giornalisti e lettere ai giornali se lettori, hanno fatto picchetti davanti ai cinema con cartelli di protesta.
        Quando Mel Gibson ha fatto “La passione di Cristo”, gli ebrei hanno protestato: hanno scritto articoli se giornalisti e lettere ai giornali se lettori, non ricordo se abbiano anche fatto picchetti davanti ai cinema con cartelli di protesta.
        Quando un giornale danese ha pubblicato delle vignette su Maometto si è scatenato il finimondo con devastazioni e morti a non finire.
        Questo è il motivo per cui, oltre al fatto che ebrei e cristiani, non importa quanto fanatici possano essere, non hanno l’abitudine di attaccare le altre religioni e distruggere i luoghi di culto altrui, chi ideologicamente odia le religioni in generale e le ritiene la fonte di ogni sciagura per l’umanità, ne attacca due e lascia in pace la terza.
        Quanto alla pedofilia, Maometto a cinquant’anni si è follemente innamorato di Aisha, sei anni, vista mentre giocava con le bambole davanti a casa; l’ha immediatamente sposata e ha generosamente aspettato tre anni prima di montarla. E nove anni è l’età “giusta” per il matrimonio – che peraltro non di rado avviene anche prima, anche molto prima – in diversi Paesi islamici. Tranne qualche sporadica voce coraggiosa, difficilmente sentirai dire “sì, noi abbiamo pratiche pedofile”.

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        1. klaudjia

          Barbara ritengo, ahimé, che questo lassismo sia dovuto molto agli scandali della chiesa (primo tra tutti la pedofilia) che hanno minato molto la posizione della Chiesa. Altrimenti anche se non andremmo a bruciare i templi altrui, l’opinione pubblica sarebbe quantomeno indignata. Che la televisione di Stato (RAI Uno) trasmetta una canzone che dica “Gesù si è fatto agnostico” o che sulla stessa si trasmetta una pubblicità nella quale lo sciroppo della tosse viene distribuito da un frate ai confratelli imitando l’eucarestia si commenta da sola.

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          1. Lucia

            Mah, non so fino a che punto l’opinione pubblica si indignerebbe, anche in assenza di scandali.

            La Chiesa (e/o alcuni suoi fedeli) si erano già indignati un sacco di volte ben prima che scoppiassero gli scandali, e con scarso successo. Mi vengono in mente alcuni eventi banali risalenti agli anni ’90: la pubblicità Pirelli con Ronaldo nella stessa posa del Cristo Redentore a Rio, che “apriti cielo”; la pubblicità Lavazza ambientata in Paradiso che aveva suscitato le proteste aperte di alcuni religiosi e che, come ben sappiamo, dura gloriosamente ancora oggi replicando lo stesso format.
            Ma già ai tempi di Pio XII, ad esempio, c’era stata una banalizzazione del sacro (sfruttando la figura del pontefice stesso) che aveva del pauroso, e che è andata avanti, allegramente incontrollata, per anni. Per non parlare dei dileggi ai sacerdoti e dei veri e propri espropri subiti dalla Chiesa attorno a metà ‘800, quando il governo – sì – aveva evidentemente poche simpatie per la Chiesa, ma il popolo in teoria stava largamente dalla sua parte. Eppure, anche in quel caso, più che lamentarsi su carta stampata e (eventualmente) nelle sedi istituzionali, non s’è fatto.

            Secondo me, in effetti, la grande differenza è che il Cristianesimo non ha (grazie a Dio) frange estremiste che fanno ‘na strage se tocchi loro la religione, e (grazie a Dio) non ha nella sua Storia recente eventi di un orrore paragonabile a quello dello sterminio degli ebrei sotto il nazismo, che ovviamente spingono anche i più cretini a usare un occhio di riguardo verso i superstiti.

            Ma non direi che la società abbia cominciato a infierire sulla Chiesa a causa dei suoi scandali – se non altro, perché aveva già iniziato prima 😅 Secondo me dipende più che altro dal fatto che noi siamo i vicini di casa di una vita, quelli che conosci e che sai benissimo che al limite brontolano un po’ ma alla fine ti lasciano fare.

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          2. blogdibarbara

            Gli scandali ci sono, le coperture dall’alto, che solo con Ratzinger hanno cominciato a incrinarsi, anche, certamente non sono stati inventati dai detrattori, però mi sembra che vengano usati come pretesto. Anche negli ambienti scout, e fra gli istruttori sportivi di ragazzini la pedofilia è presente, non so se in misura maggiore o minore, ma sicuramente non sporadica, eppure non vedo in giro attacchi feroci, non vedo identificazioni istruttore sportivo=pedofilo.

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          3. blogdibarbara

            @Lucia: sull’occhio di riguardo verso gli ebrei – evidentemente hai frequentazioni informative molto diverse dalle mie – ti sbagli di grosso. Dall’Europa stanno scappando a rotta di collo a causa delle persecuzioni antisemite (soprattutto da parte degli islamici, ma non solo loro), solo lo scorso anno ne sono scappati 30.000 ed è un’emorragia continua. Aggressioni fisiche, particolarmente in Francia ma anche da tutte le altre parti, sono all’ordine del giorno, sinagoghe incendiate, cimiteri devastati, omicidi. Ed espressioni di odio in parlamenti e siti istituzionali. Striscioni negli stadi, “Ebrei ai forni”, “Auschwitz la vostra patria, i forni la vostra casa”, commenti che mi arrivano nel blog, che ovviamente non pubblico, “Torneremo, e stavolta non troverete un solo buco in tutta Europa dove nascondervi”, uno di loro ha come nick “il derattizzatore”, dove i ratti sono ovviamente gli ebrei. Una decina di anni fa ho tradotto insieme a un’amica “24 giorni. La verità sulla morte di Ilan Halimi”, scritto dalla madre, e ti assicuro che è stata una sofferenza immane per l’incredibile livello di odio da una parte e di complicità, almeno passiva, dall’altra che ti arriva in faccia pagina dopo pagina, riga dopo riga. No, cara Lucia, non c’è nessun occhio di riguardo. I primi anni c’era qualche precauzione ad esprimersi in pubblico, ma ormai l’antisemitismo, anche il più violento, è stato ampiamente sdoganato.

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          4. Lucia

            😮 Ma anche in parlamenti e siti istituzionali??
            No: effettivamente, quelli non li ho mai visti.

            In ogni caso, spiego meglio quello che volevo intendere prima, sono stata effettivamente poco chiara. L’antisemitismo “dal basso” (cioè la banda di cretini che escono per strada e vanno a menare il vicino di casa ebreo o a disegnare svastiche sulla sinagoga della città): quello sì, purtroppo so che esiste. Ricordo che, qualche mese fa, proprio a Torino c’erano stati in rapida successione tre o quattro episodi sconfortanti (a margine, devo dire che in quel caso la città aveva reagito abbastanza bene: il sindaco aveva promosso una manifestazione di piazza per dire no all’antisemitismo, e mi pare di ricordare che ci fosse stata una buona partecipazione. Comunque era un segno, toh: diciamo così).

            Ma nel dire che, secondo me, si guarda agli Ebrei con un “occhio di riguardo”, mi riferivo più che altro a fenomeni come quelli che Klaudja denunciava a danno dei Cristiani. Tipo: pubblicità di grandi marchi che scherzano con la religione (a margine, mi sono cercata quella per lo sciroppo per la tosse e personalmente non la trovo niente di che 😆), canzoni che irridono Dio, battute in diretta TV da questo o quel personaggio pubblico.
            Non mi è mai capitato di vedere gli Ebrei o la regione ebraica “ridicolizzati” in questi contesti “istituzionali” o comunque sui mass media.
            Tutt’al più ho visto prese di posizione verso lo Stato di Israele, ma mai verso il popolo o la religione in sé.
            Magari ci sono e io non li ho mai visti 😨

            Il singolo cretino (o la massa di cretini) che è antisemita: sì, quelli lo so che esistono (ahimé). Ma è un fenomeno diverso – gravissimo, evidentemente, ma diverso da quello che intendevo io prima.

            (Per curiosità, visto che tu conosci bene il tema: dove migrano, gli ebrei che lasciano l’Europa a causa del clima venutosi a creare? Vanno negli Stati Uniti? Lì è migliore la situazione?).

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          5. blogdibarbara

            C’è un comico francese che ha negli attacchi agli ebrei come persone e all’ebraismo come religione-cultura il suo cavallo di battaglia, vignette, canzoni che attaccano o sbeffeggiano gli ebrei come persone e l’ebraismo come religione cultura, per non parlare del negazionismo dell’olocausto che imperversa. E vignetta antisemita o negazionista significa un cretino che la crea ma significa anche un giornale che la pubblica, un editore che non obietta e lettori che lo comprano, un comico che dedica il 90% dei suoi spettacoli all’antisemitismo significa un impresario che lo sostiene, teatri che gli danno spazio, pubblico – tanto tanto pubblico – che paga il biglietto per andarlo a sentire e applaudire, televisioni che lo ospitano… E anche istituzioni, anche a livello governativo. Giusto ieri una deputata grillina collaboratrice di giustizia ha detto, sorridendo, in un incontro ufficiale, che loro, collaboratori di giustizia sono messi peggio degli ebrei deportati ad Auschwitz: hanno un numero di matricola come loro, ma gli ebrei arrivati ad Auschwitz avevano la fortuna di essere uccisi mentre “noi veniamo uccisi giorno per giorno”. Non è antisemitismo in senso stretto, d’accordo, ma chiamare fortunati i gassati di Auschwitz – e sicuramente non ho bisogno di ricordare a te che non tutti avevano la “fortuna” di esserlo all’arrivo – mi sembra quanto meno pesante. E poi le barzellette antisemite di Berlusconi e di D’Alema, per restare in Italia, e molto altro ancora in giro per l’Europa.
            La maggior parte di quelli che emigrano vanno ovviamente in Israele, dove finalmente possono vivere il proprio ebraismo senza restrizioni e andare per strada senza essere additati, e una parte minore negli Stati Uniti.

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          6. Francesca

            Lucia ha scritto:
            “Tutt’al più ho visto prese di posizione verso lo Stato di Israele, ma mai verso il popolo o la religione in sé”

            …adesso la Barbara s’inc@xxa
            Scherzo ma …appunto questo è uno dei nodi attuali – e anche dei “paraventi” dietro ai quali cerca (inutilmente) di celarsi una grande fetta di antisemitismo.

            Ciao a tutte voi, vi sto leggendo, vorrei scrivere tante cose, anche di mia esperienza ma non ho tempo. Vediamo prossimamente se riesco…

            Intanto, confermo anch’io quello che dice Barbara. In effetti, è un discorso molto complesso, con tante componenti … ma è così.

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          7. Lucia

            😐
            No, allora confermo che queste perle devono proprio essermi sfuggite. Del comico francese (e della situazione generale in Francia) ero completamente ignara e sono in effetti abbastanza basita di come la cosa possa essere giudicata normale e divertente dal pubblico.
            Le barzellette di Berlusconi e D’Alema devono essermi sfuggite per ragioni anagrafiche, probabilmente ero troppo piccola per notarle/badarci. La deputata grillina mi era sfuggita a sua volta e… no comment 😑

            Davvero, giuro che casco dalle nuvole. Anche perché il picchiatore deficiente che esce e mena gli ebrei: è un problema, ovviamente. Ma un clima come quello che mi descrivi(…forse più all’estero che in Italia? O è una mia impressione?) è un problema decisamente diverso.

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          8. Francesca

            Difficile dire dove ce n’è “di più”, e lascio rispondere Barbara… Ma, ad esempio, proprio di Torino, non hai mai sentito parlare di Mauro Biglino e di tutti i seguaci che ha alle conferenze “ufologiche”? Centinaia, alle conferenze dal vivo (prima del coronavirus) e migliaia nei gruppi internet. È sufficiente che t’imbatti in uno di questi seguaci e che chiedi (non servirà nemmeno che tu chieda) cosa pensa degli ebrei. Ti parlerà, sovente con una ferocia che salta fuori dallo schermo, delle sue idee… Sugli ebrei e anche sui cattolici – che per ovvi motivi è un’associazione che molti antisemiti fanno, includendo tra le colpe del popolo ebraico anche quella di aver fatto “nascere” i cattolici… Perciò a volte ti parleranno di un complotto ebraico-cristiano, altre volte ti accuseranno in quanto cattolica di aver rubato le Scritture ebraiche e di aver inventato Gesù… ma se poi tu sposti il discorso sugli ebrei non è che li difendono in quanto “derubati” dai cristiani, anzi ne sentirai di ogni!
            Ok in questo caso è gente molto ignorante però il fenomeno è impressionante per i toni, la violenza, … e la quantità di gente implicata. E comunque non riguarda soltanto i sotto-scolarizzati…

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          9. blogdibarbara

            Come dice giustamente Francesca, l’ostilità contro Israele è l’attuale maschera per l’antisemitismo (quando l’odio per gli ebrei non era ancora stato sdoganato, si è rimediato esibendo l’odio contro lo stato degli ebrei – anche se in realtà un buon 20% della popolazione non lo è). Da vent’anni mi occupo praticamente a tempo pieno (il che fino a otto anni fa, quando lavoravo, significava che praticamente non dormivo) a combattere la disinformazione su Israele propagandata a piene mani dai mass media: notizie inventate di sana pianta, notizie manipolate, foto taroccate, e i video della cosiddetta pallywood (tipo quello del bambino che tirava sassi – ne sono morti tanti, per i sassi – e viene fermato dai soldati e lui piange dicendo che gli hanno fatto male e infatti zoppica, poi si ferma perché non ce la fa – nel frattempo nessuno dei soldati lo tocca – poi si piega in avanti dicendo che gli viene da vomitare, poi si riavvia sempre zoppicando, ma dall’altra gamba, poi arriva l’ambulanza e… gli fasciano un braccio), i funerali in cui il morto cade dalla barella su cui lo stanno trasportando all’ospedale, si rialza e ci rimonta sopra, eccetera. Se a qualcuno interessa, questo è il testo di una conferenza che ho tenuto cinque anni e mezzo fa:
            https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2014/11/20/ce-apartheid-in-israele-2/
            PS per Francesca: comunque no, qui non mi inc@xxo, perché lo so che qui nessuno è in malafede.

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          10. blogdibarbara

            Ah, ho visto solo adesso la risposta di Francesca, che evidentemente è apparsa quando già avevo cominciato a scrivere la mia.
            Quando si parla di complottismo, che siano scie chimiche o vaccini fabbricati da BigPharma per farci ammalare eccetera, si può stare sicuri che “dietro” ci sono gli ebrei, capita addirittura di trovare gente che crede all’autenticità dei Protocolli dei Savi di Sion, e se gli si chiede come mai, così potenti da dominare il mondo, i mass media, la finanza, il divertimento eccetera, si sono fatti sterminare a milioni, ovviamente ti rispondono: “Ma tu sei così scema da credere davvero alla colossale balla dell’olocausto?” E sono stati coniati termini come fantacausto in italiano, o hololie in inglese. E a Torino, sì, ho sentito anch’io un sacco di brutte storie. Solo su una cosa devo in parte contraddirti: fra questa gente ci sono indubbiamente un sacco di ignoranti, ma ci sono anche fior di professori, sia di liceo che universitari, che “aiutano” i loro allievi ad allargare le prospettive, a non fermarsi alla “verità ufficiale”, procurando anche pubblicazioni “alternative”. E ricordo Piergiorgio Odifreddi, docente universitario di matematica, che sulle camere a gas ha scritto “So solo ciò che mi è stato fornito dal ‘ministero della propaganda’ alleato del dopoguerra”. Serve aggiungere altro?

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          11. Francesca

            Diciamo che, limitatamente ai followers di Biglino di cui sopra, la “truppa” è formata al 95% da una massa di ignoranti (di un’ignoranza che raramente si trova in giro) … magari stanotte non avevo specificato abbastanza bene. Il fatto dei professoroni e professorini mi è chiaro e mi è noto. Se sapessi quanto. Solo per citare un episodio “faccia a faccia”, poco prima del lockdown avevo partecipato ad un classico incontro cattolico (locale/semi-parrocchiale) e quella volta fu invitata a partecipare al ritiro anche una signora che solitamente non era parte del gruppo… una prof di storia (!!) la quale al momento giusto si è pure vantata di esserlo e… ahimè ho avuto una conversazione da incubo che non mi aspettavo, stentavo a credere alle mie orecchie (nel senso: cavolo! aveva pure “studiato”!). Per farvela breve: per motivi a me sconosciuti la signora ci aveva tenuto a fare un intervento in gruppo introducendo un argomento di riflessione sulla Shoah (almeno questa non la negava) e di come fosse avvenuta in un paese e continente cristiano, e continuava talmente ad insistere con questa roba del “cristiano” (sottinteso cattolico) che dopo la riunione continuai personalmente con qualche valutazione a tu per tu per fare qualche ragionamento di distinzione tra i cristiani, sui comportamenti cristiani e non, e se Hitler fosse effettivamente da considerarsi “cristiano” oppure eccetera… visto anche che a quel punto davvero mi sfuggiva perché la signora si fosse unita ad un gruppo di cristiani 😭 in riunione presso le suore locali. (voglio dire: va bene fare autocritica e l’abbiamo detto proprio su questo articolo di Lucia, ma se i cristiani sono il male del mondo, signora, fatti induista o musulmana e falla finita).
            Ebbene, nel giro di pochi minuti, non ricordo neanche il perché, ho assistito al ribaltamento del discorso e all’affermazione netta che lo Stato di Israele è illegale, che non lo dovevano fare e dovrebbe sparire, eccetera, e fa una lista di panzanate sui sionisti (savi di Sion) e dei comportamenti criminali degli ebrei, e ancora ritorna tutta la solita roba dei complotti finanziari…
            E insomma sono diventata nervosa e ad un certo punto ho sbottato “ma ti rendi conto che stai ripetendo in modo identico tutte gli argomentazioni di Hitler sugli ebrei???”
            Risposta della prof di storia: “beh ma non è mica detto che Hitler dicesse cose sbagliate, è soltanto quello che ha fatto dopo che è sbagliato”.
            Fine del racconto di vita vissuta.

            P.s. per chiarire meglio che il fenomeno degli antisemiti è “trasversale” aggiungo anche che la prof di storia nei suoi discorsi aveva ripetutamente dichiarato di militare nella sinistra (non in quella moderatissima). Perciò si assiste anche a questo paradosso – che lo è solo a prima vista – della militante comunista che dà ragione all’ideologia nazista, mentre accusa i cristiani di essere nazisti (ma lei no!) e gli ebrei di essere criminali occupanti illegali di Israele…

            Da restare senza parole. E infatti dopo quella risposta ho avuto un blocco.

            E questa tipa insegna storia nella scuola pubblica italiana.

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          12. Elisabetta

            A me un tizio una volta chiese :”riconosci lo stato di Israele?” . Ovviamente era una domanda volta a sapere tutt’altro, per fortuna ebbi la prestanza di rispondere buttandola sul ridere: “ancora non mi hanno dato l’abilitazione giuridica diplomatica per riconoscere stati esteri, ma ci sto lavorando”.

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          13. blogdibarbara

            @Francesca: C’è una frase in cui hai perfettamente condensato il cortocircuito mentale di quella gente: “e fa una lista di panzanate sui sionisti (savi di Sion) e dei comportamenti criminali degli ebrei“: partono, diligentemente, da sionisti o israeliani, ma poi è più forte di loro e cascano subito su ebrei. Quanto all’ultima parte del tuo commento, ho l’impressione che tu non frequenti tantissimo la sinistra e soprattutto la sinistra estrema: in teoria destra e sinistra sarebbero parimenti antisemiti (e antiisraeliani), ma la realtà è che i fascisti tipo Casa Pound o Forza Nuova sono letteralmente quattro gatti e di nessun peso politico, mentre la sinistra è molto più consistente. E sicuramente Stalin non era meno antisemita di Hitler: pensa alla sistematica eliminazione degli ebrei nelle purghe, al complotto dei camici bianchi eccetera, alla sistematica persecuzione degli ebrei in tutto l’est europeo nel dopoguerra, e pensa a Marx che, nonostante fosse ebreo, l’ebraismo voleva vederlo sparire. La stessa sinistra estrema israeliana è molto più vicina (e in alcuni casi addirittura complice) al terrorismo palestinese, quello che arriva a sgozzare neonati nella culla e sventrare donne incinte, che allo stato di Israele. Sembrerebbe un paradosso, come dici tu, dato che siamo abituati a pensare al nostro partito comunista come unico oppositore al fascismo, ma in realtà, se vai a vedere alla radice, l’antisemitismo è intrinseco al comunismo e alla sinistra in generale Ricordo una discussione con una tizia che si dichiarava comunistissima, in cui equiparava israeliani a nazisti e palestinesi a ebrei sotto il nazismo. Quando le ho chiesto dove fossero i campi di concentramento e le camere a gas israeliane e, per converso, quali fossero gli attentati terroristici ebraici da cui Hitler si dovesse difendere combattendo gli ebrei, se n’è uscita a dire: “Ma certo che Hitler si doveva difendere: gli ebrei avevano messo in ginocchio la Germania!” E, come hai detto tu, ti ritrovi di fronte esattamente agli stessi discorsi e agli stessi argomenti dei nazisti.
            Ancora una cosa. Era il 2003, all’epoca della guerra – non ricordo se già iniziata o solo in vista – in Iraq, e mi sono trovata a discutere con un preside, persona di vasta e profonda cultura, che se ne esce col solito mantra: “L’Iraq non rispetta una risoluzione Onu e gli fanno la guerra, Israele ne viola duecento e nessuno lo tocca”. Gli chiedo: “E che cosa dicono le risoluzioni contro Israele?” “E chi vuole che se lo ricordi, con tutto il tempo che è passato senza che Israele le rispettasse!” Naturalmente non è che non le ricordasse: non si era mai preso la briga di leggerle. Persone che mai si sognerebbero di parlare di cose che non conoscono più che bene, che non abbiano verificato di persona, che non abbiano approfondito, quando si tratta di Israele sparano senza un attimo di esitazione tutti i peggiori luoghi comuni, tutte le frasi fatte, tutte le leggende che gli passano per le mani.
            Quanto al perché quella signora si fosse intrufolata nel gruppo, il motivo è molto semplice: perché sapeva di trovare un pubblico. A me è capitato di trovare in sinagoga per la celebrazione della giornata della memoria un tizio che si avvicinava a tutti proponendo un suo libro su non ricordo quale teoria complottista, un’altra di non ricordo quale confessione cristiana non cattolica che voleva invitare la gente a fare visita alla sua meravigliosa comunità di cui faceva gran propaganda… Il motivo è semplicemente quello.

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          14. Francesca

            @ Barbara
            Ah, lo so, lo so, che comunismo e nazismo pari sono nei confronti degli ebrei. Lì mi riferivo al paradosso letterale di un’autodichiarata militante di estrema sinistra che afferma – letteralmente ed esplicitamente – che le idee naziste erano giuste (ma che dovevano solo astenersi dal trucidare la gente. … Poi, che cosa dovessero farci con quelle idee… non si sa. Forse “perseguitare con moderazione”? Qualche picchiamento a sangue ogni tanto? Boicottare le attività economiche degli ebrei tedeschi?).

            Comunque è vero che non frequento molto gli ambienti politici… (parlo parecchio di Zaia come buon amministratore e buon padre di famiglia 😊 per noi veneti, anche se poi nessuno mi crede che non intendo affatto fare propaganda politica 😂 ).
            Sono abbastanza fuori da tutti questi ambienti, però anch’io penso che attualmente il grande peso nella coltivazione dell’antisemitismo ce l’ha la sinistra estrema. Anche qui in Veneto è più facile imbattersi in posizioni antisemite come quella (infatti ho solo riportato l’ultimo episodio “di persona” ma ne avrei altri). Mentre ad esempio certa estrema destra negazionista e che inneggia esplicitamente a Hitler l’ho vista solo in televisione, e non ho mai incontrato nessuno di persona. Il che significa che sono molto più rari.
            L’impressione, anche solo vedendoli in tivù e udendoli parlare con accento della mia terra, è tendenzialmente più forte/ impattante perché indossano simboli nazisti e perché si esprimono in certo modo abbastanza becero, e l’uomo o la donna “delle caverne” fa tanta paura… Mentre nell’estremista di sinistra c’è – appunto – quella veste di “buona educazione” e la procedura di ammantare tutto con discorsi apparentemente da colti intellettuali…
            Se dovessi fornire, a spanne, per la mia esperienza il quadro in Veneto, direi che siamo – nei fatti – circa 70% politicamente moderati (cioè in pratica con Zaia), circa 28% sinistra abbastanza marcata/estrema, 2% al massimo di destra marcata che comprende anche un piccolo pugno di estremisti che negano la Shoah, ecc.
            (I 5 stelle? Boh. Non rilevati 😄 )

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          15. Francesca

            Tra Treviso e Venezia, in campagna. Non sono una cittadina, sono una campagnola 😇

            Dato che ci siamo, non ho mai avuto occasione di dirti che negli ultimi 5-10 anni sono capitata più di una volta sul tuo blog mentre facevo ricerche. Ricerche varie, più dal lato culturale che politico. Epperò non avevo mai letto da nessuna parte la tua posizione rispetto alla fede, perciò nella mia testa avevo in generale un ricordo di te che ti definiva come “la giornalista che si occupa di Israele” (anche se ora mi pare di capire che non è esattamente la tua professione)… e qualche volta ho immaginato che tu fossi o ebrea o cristiana che difende Israele.

            (musulmana l’avevo escluso subito 😁 )

            Adesso leggo che vai in sinagoga! Ma scrivi soltanto che ci sei andata per la giornata della Memoria… E allora ti domando: ci vai come ebrea o come “cristiana invitata speciale alle cerimonie” vista la tua nota attività?
            Sappi che se ti dichiari ebrea, è possibile che io ti inserisca tra i contatti ai quali andare a rompere le scatole per ogni questione ebraica che mi passasse per la testa… (Per esempio, per farti un esempio, qualche tempo fa sul mio personale blogghino ho scritto un articolino tipo “interreligioso” su Sukkot… e quella volta l’ho sottoposto ad alcune persone esperte che mi dessero un giudizio… perché lo faccio da studiosa appassionata, non da accademica o professionista come Lucia).
            E sempreché tu ti interessi anche di argomenti più strettamente di fede ebraica…

            Per completare il quadro, che non avevo tempo di scrivere nel commento precedente, aggiungo anche che sono discretamente informata (non certo come te!!) delle questioni politiche interne a Israele e delle interconnessioni con i gruppi religiosi, per così dire. Anche se, sottolineo ancora, sono attirata soprattutto dal lato culturale e/o religioso (ed è a partire da quello che mi imbatto in un minimo di politica, sulla quale sono perlopiù ignorante).

            Concludo, facendoti un esempio del mio approccio e interesse: personalmente amo parecchio quei rabbini che attualmente si dilettano a fare (anche) i rabbini-cantanti per tentare di facilitare l’unione tra le fazioni politiche-religiose interne, anche e soprattutto perché ci vedono una questione di fede, di approssimare il Mashiach, eccetera.
            So anche che tra coloro che noi chiamiamo “ultraortodossi” c’è un panorama politico che va effettivamente da un estremo all’altro (anche se le percentuali di destra, di sinistra, o di moderati centristi se esistono, non le conosco per niente).

            Infine, sempre di mio personale interesse:
            ho anche in sospeso delle ricerche sul mio territorio su tutt’altra questione ma sempre di tipo che si potrebbe definire interreligioso…

            Così, giusto per farti un quadretto 😊

            Comunque, guarda che scherzo sul fatto di rompere le scatole ad ogni mia minima idea: non è che per fare le mie ricerche io tampini le persone con una frequenza da stalker… anche perché ho già tante fonti da consultare, insomma non temere che io ti intasi di mail 😁
            (e poi non pubblico articoli con la frequenza di Lucia. Più che altro leggo e studio. Scrivo di meno)

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          16. Francesca

            OT in relazione a quanto sopra sui miei interessi, per chi desidera un momento di relax o di preghiera…
            Dal mio archivio cantanti religiosi, sentite che meraviglia questo canto costruito sul Salmo 27, versetto 4

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          17. blogdibarbara

            Ah bene, sei abbastanza vicina, la prima volta che salgo a nord ti faccio un fischio e almeno un caffè ce lo prendiamo.
            La mia posizione religiosa è un po’ troppo complicata per essere spiegata in un commento, comunque credo di poter dire che di ebraismo, sia dal punto di vista religioso che culturale so un po’ più della quasi totalità dei cristiani e anche di una discreta fetta di ebrei, per cui se hai dubbi o domande bussa e ti sarà aperto, chiedi e, se ce n’è, ti sarà dato. Nel mio blog (ho capito che dovevi conoscerlo quando hai avvertito che potevo incazzarmi) sulla destra c’è un indirizzo email, se vuoi puoi contattarmi anche privatamente lì.
            Per quanto riguarda la musica, questa è sempre stata intrinseca all’ebraismo, quasi tutta la liturgia è cantata o almeno cantillata, la celebrazione della cena dello shabbat nelle famiglie tradizionaliste è preceduta e seguita da canti; nella tradizione chassidica è anche molto festosa, così

            e talmente intensa da rompere le corde del violino (grazie per quella che hai messo sotto, molto emozionante).
            Bene, direi che abbiamo invaso il post della nostra amica a sufficienza, e mi fermo qui.

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    2. Lucia

      Che osservazione interessante, Francesca!
      La domanda “siamo l’unica religione a rapportarsi così alla sua storia?” è interessantissima… ma non conosco la risposta.
      Voglio dire: verrebbe spontaneo fare il paragone con gli scritti sulla storia delle Chiese protestanti, ma è un ambito che conosco poco o niente (ahimè! Sarebbe pure interessante!); ho letto poco o nulla in quel settore. Quindi non so proprio fare il paragone. Effettivamente, però, adesso che mi ci fai pensare, io seguo spesso e con piacere alcuni blogger statunitensi di varie denominazioni protestanti: non mi è mai capitato di vedere dei loro post sul tema “vi racconto questa pagina di Storia della Chiesa”, ma magari non vuol dire. Magari sono solamente loro a non essere interessati a questo tema.

      L’unica blogger protestante che parla con una certa frequenza di Storia della Chiesa è (l’ottima) Phylicia Masonheimer. Lei studia spesso la Storia della Chiesa (riformata e non – nel senso che si interessa anche dei secoli pre-riforma) e sottolinea spesso l’importanza di conoscere il proprio passato con toni così accorati da farmi effettivamente pensare che i suoi follower non siano molto interessati al tema, di per sé. Quindi, boh. Chissà 🤔

      Detto ciò: da storica professionista, io non posso non odiare l’apologetica 🤣 che dal mio punto di vista è uno scrivere la Storia “a tesi” partendo già dal presupposto che tutti quanti tranne i nostri nemici devono farci una bella figura. Brr!
      Una cosa del genere ci farebbe (giustamente) orrore se la facesse (che ne so) un apologeta di Stalin, mi stupisce e mi addolora che invece ci siano cattolici che lo ritengono un modo desiderabile di fare Storia e di proporre la Storia ai loro pargoli.
      Peraltro mi sembra anche un modo molto miope di gestire il problema, perché prima o poi le brutture della Storia vengono a galla, e se non me le hai raccontate tu me le racconterà qualcun altro al posto tuo, e:

      a) non è detto che questo qualcun altro me le racconti in modo obiettivo;
      b) in ogni caso, salta fuori che tu mi hai “mentito” decontestualizzando e omettendo dettagli importanti, sicché (giustamente) perdi tutta la tua credibilità.

      NB Capiamoci: nel corso dei secoli, c’è stata anche tanta “apologetica” all’inverso, e sulla Storia della Chiesa sono fiorite un sacco di leggende nere che OVVIAMENTE è bene smentire, se dicono il falso. Ma smentirle con un lavoro ugualmente a tesi, solo con la tesi opposta… beh, non è che sia un così gran progresso 😅

      Da questo punto di vista, io sono convinta che sia un bene che esistano storici cattolici che raccontano anche le cose brutte, se ci sono state (ovviamente, senza scadere nel morboso e senza parlare solo di quelle). Si potrà anche correre il rischio di fornire materiale ai “nemici della Chiesa”, ma tanto quel materiale lì esiste già, negli archivi in giro per il mondo: se qualcuno si mette in testa di scrivere storie scabrose, non ha difficoltà a risalire alle fonti.
      Molto meglio quindi, anche in un’ottica di “conservazione della fede”, che quelle fonti siano già messe a disposizione, magari con un commento imparziale che le contestualizza.

      Come nota di colore, ci sono alcuni miei articoli su temi scabrosi “scabrosi” (es. quello sulla lattazione di san Bernardo) che sono stati linkati da siti (più o meno blandamente) anticlericali. A me la cosa fa moltissimo piacere, anzi la considero una grande “vittoria”.
      Se un anticlericale deve dire ai suoi amici “oggi vi racconto di come i cattolici trovino normale immaginare la Madonna che allatta sacerdoti anziani”, molto molto meglio che lo facciano rimandando al mio sito, e non al sito di chissà quale perverso strano.

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      1. klaudjia

        Come dice Francesca purtroppo per molti c’è l’equivalenza clero=pedofilo. Una signora conoscente non farà fare la comunione al figlio per paura dei preti pedofili. Ora che il problema fosse gravissimo non lo neghero’ mai. Il parroco della nostra parrocchia non sta mai nella stessa stanza con un minore se non in presenza di una catechista donna. Per evitare equivoci.

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        1. Lucia

          🙈
          Mamma mia a che livello siamo arrivati. Messa così farebbe pure ridere se non facesse piangere.

          Fermo restando che nessuno vuole sminuire il problema gravissimo, ovviamente: già solo un caso sarebbe troppo, il fatto che ce ne siano stati più d’uno è agghiacciante.

          Detto ciò, questo è indubbiamente un pregiudizio duro a morire e che probabilmente resterà ancora duro a morire. Mi verrebbe da dire che a livello comunicativo la Chiesa dovrebbe forse investire in una qualche campagna per riabilitare la sua “immagine pubblica” anche di fronte agli occhi di chi non la conosce a fondo, ma in effetti che razza di campagna di riabilitazione puoi mai fare? “Ciao, io sono un prete e non sono pedofilo”? 🤣

          Mi sa che questa associazione ce la dovremo tenere ben un bel po’.

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      2. zimisce

        “siamo l’unica religione a rapportarsi così alla sua storia?”

        Be’ per fare un esempio eclatante, tutte le opere su cui si basa la “leggenda nera” sulla Spagna nelle Americhe le ha scritte Bartolomè de las Casas, frate domenicano e vescovo.
        Oggi molti dicono che, pur di essere dalla parte parte degli indios, avrebbe persino esagerato nel descrivere la situazione delle colonie spagnole. È anche vero che lui non aveva in alcun modo in mente l’equazione “Spagna = cattolicesimo” che invece la pubblicistica protestante fece propria (e ancora fa propria).

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        1. Lucia

          Ah, i domenicani in questo sono speciali 😶

          Qualche tempo fa m’è capitato tra le mani un libro sulla storia dei Domenicani. Incuriosita, sono andata a leggermi con interesse un capitoletto dedicato a un domenicano recentemente beatificato, di cui avevo sentito parlare perché piemontese.

          Oh, gli autori del libro gliene dicevano di tutte. Carte alla mano (il loro era un saggio storico, non un testo devozionale) riportavano quanto malvisto fosse dai suoi confratelli, quanto mal giudicato fosse nei registri di noviziato, quanto assenti dalla sua biografia fossero prove di virtù eroica, e infatti è stato beatificato tramite la via del martirio ma forse nemmeno il martirio è proprio certo-certo, da un punto di vista storico.

          Ho finito di leggere quel paragrafo un po’ interdetta e mi sono chiesta “ellamiseria, ma chi sono gli autori di questo saggio? Che è, un saggio edito dalla UAAR?”.

          Poi sono andata a leggere sul retro copertina. I due autori erano due frati domenicani.

          😂😂😂😂

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        2. Lucia

          (Evidentemente, due frati domenicani storici di professione e molto interessati a scrivere un lavoro ben fatto e obiettivo: se i documenti dicono quello che i due frati descrivono, han fatto bene e tanto di capello, per carità 😅)

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          1. zimisce

            Meglio ribadire che Bartolomé de las Casas scrisse le sue opere pensando di parlar male del governo, non della Spagna né tantomento della Chiesa (anzi, a nome della Chiesa).
            E tuttavia, non ce lo vedo un muftí ottomano scrivere un’opera che, in nome del Corano, denunciasse i crimini dei pirati turchi contro le coste italiane.

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          2. zimisce

            Bravi i due storici dominicani. Quanto all’apologetica, anch’io non la sopporto se applicata alla storia. Invece credo abbia senso se applicata al pensiero. Sull’uomo, sulla vita, sul senso della storia. In quel campo i dati sono più contraddittori e una “scelta di campo” ad un certo punto è necessaria. Uno può essere neutrale/socratico all’inizio ma poi se non sei apologeta (almeno con te stesso) non progredisci, credo. Allora un apologeta alla Chesterton ci vuole.

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          3. Lucia

            Ah, sì sì, anche io intendevo che la detesto se applicata alla storia o comunque a una scienza che dovrebbe essere affrontata con metodologie rigorose. Per quanto riguarda il pensiero, le convinzioni filosofiche e compagnia cantante, ha certamente senso e certamente non fa male, anzi 🙂

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  5. blogdibarbara

    Devo correggerti un’imprecisione: l’organo non viene espiantato da un corpo morto: viene espiantato da un corpo in stato di morte cerebrale, ma con cuore battente e sangue circolante. Nel momento stesso in cui queste attività cessano, inizia il processo di necrotizzazione, e tu non puoi impiantare un organo con una necrosi in atto.

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    1. Lucia

      Beh, sì, certo 🙂
      Era per non scendere troppo nel dettaglio in un esempio fatto solo en passant 😅

      Probabilmente, io definirei la situazione di un corpo pre-espianto nei termini di: corpo morto (se è sopraggiunta la morte cerebrale, direi che tecnicamente sei morto), tenuto artificialmente in vita da macchinari vari nell’attesa che si compia l’espianto.

      Che tra parentesi, messa così è anche una cosa abbastanza agghiacciante: noi adesso lo troviamo normale e incoraggiamo la donazione d’organi, per fortuna, ma qualche altra civiltà del passato l’avrebbe probabilmente trovata una cosa orribile, tipo Frankestein. Per dire: quanto sono relative queste cose…

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  6. zimisce

    In tutte le culture umane questa cosa del cercare rimedi “umano-cadaverici” alle malattie è radicatissima. Pare persino che per un certo periodo nel XIX secolo, durante la moda egittologica che prese piede in Europa, diverse mummie egiziea andarono perse perché si sviluppò un mercato nero di “polvere di mummia” con chissà quali poteri.

    Riguardo a cannibalismo religioso pagano e transustanziazione (@ Elisabetta), penso che si possa fare un discorso simile a quello di C. S. Lewis riguardo a miti e realizzazione delle aspettative nascoste nel mito. C’è da qualche parte nell’animo umano il desiderio/aspettativa di rinvigorirsi mangiando la “forza vitale” di un nemico ucciso. La Comunione si inserisce in questa dinamica, dicendoci che Dio ( di per sè nostro amico ma reso nemico dai nostri peccati) ci ridona la Sua forza facendosi uccidere e divorare da noi.
    [Ci sarebbero poi altri livelli di interpretazione. Sempre Lewis suggerisce che in questo “divorare l’altro” c’è anche qualcosa dell’Eros tra l’amante e l’amato].

    Sul fatto di cercare una sorta di “farmaco di immortalità” (che l’Eucarestia è, ma non come l’intendono i pagani antichi e moderni) c’è grande coerenza in tutte le culture umane.
    Ma in realtà sono due le grandi “fonti” dell’agire umano. Una è appunto la paura della morte. L’altra… be’, basta guardare un altro motivo per cui varie culture insegnano ad ingerire ricercate schifezze. Perché tante specie rare sono in via di estinzione? Perché secondo la medicina tradizionale cinese / africana / tante altre, il corno di rinoceronte / le scaglie del pangolino / la coda di scorpione / qualsiasi cosa vagamente strana hanno una fuzione afrodisiaca.

    Ecco, la cultura cristiana medievale si sarà pure portata dietro un po’ troppo dell’ansia di prolungarsi la vita, ma almeno quell’altra ansia l’ha tenuta un po’ a bada.

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  7. Gianluca di Castri

    Era usanza diffusa fra i crociati bollire i corpi dei loro confratelli morti in battaglia per poterne estrarre le ossa e riportarle in patria, se ben ricordo ciò fu tatto anche per la salma di san Luigi IX. La pratica fu poi vietata dalla Chiesa.

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    1. Lucia

      Uh, sì, quello si faceva frequentissimamente.
      Ma quello mi stupisce di meno perché effettivamente c’era una ragione pratica: mica ti puoi trasportare a dorso di mulo un cadavere in una cassa da morto da una parte all’altra d’Europa (ma anche solo da una città all’altra, in estate…).

      Insomma: in quel contesto, ahimè aveva decisamente senso…

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  8. klaudjia

    Dopo una recente gita a Siena con visita alla casa di s. Caterina mi sono documentata un po’: allora il corpo è a Roma insieme alla mano sinistra ( in due chiese differenti). La testa si trova a Siena, sempre a Siena c’è un dito della santa e la scaglia di una scapola. A Venezia c’è il piede sinistro e una costola sta in Belgio 😳😳. Non c’è che dire, il modo di vedere i corpi santi era molto diverso dal nostro!! Se non erro nella stessa epoca nella quale era divieto fare le autopsie a scopo scientifico!!

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      1. klaudjia

        Non lo sapevo! Ero convinta del contrario dopo aver letto un romanzo ambientato tra i medici del medioevo (proprio all’epoca di Caterina da Siena)

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        1. Lucia

          Mi avete dato l’idea per uno dei miei prossimi post sulla schifida Storia della Medicina 🤣

          In realtà la storia è complessa, ma, no: formalmente, la dissezione di cadaveri a scopo scientifico non è mai stata vietato. Quella che Bonifacio VIII aveva vietato con una bolla che viene spesso citata a sproposito era la dissezione di cadaveri a scopo di non si sa bene cosa. Come si diceva qua sopra, nel Medioevo era relativamente frequente che i cadaveri (specie se di personaggi celebri) venissero sottoposti a riti abbastanza inquietanti tipo la bollitura e successiva dissezione, per staccare la carne dalle ossa e per poter trasportare le ossa più comodamente nel luogo di sepoltura (specie se lontano, ad esempio nel caso di un re morto in guerra).
          A Bonifacio VIII ‘sta cosa faceva schifissimo, anche perché ormai era diventata una moda che veniva praticata anche quando non ce n’era un reale bisogno, e ne ha vietato la pratica con la bolla Detestande feritatis.

          In teoria questo non impediva in alcun modo di praticare autopsie a scopo medico. All’atto pratico, è pur vero che sono testimoniati casi in cui una interpretazione eccessivamente rigida del divieto (da parte di singoli vescovi etc) ha ostacolato i medici che cercavano di procurarsi dei cadaveri da analizzare (capitava di tanto in tanto che i medici chiedessero di poter dissezionare i cadaveri dei condannati a morti e che le autorità dicessero “noooo, ma non si può, lo dice il Papa!”).

          Alla luce di questi abusi locali, Sisto IV è intervenuto nel 1482 per chiarire la questione, ribadendo che assolutamente non vi era alcun divieto di analizzare a scopo scientifico cadaveri che non venivano reclamati dai parenti e dando addirittura delle indicazioni molto dettagliate per una dissezione la più decorosa possibile, che di fatto erano una guida per il medico legale cattolico dell’epoca 😉

          Comunque: è vero che qualche autorità particolarmente ligia vietava le anatomie, per motivi religiosi, nelle terre da lui governate, ma in realtà era una abuso, o meglio una cattiva interpretazione della bolla, che in realtà vietava tutt’altro.
          Erano comunque casi isolati e non la norma, ecco. (Anche se, per aver costretto un papa a chiarire il concetto, comunque non erano nemmeno poi casi così rari…)

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