Quando la fashion industry rese matto il Cappellaio

La questione è dibattuta, e gli esperti dell’opera di Lewis Carroll non hanno ancora trovato un consenso. Ma tra le tante ipotesi che sono state avanzate in anni recenti, vi è pure questa: il celebre personaggio del Cappellaio Matto sarebbe stato ispirato da una reale forma di malattia neurologica che interessava, a livello endemico, i cappellai dell’Inghilterra vittoriana.

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Wé, Giuda, amico mio: ma che davvero?

Va bene tutto, ma chi è così idiota da rinnegare i suoi ideali e tradire un amico di vecchia data (per non parlare del Dio incarnato) per ottenere in cambio uno sputo di denaro?
Verrebbe voglia di guardare Giuda a sopracciglia inarcate e dirgli “wè, amico. Ma che davvero?”.

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Ecco perché il tema della moda etica dovrebbe interessare soprattutto i credenti (secondo me)

Michea 6, 8 ci esorta a “praticare la giustizia e amare la pietà”. E se questo versetto non fosse sufficientemente chiaro, abbiamo anche un Zaccaria 7, 10: “non opprimete la vedova, né l’orfano, né lo straniero né il povero: nessuno di voi, nel suo cuore, trami il male contro il fratello”.
Ovviamente nessuno di noi ha coscientemente tramato il male andando a fare shopping con le amiche; eppure…
Qualche interessante spunto di riflessione dal bel “The Wardrobe Fast” di MK Jorgenson.

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La guida cattolica al minimalismo e al decluttering

Per un cristiano, l’obiettivo non può banalmente essere l’avere una casa più vuota e organizzata in modo più razionale. Il nostro compito è quello di riflettere su tutto ciò che abbiamo: sul modo in cui ci approcciamo ai nostri beni, e sul modo in cui intendiamo usarli.

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