Il Natale che non ti aspetti – con un cadavere smembrato, come regalo sotto l’albero
Perché, nell’Inghilterra vittoriana, i biglietti di auguri di Natale raffiguravano cadaveri di uccelli?
Read More…Storia e Folklore
Perché, nell’Inghilterra vittoriana, i biglietti di auguri di Natale raffiguravano cadaveri di uccelli?
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Gente che menava botte da orbi ogni anno il 28 dicembre.
Forse non è follia.
Sicuramente è vera Storia.
Laggiù – sotto le profondità della terra, sotto le rocce più impenetrabili, sotto le immense distese del mare – scorrono i rami dell’Albero del Mondo.
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Sospesa fra la gioia e lo spavento, fra il timore e la speranza, la notte di Natale è un periodo magico, di confine: un momento in cui niente è normale e tutto è straordinario. Ciò che è impossibile nelle altre notti dell’anno, in questa notte magica diventa in realtà. Nel bene e nel male, a dar retta alla tradizione.
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Alla scoperta del Tio de Natal, lo sfortunato tronchetto diarroico del Natale catalano.
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Avete mai avuto l’impressione che il vostro gatto sia in realtà una macchina di morte e che la furia con cui s’avventa sul vostro albero di Natale sia in realtà un ammonimento tipo “ecco cosa sono capace di farti se mi gira”?
Ecco, appunto.
Scopriamo assieme la vera storia di Jólaköttur, il gatto assassino del Natale islandese.
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“La Chiesa di Cristo ridusse a scene visibili alcuni momenti della vita di Cristo”, scriveva, scuotendo il capo, la povera suor Herrada di Landsberg, evidentemente traumatizzata dopo essersi trovata in mezzo a una Messa di questo genere. D’accordo, diceva lei: “fu introdotto dai nostri padri un rito fatto di immagini visive, rappresentante […] la crudeltà e la malizia ingannatrice di Erode”.
Il problema è che adesso “preti e soldati non si distinguono più; […] uno strepito d’armi, una confusione da bettole, uno sfrenato manifestarsi di ogni vanità”.
Costei è Mari Lwyd.
È una simpatica puledra.
Morta, nel caso in cui vi fosse sfuggito il dettaglio.
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, Margherita d’Olanda, contessa d’Hennenberg, è esistita veramente. Le cronache che ci parlano della sua gravidanza sono, aehm, leggermente fantasiose; eppure, la donna è un personaggio storico reale. Figlia di Floris IV e di Matilde di Brabante, era nata in Olanda nel 1234; all’età di quindici anni, era andata in […]
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Fa ridere, eh. Con tutta la buona volontà, ma al giorno d’oggi fa veramente ridere, quella raccomandazione di ordine morale che appare nel mio scorso post: “evita i divertimenti cattivi; attenzione al cine!”. Per deformazione professionale, di fronte a un’affermazione improbabile io cerco sempre di immedesimarmi nella forma mentis di chi la pronuncia, (o di […]
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