Il Natale che non t'aspetti · Tradizioni e folklore

Il Natale che non t’aspetti – con uno scheletro che ti ruba il pandoro

C’è una ragione, amici cari, se ho riaperto questo blog proprio il 13 dicembre.
Non era (tanto) per festeggiare Santa Lucia.
Non era (tanto) per lo sfizio di riaprire il blog a quattro mesi esatti dalla sua chiusura.
Non era per una bizzarra forma di scaramanzia, ché io sono un bastian contrario e mi diverto a iniziare cose nuove di venerdì 13, ché porta bene.

Nonnò, gente.
La data del 13 dicembre era stata scelta oculatamente, acciocché io potessi spuntar fuori dal nulla ad Avvento già molto avanzato.

Perché, aehm… a me il Natale piace tanto. Il periodo dell’Avvento mi piace ancor di più. Adoro aprire ogni giorno una finestrella nuova dei miei Calendari dell’Avvento, e mi piace l’idea di creare ogni anno “Calendario dell’Avvento” di post a tema, qui sul blog.
Ma, ehm… sarà pure ‘na cosa bella e carina, ma richiede anche un certo impegno a monte. Con tutta la dedizione, ma per quest’anno non gliela facevo proprio.
Epperò… bypassare del tutto questo periodo d’Avvento, mi sembrava troppo triste… e quindi, cos’ho concluso? Ho concluso col preparare un “Calendario dell’Avvento” in versione mignon.
Sì, insomma: una novena. Una piccola novena che ci accompagni fino a Natale.

E giustamente, di cosa vogliamo parlare in una novena di Natale?
Di mostri e di eventi orrorifici legati a questa festa: mi pare ovvio!!

***

Ebbene sì. Nel film di Tim Burton, i mostriciattoli di Halloween avevano combinato un bel pasticcio, nel loro tentativo di sostituirsi a Babbo Natale.
Però, però, però
però, ci sono certe parti del mondo (o della Storia) in cui un mostriciattolo terrificante sotto l’albero di Natale verrebbe considerata una cosa ovvia e normalissima.
E quindi… fra cadaveri smembrati, atti inconsulti di violenza, teschi portati a spasso e feci sparpagliate sulla tavola delle feste, ecco a voi, signori e signore, la più bizzarra novena di sempre.
Per inaugurare questo nuovo ciclo di “Pillole di Storia”, ecco a voi la prima puntata de…

Il Natale che non t’aspetti!

Immaginate questa scenetta idilliaca.
Voi siete lì, nella vostra casuccia, alla vigilia di Natale. Forse siete già tornati dalla Messa, e i vostri teneri bambini, con gli occhi lucidi per l’emozione, stanno scartando i regali sotto l’albero.
Forse vi state preparando per la Messa di mezzanotte; le signore stanno dando gli ultimi ritocchi al loro cappottino buono della domenica, perché bisogna vestirsi bene per partecipare a una festa così grande.
Forse nevica forte e la città è immersa in un silenzio da fiaba. Forse non avete più intenzione di uscire, quella sera: forse siete una coppietta di novelli sposi e vi stringete sotto a un plaid natalizio accoccolati sul divano, ammirando l’albero di Natale che scintilla nella stanza buia e pensando a quant’è bello e romantico questo primo inverno insieme. Dalla cucina arriva un buon profumo di panettone che cuoce lentamente in forno, e si ode dalla strada uno scampanellio lieve in lontananza. Si fanno sempre più vicine e distinte le voci dei cantori: c’è un coretto natalizio che si sta avvicinando alla vostra casa, intonando lieve e armonioso le note dolci di Stille Nacht.
Con un sorriso a trentadue denti correte alla porta di casa, e la spalancate, raggianti, per poter ammirare lo spettacolo di un coretto di Christmas caroler che si avvicina a voi sotto la neve.
Ed ecco, aprite la porta, gioiosi e pieni di puro spirito natalizio…
…e vi trovate di fronte a LEI.

 Mari Lwyd
Costei è Mari Lwyd.
È una simpatica puledra.
Morta, nel caso in cui vi fosse sfuggito il dettaglio.
Si aggira per il sud-est del Galles nella notte di Natale (o in quella di Capodanno. O, più in generale, in tutto il periodo natalizio).

Non si sa dove diamine sia spuntata fuori questa inquietante cavalla morta che ogni Natale torta sulla terra per terrorizzare i poveri gallesi.
Secondo alcuni, si tratta di un mero rito pagano in onore della dea Rhiannon, che in effetti era una divinità celtica legata ai cavalli e all’oltretomba. Secondo altri, si tratterebbe di un rito cristiano o quantomeno cristianizzato, riferito alla fuga in Egitto (di qui il cavallo) e alla strage degli Innocenti (di qui l’elemento horror).
In realtà, gli storici non sono concordi. Quel che è certo, è che si trattava di un costume molto diffuso nel Medio Evo e nell’età moderna, che poi è lentamente caduto in disuso a partire dal diciottesimo – diciannovesimo secolo. Oggi resiste ancora, in alcune zone del sud del Galles, grazie all’operosità dei gruppi folcloristici che si attivano ogni Natale per tenere viva questa vecchia usanza.

E dunque, questo è quanto.
Ancora oggi, se decidete di passare il Natale in Galles, pensateci due volte prima di aprire la porta a un gruppo di Christmas caroler che vi suona al campanello.
Contro ogni ragionevole aspettativa, potreste anche trovarvi un cavallo morto che minacciosamente tenta di entrare in casa vostra.

E che cosa fa – mi chiederete – questo inquietante cavallo morto?
Il cavallo, poraccio, non fa un granché. D’altro canto: è morto
L’unica cosa che fa attivamente, il cavallo, è sbatacchiare la mandibola. C’è questo teschio di cavallo (un vero teschio di cavallo) con mascella semovente, che apre e chiude la bocca con fare minaccioso generando un sinistro clangore assai poco natalizio.

Ma se mi permettete, il grosso problema non è il cavallo. Il problema sono i suoi accompagnatori: inquietanti ceffi che tengono per le redini il cavallo morto redivivo, e pretendono di entrarvi in casa.
Per mangiarvi il panettone.
E per ricevere un regalo.
E… non so se voi siete abituati a tenere un teschio di cavallo ai piedi dell’albero di Natale, ma – per quanto mi riguarda – io farei volentieri a meno di una scorreria di scheletri equini. Soprattutto la notte di Natale. Soprattutto nel salotto decorato a festa.

Che fare, per impedire a questo inquietante arnese di rovinarvi le feste di Natale?
Beh: secondo la tradizione, potete lanciargli una sfida.
Il cavallo fantasma (e i suoi scudieri) saranno costretti a fare marcia indietro se voi saprete batterli in una gara di rime.
Proprio così: dovete cominciare a parlare in rima, e intimar loro di allontanarsi. Loro, in rima, insisteranno per entrare (utilizzando, da tradizione, parole molto scurrili). Voi, sempre parlando in rima, dovreste ripeter loro di sloggiare. Loro insisteranno, e voi pure, e così via in un botta-e-risposta lirico, finché uno dei due si scoprirà a corto di rime e quindi dovrà annunciare bandiera bianca.
Se sarà il cavallo fantasma, a perdere la sfida… allora girerà tristemente sui suoi zoccoli, per andare a importunare qualche altro malcapitato.
Ma attenzione: gli scudieri del cavallo fantasma sono dei grandissimi rimatori. È piuttosto raro, che siano loro a perdere. Novanta volte su cento, sono proprio loro ad avere l’ultima parola… e in quel caso, non avete scampo.

Potete provare a difendervi come volete, ma sarà tutto inutile. L’inquietante teschio semovente penetrerà nella vostra casuccia, trascinandosi dietro una cosca di brutti ceffi. Una ordinatrice compulsiva comincerà a mettere a soqquadro la vostra casa spostando le suppellettili, rovinando le decorazioni, frugando nei cassetti, con la scusa di pulire “ché è tutto sporco”, mentre un villico muscoloso comincerà a baciare tutte le donne della famiglia (!!) senza che voi possiate fare niente per fermarlo.
Il cavallo fantasma pretenderà una fetta di torta per se stesso e per tutti i suoi accompagnatori, e allora vi toccherà sacrificare quel bel pandoro di pasticceria che avevate messo da parte per l’indomani. E talvolta, gli scudieri avranno anche l’ardire di chiedervi un’offerta in denaro, o un piccolo regalo per la combriccola.
E calcolando ‘sta combriccola sta: molestando sessualmente le donne di casa vostra; frugando nei vostri cassetti con la scusa che è tutto in disordine; mangiando i dolci natalizi che avevate riservato per i vostri ospiti; terrorizzando i piccolini con questo inquietante teschio che manco nella notte di Halloween….
beh: molto probabilmente, deciderete che quello che vi chiedono sono soldi ben investiti, e acconsentirete a dar loro tutto quello che vogliono pur di farli sloggiar da casa vostra.

Ed effettivamente, non appena ottenuto il maltolto, questi sciagurati se ne andranno. Dopo aver cantato una simpatica canzone d’addio, vi augureranno un buon Natale (…) e si allontaneranno in formazione. Lasciandovi attoniti, ma con una rassicurante certezza: ricevere una visita di Mari Lwyd è di buon auspicio per l’anno nuovo. Chiamiamolo un “risarcimento danni” da parte del vostro karma: via.

Mari Lwyd old

Il senso di questa bizzarra pratica?
Mah. Diciamo che aveva una pesante nota di carnascialesco. Noi siamo abituati a relegare gli scherzi e i dispetti durante il periodo di Carnevale, e tutt’al più al 1° di aprile. In passato, era molto frequente darsi a mascherate di questo genere anche nel periodo natalizio – che, se ci pensate, è il periodo di festa per eccellenza, ed è il periodo in cui per definizione tutti stanno con le mani in mano. Poche ore di luce, poco lavoro nei campi, un freddo che si gela e ti costringe a star tappato in casa… alla lunga, bisogna pur inventarsi qualcosa, per far passare ‘sto infinito inverno!

Le origini della tradizione, come accennavo, si perdono nella notte dei tempi. Il suo declino inizia verso la fine del ‘700, grazie agli strali di tanti predicatori che, anno dopo anno, si scagliavano contro questa pratica.
Quello che era nato per essere uno scherzo simpatico fra i compaesani, si stava trasformando, a quanto pare, in una pagliacciata di cattivo gusto. Sempre più frequentemente, questa vecchia tradizione diventava la scusa per indulgere a una notte di bagordi e di ubriachezza: i motteggi diventavano sempre più osceni e grossolani, e gli scherzi ai malcapitati si facevano via via sempre più pesanti.
O, quantomeno, questa era la versione dei predicatori gallesi di Sette- e Ottocento – che, dagli e dagli, sono pian piano riusciti a far cadere in disuso questa bizzarra pratica.

Che però, come vi dicevo, da qualche tempo torna a rivivere grazie alle associazioni di folklore e di ricostruzione storica.
E quindi… state ben attenti.

E se per caso doveste sentire un coretto natalizio che si avvicina a voi, nella notte della Vigilia…
beh. Pensateci due (e anche quattro) volte, prima di decider di aprir la porta.

 

3 thoughts on “Il Natale che non t’aspetti – con uno scheletro che ti ruba il pandoro

    1. Per ragioni di lontananza geografica, umpf :-P

      (Però, no. Dovrei convertirmi al rito ambrosiano solamente prima di Natale. Per la Quaresima, ci soffrirei tantissimo: per me è così importante digiunare il mercoledì delle ceneri assieme a tutto il resto dei cattolici nel mondo… una Quaresima “a scoppio ritardato” mi metterebbe addirittura a disagio :P Posso fare l’ambrosiana part-time, che dici? ;-P)

      1. ho usato il termine convertirsi ma in fondo siamo entrambi “cattolici” :oP
        A parte questo potresti tranquillamente iniziare l’Avvento due settimane prima ma dovresti prendere le “nostre” letture… (a me cmq il nuovo lezionario non piace molto) … dici che potremmo iniziare una petizione per adottare un sistema a part-time a seconda del tempo che vogliamo vivere?
        Vuoi cmq mettere le domeniche dopo il martirio del Battista o dopo Pentecoste? :oP

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