Meglio di un antidepressivo

Siete stanche? Deboli? Stressate?
Avete passato l’ultima notte a tradurre astruse forme verbali dal Greco Antico riuscendo a riposare sì e no quattro ore a dir tanto?
Avete la febbriccola, il raffreddore che non passa, tanto sonno, e un po’ di nervoso addosso?
Avete attraversato a piedi mezza Torino perché sull’unica linea tramviaria utile per arrivare a destinazione c’erano stati due incidenti e la circolazione era bloccata?
Avete visto, camminando lungo la strada, i corpi dei due morti e/o feriti (non so, non ho indagato), pieni di sangue e orrendamente sfigurati, con tanto di vomiti di un paio di impressionabili passanti a poca distanza?
Avete camminato per un’ora con un forte male alla caviglia malata, con un caldo improvviso e vestiti pesanti indosso, e uno zaino di sedici chili sulle spalle?
Aperto il portone del vostro condiminio, avete sorriso e sospirato sollevati "Finalmente mi riposo" per poi scoprire ancora che c’era l’ascensore guasto, e vi siete dovuti fare altre ulteriori cinque piani a piedi?
Avete scoperto di esservi coperti di tante e dolorose vesciche esplose sulla la pianta dei piedi a causa delle scarpe nuove che malauguratamente indossavate, e quindi non riuscite nemmeno più a fare un passo o a mettere le pantofole senza sentir fastidio?

Ebbene, ho la soluzione che fa per voi!

Cercate una assistente geriatrica rumena e passate mezzo pomeriggio con lei.
Sì, perché io pomeriggio, dopo la piacevole nottata e mattinata precedentemente descritta, sono andata a casa di mia nonna, dove si trovava la sua nuova assistente, una simpatica ragazza rumena di ventisei anni.

Ragazza che, dopo avermi vista, si è precipitata a prendermi la giacca, togliermela, posarla sull’appendiabito e spolverarla; prendermi il sacchetto della spesa che portavo in mano, aprirlo, estrarne i prodotti necessari, ordinarli. Si è precipitata a farmi sedere sul divano, mi ha preparato un tè, e chiacchierando con me ha detto ammirata che sono una ragazza bella, buona, e molto intelligente, di come ce ne sono poche.

La ciliegina sulla torta: quando, notato che in casa di mia nonna c’era ancora un calendario fermo al mese di marzo, mi sono alzata sulla punta dei piedi per prenderlo e girare la pagina, mi sono sentita dire, in tono di palese constatazione: "Che bel corpo che hai. Dovresti fare la modella".

E va beh, allora… 😛
Quando vi sentite giù di morale, venite a trovarmi. Chiacchierare con lei per mezz’ora, vi alza a livelli vertiginosi l’autostima per un anno! 😛

Lascia un commento