Personale

Il mio cavaliere

Dee avere in sé: che in sue parole dee essere dolce e soave e guardarsi molto che 'n suo dire non possa esser ripreso a ragione

Ieri mio padre è tornato a casa, e mi ha portato un cavaliere.”Ecco a te una cosa che dalla più tenera infanzia hai sempre ardentemente desiderato” mi ha detto. E io, speranzosa, adocchiando il sacchettone che teneva in mano: “Un pastore maremmano?”.
Sì, perché io da piccola lo desideravo tantissimo, un pastore maremmano. Non avevo nemmeno presente, di preciso, cosa fosse un pastore maremmano, nè tantomeno il suo aspetto, ma lo volevo. Avevo sentito nominare i pastori maremmani da qualche parte: in televisione, forse, in un qualche documentario. E mi erano piaciuti subito, dal nome.”Pastore maremmano“.
Non vi pare un nome simpatico?

Comunque, no, non era un pastore maremmano: era una armatura. Sì, perché io da piccola volevo anche le armature, tante armature. Nel borgo medievale in cui andavo spesso durante le vacanze, c’era un negozio che metteva in vendita delle splendide armature: non d’epoca, ma pur sempre con un loro fascino.
Fascino da armatura.
Ecco: io una volta avevo visto questa grande, bella armatura, e avevo deciso che la volevo, nell’entrata di casa mia. A tutti i costi.
C’è voluto del bello e del buono perché i miei genitori mi convincessero che comprare una armatura non rientrava nei loro progetti per il loro futuro prossimo (e nemmeno per quello remoto, temo). E comunque io in quella armatura ci avevo lasciato il cuore: me la immaginavo nel mio tinello, davanti al tappetino della porta, a fare la guardia alla mia casa mentre non c’ero, celata abbassata e spadone in mano.
Quest’estate sono tornata in quel negozio, e ho controllato. L’armatura era ancora lì: mi guardava malinconica, abbandonata in un angolino buio.

Ad ogni modo, mio padre ieri è tornato a casa e mi ha portato una armatura. In miniatura, però… che poi, oh cielo, è alta come il mio braccio da polso a gomito: non è manco tanto piccola.
Ecco, mio padre è tornato a casa e mi ha portato un cavaliere.
Sì, perché lì sotto c’è sicuramente un cavaliere, non ho dubbi. Adesso, ho il mio cavaliere.

Intanto, gli ho trovato un nome.
Erec.
Che già non è stato un buon punto di partenza perché mio padre ha capito E-rex: gli sembrava un re elettronico, tipo la e-mail, una di quelle robe tecnologiche avveniristiche da computer. Che so, il re virtuale della battaglia virtuale, una cosa del genere. Ma figuriamoci.
Erec, come il protagonista di Erec e Enide, il bel romanzo dell’amor cortese di Chretien De Troyes, poeta alla corte di Maria di Champagne. Erec, perché Erec mi è sempre stato simpatico: intanto, perché è il personaggio che permette a Chretien di esprimere la sua personale visione dell’amore… non come in Lancillotto, che ha dovuto scrivere su preciso ordine di Maria di Champagne, seguendone passo per passo i desideri. E’ un romanzo già più suo, più riuscito, più personale, dove si legge il suo modo di pensare: mi piace.
E poi mi piace la figura di Erec, che è umano nei suoi sbagli e nei suoi difetti. Diverso dai soliti paladini senza macchia e senza paura (ma diciamocelo: chi è che è, veramente, senza macchia e senza paura?), e diverso anche da quel pappamolle di Lancillotto che si lascia traviare dalla donna che ama sottoponendosi a tutte le possibili bassezze per lei.
Erec è Erec. Sbaglia, pecca, ma impara, migliora, si perfeziona. E’ una brava persona, insomma. A me piace.
Ed ecco, il mio cavaliere è stato battezzato Erec.

Poi, visto che è il mio cavaliere, gli ho anche dato i miei colori: mi pareva giusto. Ho provato ad appendere alla sua lancia un mio elastico per capelli, ma il risultato era un po’ penoso: allora ho cercato disperatamente per tutta la casa un nastrino, e ne ho trovato uno giallo canarino, di lana.
Va beh.
Che il giallo debba diventare il mio colore mi fa piangere il cuore, perché io il giallo non l’ho mai messo: già son giallognola di carnagione; se mi metto ancora vestiti gialli sembro proprio itterica. Eppure avevo solo ‘sto coso, per cui, evidentemente, d’ora in poi il giallo è il mio colore. Vediamola così… a tre anni, quando ero all’asilo, ero nella sezione dei gialli: grembiulino giallo, piattini gialli, tavolini gialli, aula gialla. In fondo, il giallo è veramente un po’ il mio colore.

Poi son andata a dormire. E c’era il Cavaliere Erec che, dallo scrittoio messo di lato al mio letto, mi guardava.
Poraccio, l’avevo posato girato in quella direzione, che ci poteva fare, lui?
Solo che a me mica andava a genio l’idea di un cavaliere che alle sette di sera arriva nel lussuoso Condominio (oh: un castello non ce l’ho… colpa mia?) della sua dama, e dopo una manciata d’ore si passa tutta la notte a guardarla dormire. Oh, ma scherziamo?

Mi sono alzata e l’ho girato, dall’altro lato. Così mi dava il fianco. Ecco, già meglio.
Salutato, “Buona Notte”, andata a dormire e spento la luce.
Stamattina era ancora lì, buono buono, con la spada in mano, l’orrido nastrino di lana giallo canarino legato alla spada, la celata abbassata, l’armatura addosso. Insomma, è bello sapere che sui tuoi sogni veglia un instancabile guerriero in spadone ed armatura.

Mi sono svegliata e l’ho guardato, dal letto.
Era girato un pochino verso di me, a me pareva di averlo messo più “di spalle”, la sera prima. Capito: c’ho un cavaliere medievale in armatura guardone.

Però è simpatico, dopo tutto.
E con quella celata, cosa può guardare, insomma.
E poi, ecco, s’è girato poco poco, magari giusto per vedere se respiravo, se ero viva, boh.

Insomma, un bravo cavaliere.
Sì, mi sta simpatico il mio cavaliere.
Penso che andremo d’accordo.

9 thoughts on “Il mio cavaliere

  1. AAAARRRGHHH!
    Chi sei? :|
    Non puoi dirmi così e sparire nel nulla senza lasciare tracce!
    Chi seeeeeeeiiiiiiiiiiiiiiiii?

    Elen… uh, volentieri *_*
    Però secondo me dopo un po’ ti annoi: io me ne sto in silenzio per ore a perdermi nel cielo… una persona normale ad un certo punto si scoccia :P :P

  2. Non ci credo °_°

    Anch’io ho letto Erec e Enide l’anno scorso, e quest’anno La Mandragola, di Machiavelli. Non è malvagia, anche se non ci vado particolarmente matta.
    Invece De Troyes è un genio *_* Mi sono appassionata ç_ç Un pò ricorda Lot, nu? :P

    PS=Ma davvero neanche a 18 anni vi potete firmare le giustificazioni da soli ? °__° Ma che scuola è ? -_-
    Mooolto diverse, le nostre, direi °_°

    Un baciotto, Lù :*

  3. ma come sei romantica :)) … mi piace tantissimo questo lato di te… passavo a ricambiare il saluto e il commento e ho letto tutto d’un fiato… bellissimo ^_^

  4. Ehi ù_ù chi ha detto che sono normale XD
    Please difine normal

    Vabè ù_ù comunque guarda.. se mi dici che stai in silenzio per le stelle e non per trattenere il respiro perchè puzzo, allora non mi annoio.
    Mi piace stare in silenzio a pensare con qualcuno che fa andare il cervello di fianco.

    Dimmelo prima se puzzo >.>

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