Personale

Dov’è il pulcino, è l’occhio della chioccia

Per tutta la durata del Convegno, che si è svolto nei più disparati luoghi di Torino, io, che non guido, ho avuto a disposizione un autista personale: era Andrea il Co-Bibliotecario, che ogni giorno per quattro giorni è pazientemente venuto a prendermi e a portarmi sotto casa.
Gettando nel panico la mia augusta madre.

 

“Mah! Ma ce l’ha, la patente?”, ha chiesto ansiosa la prima sera.
“Mah! Ma la sa, la strada?”, ha ripetuto ansiosa il giorno dopo.
“Mah! E domani è in collina? Con tutte le curve, strette, AAAAHHHH, morirete tutti!”, ha annunciato funesta poche ore più tardi.
“Mah! Dove siete? Si può sapere dove sieeeteee?”, ha ruggito alla cornetta del telefono la terza sera, alle undici e venti.
“Al convegno”.
“Al convegno? Perché? Perché non siete già sulla via del ritorno?”.
“Ehm… perché siamo ancora al convegno, suppongo”.
Ma è tardi!”.
“Lo so, mi spiace, sta andando per le lunghe, tu vai pure a letto…”.
“Ma che a letto! Figurati se vado a letto! Io sto sveglia! Devo vedere se torni viva! E’ importante! Telefonami quando sali in macchina così io conto quanto ci metti e se ritardi chiamo i soccorsi!”.
“… Va bene, mamma, allora io faccio il prima possibile, ti saluto ché ho da fare, ciao ciao e ci vediamo dop…”.
NO! Aspetta! Andrea come sta? Ha bevuto?”.
“… mamma, siamo a un convegno di religiosi, non in una birreria: l’unico alcool che gira è quello per la Comunione con le due Specie”.
“Ah. Sì. Però. E’ tardi. Ha sonno? Eh? Chiedigli se ha sonno!”.
“…”.
“Perché se ha sonno non può guidare! Prendi un taxi! Mi raccomando, prendi un taxi!”.

 

“Mah! Che roba!”, ha esclamato il quarto giorno, mentre io, al telefono, le raccontavo del Pranzo dei Popoli. “Ma… aspetta! Oh cielo! OH CIELO! Andrea era ricco o povero?”.
“Ehm… povero, perché?”.
“Oh cielo! Oh cielo! Ma allora non ha mangiato?”.
“Ehm… abbastanza poco, sì… cosa…?”.
Oh cielo! OH CIELO! Avrà un calo di zuccheri!”.
“Mamma, ma cosa…?”.
Sverrà al volante!”.
“Mamma!”.
“MORIRETE TUTTI!”.

 

Nonostante le apparenze, tuttavia, la MammadiLucia sta rafforzando i nervi, e non ha più toccato gli abissi profondi di qualche mese fa. Quando, al primo passaggio che Andrea diede alla sua augusta figliola, la MammadiLucia si sentì di chiedere alla prole se Andrea conoscesse la strada per riportarla a casa.
La mia risposta – “Mah, penso di sì” – non parve rassicurarla a sufficienza, tanto che la MammadiLucia ritenne di dover mettere per iscritto dettagliate indicazioni stradali da passare all’autista.
Fra le quali – giuro – spiccava il seguente consiglio:

All’uscita del sottopassaggio, c’è un semaforo. Controlla bene di che colore è: se è rosso, ti devi fermare.

18 thoughts on “Dov’è il pulcino, è l’occhio della chioccia

  1. non ci avevano avvisati del ciclo della cacca. Lo hanno lasciato alla fine del giro turistico dell’industria. Abbiamo girato per un’ora osservando come viene scaricato il liquame e dove viene poi fatto essiccare.. e poi? Poi viene buttato nelle normali discariche.

    E io mi chiedo, allora perchè passare un’ora a vedere che giro fa? O.O

    Dovresti controllare se tua mamma ti controlla con il google Earth XD

  2. L’indicazione sul semaforo, Korny, deve aver fatto passare momenti difficili al povero Andrea: che, da vero gentiluomo, non poteva mettersi a ridere di mia mamma davanti a me, ma che credo conservi ancora quel biglietto per rileggerlo nei momenti di tristezza, e recuperare il sorriso :P

    kcMao… ma no, non è che lei mi voglia controllare: ha piena e totale fiducia in me, come si evince anche da quel dettaglio insignificante sul fatto che mi ha mandata a vent’anni in un’altra città a studiare.
    Il fatto è che ha la profonda convinzione che tutta la popolazione mondiale tranne suo marito sia un pericolo pubblico al volante; da lì, la certezza che io presto morirò se non agisco di conseguenza :P

    Angel: in effetti, poverina… :P

    Star:
    1) No, mai fatto tardi la notte (ovviamente: da me che t’aspettavi :P).
    Ti dirò di più: quasi mai uscita di sera. Che ci posso fare se il sogno della mia vita è passare il dopocena a letto, davanti al portatile o con un bel libro in mano, e una tazza di camomilla fumante sul comodino? E soprattutto, che ci posso fare se tutta la gente che frequento condivide con me il medesimo sogno? ;)

    2) Sì, per la patente sarebbe anche ora…
    Il fatto è che a diciott’anni ero terrorizzata alla sola idea di mettermi al volante: facevo gli incubi di notte e sognavo di investire alla prima guida innumerevoli e innocenti vecchiette. Probabilmente alla prima guida non avrei investito nessuno, ma di sicuro avrei avuto una crisi di nervi.
    A diciannove anni ero un po’ meno terrorizzata, ma sai… la scuola, la maturità, lo studio, e tutte quelle belle scuse utilissime per posticipare una cosa che ti spaventa…
    A vent’anni mi sto lentamente abituando all’idea che un giorno salirò su una macchina e la macchina non mi si rivolterà contro (ed io magari mi divertirò pure).
    … insomma: vista la lenta evoluzione della faccenda, preferisco aspettare magari qualche mese ancora, per togliermi tutte le paranoie – tanto più che vivendo qui a Pavia la macchina non la userei per davvero, visto che è quasi tutta zona pedonale e ci si sposta benissimo coi mezzi. Il discorso sarebbe stato diverso se fossi rimasta a Torino: allora sì che mi sarebbe servita!

  3. 1) sai che io sto cominciando seriamente a pensare che tu sia un caso piu unico che raro?
    Cioè…essendo sicura che non hai 98 anni ‘sta cosa, ti giuro, mi sconvolge…

    2) vabbè, questa ci può stare, nel senso…se sei terrorizzata sei terrorizzata…

  4. Alice: sempre detto che mia mamma è un genio :D

    Star, un caso unico no, se ti dico che (quasi) tutta la gente che frequento la pensa come me :P Che si sia, invece, casi rarissimi… nessuno di noi l’ha mai messo in dubbio ;)

  5. cioè…mi stai dicendo che non hai amici che…che ne so…vanno a ballare… cene che vanno avanti fino a tarda notte… o solo rimangono seduti su una panchina a dire cazzate fine all’alba?

    Immagino che tu non ti sia mai ubriacata in vita tua…anzi, probabilmente sei astemia…

    Siete dei casi di studio è…

  6. Ovviamente sì, siamo tutti astemi tranne uno, che quando mangia con noi, poverino, vorrebbe tanto prendersi una bottiglia di vino ma poi rinuncia alla vista dei nostri sguardi di disapprovazione :P

    E, da quanto so… sì: niente ballo (men che meno poi in discoteca), niente tarda notte, e niente di simile – o, quantomeno, se fanno queste cose sicuramente non le fanno nelle situazioni in cui normalmente ci frequentiamo… se poi d’estate in vacanza ai Caraibi tornano in camera alle tre del mattino, non lo so e non mi interessa saperlo :P

    Nessuno di noi, però, nega di essere sostanzialmente squilibrato :P Tanto per dire: secondo Andrea (che poi è il Co-Bibliotecario, eh, quello delle matite), noi due nello specifico siamo un monaco e una monaca medievali, reincarnatisi in due ragazzi del XXI secolo. Ma reincarnatisi evidentemente molto male, nel senso che continuiamo a pensare da monaci medievali ;)

  7. e perchè gli sguardi di disapprovazione?
    non ti dico ubriacarsi (oddio, a me capita ma questa è un altra storia…e adesso non pensare che io viva ubriaca perchè non è per niente cosi!)
    ma un po’ di vino non fa mica male…anzi!

    per quanto riguarda il co-bibliotecario…credo che ci abbia azzeccato… ragionate medievale nel 2008 ;-PP

    Ma…dove vi siete incontrati tutti?
    No perchè…riunire un gruppo del genere non deve essere cosa facile…cioè, io non conosco nessuno con queste caratteristiche ;-PP

  8. A Astrid:
    per leggi supreme e incontrovertibili, i tassisti sono tutti astemi e non hanno mai sonno! Mai! Non lo sapevi? :P

    A Star, indicando affannosamente il commento di Alice:
    vedi? Vedi? Esistiamo!
    Solo che non ci si nota, perché stiamo sempre a casa: ma esistiamooo! :D

    Gi sguardi di disapprovazione per il bicchiere di vino sono ormai una presa in giro: il ragazzo che beve critica scherzosamente noi, per il nostro “ascetismo, che va bene dappertutto ma a tavola proprio no!”; noi astemi, invece, ribattiamo prendedolo in giro e dandogli dell’ubriacone ;)
    Ovviamente però lo so che un paio di bicchieri di vino non fanno male: lo dice pure il proverbio…

    Quanto al dove ci siamo incontrati… ma in un manicomio: mi pare ovvio, no? :D
    Scherzi a parte… a scuola. Contro ogni legge statistica, siamo capitati tutti e tre nella stessa classe (e poi, sempre nell’ambiente scolastico, girolanno strane bestie come noi, ma di annate diverse).
    Ma siamo comunque eccezioni, eh: l’utenza media del Liceo non è come noi, tranquillizzati :P

  9. P.S., per Alice:
    Cosa vuol dire, peggio di me? °_°
    Cioè, come si può essere peggio di me? :P
    Sto facendo notare che negli ultimi – uhm, ho perso il conto, per cui direi molti – anni, sono uscita di sera solo cinque o sei volte, e tutte per impegni di “lavoro” o simili: come puoi essere peggio di me? :P :P

  10. Senza dubbio, Lea.
    Nel senso che quando era stata una ragazza, a offrirsi di darmi un passaggio, mia mamma aveva detto un “no” categorico: con un ragazzo s’è un po’ tranquillizzata, perché “mah, magari in quanto maschio è più abituato a guidare”.

    :P

    (No, non è che mia madre sia sessista, eh: ad amor del vero aggiungo che la ragazza aveva la patente da pochi mesi, e mi avrebbe dovuta accompagnare in un percorso effettivamente pieno di curve; il ragazzo mi ha fatto da autista in città, ed ispira comunque molta più fiducia :P)

  11. il commento di alice mi dice che si ritrovano anche tutti qui…gli elementi strani…

    In ogni caso un po’ mi fa strano, nel senso, ragazze mie…
    E’ vero che ognuno si gode la vita a modo suo ma cosi non vi perdete “una parte di mondo”??

    Nel senso, io di sera e di notte esco, non mi piace la discoteca ma per dire che non mi piace ci sono stata (e anche tante volte… infatti non mi piace perchè ho la nausea…sono anni che quasi non ci metto piede)…e a volte resto a casa (no, la camomilla no però…proprio non mi piace!)…

    Però io so cosa significa uscire e so cosa significa stare a casa… e ho l’opportunità di scegliere, mentre voi che state sempre a casa, dove andate a prendere un termine di paragone???

    (non è che voglio criticarvi è…assolutamente, in fondo ognuno della propria vita fa quel che vuole…)

  12. il commento di alice mi dice che si ritrovano anche tutti qui…gli elementi strani…

    Lo so: sono una calamita per matti (H)

    Scherzi a parte… beh, non è che io rifiuti a priori la sola idea di uscire di sera, così, per principio e perché ho deciso che io di sera sto a casa, punto e basta.
    E’ solo che… non capita. E mi va tanto bene così, soprattutto!

    Diciamo che, fondamentalmente, non ho interesse per tutte quelle cose che la gente normalmente fa di sera.
    Andare in discoteca: no, non mi piace la musica da discoteca, non mi piace ballare come si balla in discoteca, e suppongo che non mi piacerebbe nemmeno l’ambiente, che c’è in discoteca.
    Andare a mangiare una pizza con gli amici: ma perché? Semmai ce la mangiamo all’ora di pranzo: capita spesso che ci si ritrovi durante la giornata, per cui… per che motivo fare il bis di sera?
    Andare a passare la serata in un pub: ma se sono astemia!

    D’altro canto, avendo giornate molto impegnate la sera è l’unico momento a disposizione per fare tutte quelle attività che io reputo per me indispensabili: rilassarsi, leggere, scrivere, guardare quel telefilm che mi appassiona tanto, riflettere, dormire, ché io sono una pigrona… anche volendo uscire, dovrei inevitabilmente rinunciare a tutte queste cose, e non mi va. Tu calcola poi che fuori non ho niente da fare, e vedi tu cosa mi conviene… :P

    In effetti io non ho un termine di paragone, è vero, ma… sto tanto bene così, ho le mie consuetudini, sono un’abitudinaria… :)

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