Personale

Idee-dono (serie, questa volta): per Natale, regala un futuro!

Ostinatamente continuo a ricordare che ci sono ancora due giorni di tempo per partecipare al mio quiz natalizio. Detto questo, dopo aver scherzato con le idee-regalo più improbabili, mi faccio seria e vi consiglio per davvero qualche dono bello e speciale.

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Operano nel Terzo Mondo, ma rifiutano sistematicamente il lavoro minorile. Nascono nelle zone più povere del nostro pianeta, e si impegnano a dare un aiuto concreto alle comunità che le circondano: investono nella formazione dei giovani, e tentano di creare un mercato interno dei beni prodotti. Non sono circondati da rotocalchi e televisioni pronte a ricordare ogni cinque minuti i pericoli dell’inquinamento, e nonostante tutto si impegnano a lavorare solo con materie prime rinnovabili.

Collaborano con importatori operanti nei Paesi ricchi, che, contrattualmente, si impegnano a garantire prefinanziamenti e consulenze riguardo alle tecniche di produzione più efficaci. I prezzi sono determinati in accordo con i produttori stessi e i contratti sono pluriennali, di lunga o lunghissima durata.
I punti vendita, sparsi per tutta l’Unione Europea e anche altrove, sono gestiti da volontari che non percepiscono alcun tipo di stipendio o rimborso-spese. I prodotti alimentari sono in larga parte biologici, sia per garantire ai consumatori un cibo più sano, sia per impedire che gli operai e i contadini siano esposti a prodotti nocivi per loro e per l’ambiente.
Sono una meravigliosa scintilla di luce, nel mondo spesso oscuro del commercio internazionale: e, ovviamente, sono in perdita.

Sto parlando delle centinaia di migliaia di persone che sono coinvolte nel meraviglioso progetto del Commercio Equo e Solidale, poco conosciuto, e ancor meno pubblicizzato. E dire che dovrebbe essere una notizia da prima pagina, quella di una impresa che non punta a massimizzare il suo profitto, e che preferisce piuttosto lottare contro lo sfruttamento e la povertà nel Terzo Mondo…
Il Commercio Equo e Solidale esiste davvero, anche se sembra tratto dall’utopico mondo delle fiabe: il Commercio Equo e Solidale esiste davvero e funziona, e chi vi scrive è una accanita consumatrice dei suoi (ottimi) prodotti.

Maria Salinas è una vedova boliviana: suo marito è morto mentre lavorava in miniera, e lei, per sostenere se stessa e i suoi figli, lavora con altre donne del suo paese e produce splendidi golf di lana.
Gli Indios Guaranì dell’America Latina sono confinati da secoli in piccolissime riserve che ne limitano le possibilità di sviluppo: solo adesso iniziano a guadagnare qualcosa, esportando all’estero le loro antiche tisane.
I giovani che vivono in Nepal devono adattarsi a un Paese che non possiede porti né autostrade e che è quasi del tutto privo di industrie, al punto che neanche l’energia elettrica viene prodotta in sede. Per il commercio equo e solidale producono pendenti, borsette, vestitini, e ceramiche deliziose, che donerebbero anche alla più spoglia delle tavole e alla più schizzinosa delle signore.
Padre Shay Cullen, più volte candidato al Nobel per la Pace, ha fondato a Manila una associazione che lotta contro l’AIDS, la tossicodipendenza, la prostituzione minorile, e la pedofilia internazionale. Per garantire il recupero dei tossicodipendenti che ogni giorno arrivano da lui cercando un aiuto, ha autonomamente fondato una azienda che produce (efficaci) detergenti ecologici, biodegradabili e dermocompatibili, che provengono da piantagioni in cui ogni albero abbattuto è prontamente sostituito con un albero da frutto. 

Se volete donare a tutti loro, e a moltissimi altri, una speranza concreta per il futuro.
Se desiderate promuovere un commercio diverso e più attento ai diritti dei lavoratori.
Se cercate un regalo di Natale non scontato, non comune, non qualunquista, e soprattutto buono.
Se credete nel biologico e della tutela dell’ambiente.
Se non avete ancora finito di impacchettare i regali per parenti e amici, e siete alla disperata ricerca di qualche idea per gli ultimi doni.
O se, molto semplicemente, volete farmi un piacere…
Allora, andate a visitare una delle seicento botteghe eque e solidali presenti in Italia, e curiosate un po’ fra i suoi scaffali (o sul loro sito Internet), per vedere se c’è qualcosa che vi può interessare. Correte il serio rischio di uscirne con qualche regalo natalizio solidale, giusto, e che ha donato una speranza per il futuro a chi è meno fortunato di noi…
E non è, questo, un po’ il vero spirito del Natale?

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