Vite di Santi e Beati

[Ma che sant'uomo!] Le mele di Santa Dorotea

“Non abbiate paura. Non dovete avere paura”. La vergine Dorotea, avviandosi a testa alta verso il patibolo, confortava con queste parole le sue compagne di martirio. “Stiamo per morire, ma troveremo la vita eterna. E riposeremo per sempre”, sussurrava sorridendo, “nel meraviglioso giardino del Signore, dove ogni uomo è felice e gode della Sua presenza…”.
“Ah sì?”. Un giovane della folla, che era giunto in piazza per assistere al martirio, increspa le labbra nel sentir quelle parole. “Quando sarai arrivata nel tuo bellissimo giardino, allora”, le ordina sarcastico, “fammi mandare a casa qualche mela. Avrei giusto voglia di assaggiarne una…”.

“E lei mi ha detto: ‘farò il possibile!’ Ma vi rendete conto?!”.
Sono passate ore da quell’episodio, ma Teofilo è ancora scosso dalle risate: “e ha pure detto che pregherà per la mia anima!”.
I suoi amici sghignazzano, scuotono la testa, deridono quella povera demente. “Certo che i Cristiani devono essere tutti quanti davvero molto idioti”, dice uno, “per credere a ‘ste storielle…”.
“Però mi complimento per la tua richiesta”, commenta un altro sorseggiando il vino: “una dolce, grossa, lucida mela succosa… non so cosa pagherei per mangiarne una! Quanti altri mesi ci vorranno, prima della stagione della raccolta?”.
“Vorrei proprio vedermela, lei e il suo bel giardino!”, ride un terzo sprofondando nei cuscini dei triclinio. “Feccia schifosa, quelli lì sono peggio dei ratti: per fortuna quella ha avuto la fine che si meritava”.
“… signore?”.
Lo schiavo si schiarisce la gola, affacciandosi timidamente sulla sala. “Signore”, ripete a voce alta, “alla porta c’è un bambino che chiede di voi. Dice che lo stavate aspettando, chiede di parlarvi”.
C’è un breve silenzio. Teofilo, rigirandosi sui suoi cuscini, aggrotta le sopracciglia e lancia un’occhiataccia al servo. “Io non aspetto nessuno!”, e poi sbuffa, posando in terra il calice. “Ad ogni modo, fallo entrare vediamo cosa vuole”.

Il bambino entra, avanza spedito. Ha un’aria altera, lo sguardo adulto; sembra quasi che emani una sorta di luce strana.
A passi sicuri, si avvia verso Teofilo.
Lo guarda. Sorride. Posa ai suoi piedi una piccola cesta.
Dentro alla cesta, tre mele mature.
“Spero che vi bastino”, commenta gentile, “anche se in effetti sono poche. Dorotea si scusa, ma ha avuto il tempo di raccogliere solamente queste”.

6 thoughts on “[Ma che sant'uomo!] Le mele di Santa Dorotea

  1. Come sempre i Santi sanno sorprenderci e in questo racconto ci vedo anche la loro ironia … chissà che cosa sarà successo di Teofilo, e già il nome doveva metterlo in guardia, e gli altri due sentendo le parole del ragazzetto

    Un sorriso :)

    Ps sono stato all’Arsenale ieri ed è stato bellissimo :o)

  2. Marinz, ero certa che l’Arsenale ti sarebbe piaciuto! E’ veramente bellissimo…
    Quanto a Teofilo (copio paro paro dal sito Santiebeati), "rimane confuso; per opera della Grazia di Dio improvvisamente crede, e quindi afferma che il Dio dei cristiani è vero ed unico. Gli amici prima credono che egli scherzi, poi visto che insiste lo denunciano a Sapricio; questi lo convoca in tribunale e cerca di persuaderlo ad essere più coerente con le sue convinzioni. Ma Teofilo non recede nel professare la fede e perciò viene torturato sul cavalletto, scarnificato e infine decapitato". Viene ricordato anche lui il 6 febbraio, assieme a Santa Dorotea.
    In effetti, il nome era già tutto un programma ;-)

    Daniele: in effetti, anche a me! Sono le mie preferite :-D

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