Personale

La bisnonna Angiolina

Quando era alpino, mio padre aveva frequentato un corso di meteorologia.
Acciocché mio padre non sembri un superuomo, specifico che il vecchietto è decisamente imbranato in un sacco di settori della vita pratica; però, diamo a Cesare quel che è di Cesare. Oggettivamente, era un bravo alpino. Agli esami finali della sua scuola di addestramento, aveva ottenuto punteggi straordinariamente alti. Alla fin fine, ha fatto un lavoro completamente diverso, ma solo perché non gli piacevano certi effetti collaterali della vita militare. In linea teorica, però, gli sarebbe anche piaciuto, far l’alpino di professione.

Detto ciò, torniamo al punto di partenza: quand’era alpino, mio padre aveva frequentato un corso di meteorologia.
Poi era tornato a casa, era andato a un pranzo di famiglia, e aveva pensato bene di sfoggiare il suo sapere. Si era affacciato alla finestra e aveva dato un’occhiata al cielo, meditabondo.
Uhm.
Faceva freddo, ma non troppo; c’era stato un abbassamento di pressione, e il cielo era perturbato. Sarebbe bastato qualche grado in meno, e sarebbe stato un tempo da nevicata: ma calcolando che si era appunto all’ora di pranzo, e che verso le tre e mezza – le quattro al massimo – la temperatura si abbassa sempre un poco, perché il sole comincia a allontanarsi…
Mio papà aveva sorriso, dandosi un’aria da grande esperto. E poi aveva annunciato a gran voce: “fra le tre e mezza e le quattro, comincerà a nevicare”.

I parenti l’avevano guardato come se fosse un pazzo.
“Ma va là!”, aveva commentato pacatamente la mia bisnonna, in quello che non è un insulto a andare a quel paese ma solo una scettica esclamazione monferrina. “Ma figuriamoci!”.
Mio padre li aveva fissati con lo sguardo del genio incompreso, per nulla scalfito da cotanto scetticismo.
E alle quattro meno un quarto, aveva cominciato a nevicare.

Una settimana dopo, la mia bisnonna aveva annunciato il proposito di voler andare al camposanto.
“Non ti conviene”, aveva commentato mio papà, distrattamente. “Fra una mezz’oretta comincia a nevicare. Se proprio ci tieni a uscire, portati l’ombrello”.
La mia bisnonna l’aveva guardato con un filo di preoccupazione, ma era uscita lo stesso, scetticamente incredula. La si era dovuti andare a recuperare in macchina, perché dopo venticinque minuti di orologio aveva cominciato a venir giù la neve.

Qualche tempo più tardi, al pranzo di famiglia, mia zia si lamentava di un compito in classe quasi imminente. Il programma era vastissimo, e lei non si sentiva pronta. “Non ce la farò mai a prepararlo, per martedì!”.
“Tranquilla. Lo rimanderanno”.
I commensali si erano voltati verso mio padre, fissandolo con aria comprensibilmente un po’ stranita.
Mio papà aveva sghignazzato, sotto i baffi. “Questo pomeriggio comincerà a nevicare”, aveva spiegato pazientemente, “e penso proprio che sarà una nevicata fortissima. Credo che continuerà anche domani. Se tanto mi da tanto, scenderà così tanta neve che faranno chiudere le scuole, fra due giorni. E quindi…”.
Era calato il silenzio.
La mia bisnonna aveva fissato mio padre, con terrore.
Quanto a mia zia, l’aveva fissato come se fosse un supereroe sceso in terra.

Quel pomeriggio, effettivamente, aveva preso a nevicare.
La nevicata, fortissima, era durata fino all’indomani.
Lunedì pomeriggio, Torino era in tilt a causa della neve. Nel tardo pomeriggio, era arrivato l’ordine di far chiudere le scuole, il giorno dopo.

Mia zia, entusiasta, era saltata al collo di mio padre.
Quanto alla mia bisnonna, invece… beh, lei aveva attirato sua figlia in uno sgabuzzino, per parlare privatamente. E poi aveva sgranato gli occhi, aggrappandosi al braccio della donna.
“Hai notato quello che ha fatto Guido, con la neve, ultimamente?”, aveva sussurrato incredula, con la voce rotta dal terrore.
“Beh, sì”, aveva commentato mia nonna, orgogliosamente. “È in gamba”.
Non giustificarlo!!”, aveva quasi urlato la mia bisnonna (classe 1890, contadina monferrina orgogliosamente incolta). “Io ho capito tutto di quel ragazzo! Bisogna prendere provvedimenti! Chiamare il sacerdote!!”.
“Scusa?”.
“È chiaro che è uno stregone!!!”.

P.S. E comunque sono stata brava, vero? Ho mantenuto la promessa! Stavolta, NON vi ho affatto ricordato dell’sms a scopi benefici e bla bla bla… vedete, come sono stata brava?!

17 thoughts on “La bisnonna Angiolina

  1. Mi direte: "ma come?! Una contadina nata a fine Ottocento non era capace di fare le previsioni del tempo? E che ne è stato della proverbiale saggezza contadina?".

    Non ne ho la più pallida idea, ma senz'altro la mia bisnonna non si intendeva di meteorologia

  2. No, è che i miei genitori son vecchierelli

    Mio papà è del 1947, ha fatto l'alpino fra il '68 e il '69, questo episodio si è verificato quando lui era già tornato a casa (quindi… diciamo, '69 – '70)… probabilmente, la mia bisnonna aveva circa un'ottantina d'anni :-)

  3. No, è che i miei genitori son vecchierelli

    Mio papà è del 1947, ha fatto l'alpino fra il '68 e il '69, questo episodio si è verificato quando lui era già tornato a casa (quindi… diciamo, '69 – '70)… probabilmente, la mia bisnonna aveva circa un'ottantina d'anni :-)

  4. Ovviamente! XDDDDDDDDDDDDDDDDD

    Fantastico! *:_* Voglio fare anche io un corso del genere! *_* Devo per forza entrare negli alpini? Non mi prenderebbero neanche per sbaglio! XDDD
    Per una volta tuo padre però non ha fatto cose strane… cioè, almeno non per noi! XD

  5. Ovviamente! XDDDDDDDDDDDDDDDDD

    Fantastico! *:_* Voglio fare anche io un corso del genere! *_* Devo per forza entrare negli alpini? Non mi prenderebbero neanche per sbaglio! XDDD
    Per una volta tuo padre però non ha fatto cose strane… cioè, almeno non per noi! XD

  6. Naco, guarda: all'inaugurazione del raduno degli alpini, quest'anno c'era La Russa che ha fatto un breve discorso: a un certo punto, ha detto che fra qualche mese ripartirà la naja breve, e che quest'anno sarà aperta anche ai disabili.

    Mi sfugge la logica sottesa alla scelta di inquadrare un handicappato in un corpo militare, anche solo per 15 giorni (scusate, non reggo il politicamente corretto), ma… come commentavo con mia mamma: a 'sto punto, se faccio domanda, forse forse si pigliano anche me (poracci)!
    Naco, ci incontriamo in cima ai monti per un corso di meteorologia, allora? :-P :-P

    Chiara, e peraltro ci azzecca (quasi) sempre, con le previsioni a breve termine! In effetti è bravo!
    (Quanto al fanclub… no. Nessuno lo apre :-P)

  7. Naco, guarda: all'inaugurazione del raduno degli alpini, quest'anno c'era La Russa che ha fatto un breve discorso: a un certo punto, ha detto che fra qualche mese ripartirà la naja breve, e che quest'anno sarà aperta anche ai disabili.

    Mi sfugge la logica sottesa alla scelta di inquadrare un handicappato in un corpo militare, anche solo per 15 giorni (scusate, non reggo il politicamente corretto), ma… come commentavo con mia mamma: a 'sto punto, se faccio domanda, forse forse si pigliano anche me (poracci)!
    Naco, ci incontriamo in cima ai monti per un corso di meteorologia, allora? :-P :-P

    Chiara, e peraltro ci azzecca (quasi) sempre, con le previsioni a breve termine! In effetti è bravo!
    (Quanto al fanclub… no. Nessuno lo apre :-P)

  8. Stella,

    Diego, non so mio padre, ma credo che io ne sarei stata adulata… insomma, il mio sapere viene addirittura considerato qualcosa di soprannaturale! :-D

  9. Stella,

    Diego, non so mio padre, ma credo che io ne sarei stata adulata… insomma, il mio sapere viene addirittura considerato qualcosa di soprannaturale! :-D

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