La triste storia di Pio il Piccione, e del riso al matrimonio

La sposa era bellissima. Il suo vestito bianco rifulse splendido, non appena i due sposini lasciarono l’ombra della chiesa per uscire sul sagrato, celebrato il matrimonio.
Gli amici, festanti, accolsero gli sposi con una pioggia di riso benaugurale. (NB ove mai io dovessi sposarmi e qualcuno di voi fosse invitato al matrimonio, sia messo agli atti: il primo che mi tira addosso granaglie di vario genere, si becca una sassata in testa. Non sto scherzando).
Gli sposi, emozionati, sorridevano gioiosi. Gli invitati, vestiti a festa, auguravano loro amore eterno.
Pio il Piccione, che passava di lì per caso, osservava interessato.

Gli sposi si allontanarono, gli invitati li seguirono, e Pio il Piccione rimase lì. Silente.
Il suo occhietto acquoso si posò sul riso nel sagrato, e Pio pensò “chebbello! Qui si mangia!”.
Trotterellando spensierato, prese parte al banchetto nuziale becchettando a destra e a manca, nel bel mezzo del sagrato.
Poi seguì la traccia del riso e si avvicinò, felice, alle porte della chiesa.
Poi notò che oltre quel coso in legno c’era un posto ombreggiato e fresco… e caspita!, è una gran cosa, il fresco, se sei un piccione perennemente esposto alle intemperie.
Devotamente, Pio fece un passetto ed entrò in chiesa.

Poi ne fece un altro, e andò più avanti.
Poi notò che la chiesa era un piccolo capolavoro d’arte, e decise di fermarsi un poco.
Poi assistette attonito alla Messa vespertina, sentì la Chiamata dirompere nel suo cuore di piccione, e decise che si sarebbe ritirato a vita claustrale all’interno della chiesa, conducendo una vita frugale e casta. (Ma obbediente no. Col cavolo).

Sono passati giorni, da quel giorno: e Pio il Piccione è ancora lì, ferocemente chiuso nel sacello.
Non serve a niente, lasciare le porte spalancate: Pio vuol fare l’eremita, e non ci pensa proprio a ritornar nel Mondo. Grazie tante.
Non serve a niente, tentarlo con mucchietti di cibo a ridosso delle porte: lui pratica l’ascesi; non lo tange affatto, il cibo.
Non serve a niente, cercare di acchiapparlo con una retina mentre lui fa adorazione eucaristica davanti al Tabernacolo. Appena sente che qualcuno si avvicina, egli lo rifugge.
Non vuole contatti con il mondo, Pio.
È un grande asceta.

Vedeste l’ardore mistico con cui si infiamma, durante le celebrazioni!
Visibilmente emozionato da tutta quella gente, egli comincia a volteggiare nell’alto dei cieli, pardon, della navata. Sbatacchia contro i muri, urla come un indemoniato, fa un fracasso allucinante, vola fino alla porta aperta, dà un’occhiata fuori… e poi ritorna indietro.
È commovente il modo in cui Pio cerca di animare la celebrazione liturgica – per quel che può, s’intende. A Messa, ieri sera, stavo leggendo con gran solennità il brano in cui lo Spirito Santo discende sugli Apostoli. Pio, molto generosamente, ha pensato di animar la mia lettura facendo del suo meglio per ricrear la scena: ha cominciato a svolazzarmi in testa facendo un fracasso madornale, perché in fin dei conti cosa cambia? Piccione zozzo, colomba dello Spirito… c’è forse differenza?

Puoi tentarlo con il cibo: ma Pio non se ne andrà.
Puoi scacciarlo con uno spray repellente: Pio la prenderà come un’opera di mortificazione corporale, e respirerà a pieni polmoni.
Puoi spaventarlo a suon di urla: Pio abbasserà lo sguardo, mortificato, e farà tesoro di questa fraterna correzione.
Puoi provare a risolvere la questione con diplomazia, dialogando a voce bassa: Pio ti ignorerà sdegnato. Se non ti chiami San Francesco, non si scomoda.
Puoi inseguirlo con un bastone, lungo tutto la navata: Pio si limiterà a prenderti per pazzo. Ce n’è di gente strana, al mondo…

L’ardore mistico di Pio farebbe invidia a tanti Santi; sennonché, tipicamente, i Santi non si mettono a defecare in testa alla Madonna.
Pio, giustamente, sparge guano (corrosivo!) in ogni dove: e, a parte il consistente esborso in Amuchina, non è che la chiesetta possa tenerlo lì in eterno. Se Pio la fa addosso a una statua lignea del Duecento, ci siam giocati il Padreterno.

Il sacerdote, esasperato, minaccia ad alta voce sparargli addosso con una carabina: disgraziatamente, pare che anche Pio sia al corrente del fatto che la cosa è un tantinello illegale e potenzialmente anche blasfema, se per caso sbagli mira e spari in faccia al Crocifisso.

Becchettando fiori (?!) e prendendo vistosamente parte ad ogni singola celebrazione, Pio è convinto di starsi guadagnando un gran bel posto in Paradiso.
Secondo me, l’unica cosa che si sta guadagnando per davvero è una caterva d’insulti, e, probabilmente, una morte prematura… ma il nostro è un mistico, e non vuol sentir ragione.

Aderisci anche tu alla causa di Pio il Piccione, asceta e martire!
Evita il ripetersi di una tragedia simile!
Al tuo matrimonio, non spargere riso ovunque! Se proprio devi, usa i coriandoli!
Salva i piccioni dalle ingiuste privazioni di una vita claustrale! Dì di sì al piccione libero!

(Non ci credo che ho scritto veramente questa roba. Non ci credo. Non può essere).

30 pensieri su “La triste storia di Pio il Piccione, e del riso al matrimonio

  1. Lucyette ha detto:

    LOL. Mi sono immaginata la scena del Pellegrino in chiesa, effettivamente sarebbe epica

    Ahimè. Pio è un tipo tutto d'un pezzo. Ci han già provato (non con un falco vivo – ci manca solo che si converta pure il falco e poi siamo a posto! – ma con dei richiami appositi che ne imitano il verso). Pio resta impassibile. Semmai va a nascondersi, però non esce.

    Dabo, se lo dici tu…

    Viviana, ma si appollaia troppo in alto! Ci vorrebbe una mira perfetta, come minimo!

  2. Lucyette ha detto:

    LOL. Mi sono immaginata la scena del Pellegrino in chiesa, effettivamente sarebbe epica

    Ahimè. Pio è un tipo tutto d'un pezzo. Ci han già provato (non con un falco vivo – ci manca solo che si converta pure il falco e poi siamo a posto! – ma con dei richiami appositi che ne imitano il verso). Pio resta impassibile. Semmai va a nascondersi, però non esce.

    Dabo, se lo dici tu…

    Viviana, ma si appollaia troppo in alto! Ci vorrebbe una mira perfetta, come minimo!

  3. ago86 ha detto:

    Un giorno un parroco decide che deve allontanare i piccioni dal campanile. Chiama allora una società specializzata, spende oltre 5000 euro e i piccioni se ne vanno. Ma dopo una settimana ecco che ritornano.

    Chiama un'altra società specializzata, spende 10000 euro ma dopo un mese ecco che ritornano.

    Alla fine, sente che un padre gesuita, noto per il suo acume, ha un metodo infallibile per allontanare i piccioni dalla parrocchia e lo chiama.

    "Mi dica padre, come faccio ad allontanare i piccioni dalla parrocchia?"

    "Semplice, li prepari per la cresima, poi chiami il vescovo a cresimarli"

    "Come?"

    "Vedrà che appena sono cresimati abbandoneranno la parrocchia istantaneamente…"

    Di solito funziona.

  4. ago86 ha detto:

    Un giorno un parroco decide che deve allontanare i piccioni dal campanile. Chiama allora una società specializzata, spende oltre 5000 euro e i piccioni se ne vanno. Ma dopo una settimana ecco che ritornano.

    Chiama un'altra società specializzata, spende 10000 euro ma dopo un mese ecco che ritornano.

    Alla fine, sente che un padre gesuita, noto per il suo acume, ha un metodo infallibile per allontanare i piccioni dalla parrocchia e lo chiama.

    "Mi dica padre, come faccio ad allontanare i piccioni dalla parrocchia?"

    "Semplice, li prepari per la cresima, poi chiami il vescovo a cresimarli"

    "Come?"

    "Vedrà che appena sono cresimati abbandoneranno la parrocchia istantaneamente…"

    Di solito funziona.

  5. ago86 ha detto:

    Era agosto e un povero uccelletto
    Ferito dalla fionda di un maschietto
    Andò per riposare l’ala offesa
    Sulla finestra aperta di una chiesa.
    Dalle tendine del confessionale
    Il parroco intravide l’animale
    Ma, pressato dal ministero urgente
    Rimase intento a confessar la gente.

    Mentre in ginocchio ed alcuni altri a sedere
    Dicevano i fedeli le preghiere
    Una donna, notato l’uccelletto
    Lo prese al caldo e se lo mise al petto.

    D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio
    E il prete a quel rumore
    Il ruolo abbandonò di confessore
    E scuro in viso peggio della pece
    Si arrampicò sul pulpito e poi fece:
    “Fratelli, chi ha l’uccello per favore
    Esca fuori dal tempio del signore”.

    I maschi, un po’ stupiti a tal parole
    Lenti si accinsero ad alzar le suole
    Ma il prete a quell’errore madornale
    “Fermi” gridò “mi sono espresso male!!
    Rientrate tutti e statemi a sentire:
    Solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”.

    A testa bassa e la corona in mano
    100 donne si alzarono pian piano
    Ma mentre loro se ne andavano
    ecco che ancora il parroco strillò
    “sbagliate ancora, rientrate tutte quante figlie amate
    io non volevo dir quello che pensate!!
    Ecco, quello che ho detto torno a dire
    Chi ha preso l’uccello deve uscire
    Ma, mi rivolgo, non ci sia sorpresa,
    solo a chi l’uccello ha preso in chiesa!"

    Finì la frase e nello stesso istante
    le monache si alzarono tutte quante
    e con il volto pieno di rossore
    lasciavano la casa del signore.

    “Oh santa vergine” esclamò il prete
    “fatemi la grazia se potete!!
    Poi, senza fare rumore dico, piano piano
    Si alzi soltanto chi ha l’uccello in mano!"

    Una ragazza che con il fidanzato
    S’era messa in un angolo appartato
    Sommessa mormorò col viso smorto
    “che ti dicevo, hai visto?? Se n’è accorto!!”

  6. ago86 ha detto:

    Era agosto e un povero uccelletto
    Ferito dalla fionda di un maschietto
    Andò per riposare l’ala offesa
    Sulla finestra aperta di una chiesa.
    Dalle tendine del confessionale
    Il parroco intravide l’animale
    Ma, pressato dal ministero urgente
    Rimase intento a confessar la gente.

    Mentre in ginocchio ed alcuni altri a sedere
    Dicevano i fedeli le preghiere
    Una donna, notato l’uccelletto
    Lo prese al caldo e se lo mise al petto.

    D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio
    E il prete a quel rumore
    Il ruolo abbandonò di confessore
    E scuro in viso peggio della pece
    Si arrampicò sul pulpito e poi fece:
    “Fratelli, chi ha l’uccello per favore
    Esca fuori dal tempio del signore”.

    I maschi, un po’ stupiti a tal parole
    Lenti si accinsero ad alzar le suole
    Ma il prete a quell’errore madornale
    “Fermi” gridò “mi sono espresso male!!
    Rientrate tutti e statemi a sentire:
    Solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”.

    A testa bassa e la corona in mano
    100 donne si alzarono pian piano
    Ma mentre loro se ne andavano
    ecco che ancora il parroco strillò
    “sbagliate ancora, rientrate tutte quante figlie amate
    io non volevo dir quello che pensate!!
    Ecco, quello che ho detto torno a dire
    Chi ha preso l’uccello deve uscire
    Ma, mi rivolgo, non ci sia sorpresa,
    solo a chi l’uccello ha preso in chiesa!"

    Finì la frase e nello stesso istante
    le monache si alzarono tutte quante
    e con il volto pieno di rossore
    lasciavano la casa del signore.

    “Oh santa vergine” esclamò il prete
    “fatemi la grazia se potete!!
    Poi, senza fare rumore dico, piano piano
    Si alzi soltanto chi ha l’uccello in mano!"

    Una ragazza che con il fidanzato
    S’era messa in un angolo appartato
    Sommessa mormorò col viso smorto
    “che ti dicevo, hai visto?? Se n’è accorto!!”

  7. filippociak ha detto:

    Ehehehe (ho appena imparato a mettere le faccine… che genio).
    Povera bestia, ma non siete affezionati a questo punto? Si potrebbe rivestire tutta la chiesa di quegli spuntoni che mettono sui monumenti… (praticissimo). Comunque ho capito, al tuo matrimonio niente riso ma silos di coriandoli in caduta verticale (sì: ci sarò, non lo sapevi????? ).

  8. filippociak ha detto:

    Ehehehe (ho appena imparato a mettere le faccine… che genio).
    Povera bestia, ma non siete affezionati a questo punto? Si potrebbe rivestire tutta la chiesa di quegli spuntoni che mettono sui monumenti… (praticissimo). Comunque ho capito, al tuo matrimonio niente riso ma silos di coriandoli in caduta verticale (sì: ci sarò, non lo sapevi????? ).

  9. utente anonimo ha detto:

    ma il riso si butta FUORI dalla chiesa!!! e si pulisce subito!

    da brava vercellese, ho seri dubbi sulla validità sacrale di un matrimonio privo di riso.

    da brava psicopatica, voto pro-carabina.

  10. utente anonimo ha detto:

    ma il riso si butta FUORI dalla chiesa!!! e si pulisce subito!

    da brava vercellese, ho seri dubbi sulla validità sacrale di un matrimonio privo di riso.

    da brava psicopatica, voto pro-carabina.

  11. marinz ha detto:

    non posso che quotare i due commenti di KhayrAlDin…. al suono di Stop the piccion si da una medaglia a Matley

    Condivido con te il fatto dell'uso improrio del riso … ma mi sorge un dubbio: non è che stai pensando di sposarti? No perchè alcuni tuoi posto sono alquanto equivoci :o)

    Un sorriso :)

  12. marinz ha detto:

    non posso che quotare i due commenti di KhayrAlDin…. al suono di Stop the piccion si da una medaglia a Matley

    Condivido con te il fatto dell'uso improrio del riso … ma mi sorge un dubbio: non è che stai pensando di sposarti? No perchè alcuni tuoi posto sono alquanto equivoci :o)

    Un sorriso :)

  13. Lucyette ha detto:

    Marinz, ma ti pare che io possa star pensando di sposarmi (a ventitré anni, poi)?! :-D
    E pensa che volevo fare anche un post sui vestiti da sposa!  Sai cos'è? Credo che dipenda dall'effetto Enzo Miccio. Da quando è arrivato sul digitale terrestre il canale RealTime, tutte le mie amiche ed io siamo letteralmente impazzite per quel programmino idiota (e però godibilissimo, se ad esempio tieni la televisione accesa mentre fai altro) che è Wedding Planners.

    (E comunque i vestiti da sposa oggidì son tutti orrendi: son io l'unica a trovarli orrendi?!).

    Seavessi, non tentarmi con la carabina… ;-)
    No: a me il riso non piace proprio. Non mi piacciono riso, coriandoli, petali di rosa, cuoricini di carta, o qualsiasi altra forma di lapidazione rituale nei confronti dei nubendi.
    Peraltro, la mia chiesetta non si affaccia su un marciapiede di cemento ma bensì su un marciapiede di selciato, quindi il riso si incantra fra i sassolini e continua ad attirare uccelli anche per giorni e giorni: puoi spazzare finché vuoi, ma è (parzialmente) inutile. Per noi parlare poi della sgradevolezza di 'sto selciato sempre pieno di chicchi sbeccati e anneriti dallo smog.
    Poi, vabbeh, io sono una psicopatica grave con la fissa della sobrietà… ma il riso non mi piace proprio :-D

    Filippo, e come facciamo per i banchi dei fedeli? Tu consigli di mettere aghi appuntiti pure lì sopra?
    LOL, sarebbe un'idea… :-D

    KayrAlDin, sarà il nostro ultimo tentativo, prima di passare alla invocazione di una apparizione mistica di San Francesco che faccia ragionare 'sta bestiaccia!

    Aga, Ago (che bel duo :-P)… Ehm… No, non conoscevo!

    Ago, QUESTA POTREBBE ESSERE LA SOLUZIONE!!
    Cresimarlo!!
    Ma certo!!
    In genere funziona sempre: è vero!!

  14. Lucyette ha detto:

    Marinz, ma ti pare che io possa star pensando di sposarmi (a ventitré anni, poi)?! :-D
    E pensa che volevo fare anche un post sui vestiti da sposa!  Sai cos'è? Credo che dipenda dall'effetto Enzo Miccio. Da quando è arrivato sul digitale terrestre il canale RealTime, tutte le mie amiche ed io siamo letteralmente impazzite per quel programmino idiota (e però godibilissimo, se ad esempio tieni la televisione accesa mentre fai altro) che è Wedding Planners.

    (E comunque i vestiti da sposa oggidì son tutti orrendi: son io l'unica a trovarli orrendi?!).

    Seavessi, non tentarmi con la carabina… ;-)
    No: a me il riso non piace proprio. Non mi piacciono riso, coriandoli, petali di rosa, cuoricini di carta, o qualsiasi altra forma di lapidazione rituale nei confronti dei nubendi.
    Peraltro, la mia chiesetta non si affaccia su un marciapiede di cemento ma bensì su un marciapiede di selciato, quindi il riso si incantra fra i sassolini e continua ad attirare uccelli anche per giorni e giorni: puoi spazzare finché vuoi, ma è (parzialmente) inutile. Per noi parlare poi della sgradevolezza di 'sto selciato sempre pieno di chicchi sbeccati e anneriti dallo smog.
    Poi, vabbeh, io sono una psicopatica grave con la fissa della sobrietà… ma il riso non mi piace proprio :-D

    Filippo, e come facciamo per i banchi dei fedeli? Tu consigli di mettere aghi appuntiti pure lì sopra?
    LOL, sarebbe un'idea… :-D

    KayrAlDin, sarà il nostro ultimo tentativo, prima di passare alla invocazione di una apparizione mistica di San Francesco che faccia ragionare 'sta bestiaccia!

    Aga, Ago (che bel duo :-P)… Ehm… No, non conoscevo!

    Ago, QUESTA POTREBBE ESSERE LA SOLUZIONE!!
    Cresimarlo!!
    Ma certo!!
    In genere funziona sempre: è vero!!

  15. utente anonimo ha detto:

    Riemergo dopo giorni di assenza e silenzio :P
    Povero piccione! Cresimarlo è un'idea geniale XD Molti scappano anche solo dopo la Prima Comunione, è un'idea… anche più sbrigativa visto che non vi serve il vescovo :P

    Daniele

  16. utente anonimo ha detto:

    Riemergo dopo giorni di assenza e silenzio :P
    Povero piccione! Cresimarlo è un'idea geniale XD Molti scappano anche solo dopo la Prima Comunione, è un'idea… anche più sbrigativa visto che non vi serve il vescovo :P

    Daniele

  17. utente anonimo ha detto:

    I piccioni sono una vera piaga.
    Quando volano poi ho sempre il terrore di quello che possono lasciare andare.
    No no, in questo caso la chiesa non può essere zona franca, voto Sì ad ogni buon metodo che serva ad allontanarli!
    Condivido poi l'avversione al lancio di riso e simili ai matrimoni, sarà anche beneaugurante di prosperità, ma insomma, a volte si esagera

    Diego

  18. utente anonimo ha detto:

    I piccioni sono una vera piaga.
    Quando volano poi ho sempre il terrore di quello che possono lasciare andare.
    No no, in questo caso la chiesa non può essere zona franca, voto Sì ad ogni buon metodo che serva ad allontanarli!
    Condivido poi l'avversione al lancio di riso e simili ai matrimoni, sarà anche beneaugurante di prosperità, ma insomma, a volte si esagera

    Diego

  19. Emilia ha detto:

    @Ago86: anche a me è venuta in mente questa storiella.
    @Lucyette: il mio parroco, due anni fa, ha letto al Corso Fidanzati una serie di regole per la corretta riuscita del rito delle nozze. Una di esse riguardava proprio il lancio del riso, che lui ritiene dispendioso ed offensivo verso chi preferirebbe mangiarlo e non può.
    Al Corso erano presenti alcuni miei amici prossimi alle nozze, che hanno deliberatamente infranto tutte quelle prescrizioni, mentre mia sorella e mio cognato erano pienamente d’accordo, al punto di scegliere di farsi tirare addosso dei romanticissimi petali di rose fresche.
    Quando sono arrivata in chiesa il giorno del matrimonio, ho notato che, nei cartocci preparati dalla fiorista, spuntavano minacciosamente dei chicchi di riso. Ho fatto presente a chi di dovere che gli sposi non lo volevano, sentendomi rispondere che tanto era una quantità ridotta. Terminata la celebrazione, ho visto che sul sagrato c’erano meno chicchi rispetto ai petali, ma ero ugualmente preoccupata.
    L’indomani, dopo la Messa della domenica, il sacrestano mi si è avvicinato per dirmi di riferire ai novelli sposi i suoi complimenti: non ha mai impiegato così poco tempo a ripulire i gradini come la sera prima!
    In ogni caso, ad altri matrimoni a cui ho preso parte ho visto tirare coriandoli bianchi (anche in pratici tubi esplosivi) e soffiare bolle di sapone. Niente male, vero?

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