Quaresima in cucina

Foglie d’ulivo

Quando fu vicino a Betfage, alle porte di Gerusalemme, Gesù rallentò il passo, per un istante. Fece scorrere il suo sguardo sulle fronde degli alberi che ammantavano di verde il Monte degli Ulivi; e si fermò a guardarlo, per un solo istante.
Poi prese un respiro profondo, come a riscuotersi dei suoi pensieri, e si voltò verso i suoi discepoli. “Andate nel villaggio che sta qui di fronte”, ordinò ai due che gli erano più vicini. “Troverete un asinello legato ad una porta. Slegatelo, e portatemelo qui”.
I due discepoli fissarono il Maestro, e poi si scambiarono un’occhiata molto eloquente.
“Se qualcuno vi domanda perché lo state portando via”, aggiunse Gesù velocemente, cogliendo il loro sguardo, “rispondetegli che il Signore ne ha bisogno, ma che glielo riporterà prestissimo”.

(Esame di coscienza. Vi affacciate alla finestra, e beccate uno sconosciuto che vi sta portando via la macchina. Appositamente interrogato, egli vi dice che il Signore Onnipotente ha bisogno della vostra macchina, ma ve la renderà prestissimo. Che fate?)

I due apostoli, poracci, entrarono in paese e trovaron l’asinello. Interrogati dal padrone dell’asino (comprensibilmente un po’ perplesso) risposero per l’appunto che il Signore Gesù chiedeva in prestito la bestia, per una manciata di minuti.
Il proprietario dell’asino fissò i due apostoli, e i due apostoli pensarono in tutta onestà di dover tornare da Gesù a mani vuote (e probabilmente, anche con un occhio nero).

Il proprietario, invece, si limitò a fissarli.
E poi, sgranò gli occhi.
E poi domandò, con ansia incredula: “il Signore Gesù?! Colui che dona la vista ai ciechi, monda i lebbrosi, e risveglia i morti dalla morte?! Sta arrivando a Gerusalemme?!”.
E a quel punto, non ci fu nemmeno il tempo di dire un “s…”.
La notizia meravigliosa rimbalzò di bocca in bocca: e prima ancora che i due apostoli potessero fare o pensar qualcosa, decine di persone avevano cominciato a togliersi i loro mantelli, e a distenderli sulla via.
“Prepariamogli la strada: che sia degna di un re!”.
“Tagliamo fronde da quegli alberi, per accogliere il suo arrivo!”.

Gli apostoli, confusi, si scambiarono uno sguardo.
Poi guardarono quella gente che si affannava per accogliere, nel modo più degno, il Maestro  tanto amato… e non riuscirono a non sorridere.
E presero l’asinello conducendolo per il cappio: e lentamente, sorridendo, ritornarono da Lui.

E allora, portarono l’asinello da Gesù; vi gettarono sopra i loro mantelli, e lui ci salì sopra.
Molta gente aveva disteso i suoi mantelli sulla strada, come a voler creare un red carpet per il Signore che avanzava; Altri, stendevano sulla terra delle fronde rigogliose e verdi, che avevano tagliato dai campi in fretta e furia. Altri ancora agitavano verso Gesù foglie di palma e rami di ulivo, ringraziando il Signore e accogliendo la Sua venuta.
E quando Gesù, facendosi largo fra le due ali di folla, arrivò infine ai piedi del monte degli Ulivi, tutta la gente cominciò a gridare e a lodare Dio, per i prodigi meravigliosi che nella Sua bontà aveva voluto compiere. E benedicevano colui che veniva, nel nome del Signore: e furono istanti di festa e di clamore, quel giorno, alle porte di Gerusalemme.

C’erano anche alcuni farisei, nascosti fra la folla.
E quando si accorsero che la gente stava cominciando a lodare Gesù con quei termini, con quei toni, non riuscirono a trattenersi. Sgranarono gli occhi, scandalizzati; e si fecero largo a suon di gomitate fino ad arrivare al cospetto di Gesù. “Come puoi permettere una cosa del genere?!”, gli chiesero, straniti. “Renditi conto di quello che dicono i tuoi discepoli! Renditi conto di questa esaltazione! Maestro: fai qualcosa! Zittiscili! Ordina loro di calmarsi!!”.

E allora Gesù si voltò verso i farisei, e sorrise loro; ed era splendido.
“A dirla tutta, io vi dico: se anche questa gente dovesse mai tacere, saranno altre persone e sarà tutto il creato a gridare il mio nome, per sempre, come oggi”.

***

Domenica delle Palme: inizio della Settimana Santa.
Storicamente, quello d’oggi è sempre stato un giorno importantissimo. Non si digiunava, la domenica (“possono forse digiunare, gli invitati a nozze, finché lo sposo è con loro?”). E anzi: non solo non si digiunava (continuando tuttavia a rispettare l’astinenza) – la Domenica delle Palme era anche l’occasione giusta per concedersi una seconda razione. Per festeggiare un poco. Per fare un meritato bis.

Di piatti tradizionali per la Domenica delle Palme ce ne sono effettivamente a iosa; basta anche solo dare un’occhiata in Internet. Oggi, però, io avevo proprio voglia di farvi entrare per un istante nel salotto di casa mia: avevo voglia di raccontarvi – anche se magari non ve ne importa niente – qual è il piatto che, da anni, festeggia immancabilmente la Domenica delle Palme sulla tavola di casa mia.

Le “foglie d’ulivo”.

Di per sé, non c’entrano niente con la Pasqua. Si tratta di un banale tipo di pasta agli spinaci, di produzione ligure, che riproduce fedelmente la forma, il colore e quasi la consistenza delle foglie verdi d’ulivo, quando crescono sugli alberi.
In Liguria, la si trova facilmente – ma si può anche ordinare da Internet; e io sto cominciando a trovarla, di tanto in tanto, in alcuni pastifici qui a Pavia.

Ripeto: di per sé, le foglie d’ulivo non c’entra niente con la Pasqua.
Però sono buone.
E sono belle.
E ricordano l’ulivo.

E sono il modo in cui, ormai da anni, io do il benvenuto a casa al ramoscello verde di ulivo benedetto: lo so che a dire il vero è una tradizione che mi son inventata io… però, è tanto bella.

Sì: è un giorno speciale, la Domenica delle Palme.
Manca così poco, ormai, a Pasqua.
È un giorno meraviglioso, e merita d’esser festeggiato.

E allora, auguri di buona domenica a tutti voi: di cuore!

8 thoughts on “Foglie d’ulivo

  1. (Esame di coscienza. Vi affacciate alla finestra, e beccate uno sconosciuto che vi sta portando via la macchina. Appositamente interrogato, egli vi dice che il Signore Onnipotente ha bisogno della vostra macchina, ma ve la renderà prestissimo. Che fate?)

    Sparo a vista.

  2. Devo cercare questa pasta l’anno prossimo, sempre che me ne ricordo ancora.
    Mi sembra un ottimo modo di festeggiare la Domenica delle Palme e farla entrare a pieno merito nella tradizione di casa mia.

  3. (Esame di coscienza. Vi affacciate alla finestra, e beccate uno sconosciuto che vi sta portando via la macchina. Appositamente interrogato, egli vi dice che il Signore Onnipotente ha bisogno della vostra macchina, ma ve la renderà prestissimo. Che fate?)

    Sp(e)ro a vista.

    Oppure “faccio una domanda”: http://www.youtube.com/watch?v=QkT1-N0VqUc (sorry, non ho trovato il video in italiano)

  4. Bello, ma… “Altri, stendevano sulla terra delle fronde rigogliose e verdi, che avevano tagliato dai campi in fretta e furia. Altri ancora agitavano verso Gesù foglie di palma e rami di ulivo”
    Non sono gli stessi? Pensavo che le fronde poste per terra fossero appunto di palma e di ulivo. Di che altro?
    Cioè, uno per essere accolto trionfalmente gli agitano dei rami contro? Li hanno messi per terra, direi. Io l’avevo capita così…

    -Ho trovato dei rami di abete e di castagno!
    E il direttore dei festeggiamenti, pronto:
    -Bravissimo, quelli mettiamoli per terra perchè non sono tipici di qui.
    Si fa avanti un altro:
    -Ho trovato palme ed ulivi!” E il capo:
    -Bello sforzo. Vabbè, dai, tienili in mano ed agitali!

    :-P

    1. -Ho trovato dei rami di abete e di castagno!
      E il direttore dei festeggiamenti, pronto:
      -Bravissimo, quelli mettiamoli per terra perchè non sono tipici di qui.
      Si fa avanti un altro:
      -Ho trovato palme ed ulivi!” E il capo:
      -Bello sforzo. Vabbè, dai, tienili in mano ed agitali!

      LOL! :-D

      Occielo: adesso mi hai fatto venire dei dubbi atroci. Cioè: ma quando tu dici “li hanno messi per terra”, intendi dire che i rami di palma/ulivo tanto citati erano tutti quanti stesi per terra, e nessuno ha sventolato niente?
      Aiuto, ciò mi manda in crisi: io mi ero sempre immaginata una scena tipo… rami di palma e di ulivo sventolati in segno di festa, e altra roba messa per terra per creare un “tappeto” assieme ai mantelli. (“Altra roba”, nella mia versione, sono altri rami di palma oppure… boh?… erba, fieno, fiori: quello che han trovato per terra e che non era sufficientemente sventolabile :-D)
      Però in effetti è una versione tutta mia, aehm… >.>

      So solo (mi pare d’averlo letto da qualche parte, ma non ricordo dove) che lo sventolìo di rami era probabilmente una “citazione” dalla festa ebraica del Sukot, dove a un certo punto gli Ebrei alzavano al cielo dei rametti di salice e esprimevano le loro speranze per l’avvento del Messia.
      Quindi, sì, secondo me sventolavano…
      Cioè, facevano entrambe le cose: in parte sventolavano, e in parte stendevano i rami per terra.
      :-|
      O no? :-|

      Aiuto!
      Voi che dite??

      1. boh, a questo punto può anche essere. A me se uno mi agita dei rami la considero una cosa minacciosa, ma in effetti, se sono pieni di foglie, no…

        Non sapevo di questo uso nella festa di Sukkot, dove, leggo ora, un giorno agitano verso i punti cardinali un mazzo con palma, salice, mirto e cedro…
        Poi in un altro giorno prendono rami di salice, li agitano e poi li sbattono per terra…

        I rami di palma agitati al passaggio pensavo fosse una cosa immaginata da noi, ma invece confesso ora la mia ignoranza.

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