Quaresima in cucina

Agnus Dei

E passò di fronte a Gesù una dozzina di agnelli bianchi, che venivano condotti verso il Tempio di Gerusalemme. Gesù si fermo a guardarli e sorrise di un sorriso appena accennato, consapevole e amaro in un contempo.
Un agnello belò e il suo padrone lo spinse avanti, spronandolo con il bastone perché non rallentasse il passo.
E Gesù rimase a guardare quegli agnelli sacrificali che andavano incontro al loro destino, seguendoli con lo sguardo.

***

Sì, okay: parlare di agnello pasquale in una serie di post dedicati al cibo per Pasqua è effettivamente sulle linee di “ti piace vincere facile?”. Però, per una questione di completezza…

La rappresentazione dell’agnello come simbolo – beh – dell’Agnus Dei, è in effetti molto antica. La consuetudine di immolare l’agnello nel tempo di Pasqua risale, evidentemente, all’Antico Testamento: la morte dell’agnello viene poi accostata alla morte di Gesù, vittima sacrificale per la redenzione degli uomini.
(“Ma dai?”, mi direte voi. Ebbeh: se capita su questo blog un alieno da Plutone che non sa nemmeno cos’è il Vangelo…)

In effetti, nei primi secoli del Cristianesimo, il parallelismo fra Gesù e l’agnello è veramente molto forte. In un’epoca in cui i primi Cristiani non avevano ancora osato l’ardita operazione di prendere il corpo adorato di Dio e rappresentarlo, vilipeso e umiliato, su uno strumento di tortura, l’agnello sacrificale diventa un simbolo per indicare qualcos’altro. Coricato e sofferente ai piedi della croce (oppure appeso sulla croce, con il petto che sgorga sangue; oppure ancora gravato del peso di una croce in spalla, come Gesù al Calvario), l’agnello simboleggia per l’appunto… la morte di Gesù.
Siete liberi di non crederci, ma ci vorrà addirittura un concilio (il cosiddetto “concilio in Trullo”, nel 692) per stabilire al di là di ogni ragionevole dubbio che, sul crocifisso, ormai è buona norma dipingere un omino, e non più un agnello bianco.
Fino a tal punto si era radicata, la simbologia di Gesù in croce come agnello sacrificale.

E l’abitudine di mangiare agnello a Pasqua?
Beh: anche quella è molto antica (e, a questo punto, i nostri cugini Ebrei potrebbero anche mettersi a fare “ciao ciao” con la manina, giusto per ricordarci che non sono stati propriamente i Cristiani, ad inventarsi questo uso).
Però, diciamo che i Cristiani hanno felicemente portato avanti questa antica tradizione. Ad esempio, sappiamo per certo che, nel XII secolo, i Papi festeggiavano la Pasqua con un pranzo succulento a base di agnello arrosto, in compagnia di cinque diaconi e di cinque cardinali. Ed anche nei monasteri più ricchi, e nelle case dei signori, era inevitabilmente la carne tenera di agnello a spezzare il digiuno al ritorno dalla Messa.

Ma vi dirò di più.
Siete liberi di non crederci, eppure è assolutamente vero: nei primi secoli della Storia della Chiesa, la carne di agnello non si limitava a indicare la Pasqua sulla tavola da pranzo. Veniva consumata anche in chiesa. Durante la Messa. Sull’altare. Per davvero!
In alcune chiese (ma non si trattava di uso generalizzato) poteva capitare che la carne di agnello arrosto venisse fisicamente portata sull’altare, la notte di Pasqua, assieme al pane e al vino. Non veniva consacrata, ma veniva distribuita ai fedeli alla fine della Messa: la consuetudine va avanti fino all’incirca al IX secolo… e poi, si spegne.

***

La tradizione di consumare la carne d’agnello a Pasqua, a ben vedere, continua ancora oggi, fra le polemiche degli animalisti e le repliche di chi… no: una Pasqua segna agnello, assolutamente non si può fare!
Per quanto mi riguarda, farò felici gli animalisti. Alla carne di agnello, preferisco da sempre la carne di maiale: mi godo di più la Pasqua se la festeggio con un bell’arrosto, o con una fetta di salame gustoso e succulento.
(Epperò nel frattempo ho comunque ammazzato un maiale. Vabbeh…).

In compenso, cerco di non far mancare mai, sulla mia tavola, il piccolo agnello di pasta di mandorle. Quello dolce, da servire come dessert.
Cibo pregiato e costosissimo – che, fino al secolo scorso, era appannaggio esclusivo dei nobili e dei più potenti – il primo agnello in pasta di mandorle è stato confezionato, a quanto pare, dalle suore del convento di Santa Maria a Favara, nei pressi di Agrigento.
Ai giorni nostri, il dolcetto è un “banale” dolce a base di mandorle: talvolta può capitare che abbia un qualche ripieno; altre volte, invece, ci si limita a gustare il sapore dolce dell’impasto.
In compenso, la ricetta originale dell’agnello di Pasqua lo vorrebbe ripieno di una spuma rossa e liquida, detta “faldacchiera”. A base di tuorlo d’uovo, marmellata, ed abbondanti quantità di zucchero, la faldacchiera è appunto una crema che, se fatta bene, dovrebbe rimanere abbastanza liquida. Nascosta nella pancia dell’agnello, come ripieno, dovrebbe garantire un mirabolante effetto splatter al taglio della prima fetta: il malcapitato capofamiglia affonda il coltello nell’agnello… e un denso liquido rossastro comincia a sgorgare dalla ferita.

Orribile, nevvero?

Beh: a essere sinceri, temo che io non avrò sorte migliore. La colomba di Pasqua che ho comprato per quest’anno è farcita con una “gustosa confettura ai frutti di bosco e alla violetta”… ho come l’impressione – glom – che ci saranno scene horror anche in casa mia…

(E a proposito di dolci pasquali e di colombe… si è parlato della colomba di Pasqua, gli anni scorsi, in questo e in quest’altro post!)

5 thoughts on “Agnus Dei

  1. Anche con me gli animalisti tutti contenti!!! Niente agnello. Non è nelle tradizioni della mia famiglia. Proprio per niente. Quest’anno poi che siamo con gli amici e una bella grigliata insieme (no non a Pasquetta, noi siamo anomali, proprio a Pasqua) maiale a gogo.

    1. Uuuuh, ecco: oggi ho finalmente deciso anch’io cosa mangiare al pranzo di Pasqua!
      Ta-daaan, non mangerò nè agnello nè maiale: quest’anno, mi butto su un rotolo di tacchino ripieno di uova, formaggi, e pangrattato.
      Vi terrò aggiornati :-D

  2. Io farò scontenti gli animalisti ma l’agnello a Pasqua da me non manca mai :P
    Da me si usa molto anche il capretto (e ora mi immagino lo sguardo traumatizzato degli animalisti innanzi a tale orrore XD )

    Non sapevo che disegnassero l’agnello sulla croce… o comunque non ricordo delle opere artistiche di questo tipo… si scoprono sempre tante cose sul tuo blog :)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...