Cose cristiane · Merchandising cristiano

Pizza de Cuaresma

Siamo in pieno Carnevale – ed io, come i peggio menagrami della Storia, che faccio?
Rovino la festa a tutti voi per ricordarvi che fra due giorni inizia la Quaresima. E che dunque siete chiamati al digiuno e all’astinenza, voi, che non avete motivi medici per negarvi.
Lo so, mi rendo conto di esser lievemente ripetitiva, ma non si fa forse così, quando hai scoperto una cosa bella e vuoi raccontarla a tutti gli amici? Embeh: da quando ho cominciato a digiunare seriamente e a fare astinenza seriamente, le mie Quaresime sono cambiate da così a così. Provare per credere.

Come dite?
Ormai sono poche, le persone per cui “Quaresima” diventa automaticamente sinonimo di “rinunce alimentari”?
Mannò, non direi. Anzi.
Per quanto mi riguarda, sono esattamente due anni che sorrido come una rincretinita tutte le volte che penso a un’iniziativa della Pizza Patrón, una popolarissima catena di pizzerie diffusa in molte zone degli States, con “quartier generale” a Dallas, in Texas.
Se andate a curiosare su Wikipedia, scoprite che la Pizza Patrón è stata nel 1986 dal signor Antonio Sward, un italo-americano che vanta nel suo albero genealogico anche degli antenati di origine libanese. La compagnia, come leggiamo su Wikipedia, è attiva in Arizona, California, Colorado, Florida, Nevada, Georgia e Texas. Dovendo scegliere un target su cui puntare, la Patrón ha deciso di rivolgersi a una clientela composta perlopiù da americani di origine ispanica – addirittura il menù è stato rimaneggiato in tal senso, con l’invenzione di pizze che hanno ben poco a che vedere non solo con quelle che mangereste a Napoli, ma persino con quelle che mangereste a Little Italy.
Gli ispanici hanno mostrato di gradire questa scelta commerciale, e infatti la Pizza Patrón è un businnes in forte espansione.
Sennonché

Sennonché, c’era un problema grave. Un problema grave per davvero – di quelli che rischiano di farti finire in bancarotta o quasi.
Gli affari della Patrón registravano successi continuativi per circa undici mesi all’anno… sennonché, il volume d’affari cominciava a calare drasticamente, radicalmente, irrimediabilmente, nei quaranta giorni di Quaresima.
La Patrón – l’abbiamo già detto – ha un menù abbastanza particolare, in cui probabilmente la nostra “Margherita” non è neanche inclusa. La maggior parte dei piatti proposti dalla catena ha una fortissima presenza di carni d’ogni tipo: salsicce, salame, prosciutto, pancetta… chi più ne ha più ne metta.
E l’affezionata clientela, incomprensibilmente, smetteva di andare al ristorante a partire dal Martedì Grasso. Ma in massa, eh!
Per poi riapparire, in massa, e altrettanto incomprensibilmente, a partire dal lunedì dell’Angelo.

Oh cielo: “incomprensibilmente” è una parola grossa.
La stragrande maggioranza degli ispanici, negli U.S.A., professa fede cattolica; e per i cattolici, negli Stati Uniti, l’astinenza dalle carni durante la Quaresima è una cosa molto seria.
Certo, certo: una cosa molto seria ma non obbligatoria – l’astinenza dalle carni è richiesta solo nei venerdì di Quaresima e nei giorni di digiuno; se poi vuoi dire addio agli hamburger anche per tutto il resto della Quaresima, si tratta chiaramente di un “di più”.
Un “di più” che secondo me produce infiniti benefici spirituali, e a quanto pare non sono l’unica a pensarlo – perché negli U.S.A. è davvero molto comune astenersi dalle carni dal mercoledì delle Ceneri fino alla notte di Pasqua.

E quindi, gli Ispanici degli Stati del Sud puntano all’astinenza “hard core” rinunciando alla carne per quaranta lunghi giorni.
E quindi, per quaranta lunghi giorni devono fare a meno della pizzeria, visto che la pizzeria si ostina a produrre piatti pieni di bacon.
E quindi, la pizzeria languisce mezza vuota per tutta la Quaresima – roba da rischiar la bancarotta per davvero; roba da non riuscire a pagar lo stipendio ai camerieri e da aspettare la domenica di Pasqua col cuore in gola, pregando che il problema sia davvero solo la Quaresima.

Beh… dopo un paio di ‘sta solfa, i “pezzi grossi” della Patrón hanno deciso di farsi furbi.
Sì, il problema sembra essere solo e unicamente la Quaresima: ‘sti Americani cattolici sono fissati ben bene, con ‘sta storia della carne.
Dunque, se il popolo rifiuta la carne, che vengano offerti al popolo del piatti vegetariani! E così, la Patrón ha lanciato sul mercato – vi giuro, non sto scherzando – un menù speciale dall’eloquente titolo: “Pizzas de Cuaresima”.

Approfittando di un’offerta speciale valida a partire dal mercoledì delle Ceneri e fino al sabato prima di Pasqua, i cittadini di fede cattolica avrebbero potuto gustare, presso i ristoranti della Patrón, due succulente pizze “a prova di Quaresima”. Si trattava, nello specifico, di una pizza vegetariana – cipolle, peperoni, funghi e olive nere sparpagliati su un letto di salsa al pomodoro – e di una pizza bianca agli spinaci, arricchita con quella imperdibile Salsa Alfredo che secondo gli Americani è una tipica specialità italiana e secondo gli Italiani non esiste affatto.
In ogni caso, le due pizze sarebbero state vendute per tutto il corso della Quaresima al prezzo speciale di sette dollari l’una – che è una cifra oggettivamente conveniente, se calcolate che queste pizze quaresimali erano dei cosi praticamente enormi, sufficienti a sfamare un’intera famiglia.

Tutto questo avveniva nella Quaresima di due anni fa – non so se nel frattempo la Patrón abbia deciso di rilanciare la promozione. Dando un’occhiata al loro sito, scopro però che le due pizze quaresimali sono entrate stabilmente nel menù “fisso” della compagnia, assieme a bombe caloriche come “formaggio e bacon” e delizie statunitensi come “prosciutto e ananas”. Vi giuro non sto scherzando.

Certo, certo: il calo delle vendite registrato durante la Quaresima (che comunque c’era davvero, ed era anche abbastanza drammatico!) non è stata l’unica motivazione dietro a una campagna di questo genere. La promozione quaresimale si inseriva in realtà in una più vasta campagna volta a sottolineare ancora una volta lo stretto rapporto fra la catena di ristoranti e l’anima latina: nello stesso 2012, la Patrón ha portato avanti iniziative speciali che volevano sottolineare la bellezza della lingua spagnola, l’apporto dei latinos alla Storia degli Stati Uniti e i rapporti di fratellanza con il Messico. Insomma: la volontà era quella di accattivarsi (una volta di più) le simpatie dei latinos nel Sud degli U.S.A., sottolineando, a fini pubblicitari, quegli elementi che distinguono la cultura ispanica da quella dei cosiddetti W.A.S.P.
E la fede cattolica è senz’altro uno di questi.
Quindi, perché non unire l’utile al dilettevole sfruttando la Quaresima a fini pubblicitari?

Pizzeria-Patron-Quaresima

E se a questo punto state pensando che si tratti solo di una campagna pubblicitaria e niente più, devo felicemente contraddirvi: la Patrón non è assolutamente l’unica catena che, negli States, “lancia” menù speciali di solo pesce durante la Quaresima. Dai grandi hotel ai fast food, dalle mense scolastiche ai ristorantini sotto casa, quasi tutti si attrezzano con uno speciale “Lenten Menu”, per offrire ampia scelta anche ai cattolici in Quaresima.

…una strategia commerciale di cui, devo esser sincera, sento paradossalmente la mancanza, qui, nella cattolicissima Italia. Okay, gli Americani hanno stili alimentari tutti particolari, e la nostra dieta mediterranea ci permette di sbizzarrirci senza anche dover necessariamente ricorrere a un menù “vegetariano” fatto apposta per chi fa astinenza.
Ma, a distanza di anni, ricordo ancora adesso la frustrazione di ritrovarmi, un venerdì di Quaresima, a una conferenza (…pure importante) in cui il servizio catering aveva palesemente dimenticato i cattolici praticanti: in mezzo a una rutilante serie di proposte, l’unico primo senza ragù di carne era già stato finito, e gli unici due secondi “cattolicamente corretti” erano infarciti di peperoni. E guarda un po’: se c’è una verdura di cui non riesco manco a sentir l’odore, si tratta proprio dei peperoni.
Fine della storia?
Non senza una certa amarezza, sono corsa a prendermi un panino nel bar meno lontano – e nemmeno in quel caso è stata un’impresa semplice, perché l’allegro paninaro aveva evidentemente poche simpatie per i vegetariani e quasi tutti i suoi panini erano imbottiti di prosciutto.

Certo, certo: quella volta, chiaramente, ho goduto di particolare sfortuna.
Ma mentre smangiucchiavo il mio tramezzino vegetariano, pensavo con una certa invidia a quei cattolici americani che, complice il politicamente corretto, si vedono proporre “Lenten menu” in ogni dove.
Potrà anche essere una trovata pubblicitaria, in alcuni casi…
…ma, per altri versi, può costituire davvero un serio aiuto a un poveretto che vorrebbe fare astinenza, ma se tutto il mondo gli rema contro…

Quaresima 2007. In una campagna pubblicitaria di sicuro impatto, la Kentucky Fried Chicken sfoggia cartonati a grandezza naturare di Papa Benedetto... che lascia felice il fast food, portando a casa un succulento spuntino interamente a base di pesce. Beato lui!
Quaresima 2007. In una campagna pubblicitaria di sicuro impatto, la Kentucky Fried Chicken sfoggia cartonati a grandezza naturare di Papa Benedetto… che lascia felice il fast food, portando a casa un succulento spuntino interamente a base di pesce. Beato lui!

5 thoughts on “Pizza de Cuaresma

  1. Interessante, non lo sapevo, ma mi piace tanto il senso del marketing degli States. L’astinenza della carne e altro fa davvero bene al nostro spirito, e per tanti anni l’ho fatto, ora non posso più per motivi di salute, ma pongo rimedio in altro modo.

    Ehm…hai mai provato un toast con una fetta di prosciutto cotto, una fetta di ananas e sopra del formaggio che si scioglie? Ti assicuro che non è male! °__*

    1. Rispondo in ritardo di qualche mese :P ma… no: mai provata la delizia che dici tu >.> però da piccola ero nota per mangiare le crostatine Mulino Bianco, con sopra una Sottiletta.
      Ehm.

      Scherzi a parte, quest’anno in vacanza al mare c’era una focacceria che faceva focaccia ligure con sopra pezzi di ananas. Ne avevo presa una fetta nella (ovvia) convinzione che la base della focaccia fosse dolce, invece no: era una normale base per focaccia, leggermente salata, con sopra l’ananas e abbondante spolverata di zucchero.
      Ecco, non so se la ricomprerei perché tutto sommato non è che ne sia andata pazza, ma – incredibilmente – era buona… :o

    1. Beh: ovviamente non posso dire di conoscere gli USA, però seguo tante blogger americane di fede cattolica. Per loro osservare digiuno e astinenza è una cosa MOLTO importante; non so dire se siano queste blogger che sono “particolarmente cattoliche” e quindi danno molta importanza a questa cosa, ma la mia impressione è che il digiuno e l’astinenza siano persino più osservati negli USA che qui. Quantomeno ho l’impressione che se ne parli di più per sensibilizzare i fedeli, ecco. Questo sì.
      Se spari nel mucchio, qualcuno verrà sensibilizzato per davvero.

      Anche su Pinterest: se cerchi cose tipo “lenten food”, “meatless fridays” o cose del genere, trovi un’infinità di bacheche con ricette dedicate. Fra i cattolici “seri”, ho l’impressione che sia un precetto ancora molto osservato (anche nei normali venerdì dell’anno, non di Quaresima).

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