Personale

I custodi della mia chiesa

Quando sono entrata per la prima volta nella mia parrocchia di Pavia, sono rimasta sconvolta dalla sua aura di antichità.
Per carità: è poi ‘na chiesa romanica come tante; l’Italia è piena. Però, fino a quel momento, io avevo avuto la (s)ventura di frequentare solo ed esclusivamente chiese molto moderne, con quell’architettura anni ’70 che non mi trasmette proprio niente. Torino mi aveva anche offerto centinaia di occasioni per pregare in chiese barocche, ma quello stile decisamente non fa per me: troppo pomposo, troppo magniloquente. Si dà troppe arie, se me la passate.

E invece, il romanico.
Ricordo ancora quei pomeriggi in cui io diciannovenne, appena catapultata in una città nuova e sconosciuta, facevo una passeggiata per Pavia, cercavo di prendere le misure della mia nuova vita, e poi, volgendo verso casa, sulla strada del ritorno, entravo nella mia chiesa; così, tanto per fare.
Vorrei dire che ci entravo per pregare, ma sarebbe una bugia: in realtà, mi limitavo a stare lì e a godere di quell’atmosfera silenziosa e rarefatta, che, in qualche modo, sembrava riportarmi indietro nel tempo, fino ai secoli lontani in cui la chiesa era stata appena edificata.

La prima volta che sono andata a Messa in quella parrocchia, ho preso posto in un banco attaccato a una colonna. Mi emozionava, pensare che quella colonna era lì al suo posto da poco meno di un millennio; mi emozionava, pensare a tutte le generazioni di fedeli che, nel corso dei secoli, si erano seduti dove in quel momento ero seduta io, e avevano sfiorato con le loro vesti quei mattoni che avevo accanto. Di tanto in tanto, mi muovevo discretamente sul mio banco fino ad arrivare a sfiorarli anch’io – e quasi mi sentivo in una specie di comunione ecclesiale, che superava non solo i confini dello spazio, ma anche quelli del tempo.

Solo dopo un po’ di domeniche, mi sono resa conto di essere osservata.

No, non dal prete, che si domandava chi fosse ‘sta deficiente che palpava colonne nel bel mezzo della Messa. Più precisamente, mi sono resa conto di essere osservata da un diavoletto.
Oh cielo: a dirla tutta, potrebbe anche essere un toro dalle vaghe reminescenze bibliche. Io non me ne intendo affatto di Storia dell’Arte (proprio zero); e, comunque, la fragile ardesia è troppo rovinata, per permettere, a me profana, una identificazione certa.
Ad ogni buon conto, nella mia parrocchia c’è sto coso con le corna che, con lapidea sistematicità, mi fissa sogghignando, appollaiato sul cucuzzulo di un capitello. Mi fa sorridere incrociare il suo sguardo, perché sembra proprio che punti direttamente nel mio: dal posto in cui mi siedo di solito quando vado a Messa, il coso mi guarda fisso, con una certa canzonatura.
Mi piace ricambiare il suo sguardo e accennare anche a un mezzo sorriso; il creaturo, secondo me, sotto sotto ne è contento.

Da un vecchio scatto: una delle faccine più adorabilmente malmostose
Da un vecchio scatto: una delle faccine più adorabilmente critiche

La mia parrocchia pavese, all’apparenza, è abbastanza spoglia: mi ci è voluto un po’ di tempo, per individuare (nei suoi capitelli, sulla sua facciata, sotto al suo tetto) tutti questi miei creaturini.
Sono – ovviamente – piccoli bassorilievi in pietra, come se ne trovano mille in tutte le chiese romaniche. Sono faccine che ti fissano dall’alto, corrucciate e con aria critica; sono piccoli decori sui capitelli delle colonne; sono mostriciattoli, animaletti e drôlerie di vario genere, che fanno capolino nei posti più improbabili della chiesa.
Purtroppo o per fortuna, non sono ben visibili. Quelli meglio conservati sono nascosti in posti inaccessibili, su cui normalmente non cade lo sguardo dei fedeli; quelli più in vista portano su di sé il peso dei secoli, dei restauri e dei vari rimaneggiamenti. Cosa rappresentassero i bassorilievi incisi sulla facciata, ad esempio, io lo so con precisione, ma solo perché ho trovato nell’archivio parrocchiale alcune foto dello scorso secolo che hanno ancora fatto in tempo ad immortalarli: oggi, le loro forme sono molto più indistinte.

Egoisticamente, sono quasi “contenta” che i “miei” bassorilievi (o per meglio dire “le mie faccine”, come sono solita chiamarli) siano così: un po’ nascosti, un po’ mimetizzati. Il fatto che mi siano balzati all’occhio a poco a poco, man mano che si intensificava la mia partecipazione alla vita di parrocchia (e, di conseguenza, il tempo trascorso in chiesa) mi fa pensare che siano stati loro, i bassorilievi, a volersi rivelare a me, quasi in segno di amicizia e di accoglienza.

Non fate ‘sta faccia, non sono (del tutto) pazza: sono solo una medievista. E so benissimo che al popolino, nel Medioevo, piaceva cullarsi nella stessa illusione: che quei bassorilievi che animavano le chiese, non fossero nuda pietra inerte, ma fossero in un certo senso “creature vive”, poste a custodia dell’edificio consacrato.
Non che la gente ci credesse davvero, questo è ovvio, ma pare acclarato che ci fosse questa credenza.

E a me piace così tanto allinearmi con la credenza antica, immaginando che queste faccine incise nella pietra siano, in realtà, i custodi secolari della mia chiesa. Ogni tanto fantastico su quante ne abbiano viste nel corso dei secoli, e cosa pensino di questo mondo che è così cambiato.
(…secondo me, a dirla tutta, non ne pensano proprio un bel niente. Sono faccine. Sorvegliano la chiesa. Osservano i fedeli. Non nutrono opinioni).

Anche mentre ero all’inginocchiatoio davanti all’altare, aspettando l’inizio della Messa, mi domandavo, non senza una certa dose di divertimento, cosa pensassero, del mio matrimonio, le mie faccine secolari.
La chiave di tutto, direi, sta nel “secolari”. Non ho certo la pretesa di dire che il mio sia stato il matrimonio più assurdo mai celebrato tra le mura di quella chiesa, da che quella chiesa esiste. Le mie faccine avran visto ben di peggio: qualche vicenda ancor più improbabile della nostra ci sarà pur stata, nel corso dei secoli.

Però, diciamo che sono moderatamente certa di aver offerto alle mie faccine una interessante variazione sul tema, rispetto a tutti i matrimonii “standard” a cui hanno assistito – diciamo – negli ultimi cinquant’anni come minimo.
Una chiesa deserta, due sposi vestiti come se fossero appena usciti dal lavoro in banca, un matrimonio la cui data e ora viene fissata con quattro giorni di preavviso, e un quantitativo di invitati che avrebbero potuto essere contati sulle dita di una mano e che fino all’ultimo ha rischiato di diminuire ancora.

Essendo nei paraggi, le faccine potrebbero anche aver sentito le mie confessioni, e potrebbero anche – se ne avessero voglia – smentire l’illazione più ovvia e più scontata: non è stato un matrimonio riparatore, e la sposa non è incinta.
Essendo appollaiate sui capitelli della chiesa, le faccine potrebbero anche aver ascoltato le mie preghiere sussurrate a mezza voce, nelle settimane tormentate e dolorose che hanno preceduto il mio matrimonio. Mi piace anche pensare che, dopo aver conosciuto i dettagli, abbiano preso in simpatia la nostra storia.
Una storia che, ovviamente, non mi metterò a scrivere su questo blog (anche perché sembrerebbe una brutta copia dei Promessi Sposi), ma che lascio alla fervida immaginazione dei miei lettori, certa che riuscirete a tirar fuori versioni molto più appassionanti (…e, probabilmente, anche più verosimili).

Dicono che una sposa si senta gli occhi di tutti gli invitati puntati addosso, mentre percorre la navata al suono della marcia nuziale. Io, in pratica, non avevo invitati (…e manco l’organo, sol per quello), ma mi piaceva pensare che fossero puntati su di me gli occhi curiosi, vigili (e, auspicabilmente, anche amichevoli) delle creaturine plurisecolari in pietra, che vivono nella mia chiesa.

Chissà cosa hanno pensato, come hanno commentato l’accaduto, ammesso che una faccina romanica posta a custodia di una chiesa abbia interesse a perdere tempo su queste frivole inezie terrene.

Eppure, a me piace pensare di aver catturato la loro attenzione, almeno per un po’.
Non so se i bassorilievi romanici, oltre a custodire le chiese, abbiano anche l’abitudine di pregare per i fedeli che le popolano, ma a me piace pensare che anche loro si siano uniti alle nostre preghiere, partecipando silenti alla nostra Messa nuziale.

Sarà pure una piccolezza da medievista sentimentale, ma a me piace tantissimo cullarmi in questo pensiero.

MatrimonioBlog

54 thoughts on “I custodi della mia chiesa

  1. Sono sicura che “i bassorilievi romanici, oltre a custodire le chiese, abbiano anche l’abitudine di pregare per i fedeli che le popolano” . . . ;)
    Anche a me piace molto il romanico (forse più che il gotico, sicuramente molto più del barocco), mi piacerebbe visitare questa “tua” chiesa. Così “tua” da sceglierla per il tuo matrimonio! :)
    Auguri a te e al tuo sposo per questa bellissima (durissima) nuova sfida! <3

    Ciao, Fior

    1. Ecco: per me, invece, il romanico e il gotico se la giocano alla pari – tutti e due mi piacciono tantissimo, in maniera diversa.
      Visto che ogni tanto ci scambiamo consigli di lettura, tu hai già letto il (bellissimissimo) I pilastri della terra di Ken Follet, sì? Fra i mille temi che affronta il romanzo, c’è anche il lento passaggio dall’architettura “old style” all’architettura gotica: tutte le vicende si svolgono attorno a una cattedrale in costruzione, proprio negli anni in cui si imponeva lo stile gotico.
      Se non l’hai letto, consigliatissimo :-)

      Grazie mille per gli auguri, anche da parte di Claudio!

    1. Grazie per tutte e due le cose, e speriamo che dopo questo semestre molto particolare (matrimonio a parte, me ne son successe di tutto nell’ultimo periodo) anche il mio ritorno in rete possa essere stabile e duraturo :-D

      Grazie ancora, anche da parte di Claudio :-)

  2. Mi sono chiesta svariate volte che fine tu avessi fatto in questi mesi e – dato che mi mancavi (sì, lo ammetto!) – mi consolavo dando diverse interpretazioni a questa tua assenza.
    L’unica cosa a cui non avevo pensato è che tu ti fossi sposata!
    Mi sono sempre figurata una Lucyette sposa con un lungo e ampio abito bianco accollatissimo e tutto di pizzo, ma questa versione mi piace di più, perché è vera e perché, se ci penso bene, ti esprime proprio.
    Per questo…
    TANTI TANTISSIMI AUGURI PER QUESTO INIZIO DI CAMMINO INSIEME (a tutti e due…) :D
    Laura

    1. Grazie mille per gli auguri, anche da parte del marito! :-)))

      Eh… lo so: mi è anche spiaciuto essere scomparsa così, ma… come potrete facilmente intuire, sono state settimane difficili. Non avevo tempo da dedicare al blog, e soprattutto non avevo testa.
      Ma se Dio vuole, adesso è passata e sono tornata in pista :-)

      Ma veniamo ai discorsi giustamente frivoli: Lucyette in abito da sposa tutto di pizzo? Mh, fuochino: in realtà il pizzo mi piace tantissimo ma non ce l’avrei voluto sul mio vestito da sposa (…la realtà è che lo trovo troppo inflazionato da quando l’ha riportato di moda Kate Middleton, a dirla tutta).

      In realtà, un abito da sposa ideale io ce l’avrei avuto, in mente. L’avevo visto molto tempo fa navigando, per curiosità e per passare il tempo, su un sito di e-commerce di “temple dress” (che sono gli abiti da sposa molto semplici e lineari, quasi austeri, che indossano in America le spose mormoni quando vanno a sposarsi. Poi, dopo la cerimonia religiosa, spesso si cambiano d’abito indossandone uno un po’ più easy per la festa con gli amici).
      Mi era piaciuto così tanto che mi ero salvata la foto, con l’idea di farmene confezionare uno simile da una sarta; ed era questo:

      Poi in realtà avevo anche pensato che una cosa del genere fosse “troppo” per una cerimonia informale come stava prendendo forma nella nostra mente man mano che passava il tempo, e mi stavo orientando su qualcosa più o meno sempre su quel genere, ma con la gonna al ginocchio. Magari addirittura riutilizzando vestiti che avevo già nel guardaroba, perché qualcosa di adatto, a quel punto, ce l’avrei già avuto!

      Poi vabbeh, sono successe cose e il matrimonio è stato anticipato drasticamente (in teoria pensavamo di sposarci l’8 ottobre prossimo, durante il giubileo mariano), non avevo né la voglia né il tempo materiale di dedicarmi alla ricerca di un vestito, quindi in definitiva il mio vestito da sposa è stato: tubino nero regalatomi da mia mamma per un Natale quando ero ancora al liceo (forse addrittura al ginnasio), e giacchetta bianca di Mango comprata ai saldi a € 29,99 (€ 29,99 sono sostanzialmente la spesa massima sostenuta per questo matrimonio, LOL)
      XD

      Però avevo in testa un velo da Messa bellissimo che uso quando mi capita di andare alla Messa in forma straordinaria ;-)

      1. Effettivamente, anche questo vestito è molto Lucyette.:D
        Io ti ammiro molto come persona e devo ammettere che spesso penso: “Cosa farebbe Lucia in questa situazione?”
        E così ho fatto con tutto il tuo matrimonio. :P
        Penso comunque che abbiate fatto una scelta giusta e saggia, anche se ovviamente non ne conosco i motivi e di certo si può dire che vi amate molto, se vi siete sposati senza tutti i fronzoli che si utilizzano in genere (suppongo) per allontanare dagli sposi che il matrimonio sia la tomba dell’amore.
        Sì, voi due mi piacete proprio. :D

      2. (Sorvolando sulla ovvia reazione imbarazzata e sconvolta sulle linee di “ma che scherzi, spero!” al pensiero di gente che si domanda su cosa farei io nella determinata situazione… :-P)

        Mh. Tu dici che tutti i vari fronzoli matrimoniali servono a distogliere gli sposi dall’idea che dici tu?
        Non saprei, onestamente. Non credo sia per quello, sai?
        Secondo me è proprio solo una questione di moda, e mi spiego con un esempio non-matrimoniale: le feste di laurea.
        A Pavia, dove ho studiato negli anni dell’università, le feste di laurea sono una cosa molto, molto sentita. Credo che anche a Torino sia consuetudine festeggiare le lauree, ma in maniera un po’ minore rispetto al modo in cui le si festeggia a Pavia. Sarà che Pavia è una cittadina piccola (quindi, è statisticamente più probabile imbattersi in una festa di laurea passeggiando per le vie del centro); sarà che Pavia è una cittadina che campa sull’università (e sugli ospedali), quindi i negozianti “puntano tutto” su questo aspetto.
        Fatto sta che io, a Torino, non ho mai visto dei laureandi che si facevano rilegare la tesi con un colore che fosse coordinato a quello del vestito che avrebbero usato per la discussione, e a quello del bouquet di fiori che avrebbero ricevuto dagli invitati. A Torino non ho mai nemmeno visto distribuire bomboniere per la laurea (qualcuno regala confetti rossi, ok, ma non la bomboniera intera), e, in generale, non mi è mai capitato di assistere a festeggiamenti di laurea particolarmente appariscenti.

        A Pavia invece sì, e la gente si straniva nel venire a sapere di laureandi che festeggiavano diversamente. E si straniva, non per una questione culturale o che so io, ma proprio per una questione di moda, di abitudine. Se vivi in un posto in cui tutti quanti fanno la bomboniera quando si laureano e pagano il fotografo professionista per avere scatti della discussione, ohibò, perché tu non dovresti farlo? Lo fanno tutti, è la normalità, si usa così.

        Ecco, secondo me i matrimoni di oggi sono così pieni di orpelli, per il semplice fatto che… si usa così.
        Spedire le partecipazioni per posta non ha la minima utilità pratica nell’epoca di Whatsapp, ma si usa così e quindi lo fai anche tu: del resto, perché mai non farlo?
        Perdere tempo a impazzire per comporre un tableau de mariage dando un nome a tutti i tavoli del ristorante mi sembra una roba di rara inutilità, manco stessimo organizzando un party di compleanno per un bimbo che vuole la festa a tema, però lo fanno tutti e gli invitati se lo aspettano, quindi, perché no?

        Ecco: secondo me, per tutto quanto, vale un po’ questa norma. Vestito da sposa da principessa (quando tu invece magari sei una donna sportiva, e ti sentiresti più a tuo agio con un bel paio di pantaloni), sfilze di damigelle e testimoni all’altare, fiori al ristorante tassativamente coordinati coi fiori in chiesa, eccetera eccetera. Lo fanno tutti, si usa così: perché mai dovresti essere tu a far la strana, sfidando le abitudini che ormai si sono imposte?

        Ma secondo me queste abitudini si sono imposte per il semplice fatto che lo fanno tutti, e allora anch’io; e la gente ha cominciato a ricercare certi fronzoli, negli anni del dopoguerra, perché i commercianti hanno cominciato a proporli e han trovato qualcuno che gli stesse dietro. E, probabilmente, la gente gli stava dietro anche perché, inconsciamente, si voleva festeggiare il fatto anche i proletari orma potevano permettersi un giorno “da sogno”, imitando le feste principesche da rotocalco.
        Col passar degli anni la moda è diventata… sempre più di moda, e il “così fan tutti” ha preso sempre più piede.

        Ma onestamente io ci vedo proprio solo questo: il desiderio di vivere una giornata da sogno (“almeno per quel giorno, voglio sentirmi una principessa!”), e un ovvio uniformarsi a quello che fanno, in media, tutte le altre coppie di sposini.
        Che poi già in passato i matrimoni fossero a big deal, è certamente vero (ma i matrimoni di una volta erano anche una cosa diversa)… ma, secondo me, le origini di questa frenesia matrimoniale d’oggi stanno – banalmente – qui. E’ una questione di “così fan tutti”, secondo me. Non ci vedo dietro chissà quale strano disegno tipo “festeggiamo almeno oggi, ché da domani entriamo nella tomba dell’amore”, personalmente :-)

        Ma chissà, può anche esser come dici tu, per alcuni :-D

      3. E comunque, a proposito di fronzoli matrimoniali inutili, a ‘sto punto non posso non citare quel passo bellissimo dell’Amoris Laetitia appena uscita:

        “La preparazione prossima al matrimonio tende a concentrarsi sugli inviti, i vestiti, la festa e gli innumerevoli dettagli che consumano tanto le risorse economiche quanto le energie e la gioia. I fidanzati arrivano sfiancati e sfiniti al matrimonio, invece di dedicare le migliori energie a prepararsi come coppia per il gran passo che faranno insieme. Questa mentalità si riscontra anche in alcune unioni di fatto, che non arrivano mai al matrimonio perché pensano a festeggiamenti troppo costosi, invece di dare priorità all’amore reciproco e alla sua formalizzazione davanti agli altri.
        Cari fidanzati, abbiate il coraggio di essere differenti, non lasciatevi divorare dalla società del consumo e dell’apparenza. Voi siete capaci di scegliere un festeggiamento sobrio e semplice, per mettere l’amore al di sopra di tutto. Gli operatori pastorali e tutta la comunità possono aiutare a far sì che questa priorità diventi la normalità e non l’eccezione”.

        Eh!
        Magari, ci fosse un po’ più di indirizzamento e guida sotto questo punto di vista!
        Non c’è niente di male nel voler fare la festa lussuosa se gli sposi desiderano questo (per carità), e non ho niente contro tutti i fronzoli non necessari, a patto che non diventino (ovviamente) l’unica preoccupazione degli sposi.
        Però.
        Qualche richiamo in più alla sobrietà e a ciò che conta veramente, da parte dei parroci e degli operatori pastorali, tante volte secondo me non ci starebbe neanche male (non dico nel senso di un niet assoluto, ma quantomeno nel senso di un: ci avete pensato?)

    2. Toh! Visto che dicevi di aver fantasticato su quale sarebbe stato il mio vestito da sposa: poco fa sulla home page di Zalando mi sono trovata davanti a un vestito che è praticamente identico a uno (che avevo già, e) che stava diventando Il Prescelto per essere indossato nel mio matrimonio di inizio ottobre, salvo che poi non mi sono più sposata in autunno ;-)

      Non si tratta esattamente dello stesso abito (e quello che ho io mi piace di più :-P), ma, globalmente, è molto simile a questo:

      Che dici, “fa Lucyette” secondo il tuo immaginario? ;-)

      (Casomai qualcuno passasse di qui e si innamorasse del vestito che ho appena mostrato, il link a cui comprarlo è questo)

  3. Che bello che ti sei sposata a Pavia :-) Le faccine forse si saranno un po’ stupite ma io non m’immaginavo un matrimonio molto diverso da parte tua e ne apprezzo tanto la semplicità, anche nell’abito. Vi auguro un matrimonio solido e felice! :-)
    P.S. anch’io faccio pensieri del genere accanto alle colonne antiche :-P

    1. E’ vero, sai?
      Nemmeno noi, di cui già erano ben note le fissazioni nel segno della assoluta sobrietà, eravamo partiti con l’idea di un matrimonio proprio così. Esempio plateale, sicuramente non pensavamo di sposarci nel bel mezzo della Quaresima, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista liturgico (altare spoglio, niente musica se non quella strettamente necessaria per sostenere il canto, etc).

      Ma col senno di poi, tornati a casa dopo la Messa, osservavamo tutti e due che, in effetti, è stato bellissimo così. In un matrimonio normale ci sono così tante distrazioni (fotografo, fiori da mettere in chiesa, prendere accordi con organista e coro, abbracciare gli amici, distribuire i confetti, pensa a questo e pensa a quello)… cose non sbagliate di per sè, per carità (ovviamente a patto che non prendano il sopravvento). Però, il fatto di non averle avute ha fatto sì che noi ci concentrassimo solo ed esclusivamente sul matrimonio in sè, sul sacramento “nudo e crudo”… ed è stato davvero molto, molto bello.

      Ora, io non dico che tutti quanti debbano sposarsi nello stesso modo; però… ;-)

      Grazie mille per gli auguri, Ilaria!

    2. P.S. Io, oltre a palpare colonne antiche, ho anche inserito durante la Messa una intenzione di preghiera per tutti i fedeli defunti che hanno vissuto nella mia parrocchia nel corso dei secoli.
      E mi son già tenuta sul vago, perché, avendo avuto sottomano le carte d’archivio di quella chiesa, avrei anche potuto far nomi e cognomi di tante, tante persone che mi stanno particolarmente care perché conosco le loro storie… ;-)

  4. Congratulazioni!!!!!!!!
    Sicuramente avrai avuto non tanti invitati ma migliaia di Santi a fare da invitati… ricordandosi come li hai descritti nei precedenti post.

    Un sorriso

    1. …vogliamo parlare di Santi nella lista degli invitati? XD
      In comune accordo col parroco, che stranamente non mi ha mandata a quel paese quando gli ho chiesto di recitare tutta questa luuuuuunga sfilza infinita di nomi, abbiamo deciso di utilizzare le litanie dei santi secondo l’elenco “completo”, quello di Paolo VI, ma nella versione completa e non in quella abbreviata che si usa di solito.
      Insomma, abbiamo invocato tutti questi:

      Santa Maria
      Santa Maria Regina in cielo assunta
      Santa Maria Regina di tutti i Santi
      San Michele
      San Gabriele
      San Raffaele
      Santi Angeli Custodi

      Sant’Abramo
      San Mosè
      Sant’Elia
      San Giovanni Battista
      San Giuseppe

      San Pietro
      San Paolo
      Sant’Andrea
      San Giacomo (maggiore),
      San Giovanni
      San Tommaso
      San Giacomo (minore)
      San Filippo
      San Bartolomeo
      San Matteo
      San Simone
      San Taddeo
      San Mattia
      San Barnaba
      San Luca
      San Marco

      Santi Innocenti
      Santo Stefano
      San Sebastiano
      San Tarcisio
      Sant’Ignazio di Antiochia
      San Policarpo
      San Giustino
      San Lorenzo
      San Vincenzo
      San Fabiano
      Santi Giovanni e Paolo
      Santi Cosma e Damiano
      Santi Gervasio e Protasio
      San Cipriano
      San Bonifacio
      San Stanislao
      San Tommaso Becket
      Santi Giovanni Fisher e Tommaso Moro
      San Paolo Miki
      Santi Giovanni di Brébeuf e Isacco Jogues
      San Pietro Chanel
      San Carlo Lwanga
      San Massimiliano Maria Kolbe
      Sante Perpetua e Felicita
      Santa Maria Goretti
      Santa Teresa Benedetta della Croce

      San Silvestro
      San Leone
      San Gregorio
      Sant’Ambrogio
      Sant’Agostino
      San Geronimo
      Sant’Atanasio
      Santi Basilio e Gregorio Nazianzeno
      San Giovanni Crisostomo
      San Gregorio Taumaturgo
      San Martino
      San Nicola
      San Patrizio
      Santi Cirillo e Metodio
      San Carlo Borromeo
      San Francesco di Sales
      San Pio X
      San Pio da Pietrelcina
      Beato Benedetto XI
      Beato Giovanni Antonio Farina
      Beato Andrea Giacinto Longhin
      San Giovanni Paolo II

      Sant’Antonio
      San Benedetto
      San Bernardo
      San Domenico
      San Francesco
      San Tommaso d’Aquino
      Sant’Ignazio di Loyola
      San Gaetano di Thiene
      San Francesco Saverio
      San Luigi Gonzaga
      San Vincenzo de Paoli
      San Giovanni Maria Vianney
      San Giovanni Bosco

      Sant’Anna
      Santa Maria Maddalena
      Sant’Agata
      Santa Lucia
      Santa Barbara
      Santa Agnese
      Santa Cecilia
      Santa Caterina
      Santa Anastasia
      Santa Scolastica
      Santa Caterina da Siena
      Santa Rita da Cascia
      Santa Teresa d’Avila
      Santa Rosa da Lima
      Santa Benardetta
      Santa Maria Bertilla

      San Luigi
      Santa Monica
      Santa Elisabetta d’Ungheria
      San Liberale
      San Rocco
      Beato Enrico da Bolzano
      Beato Giuseppe Toniolo

      Più, ovviamente, le aggiunte di santi particolarmente cari agli sposi, che non erano pochi.
      Penso che ci siano voluti venti minuti abbondanti a citarli tutti, i quatto gatti che erano in chiesa ci avranno odiati XD

      Grazie per gli auguri, Marinz!

    2. (altri dieci minuti poi se ne sono andati con la preghiera eucaristica per fissati:

      Padre clementissimo, noi ti supplichiamo e ti chiediamo per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, di accettare questi doni, di benedire queste offerte, questo santo e immacolato sacrificio.
      Noi te l’offriamo anzitutto per la tua Chiesa santa e cattolica, perché tu le dia pace e la protegga, la raccolga nell’unità e la governi su tutta la terra, con il tuo servo il nostro Papa Francesco, il nostro Vescovo Corrado e con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica trasmessa dagli apostoli.
      Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli. Ricordati di tutti i presenti, dei quali conosci la fede e la devozione: per loro ti offriamo e anch’essi ti offrono questo sacrificio di lode, innalzano la preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero, per ottenere a sé e ai loro cari redenzione, sicurezza di vita e salute. In comunione con tutta la Chiesa, ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre vergine Maria, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe, suo sposo, i santi apostoli e martiri: Pietro e Paolo, Andrea, Giacomo, Giovanni, Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Clemente, Sisto, Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono, Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano e tutti i santi; per i loro meriti e le loro preghiere donaci sempre aiuto e protezione.

      Accetta con benevolenza, o Signore, l’offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri, questi sposi Claudio e Lucia e tutta la tua famiglia: tu che hai dato loro la gioia di questo giorno, allietali con il dono dei figli e di una vita lunga e serena. Santifica, o Dio, questa offerta con la potenza della tua benedizione, e degnati di accettarla a nostro favore, in sacrificio spirituale e perfetto, perché diventi per noi il corpo e il sangue del tuo amatissimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo.

      La vigilia della sua passione, egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, e alzando gli occhi al cielo a te Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

      Prendete, e mangiatene tutti:
      questo è il mio Corpo
      offerto in sacrificio per voi.

      Dopo la cena, allo stesso modo, prese questo glorioso calice nelle sue mani sante e venerabili, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

      Prendete, e bevetene tutti:
      questo è il calice del mio Sangue
      per la nuova ed eterna alleanza,
      versato per voi e per tutti
      in remissione dei peccati.
      Fate questo in memoria di me.

      Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua resurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.

      In questo sacrificio, o Padre, noi tuoi ministri e il tuo popolo santo celebriamo il memoriale della beata passione, della risurrezione dai morti e della gloriosa ascensione al cielo del Cristo tuo Figlio e nostro Signore; e offriamo alla tua maestà divina, tra i doni che ci hai dato, la vittima pura, santa e immacolata, pane santo della vita eterna e calice dell’eterna salvezza.
      Volgi sulla nostra offerta il tuo sguardo sereno e benigno, come hai voluto accettare i doni di Abele il giusto, il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede, e l’oblazione pura e santa di Melchisedech, tuo sommo sacerdote.
      Ti supplichiamo, Dio onnipotente: fa’ che questa offerta, per le mani del tuo angelo santo, sia portata sull’altare del cielo davanti alla tua maestà divina, perché su tutti noi che partecipiamo di questo altare, comunicando al santo mistero del corpo e sangue del tuo Figlio, scenda la pienezza di ogni grazia e benedizione del cielo.
      Ricordati, o Signore, dei tuoi fedeli, che ci hanno preceduto con il segno della fede e dormono il sonno della pace. Dona loro, Signore, e a tutti quelli che riposano in Cristo, la beatitudine, la luce e la pace. Anche a noi, tuoi ministri, peccatori, ma fiduciosi nella tua infinita misericordia, concedi, o Signore, di aver parte nella comunità dei tuoi santi apostoli e martiri: Giovanni, Stefano, Mattia, Barnaba, Ignazio, Alessandro, Marcellino e Pietro, Felicita, Perpetua, Agata, Lucia, Agnese, Cecilia, Anastasia e tutti i santi: ammettici a godere della loro sorte beata, non per i nostri meriti, ma per la ricchezza del tuo perdono.
      Per Cristo nostro Signore tu, o Dio, crei e santifichi sempre, fai vivere, benedici e doni al mondo ogni bene.
      Per Cristo, con Cristo e in Cristo a te, Dio Padre onnipotente nell’unità dello Spirito Santo ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli
      .

      Sì, i quattro gatti che erano in chiesa ci avranno odiati XD )

      1. Alla grande… anche al mio matrimonio non ho lesinato sui santi … ma nel tuo elenco manca Marino ;o)
        ancora congratulazioni e in bocca al lupo per tutto

      2. Vero, manca :-P

        Curiosità: nel rito ambrosiano, le litanie dei santi in forma completa, come sono? Simili a quelle romane, o siete per il famolo strano anche lì?

  5. Congratulazioni, Lucia. Auguro tutta la felicità del mondo a te e a Claudio.

    Scusa per la banalità, ma non ho altre parole: sono del tutto incapace di esprimermi in frangenti come questi.

    1. Sinceramente ero all’oscuro della formula “completa” della litania dei Santi
      Rispetto al romano ci sono dei santi tipicamente ambrosiani come San Galdino, santa Tecla ect.

  6. Prima reazione, diciamo fino a metà post: «Commovente: anch’io ci penso, quando vado in chiese antiche o visito il mio Duomo».
    Seconda reazione: «SI SONO SPOSATI?!!?! Ma fino a ieri io e Lucia eravamo lì a fantasticare sui nostri ipotetici matrimoni, anche se per lei non era tanto ipotetico essendo fidanzata con Claudio…!». Poi, a proposito di faccine: immaginati la mia mentre leggo il post sul tram…

    Comunque, mi unisco anch’io alle felicitazioni e a tutto quello che di bello e buono vi si possa augurare!

    1. Emiliaaa! :-D
      Aspettavo al varco questo tuo commento, anche con una certa “ansia” se vogliamo, visto che l’ultima volta che ci eravamo parlate non ti avevo detto assolutamente niente della grande notizia… ma in effetti non lo sapevo ancora neanch’io XD (cioè, sapevo che mi sarei sposata, ma, appunto, avevo in mente una data molto più in là nel tempo).

      Ti dirò di più: qualche giorno prima del matrimonio – un po’ malinconica, un po’ divertita – ero anche andata a rileggermi quel tuo vecchio post in cui fantasticavamo su come avremmo voluto organizzare i nostri matrimonii. Vedi un po’ i casi della vita: uno organizza e organizza con anni e anni di anticipo, meticolosamente… e poi, zak, gli scherzetti del destino… ;-)

      Grazie mille per gli auguri Emilia, anche da parte di Claudio! Smack!

  7. Da qualche parte dovrei avere una vecchia fotocopia delle litanie dei santi ambrosiane, ma alle ordinazioni sacerdotali, per esempio, c’è una lista di circa 60 nomi. A tutt’oggi, non so quale sia lo standard.
    Per il Rito del Matrimonio, come per quello del Battesimo e delle Esequie, le litanie sono obbligatorie, ma limitate ai santi che vissero in stato coniugale, più eventuali devozioni degli sposi (ma il rito prevede, come aggiunte, soltanto il santo dello sposo, della sposa e il titolare della chiesa). Per dire, settimana prossima ho un matrimonio dove i “prega/pregate per noi” sono 30!

    1. Scusa, Emilia: una curiosità a scoppio ritardato.
      Scrivi: “per il Rito del Matrimonio, come per quello del Battesimo e delle Esequie, le litanie sono obbligatorie, ma limitate ai santi che vissero in stato coniugale”.

      Ora, posso capire che le litanie per il rito del matrimonio siano limitate ai santi che vissero in stato coniugale (onestamente non condivido la scelta, ma capisco il senso).
      Ma per il rito del battesimo e delle esequie, anche?
      Solo laici sposati anche lì?
      o.o

    1. Arieccomi dopo la pausa-Venerdì-Santo: grazie di cuore, Mariluf!

      Beh… però a Torino (parlando di Torino-Torino, non paesini delle cinture e colline circostanti) cosa è rimasto, di non barocco (e di non… post-barocco, insomma? :-P Perché, nelle chiese, l’unico stile “recente” che mi piaccia per davvero è il neogotico (ebbene sì: per molti è un abominio, per me è una godibilissima artefazione).
      Per il resto, tutte le chiese che mi piacciono davvero sono state costruite prima del ‘600 – possibilmente, anche prima del ‘500. Dell’arte della piena Controriforma mi piacciono certi quadri, certe Madonne e Sante, toh.

      Di chiese come dico io, obiettivamente, mi pare che a Torino-città ce ne siano ben poche… :-|

      1. Se restringi così il campo, hai ragione…. Ci sono , ma ben poche: Io apprezzo molto anche qualche moderna…. Buon preoseguimento, per tutto, a te e ai tuoi! mf

      2. Qualche moderna, intendendo proprio “contemporanea” o comunque del ‘900, piace anche a me. A Torino, di chiese moderne che mi entusiasmassero non ne ho ancora mai trovate, ma, ad esempio, potrei citare una chiesetta molto carina, molto molto moderna ma carina, vicino al posto in cui vado in vacanza al mare, per dire.
        Però, a Torino, di chiese che mi abbiano davvero entusiasmata e colpita per la loro architettura… nisba, per ora :-P
        Non che le trovi tutte brutte, eh! (tutt’altro!), ma se proprio devo parlare di un’architettura che mi suscita particolare emozione… no, non a Torino-città.

        E va beh ;-)

  8. Dunque, dunque … Quali avventure si celeranno in questo matrimonio così urgente? Proviamo a ipotizzare
    a) Uno dei due (nel caso, Lucyette sembrerebbe l’ipotesi più plausibile) ha contratto una malattia mortale che le/gli lascia una aspettativa di vita inferiore ai sei mesi, per cui non si poteva aspettare ottobre;
    b) Claudio è stato infine indagato per i suoi reati (borseggio e rapina amano armata) e temendo di essere arrestato entro breve, ha voluto stringere la sua amata sposa fra le braccia prima di affrontare il carcere;
    c) I parenti di lui (quelli di lei sono ormai assuefatti a qualsiasi cosa), venuti a sapere della stroia d’amore, hanno minacciato di mandare a monte il matrimonio e quindi i due si sono sposati in anticipo e segretamente per depistare i parenti inferociti;
    d) Uno dei due (propendo per Lucyette, vista l’ereditarietà) ha ricevuto una eredità sostanziosa da una eccentrica parente, purchè si sposasse entro marzo 2016;
    e) Claudio ha trovato un impareggiabile lavoro in un esotico e lontano paese straniero, e i due hanno voluto sposarsi per partire insieme;
    f) Un personaggio di Lost è apparso in sogno ad entrambi, la stessa notta, profetizzando che se non si fossero sposati in una certa data il mondo avrebbe cessato di esistere.

    Votate, gente, o aggiungete la vostra ipotesi. Chi indovina la risposta esatta, vince una bomboniera del matrimonio!

    1. Ebbene sì. Nihil ci ha preso.
      Ora, io non dico apertamente che la risposta giusta è la F, sai com’è, per non influenzare il gioco, ma… ;-)))

      P.S. Scherzi a parte: Nihil ci scherzava ma invece so di gente che dopo aver letto questo post si è preoccupata per davvero: grazie a Dio, sia io che Claudio godiamo di ottima salute, NON siamo ammalati e NON abbiamo anticipato il matrimonio perché uno dei due stava rischiando di lasciarci le penne: tranquilli, e scusate se, non specificandolo prima, avessi fatto preoccupare qualcuno!

  9. In ogni caso, nella trilogia Red, Green, Blue la protagonista ha come animale domestico (per altro parlante) il FANTASMA di una gargolla in pietra medioevale. Quindi non sei l’unica… almeno tu ci parli, ma per ora non li senti parlare!

    1. A parte che non conoscevo la trilogia e adesso devo assolutamente leggerla perché mi hai incuriosita… a parte quello, chi te lo dice, che le mie gargolle non mi rispondono quando ci parlo?
      Io l’ho mai scritto, che non mi rispondono?

      ;-))))

  10. Care felicitazioni alla radiosa sposa! Possa il matrimonio riserbarti più gaudio che amarezza irosa… Un abbraccio grande

  11. Sì, prendila nella sua accezione migliore ;-). La fretta e i neuroni in pausa prandiale nn mi hanno consentito un parto più felice. Al di là delle mie stoltezze lessicali, vi auguro una feconda e felice vita coniugale e che il vostro affetto, immune alla protervia del mondo, possa nel tempo accrescere e nell’eternità perdurare. Sai, tutto sommato, abbiamo una certa assonanza di pensiero e una visione estetica comune. Per esempio, nella predilezione in architettura dello stile romanico e di quello gotico, la pudicizia nell’abbigliamento e la scelta della sobrietà nunziale: se avessi trovato un ometto tanto scellerato da sposarmi, avrei optato x una cerimonia molto assonante alla tua… Tranne per la veste; s’intende! Oh, in quella avrei investito e in sogni e in quattrini (Nn troppi, invero). Per il resto, solamente genitori e testimoni, né pranzo, né viaggio di nozze, né altre concessioni alle vanitosaggini correntemente in uso. Beh, che altro dire se nn reiterarvi gli auguri: il matrimonio nn è un punto di arrivo ma il punto di partenza… E il cammino è lungo, ed è erto e scabroso… O si procede assieme o nn si arriva affatto… Magari, portati vicendevolmente l’uno sulle spalle dell’altro… AUGURI!!!

    1. …ti avviso: avresti forse potuto incontrare qualche opposizione, a un matrimonio come quello di cui stai parlando ;-)
      Noi siamo anche stati aiutati dalle circostanze, nel senso che la data e l’ora del matrimonio sono state fissate in maniera definitiva quattro giorni prima del matrimonio stesso (ma letteralmente quattro giorni prima!). Sfido qualsiasi bridezilla a organizzare un matrimonio in pompa magna con un preavviso di quattro giorni :-P
      Però anche così qualche lamentela c’è stata ;-)

      Unita invece all’entusiasmo di tantissime persone che hanno fatto i salti di gioia: parenti che, sotto sotto, non avevano nessuna voglia di doversi spostare per il matrimonio; famiglie di amici con figli piccoli che, chiaramente, hanno difficoltà logistiche; un paio di amiche mi hanno fatto un regalo simbolico confidandomi apertamente il loro sollievo nel poter fare una cosa simile, ché la partecipazione a un matrimonio (tra vestito, benzina e dovere morale di “ripagarsi il pranzo”) ha anche un costo, per un invitato, e di questi tempi tutto va messo in conto.
      Alcuni hanno commentato “sapessi quante volte, ho dovuto spendere per andare al matrimonio del lontano conoscente di cui non me ne poteva fregar di meno, ma di cui non potevo rifiutare l’invito perché sennò sembrava brutto. Facessero tutti come voi!”.

      Come dicevo sopra rispondendo a Laura, niente di male nel voler fare una grande festa con gli amici se è questo il desiderio degli sposi (ci mancherebbe), ma, davvero, in altri casi certi lussi diventano solo vanitosaggini inutili. Proprio vero :-)

      Grazie ancora per gli auguri!, che, ironie a parte per il tono vagamente minaccioso del tuo primo commento :-P , sono particolarmente graditi anche perché sono particolarmente veri. Per come sono fatta, li preferisco a tanti “vi auguro di essere sempre raggianti come in questo giorno”, che, per carità, sono sicuramente aupisici graditi… ma, come dire? Non molto realistici? ;-)

  12. Uhh, felicitazioni vivissime!!!
    Ieri con mia moglie abbiamo festeggiato 6 mesi di matrimonio, e sono sempre più convinto che quelli che non si sposano una beghina non sanno cosa si perdono! :-)
    I miei omaggi ovviamente anche a Claudio!

    Considerazioni.
    Sulle chiese: non capisco tanto queste “mi piace più il romanico che il gotico” o “non amo il barocco, lo trovo eccessivo”, nella attuale procella… sarà perchè la mia vecchia chiesetta che ho rivisto ieri è di fine Ottocento, niente di che, eppure a me sembra preziosissima, con alcune opere di pregio a livello locale, e invece ora mi toccano più spesso chiese moderne di rara bruttezza…
    Mi sembra come uno che dice “preferisco la tartare di tonno di un grande chef piuttosto che una tagliata di manzo pur con tutti i crismi” quando poi torna a casa e ha una insalata di patate in vaschetta della Lidl…
    A me le chiese che hanno più di 100 anni sono sempre piaciute TUTTE, quelle che hanno qualche decennio o meno di solito fanno anguscia (una la vedo in questo momento dalla finestra, è in ultimazione, sembra una rampa per il salto con gli sci freestyle…)

    Mi piace la Preghiera Eucaristica coi santi del Martirologio Romano, anche se non mi è neanche venuto in mente di infliggerla agli invitati… :-)
    Invece nel fare il libretto del matrimonio siamo partiti da uno schema fornito dal nostro prete, e io ero tipo: “Cos’è che non mi quadra?” E poi PAFF (gesto virtuale di schiaffo in fronte)! “Mannaggia, le litanie dei santi! Al nostro matrimonio! Ci tengo!”
    Pare che al prete, pur bravissimo, amico di mia moglie, non piacciano, per un senso di “troppe aggiunte al rito”. Eh no, io mi commuovo addirittura, è come sentir declamare una formazione di calcio di grandi campioni (il Genoa della Uefa 1992: Braglia, Torrente, Branco; Ruotolo, Caricola, Signorini; Eranio, Bortolazzi, Aguilera, Onorati, Skuhravy; allenatore Bagnoli!), solo più lunga e straordinariamente varia, e fatta di eroismo.
    Insomma, ho dovuto limitarmi ad una lista minima…

    A proposito di calcio! Ti perdono solo perchè non te ne sei accorta, ed è una cosa a cui non avresti pensato in mille anni e te la sto solo dicendo io ora, ma per una torinese, sposarsi in bianconero è di una pacchianeria rara! :-P :-P :-P

    1. LOL!
      In effetti non ci avrei mai pensato in mille anni… ma, se la cosa può vagamente salvaguardare l’eleganza a-calcistica dell’insieme, posso “difendermi” dicendo che in realtà la giacchetta era decisamente color crema, anche se in effetti in questa foto sembra completamente bianca. Invece era proprio di un crema-crema che virava sul giallino; dal vivo, l’effetto non era bianconero.
      Ma ovviamente, come io non avrei mai pensato in mille anni all’accostamento juventino, non mi aspetto che un uomo colga le diverse sfumature tra un bianco ottico e un color crema beige… ;-)))

      (In compenso prevengo le domande muliebri che a questo punto mi porrei anch’io, precisando che, , la giacca era color crema ed anche il velo da Messa; erano nella stessa tonalità.
      No, perché sennò sembra che io abbia messo un velo bianco su una giacca beige, che come accostamento fa orrore.
      Con uno straordinario colpo di fortuna – calcolando che il velo da Messa ce l’avevo già, e di sicuro non l’ho comprato pensando di doverlo coordinare con quella giacca per andarmici a sposare – erano dello stesso identico colore).

      Va beh.
      Detto ciò. Questione stili architettonici: ah beh, ma comunque è ovvio che siamo lì, a disquisire se sia meglio il caviale o il foie gras mentre a casa abbiamo solo tonno in scatola del discount :-D
      Però, sai: uno per consolarsi lascia anche andare la fantasia… ;-)

      Sulle chiese moderne, io in realtà ho una posizione bizzarra. Posto che tutte le chiese moderne, viste dall’esterno (a livello di facciata, pianta, campanile, etc), mi fanno disgusto e ribrezzo (non ne ho ancora vista una che mi susciti sensazioni diverse)… stranamente, mi capita invece di trovarmi a mio agio quando ci entro, nella chiesa moderna.
      In molti casi la visione accresce il mio disgusto; in altri casi, invece, stranamente mi consolo. E’ bizzarro, perché so che molti le repellono, ma a me invece non dispiacciono quelle chiese molto minimmal, tutte bianche, con pareti lisce, pochi elementi decorativi, etc. Stranamente, ci prego bene.
      Mi capita spesso di frequentare una chiesa moderna in cui sembra di stare in un giardino zen: è tutto bianco, con piante verde, e c’è persino una specie di rubinetto che fa scorrere acqua (di rubinetto, eh, non acqua benedetta!) nei pressi del fonte battesimale. Sembra di stare in un giardino zen e non in una chiesa cattolica e questo non va bene, ma io mi trovo meglio lì che non in certe chiese pomposamente barocche.
      Assurdo, ma vero.
      Pensandoci bene, credo che a me, nelle chiese, diano fastidio le decorazioni troppo vistose: i bassorilievi romanici sono “discreti”, nel senso che sono tono su tono, si mescolano bene all’architettura; certi barocchismi eccessivi, invece, mi irritano e mi distraggono.
      In effetti a me piacciono molto anche quelle chiesette protestanti di campagna, con le pareti tutte bianche. Strano, ma vero.
      Fermo restando che, sì, le chiese contemporanee sono davvero di rara bruttezza :-\

      Sulle litanie dei santi: che bello il paragone con la squadra di calcio!!!
      Noi abbiamo bellamente ignorato i desideri dei nostri invitati (facilitati in ciò dal fatto – aehm – di non aver avuto invitati, in buona sostanza :-P) e ci abbiamo dato dentro col martirologio!
      L’unica persona di cui mi intimoriva la reazione era il povero malcapitato sacerdote, che ha dovuto recitare ‘sta sfilza infinita di nomi, peraltro da solo, senza coro e senza organo. Mi aspettavo che mi mandasse a quel paese :-P e invece è stato sorprendentemente contento, ha addirittura aggiunto il suo santo preferito a fine elenco :-P

      Auguri in ritardo per il tuo matrimonio, ma tanto siamo ancora nei 12 mesi quindi vale lo stesso, perché sei ancora novello sposo ;-)

      (Ora: non so come sia potuto accadere, che io ti abbia “individuato” su Facebook. Forse Claudio conosceva il tuo nome e cognome perché vi eravate scritti/parlati/fatti confidenze/etc., e una volta è venuto nel discorso che quel “Mario Rossi” che aveva lasciato su FB quel commento che mi aveva colpito, eri proprio tu? Boh, mi immagino qualcosa di simile perché altrimenti non me lo spiego. Fatto sta che so “chi sei” su Facebook, e ogni tanto ti “incrocio” nelle varie pagine cattoliche, quando lasci un commento qua e là.
      Tutto ciò per dire che, a suo tempo, avevo notato la tua foto del profilo in abito da sposo… e volevo solo dirti che io ho una foto pressoché identica in abito da sposa, capisci a me ;-)

      1. :-)
        Aggiungo qualcosa sull’argomento chiese.
        Non è solo che una chiesa moderna sia spoglia. E magari zenosa per chi la vuole assaporare come dici tu. Si sbizzarriscono nei modi in cui renderla invivibile. Ad esempio, recentemente sono stato nella chiesa-rampa di cui ho detto sopra, e lo stile, la distribuzione dei volumi, la forma incongrua, l’aria di sala riunioni… tutto invita a non considerare la preghiera, ma a pensare di trovarsi in un luogo in cui si tengon conferenze. Non aiuta l’assenza del tabernacolo (a meno che non l’abbiano nascosto proprio bene!) e il prevedere al fondo solo il classico spazio-tavolino, nessun altare degno di questo nome. Il presbiterio poi, colle vetrate attorno, non è un luogo, dà la sensazione di un posizionamento provvisorio, di uno stare in un angolo qualunque. E ovviamente non aiuta che, colle ampie vetrate chiare, io durante la celebrazione ho visto la signora di fronte che stendeva i panni sul balcone(!).
        Quindi un problema è anche di proporzioni e volumi, e poi di struttura (lo spazio-“chiesa” ad anfiteatro colle panche basse, come a S.Giovanni Rotondo o come ho trovato a Lourdes); un altro è di aver tolto o marginalizzato l’altare (o, tanto per pungolarti, a Torino, non potendo eliminarlo in duomo per ragioni storico-artistiche, ci hanno messo -pessimismo e fastidio- un bel sedile incassato per far capire che il nuovo centro è l’uomo); poi ci sono gli inserimenti incongrui, chiassosi, incidentali o stupidamente voluti: la finestra attraverso cui guardar fuori, appunto; ma anche il quadro moderno astratto ovvero crosta, la Mary Poppins appesa, la scrittona in bachecona senza punteggiatura “Offerte per i poveri ho fame”. E poi ancora ci sono chiese moderne che rimbombano e ostacolano così il canto. Probabilmente mi sfuggono in questo momento altri tipi di problemi.
        Anche il minimalismo che ti può piacere, quando è cemento nudo e forme eccessive, mira ad esprimere più il senso di vuoto dell’architetto-artista che non crede, che a creare uno spazio accogliente.

      2. “E ovviamente non aiuta che, colle ampie vetrate chiare, io durante la celebrazione ho visto la signora di fronte che stendeva i panni sul balcone(!)”

        LOL!
        Che cosa non mi hai ricordato!

        Chiesa moderna, che ha due pareti (e financo un pezzo di soffitto) interamente composto da vetrate trasparenti (non ho idea di come facciano a tenerla pulita e/o a evitare che si trasformi in una serra in piena estate, ma va beh).
        Clima abbastanza caldo (forse anche a causa dell’effetto serra di cui sopra), quindi il portone della chiesa è spalancato.
        Nel bel mezzo della Messa, entra in chiesa, attraverso il portone aperto, un uccello di media dimensione (non un piccione, ma nemmeno un passerotto per capirci). Ovviamente l’uccello va nel panico, e ovviamente va ancor più nel panico quando realizza che non riesce a trovare una via di fuga da quello strano luogo in cui arriva la luce del sole, ma da cui, per ragioni incomprensibili, non si riesce a uscire. Il poveretto prova a volare verso il sole ma va sistematicamente a sbattere contro il vetro trasparente, e ciò questo accresce la sua angoscia.
        Lasciando perdere la difficoltà di pregare col fracasso prodotto dalla povera bestia, concentriamoci sul punto clou della vicenda: l’uccello terrorizzato attraversa la navata, punta a tutta velocità verso il sole alto nel cielo, va a sbattere violentissimamente contro il vetro trasparente…
        …e zak, muore sul colpo per la botta O.o
        La povera bestia precipita a terra, anzi, specificamente su un banco della chiesa, poche file davanti a me, concludendo la sua vita mortale a pochi centimetri da una povera signora, che giustamente pianta anche un urlo, nel vedersi piovere addosso uccelli morti. E lì, il defunto uccello giace, sdraiato sulla schiena, morto stecchito, con tanto di zampette tese verso l’alto, proprio come nei cartoni animati:

        Il bello è che il prete ha stoicamente proseguito con la Messa senza minimamente dar segno di esser turbato dall’evento, e l’uccello morto è ostinatamente rimasto morto sul banco della chiesa per alcuni minuti che a me sono sembrati eterni. Poi, un fedele impietosito è andato a raccattare la defunta bestia e l’ha portata lontano dalla povera signora che s’era ritrovata con un cadavere nel banco.

        Ora, tutte le volte che racconto questa storia la gente mi guarda strano, perché sembra che io sia una specie di sadica che si diverte a raccontare storie di uccelli morti che piovono dal cielo sulla gente, con tanto di zampette rattrappite.
        Evidentemente a me spiace molto per quel povero uccello, non è che goda della sua tragica morte :-DD , ma tutte le volte che ripenso a questa scena vengo colta da un attacco di ridarola…

      3. Invece, questione architettonica in generale: ah beh, ma certamente, c’è minimalismo e minimalismo. Ho presente delle chiese che davvero sembrano sale conferenze, come giustamente dici tu… o addirittura sembrano dei prefabbricati installati in condizioni di emergenza in una tendopoli, e che hanno ancora bisogno di tutti quei normali abbellimenti estetici tipo una passata di bianco sulle pareti, una mano di intonaco, etc :-P

        Ecco invece alcuni esempi di chiese moderne che tutto sommato non mi dispiacciono:


        Chiesa (protestante) di Valer, in Norvegia


        Altro progetto, peraltro curato da uno studio italiano, per gli interni della chiesa di Valer


        Chiesa (protestante) di Hallgrímskirkja in Islanda; palesemente si ispira a stili architettonici di un tempo, ma la costruzione è stata finita negli anni ’80 e comunque secondo me si nota, non è solo una brutta copia di chiese medievali.

        Per dire.

        Ecco, se mi metti davanti una chiesa fatta così, possiamo anche andare d’accordo (queste evidentemente sono chiese protestanti, ma, con qualche “correzione” qua e là, me le vedrei bene anche per il culto cattolico).

        Ma, certo, non basta il minimalismo per rendere decente una chiesa moderna.
        Anzi: proprio perché lo stile è minimale, ci va un niente nel passare da “oh guarda che bella chiesetta semplice che invita al raccoglimento” a “occielo che orrore, sembra casa mia prima di dare il bianco”

        ;-)

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