Venerdì 13 e altri giorni sfortunati
Come e perché si sviluppa in una società la credenza che certi giorni siano jellati?
E soprattutto, con quale criterio una popolazione stila un elenco di giorni nefasti?
Storia e Folklore
Come e perché si sviluppa in una società la credenza che certi giorni siano jellati?
E soprattutto, con quale criterio una popolazione stila un elenco di giorni nefasti?
Messa così, sembrerebbe una storiella comica, se non fosse che il fenomeno raggiunse dimensioni tali da impensierire persino gente molto seria – tipo che Benjamin Franklin, per fare un nome famoso.
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“Sarebbe meglio se smettessi di cantare”, scriveva nel 1292 Guiraut Riquiet scuotendo il capo di fronte alle nuove mode letterarie che avevano stravolto l’antica idea di amor cortese: “nessun mestiere è meno stimato a corte della bella arte del poetare; ormai, la gente preferisce gustare atti frivoli e ascoltare storielle scandalose”.
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Operetta unica nel suo genere, composta sottoforma di dialogo tra il monaco e due amici, “L’amicizia spirituale” di Aelred di Rievaulx è un libretto delizioso che consiglio veramente a tutti per la sua delicatissima dolcezza.
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E qui bisogna fare una premessa: nel Medioevo, esisteva un confine molto labile tra “devozione in senso stretto”, “pratiche terapeutiche che facevano affidamento sull’intercessione dei santi” e “attività che noi oggi definiremmo al limite del superstizioso, come la creazione di amuleti dalle presunte proprietà soprannaturali”.
Gli amuleti per le partorienti dedicati a santa Margherita d’Antiochia sono un esempio perfetto, in questo senso.
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Amore, sesso, politica, magia: veh che la vita di santa Godeliève ha *veramente* una trama da film!
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Correva l’anno 654 e re Anna dell’East Anglia era appena caduto in battaglia.
La sua giovane figlia Witburga – ancora nubile, e adesso anche orfana – non ebbe nemmeno un attimo di esitazione: senza dubbio alcuno, avrebbe felicemente preso il velo facendosi monaca presso la città di Dereham.
Diciamolo onestamente: gli amori più famosi della Storia medievale sono in gran parte adulterini.
E infatti, gli autori che scrivevano d’amor cortese ricorrevano a svariati stratagemmi narrativi per rendere un po’ più giustificabili questi amori sbagliati e irrituali.
Che cos’hanno in comune mago Merlino, Babbo Natale e san Giovanni Battista?
Facile: a un certo punto della loro Storia, tutti e tre sono stati un wild man!
Aaaahh, che bello il ritmo delle quattro stagioni e che belle le grandi festività d’un tempo che segnavano l’anno agrario seguendo l’avvicendarsi di solstizi ed equinozi e scandendo così il passare del tempo!
Belle a parole, beninteso; bellissime sulla carta. Ché, con buona pace delle “ruote dell’anno” che ambiscono a descrivere lo scorrere del tempo secondo il calendario tradizionale che sarebbe stato in uso nell’Europa pre-cristiana, una indagine un po’ più approfondita ci porterebbe a scoprire che, storicamente, le cose non stavano esattamente così.
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