Sfidando la Statistica

Io sono una persona abitudinaria. Nonostante rari attacchi di lucida follia, non amo i cambi o gli stravolgimenti.
Io sono una persona che ci tiene, poi, ai suoi primati. Ne ho solo uno, e mi ci sono affezionata.
Certo, magari mi sarebbe piaciuto averne uno diverso. Che so, Più Promettente Blogger del Pianeta, o Più Esperta Medievista che il Mondo Ricordi, o cose di questo genere. Invece il Fato ha decretato per me che io fossi la Ragazza Più Capace di Ficcarsi in Situazioni di Jella Assurde, e alla fin fine io ci ho fatto il callo. A Salsomaggiore concorrono per diventare Miss Italia; io mi tengo stretta lo scettro di Miss Fortune – e il titolo va letto, ovviamente, all’Inglese.
Eppure, quando un nuovo, gentile, lettore viene sul mio blog e lascia un commento del genere, il mondo inizia a vacillare, e tutte le mie certezze prendono a sfaldarsi.
Ma come? Perché il Fato non provvede a lanciarmi qualche altra terribile jattura? Com’è possibile che la mia Sfortuna Sempiterna venga superata, così, inaspettatamente?
Questa mattina, quando mi sono connessa a Internet, ho visto svanire tutte le mie fiducie. E così, turbata, attristita, tremante, ho preso in mano uno straccio e ho fatto ciò che nessuna ragazza sana di mente vorrebbe mai fare. Le pulizie domestiche, dopo quasi un mese di assenza.

Ebbene, non me lo aspettavo, ma il sorriso mi è tornato.

Ebbene, non me lo aspettavo, ma una Situazione Ai Limiti dell’Impossibile è tornata a manifestarsi.
Ebbene, non me lo aspettavo, ma la mia Casa mi è venuta incontro.

Flashback!
Che la mia Casa sia una strana Casa, io l’ho sempre detto.
Dopo qualche mese di permanenza fra le sue mura, avevo seriamente preso in considerazione la possibilità di una possessione spiritica; ma, in effetti, non è stato questo l’unico motivo a farmi ritenere che la mia Casa sia una Casa malvagia e Senziente.
Ad esempio, non è normale assentarsi per quindici giorni e ritrovarsi tre alveari di vespe sul balcone, se abiti nel bel mezzo della città e non fra i campi di un apicoltore.
E’ anche piuttosto anormale avere dirimpettai dichiaratamente nudisti, e al contempo è piuttosto inquietante anche il fatto che, in un condominio di tre piani senza ascensore, non si senta mai un rumore né un camminar leggero, né si incontrino mai sulla rampa delle scale i condòmini. Vivo qui da un anno e ho incrociato un paio di volte la signora che divide con me il pianerottolo: per il resto, il nulla. Prima o poi mi vedrete affacciata alla finestra con le mani incrociate e i lunghi capelli turchini che mi ricadono sulle spalle: poi, con una vocina che sembrerà provenire dall’altro mondo, annuncerò a voce bassa “in questo condominio non c’è nessuno. Sono tutti morti”.
Ad ogni modo, ho definitivamente compreso che Casa mia aveva qualcosa di strano quando, tornata da Assisi, ho varcato la soglia e ho visto Casa mia piena di chiazze bianche.

Le chiazze bianche partivano dalla cucina e si diramavano per tutto il salotto e la camera da letto, senza ordine o spiegazione logica. Le chiazze bianche sembravano tanto deiezioni di origine animale, se non fosse che la sola ipotesi era così assurda da non poter nemmeno essere presa in considerazione. Casa mia è situata in un condominio a tre piani nel bel mezzo della città, e per settimane era stata chiusa, con le finestre sprangate, le serrande abbassate, le zanzariere chiuse, e, peraltro, abbondanti dosi di Baygom su ogni fessura. Casa mia è stata setacciata in ogni suo più remoto anfratto, alla ricerca di un improbabile buco dal quale avrebbe magari potuto essersi infilato un topo, ma nulla ne è emerso. Tutto è finito qualche giorno più tardi con una impotente stretta di spalle e una accurata pulizia a base di alcool, mentre il Folle Giocattolaio mi sfotteva ipotizzando la presenza in Casa mia di un Cacatorvo Fanaticus, animaletto invisibile, diarroico e dotato di teletrasporto, che avrebbe infestato le mie stanze mentre io facevo la bella vita in Umbria.
E, in fin dei conti, in mancanza di altre spiegazioni, l’ipotesi del Folle Giocattolaio mi era quasi sembrata avere una sua
logica
Fine Flashback!

“Quando sono tornata da Assisi ero stanca: ho platealmente trascurato la pulizia domestica.
“Poi ho dovuto preparare due pesantissimi esami: ho tolto la polvere e ramazzato per terra, ma nulla di eccessivo.
“Poi sono tornata a Torino, e sono andata in vacanza.
“Quasi quasi, mi alzo da questa scrivania e vado a rassettare la casa con ordine e metodo”, ho rimuginato stamattina dopo aver dato un’occhiata al blog, troppo abbattuta al pensiero di essere stata abbandonata dalla mia Cattiva Stella.
E così ho preso straccio e ramazza, alcool e panni Swiffer, e mi sono data alle grandi manovre.

Ho spolverato la mia collezione di elfi, salutandoli uno ad uno e raccontando loro quello che avevo fatto durante le vacanze.
Ho lavato i vetri delle finestre, con sciami di vespe impazzite che cozzavano ostinatamente contro la zanzariera nel tentativo di entrare.
Ho preparato la lavatrice e fatto il bucato, mentre un leggero profumo di pulito invadeva gradualmente il bagno.
Ho disfatto le valigie e stirato quello che si era stropicciato, canticchiando serena in sottofondo.
Poi ho deciso che strafare era cosa buona e giusta, e ho deciso di pulire il pavimento sotto a tutti i mobili della camera da letto, visto che tanto sono leggeri da spostare.
Quando ho sollevato il comodino, ho a malapena trattenuto un urlo: perché lì sotto, schiacciato contro il muro e immerso in un mare di chiazze bianche, giaceva mummificato un enorme passerotto.

Quando è estate e sei in piena Pavia, sai benissimo che aprire le zanzariere anche per un solo istante potrebbe significare morte immediata. Escludiamo quindi l’ipotesi che il caro estinto sia entrato dalla finestra.
Quando fuori piove ma il cielo non ti gocciola in testa, è un chiaro segno che non ci sono buchi nel tuo soffitto. Escludiamo quindi che la povera bestia si sia scavata un tunnel a forza di graffiare il muro con le zampette.
Però, quando hai uno scaldabagno a gas a norma e funzionante, hai anche un condotto di aereazione che comunica con l’esterno. E quando hai un amministratore condominiale che non fa il suo lavoro, ti può capitare anche di avere un condotto di areazione che forma un grosso buco nel sottotetto, e che nessuno ha provveduto a ricoprire con adeguate protezioni.

Ora, signori e signore, a voi: parlate ed esponetevi. Secondo voi, quanto è statisticamente probabile che un passerotto si sia infilato nel buco del sottotetto, sia finito nel tunnel e da lì nel mio boiler, abbia guadagnato la libertà dalla parte sbagliata, e, dopo aver defecato per tutta la mia Casa, si sia scelto come tomba proprio il retro del mio comodino? Facendomi peraltro dormire più di un mese con un cadavere in putrefazione che si decomponeva a tre centimetri dal mio letto?

Ecco, io non so quanto tutto ciò sia statisticamente probabile, ma vi giuro solennemente che è davvero successo.

Ora posso dormire più tranquilla.
Ora mi pare piuttosto chiaro chi è, la Regina della Jella.

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