Personale

In un battito di ciglia

No, non è possibile, ti prego: dimmi che sto sognando.
Ti prego ti prego ti prego, dimmi che sto sognando. Dimmi che non è vero, che ho visto male, dimmi che non è possibile. Non è possibile.
Non è vero, non può essere vero. Non ci può essere un uomo che si affaccia dalla ringhiera del settimo piano di questo enorme palazzo, in questa strada deserta alle sette e trenta del mattino.
Non è vero, me lo sto sognando: non è vero che l’uomo sta fissando la strada e ha scavalcato la ringhiera, e adesso è seduto a cavalcioni e guarda in basso.
Non esiste, non può essere: ti prego, dimmi che non esiste.
Non esiste che io stia qui, e lui stia venti metri più sopra, e che la strada sia deserta e che ci siamo solo io, io e un uomo che sta per buttarsi dal settimo piano.
Ti prego. Ti prego. Dimmi che non è vero, che è la pioggia ad avermi fatto vedere male.

No, maledizione, è vero: quest’uomo sta veramente per suicidarsi!
Ci siamo io. E lui. E la pioggia. E venti metri di distanza.
Cosa faccio? Devo fare qualcosa. Devo chiamare aiuto. Dov’è il cellulare?
E cosa chiamo? Il 118? “C’è un tizio che tenta il suicidio, mandate uno psicologo”?
I pompieri. E’ meglio i pompieri. Vengono qui e stendono un telo.
Ma, maledizione, quest’uomo sta fissando il vuoto adesso, non abbiamo tempo di chiamare i pompieri: cosa faccio?
Devo fare qualcosa, non posso starmene con le mani in mano. La vita di un uomo è nelle mie mani. Cosa faccio?
Gli urlo che non lo deve fare? Che posso aiutarlo? Cosa diavolo si urla a un suicida che si sta per buttare dal settimo piano?
Oddio, s’è mosso. Si sporge in avanti. E’ finita. Ormai posso solo scansarmi.
Ho ucciso un uomo. Potevo salvarlo, potevo fare qualcosa, e non l’ho fatto. Buon Natale, Lucia, buon Natale e smettila di tremare, ché quando il tizio si sarà gettato tu dovrai ancora avere la forza di chiamare la polizia, suppongo.
Sarà un il tempo di un respiro, sarà il battito di un cuore, e poi tutto sarà finito, e tu devi smetterla di tremare. Semmai chiudi gli occhi, levati di lì sotto, e recita una preghiera.
Sarà un istante, sarà un battito di ciglia, e poi non sarà più niente.

Ora.
Io lo dico una volta per tutte, e poi che venga messo agli atti.

A me sta bene l’atmosfera natalizia.
A me sta bene far divertire i bambini.
Ma tu, tu, piccolo idiota mononeuronico che hai avuto la bella pensata di comprarti un Babbo Natale a grandezza naturale, e che hai trovato divertente sistemarlo a cavalcioni della ringhiera del terrazzo del settimo piano del tuo stupidissimo palazzo…
Tu, e te lo dico davvero, stammi lontano. Se ti becco, giuro che ti sventro con le mie mani, ti sventro.

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