Da quando ho cominciato a lavorare al Saggio Maledetto, però, le mie posizioni in materia sono radicalmente cambiate. ‘Sto studio dannatissimo in cui sono disgraziatamente andata a inforgnarmi è così complesso che mi vien la nausea al solo pensiero di rileggerlo, figuriamoci di perderne una parte e doverlo riscrivere. Nei punti più complicati e critici, sono arrivata a bare un backup ogni volta che scrivevo una nuova frase, (e no, non sto scherzando).
Ora: la buona notizia è che, dopo sei mesi di lavoro indefesso, il Saggio Maledetto è stato finalmente completato.
La splendida notizia è che, dopo sei mesi di lavoro indefesso, la sottoscritta è stata comprensibilmente invasa da un’ondata di incontrollabile entusiasmo nel momento stesso in cui ha messo l’ultimo punto all’ultima frase.
Sembra una barzelletta, ma giuro che purtroppo non lo è: chi è quella deficiente che, a quel punto, ha afferrato entusiasticamente la chiavetta USB per copiare lì sopra la versione definitiva del documento?
E chi è quella completa idiota che, invece, ha sbagliato a cliccare, e ha copiato sul computer il file salvato nella chiavetta? Sovrascrivendo irrimediabilmente la versione definitiva del suo saggio, e perdendo in un millesimo di secondo le ultime cinque ore di lavoro?
Postulato di Boling: Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà.