Vite di Santi e Beati

[Ma che sant’uomo!] La metà di due

Questa è una storiella che si racconta in giro: di conseguenza, non garantisco che sia vera. Ma, visto il personaggio, è quantomeno verosimile
… e dunque, ecco a voi una nuova puntata-lampo della rubrica

Ma che sant’uomo!

sottosezione

Beato te!
(fra una manciata d’ore)

ovverosia

Tutto quello che non volevate sapere sui (prossimi) Beati,
e men che meno avreste osato chiedermi


È ben presente a tutti – credo – la passione di Giovanni Paolo II per lo sport.
Prima di diventare Papa, Karol Wojtyla era stato un grandissimo sportivo. Appassionato escursionista, abile sciatore, ottimo portiere, sapeva anche pattinare. Dopo la sua elezione al soglio pontificale, si era fatto costruire – con grande sorpresa delle alte gerarchie – una piscina in Vaticano (!); amante della neve e delle montagne, doveva far violenza a se stesso per non mettersi gli sci ai piedi e scappare sulle Alpi per una gitarella rincuorante. Scherzava coi giornalisti: “prego ogni giorno per essere difeso da questa tentazione”… ma talvolta la tentazione era troppo forte, e il poveretto si arrendeva. E allora eccolo lì, il Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa: un paio di sci, due vecchi stivali, un berretto di lana in testa… e zig-zagava felice in mezzo alla neve, in quella escursione segreta e fors’anche improvvisata.

A dir poco incredibile, se pensate che era il Papa.

Occielo: non che per un cardinale fosse normale, eh.
Anzi: all’epoca in cui Wojtyla era un “semplice” cardinale, non si poneva nemmeno il problema di “moderarsi”: era abituato a lunghe escursioni sui monti della Polonia, gite in canoa, e così via dicendo.
Pare – ma io non so se è vero – che alcuni porporati, a Roma, fossero anche un po’ perplessi, di fronte a cotanto amore per lo sport.
Pare che un giorno, mentre il futuro Papa si trovava a Roma, un cardinale italiano avesse deciso di parlargli, con franchezza. Con spirito fraterno, gli aveva esposto i suoi dubbi: ma era veramente opportuno che un cardinale si dedicasse pubblicamente a cotali attività? Col rischio di mostrarsi al pubblico in un contesto in cui magari poteva esser stanco, sudaticcio, col fiato grosso, e così via dicendo?
Non era, forse, una cosa sconveniente?
Non era, forse, un atteggiamento poco adatto a un vero cardinale?

Karol Wojtyla sgranò gli occhi, in espressione di educata sorpresa. “Oh… forse lo è per un cardinale italiano!”, commentò stupito, “ma io non l’avevo mai vista da quest’ottica”. Si avvicinò al prelato con aria complice, come per fargli una confidenza. “Lo sa, Eccellenza? Da noi in Polonia, la metà dei cardinali va a sciare abitualmente”.
Il prelato sgranò gli occhi: “ma davvero?”.
“Assolutamente sì”, assentì Wojtyla, solennemente. “Il 50% dei cardinali”.

E in effetti, c’aveva anche ragione.
Anche perché, in Polonia, le sedi cardinalizie sono solamente due: gli unici cardinali presenti in Polonia erano lui e l’arcivescovo di Varsavia… che in effetti, non sciava affatto.

Buon vecchio Karol…
Un uomo, un mito.

4 thoughts on “[Ma che sant’uomo!] La metà di due

  1. E' stato anche sul Gran Sasso a sciare qualche volta :P
    Un tempo per i romani era un must la settimana bianca sul Gran Sasso.
    Oggi molto meno, ma se vai sul Gran Sasso sta comunque pieno di romani, si sente dall'accento.

    Daniele

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