Rosso Natale

(secondo una antica tradizione apocrifa)

Maria filava.
A occhi bassi, capo chino, muoveva il fuso con movimenti delicati e attenti. La lana color porpora si ammonticchiava sul suo grembo, e la ragazza spiava il risultato con lo sguardo impaziente ed entusiasta di chi non vede l’ora di portare avanti il suo lavoro. Con quel filato rosso – d’un rosso così splendente – avrebbe confezionato il suo nuovo velo; l’avrebbe usato, probabilmente, per il suo abito da sposa.
E Maria filava. Filava impazientemente, diligentemente, con la maestria di una filatrice esperta.
E fu proprio mentre lei filava, che l’Angelo la visitò.

Le parlò; e lei rispose.
E poi, l’angelo partì da lei; e Maria, immobile, ancora sconcertata, sfiorò istintivamente il suo ventre con una carezza.
Trasalì impercettibilmente, quando abbassò lo sguardo sul suo grembo. La lana color porpora, che si era ammonticchiata sul suo ventre, sembrava quasi una enorme chiazza rossa. Sembrava sangue.
E Maria si domandò per un istante quale destino fosse stato scritto per il frutto del suo seno.
E meditava queste cose, silenziosamente, nel suo cuore.

E poi, il vagito di un neonato squarciò la notte di Betlemme.
E Maria pianse per la commozione, e abbracciò il suo bimbo, e gli diede il latte, e lo strinse forte al seno. E lo cullò, e lo depose nella paglia morbida, e lo accarezzò leggera. E poi, per farlo stare al caldo, lo avvolse con la prima cosa che trovo lì attorno: si tolse dal capo il suo velo color porpora – quello che aveva filato con le sue stesse mani, ed indossato orgogliosa il giorno delle sue nozze.
Prese il bambino e lo avvolse delicatamente nel suo velo morbido: e poi lo posò nella mangiatoia, sorridendogli.

E solo allora realizzò che il suo bambino appena nato era come racchiuso in una enorme chiazza rossa: rossa come l’amore, come le vesti dei potenti; e rossa come il sangue.
E ancora una volta – per l’ennesima volta – Maria si domandò quale destino fosse stato scritto per quel bimbo così innocente.
E meditava queste cose, silenziosamente, nel suo cuore.

Icona delle monache del monastero ortodosso di S. Elisaveta, a Minsk. (Il post che avete letto è stato scritto tre mesi fa; l’icona mi è stata regalata la settimana scorsa da mio padre, completamente ignaro anche solo del mio blog “a tema”). Ai lati, una rappresentazione dell’Annunciazione a Maria Vergine. La Madre di Dio tiene in mano la lana rossa che sta filando; e tutto, nella sua camera, rimanda al rosso della Passione. Nell’icona centrale, rappresentazione della “Madre di Dio del Pollice” (detta anche “della Passione”). Il Bambino, avvolto in un manto rosso, non sta guardando lo spettatore: è distratto dalla vista di due angeli (in alto), che gli mostrano la croce e i chiodi, strumenti della sua Passione. Spaventato, il Bimbo si stringe alla sua mamma; e, in cerca di conforto, si aggrappa alla sua mano, e le stringe il pollice.

A tutti voi,
e alle vostre famiglie,
e ai vostri cari,
i miei più sinceri auguri di un felice, Santo, e gioiosissimo Natale.

28 pensieri riguardo “Rosso Natale

  1. Altrettanti auguri!

    (Ma che storia: il bimbo distratto dagli angeli che gli mostrano il suo destino che si stringe alla mamma!).

    1. A me le icone non piacciono più di tanto (proprio a livello grafico, intendo); però hanno una simbologia mica da ridere, profondissima. Mia mamma poi è appassionata di icone e quindi di tanto in tanto approfitto delle sue spiegazioni: sono quadri che vanno capiti, ma che sono veramente profondi.

      Visto che nella fotografia non si vedono tanto bene gli angeli coi chiodi (la foto è quella che è: l’ho fatta io in salotto, e questa è la meno peggio di tutte quelle che ho scattato!), linko una pagina in cui si vede qualche altra icona di questo tipo; c’è anche una breve Storia.

      E naturalmente ancora ancora auguri a te e a tutti i tuoi cari!

    1. :-DD
      Buon appetito, allora!!

      Io quest’anno mi sono lanciata nella faticosa preparazione di un presepio… di biscotto!
      Adesso ho finito di montarlo e sono lì che lo contemplo tutta orgogliosa: ho fatto un presepio con le mie mani! *__*
      (Per chi a questo punto si fosse incuriosito, ho pubblicato una foto sul mio profilo FB: essendo totalmente pubblico dovreste riuscire a vederla anche senza essere iscritti, spero).

      Buon Natale a te, a tutta la tua famiglia… e buone zeppole, anche ;-)))

  2. Buon Natale anche da me a te, ai tuoi genitori (che un po’ mi sembra di conoscere grazie ai tuoi post) e alle persone a cui vuoi bene. E stavolta si può dire che tuo padre ci ha proprio azzeccato col regalo! ;-)

    1. Caspita, ma davvero!!
      Che poi la coincidenza è ancor più assurda, perché lui, oltretutto, non conosceva minimamente il significato di questa icona e l’ha presa assolutamente a caso solo perché aveva intravvisto (l’icona è minuscola, e lui era senza occhiali) una Madonna col bambino… e quindi, boh, una Madonna col bambino sarà gradita.
      Peraltro lui non voleva manco prendermi regali di alcun genere, povera stella: solo che era uscito per andare a un mercatino natalizio e io avevo implorato col mio tono infantile “portami-un-regalo-portami-un-regalo-portami-un-regalo!!”… e lui mi ha accontentata con un ricordino preso a caso dal banchetto di una suorina bielorussa che non spiaccicava una parola in Italiano e raccoglieva fondi per il suo convento.
      Insomma: una storia molto tortuosa ;-)

      Buon Natale di cuore a te e anche a tutti i tuoi cari! I miei genitori ringraziano e ricambiano tutti contenti *_*

  3. Buon Natale anche a te e alla tua famiglia.
    Di solito anche io non impazzisco per le icone. Non discuto sull’arte e significato, ma solo perchè le figure sono molto statiche, sono rappresentate nella Gloria come normalmente il fondo oro significa.
    Ma questa con il Bambino che si aggrappa al dito, per paura o comunque perchè è quello della mamma, la riporta “sulla terra”, è molto “umana”.
    Complimenti al papà!
    Ancora tanti auguri

    1. Sì, infatti: il mio problema con le icone è proprio di tipo estetico; sono così ferme e ieratiche che non mi trasmettono nessuna emozione, non riescono a colpirmi. Mia mamma, che invece è una appassionata, ha un libretto che spiega bene la simbologia dietro ogni icona, e devo dire che è fatto molto bene: aiuta a capire un po’ meglio questi dipinti.
      E devo ammettere che, cominciando a conoscere la simbologia che ci sta dietro, sto pian pianino cominciando ad apprezzare anche questi quadri… (anche se preferisco di gran lunga le cosiddette “icone franche”, che sono le classiche icone con simbologia e sfondo oro ecc. però dipinte con tratti più simili a quelli dell’arte occidentale. Ecco: quelle sono carine!).

      Tanti tantissimi auguri di buon Natale a te e a tutti i tuoi cari! :-)

  4. Cara Lucyette,

    mi unisco agli auguri dei tuoi colleghi bloggers e rinnovo i miei complimenti, che ti avevo già espresso per e-mail, per i tuoi splendidi articoli, una piacevole compagnia per tutto l’Avvento.

    Appena puoi (so che sei molto impegnata), mandami un messaggio in privato.

    Ancora auguri,

    -Emilia-

  5. si sono menzionati gli angeli è quindi doveroso precisare che nel presepio gli angeli devono essere almeno tre che fanno corona alla grotta di Gesù Bambino. Quello al centro, recante il cartiglio su cui si legge “Gloria in excelsis Deo” (spesso più semplicemente reca solo la scritta Gloria), rappresenta la gloria del Padre, quello alla sua destra, deve avere l’incensiere tra le mani, rappresenta la Gloria del Figlio; infine, l’angelo rappresentante lo Spirito Santo viene raffigurato in atto di suonare una tromba, simboleggia il soffio divino della terza Persona della Santissima Trinità. Ai tre angeli principali se ne possono aggiungere altri due; il primo, munito di dorati piatti metallici, esprime l’osanna del re e del papa (ossia del potere politico e di quello religioso); l’altro col tamburo canta l’osanna del popolo. Una volta per tali figure il colore degli abiti obbediva ad uno schema canonico fissato dalla tradizione. Vale a dire che l’angelo centrale (Gloria del Padre) indossava una veste gialla o dorata; quello di sinistra (Gloria delFiglio), una bianca, e quello raffigurante la Gloria dello Spirito Santo, una rossa. Le vesti degli altri due erano di colore azzurro o verde.

  6. Allora c’è una cosa che dovevo dirti da tempo, ma non ci sono riuscitae quindi non mi resta che farlo ora.
    L’anno scorso ti dissi che il gioco delle storie delle statuine mi piaceva un sacco e che lo avrei rilanciato.
    Bene, l’ho fatto.
    Il gruppo giovani che seguo quest’anno si è cimentato con la sfida “scrivi le storie delle statuine del presepe delle opere di Misericordia corporale” e ne sono venute fuori delle storie davvero meritevoli.
    Ora mi chiedevo …che si fa? te le invio in email e le pubblichi tu, oppure aspetto il prossimo Natale per pubblicarle io?
    Insomma in qualche modo vai omaggiata e messa al corrente quanto meno perchè l’idea grandiosa è partita da te!

  7. quell’anno scorso è riferito al 2011 o prima? se prima devo controllare in tutto l’archivio del blog o mi date dei link?
    Grazie mille.

  8. No, è riferito al 2010: si trattava di un “giochino” natalizio in cui invitavo i miei lettori a immedesimarsi in una statuetta del presepio a loro scelta e a scriverne la storia: cosa pensate che avreste fatto, voi, a Betlemme, quella notte? Tutto era partito dal fatto che avevo trovato in un negozio una statuina del presepio che mi assomigliava un sacco; e quindi mi ero data all’immaginazione ;-)
    Il “presepio virtuale” che derivava (bellissimo!) era “riassunto” qua.
    :-)

    Detto ciò… sono curiosissima, Marta!! *_____*
    E innanzi tutto: GRAZIE!! Come sono contenta di averti ispirato questa attività!! Grazie grazie grazie: non sai quanto mi faccia piacere!! :-D
    Beh, mi spiace rubarti l’opportunità di fare dei post per l’anno prossimo: a logica, è più giusto e più sensato se le pubblichi tu per il Natale prossimo…
    …però sono curiosissima: non è che me le puoi mandare per e-mail, così le leggo? *___*
    Tipregotipregotipregotiprego!!
    *__*

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