Pillole di Storia · Quaresima in cucina

Di falsi invalidi, di carne, e di medici in confessionale

Mi ripeto. Ma se la carne è nutriente, fa bene al corpo più di qualsiasi altro alimento al mondo, e dona vitalità a chi la consumaallora, è anche evidente che l’astinenza forzata può potenzialmente arrecare qualche danno alla salute.
Evidentemente ciò non vale per un uomo forte e vigoroso: uno così se ne fa un baffo, di quaranta giorni d’astinenza.
Ma che dire di quelle persone che – per questioni di età, o per malattia – hanno un organismo particolarmente debole, che non dev’esser strapazzato troppo?

Beh. Queste persone, naturalmente, potevano esser dispensate.
In ogni città – generalmente, presso gli ospedali – era attiva una macelleria speciale, autorizzata a vender carne, anche nei giorni di Quaresima, a tutti quelli che ne abbisognavano. Si trattava di una vasta categoria di persone, che comprendeva bambini piccoli, donne incinte o che allattavano, ammalati e convalescenti, e persone molto anziane. D’altro canto, la carne, in quel periodo, era considerata una vera e propria panacea: gli ammalati, in ospedale, andavano avanti a suon di bollito… e “una salsiccia al giorno leva il medico di torno”.
All’epoca, ci credevano.

Chi, per qualche ragione, si trovava in una condizione particolarmente delicata, tale da necessitare il consumo di carne anche in Quaresima, poteva essere dispensato dal precetto dell’astinenza… ci mancherebbe altro! Bastava andare dal proprio confessore e chiarire che, per la tal ragione, l’astinenza quaresimale non sarebbe stata rispettata.
Unico problema: il confessore non è un medico.
Se io domani vado dal mio parroco e millanto che mi è stato appena diagnosticato il Morbo di Pincopallo, ‘sto povero disgraziato non ha mica le competenze per capire se sto dicendo sul serio o se faccio finta. Nel dubbio, mi dispenserà dal precetto dell’astinenza dicendomi di mangiare tutta la carne che la voglio… anche se in realtà io sto benissimo, e non ho alcun problema di salute.
Ovviamente un buon cristiano non fa ricorso a questi mezzucci… ma che volete farci? L’occasione fa l’uomo ladro.

La situazione era diventata talmente insostenibile che, in Francia, nel 1657, il Parlamento di Parigi prese il toro per le corna.
I fedeli truffaldini gabbavano i confessori, millantando malattie mentre eran sani come pesci?
Benissimo: rivoluzione! D’ora in poi, qualsiasi persona che abbia bisogno di una dispensa dal precetto non dovrà chiederla ai preti… dovrà chiederla ai medici. E grazie tante.
Per la serie: se veramente stai così male da non poter fare né astinenza né digiuno, evidentemente sarai in cura da un dottore; avrai un certificato medico che lo dimostra. Se invece ti stai solamente inventando scuse perché non sei capace di importi un minimo di autocontrollo… beh, figliolo: allora cresci!

***

Per la cronaca: il clero di Parigi, salvo pochissime eccezioni, fece i salti di gioia di fronte a questo provvedimento.
I medici di Parigi furono un po’ meno contenti, perché sentivano molto forte, sulle loro spalle, il peso di dover concedere o negare (loro, in prima persona!) la dispensa da un precetto che aveva a che fare con la cura d’anime, più che del corpo. Mettersi “dall’altra parte del confessionale” non è facile come si pensa.

E la gente di Parigi?

Beh: la gente di Parigi tirò un sacco di accidenti a chi aveva avuto questa pensata, a quanto pare.
O quantomeno: nella prima Quaresima successiva a questo provvedimento, il numero di malati nel comune di Parigi era miracolosamente diminuito, in proporzioni impressionanti. I falsi invalidi, ormai scoperti, dovettero assumersi giocoforza le loro responsabilità (ed eventualmente ricorrere al mercato nero: sì, ci fu chi lo fece).

È una storia buffa, che fa sorridere…
…ma mentre la leggevo, io, che son cattiva dentro, mi facevo anche una domanda. Chissà cosa succederebbe, oggi, se dovesse essere un referto medico, e non la nostra coscienza, a dispensarci dal digiuno nei giorni di digiuno?

4 thoughts on “Di falsi invalidi, di carne, e di medici in confessionale

    1. Ciao jash, benvenuto! :-)

      Uhm… cos’è, precisamente, di quel che ho scritto, che ti lascia perplesso?
      Tieni anche presente che qui sto raccontando delle curiosità, delle chicche di Storia: cose che racconto proprio perché ci sembrano talvolta “buffe” rispetto al modo in cui viviamo adesso la nostra fede.
      Ma detto ciò è possibilissimo che ci sia qualcosa che ho interpretato male o che mi sfugge, eh: niente di più probabile! :-))

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