Quaresima in cucina

Il traditore

Si arrampicò sulla cima dell’albero, la corda arrotolata e caricata sulle sue spalle. La corteccia ruvida gli spelava leggermente le mani, man mano che lui saliva; ma sembrava quasi non accorgersene.
Tutt’intorno, era il silenzio. Le prime luci dell’alba cominciavano a illuminare le case di Gerusalemme: il silenzio della notte era rotto solamente dal cinguettio di qualche uccello, in lontananza.
Quando arrivò sul ramo più alto, Giuda si fermò per un istante. Lanciò un ultimo sguardo alla sua Gerusalemme, col volto rigato dalle lacrime. E poi, prese il cappio che portava in spalla e, lentamente, lo srotolò: saggiò la resistenza del ramo dandogli un colpo con la mano, e poi legò un’estremità della corda all’albero.

Continuò a piangere, in silenzio.

Preparò un nodo scorsoio. Andò sicuro: non era certo la prima volta. Controllò che il cappio fosse abbastanza grande, e che la corda scorresse bene. A quel punto si fece scappare un singhiozzo, e incominciò a tremare. Si infilò il cappio attorno al collo, velocemente, prima che la paura gli potesse far cambiare idea. E prima di saltare, sollevò per un’ultima volta gli occhi lucidi verso il cielo buio.
Perdonami”, implorò.
E si lasciò cadere.

***

Quand’è stato il giorno in cui Guida ha effettivamente deciso di uccidersi?
Venerdì?
Sabato?
Dal nostro punto di vista, si tratta in ogni caso di un dettaglio trascurabile. Di Venerdì Santo, si digiuna… e di Sabato Santo, pure. Di conseguenza, i Cechi e gli Slovacchi consumano questo piatto nella sera del Giovedì Santo… che poi, in fin dei conti, è esattamente il momento in cui Guida ha consumato il suo grande tradimento.

Mi ha colpita una riflessione che ha fatto qualche giorno fa il mio parroco, nell’omelia della Missa in Coena Domini. Ci ha fatto riflettere su tutti i tradimenti che si sono consumati quella notte, nell’Orto degli Ulivi.
Giuda che consegna Gesù al Sinedrio; okay.
Ma anche gli apostoli che fuggono in massa, alla vista delle guardie.
Pietro che rinnega Cristo, non una ma ben tre volte.
I tre discepoli che si addormentano, incapaci di vegliare Gesù che piange solo nel Getsemani.
E noi, in quale di questi tradimenti ci riconosciamo?

Apparentemente sembra ridicolo – quasi offensivo, oserei dire – inserire in un menù di Pasqua un dolce come lo Jidase. Lo si capisce fin dal nome: è un dolce dedicato a Giuda. La sua forma lunga e arrotolata vuole ricordare il cappio con Giuda si impiccò, sopraffatto dall’orrore per ciò che aveva compito.

Ma a pensarci bene, mi sa tanto che i Cechi e gli Slovacchi hanno avuto un’idea geniale.
Perché… : la Passione di Cristo è il resoconto di una serie di tradimenti inanellati gli uni agli altri, ancor più dolorosi perché provengono da quelle persone che, più di tutte, Gesù chiamava “amici”.
E allora è giusto evidenziarli, e rifletterci, e domandarci seriamente che cos’avremmo fatto, noi, al posto degli apostoli.

E allora – anche se sembra una cosa assurda, ma invece non lo è – è anche giusto festeggiar la Pasqua con un dolce che, per il suo significato e la sua forma, ci ricorda la facilità (e forse anche la “buona fede”, la convinzione d’esser nel giusto) con cui Giuda ha tradito Cristo, tanti anni fa.

Davvero noi ci comporteremmo diversamente?
Davvero noi saremo sempre fedeli al Cristo?

Lo diceva anche Pietro, sol per quello.

18 thoughts on “Il traditore

    1. Io prendo il peggio dei due tradimenti di San Pietro.
      Sono quella che si bulla “ah, io non verrò mai meno ai miei doveri!” e poi si addormenta miseramente, perché… la stanchezza è tanta, ci sono tante cose da fare, a un certo punto cala la palpebra, “e tanto mi rifarò domani”…

      Però, se devo trovarmi un difetto “evangelico”, più che San Pietro io sono decisamente Marta. Sparata sparata :-D

      (P.S. Buona Pasqua!!)

      1. Eh già, è già Pasqua!!

        Ecco, mi sento e credo di essere parecchio accidiosa.
        Magari non mi bullo, ma son quella che invece di fare e basta, pensa: “potrei / dovrei fare…”. Eh. Appunto: domani, magari, forse. Sì, ciao.
        Vabbeh, come dicevamo è già Pasqua: con tutti i nostri difetti, evangelici e non, cerchiamo di pensare positivo ;)

      2. Io mi bullo con me stessa, più che altro.
        Nel senso: sono perfettamente consapevole di essere una misera donnicciola come tante e mai e poi mai proverei a mettermi sul piedistallo – però, dentro di me, continua ad esserci (a partire da una situazione particolare verificatisi nella mia prima adolescenza) un tarlo che mi dice ‘beh: tutto sommato, sono comunque meglio di molti altri’. Che come punto di partenza non è un granché ;-)

        Ahinoi, ognuno ha il suo…

  1. Ahem, stavo dimenticando per l’ennesima volta che oggi è anche il mio compleanno.
    Esatto: proprio oggi! Okay, auguri a me. Adesso a nanna, però.

    1. IL TUO COMPLEANNO!!
      Auguroni di cuore!!!

      Ma che meraviglia: che giorno bellissimo, per festeggiare…
      Una volta era capitato anche a me, un compleanno il giorno di Pasqua. Me lo ricordo ancora adesso :-)

      Auguri doppi!!
      Buona Pasqua, buon compleanno… e un abbraccio :-*

  2. E comunque: lo so che non sarà un pensiero-commento particolarmente originale, e forse nemmeno tanto intelligente. Però, diosanto, povero Giuda.

  3. Io mi riconosco nei discepoli che si addormentano della grossa.
    Perchè il loro è il tradimento piccolo piccolo, che sarà mai un sonnellino, che però… ti frega.

    Magari se fossimo posti di fronte a situazioni da martiri, eroiche, epiche, del tipo o rinneghi Dio o ti suppliziamo, chissà si potrebbe anche far fronte alla bisogna (se più per Grazia o per orgoglio, ah boh).
    Ma i tradimenti piccini piccini di ogni giorno, quei cinque minuti per una preghiera che potevano uscire e non sono usciti, quella tentazioncina non respinta, quella piccola pigrizia…
    Se si muore schiacciati, non è detto che sia per un macigno. Può essere anche una valanga di sassolini.

    Doppi auguri anche da parte mia :-)

  4. Grazie a entrambi per gli auguri! Sì, è vero, vado per gli -enta ;)
    Ed è proprio una gran cosa che il compleanno cada il giorno di Pasqua, sìsì.

    Sì, quel tarlo lo conosco, Lucyette.
    Non è proprio superbia, anzi spesso ha la sua ragion d’essere. Però ne è l’anticamera, io credo.

    Claudio, idem: anch’io sono un discepolo che si addormenta, e ripetutamente, anzi: quando son lì lì per farlo me ne rendo pure conto, ma non c’è verso di tirarmene fuori il più delle volte.
    E sottoscrivo in pieno l’esempio del macigno e della valanga di sassolini: centratissimo.

    Comunque, buona pasquetta a tutti.
    Specialmente a chi è fregato e non può godersela riposando, ma lavora!
    (Penso a diversi conoscenti e parenti).

  5. Per cominciare: Buona Pasqua!!!

    Per quel che riguarda Giuda, beh, direi che se stiamo a quanto racconta Pietro negli Atti, gli è andata un po’ peggio di quanto descritto nel Vangelo…
    “Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere” (At 1,18)

    Che dire, quello di Giuda è un argomento spinoso… Si potrebbero fare tante considerazioni, del tipo che Pietro e gli apostoli hanno tradito per debolezza e paura mentre Giuda per arroganza e orgoglio; che la giustificazione di Giuda “ho tradito sangue innocente” Mt 27,3-4 suscita (almeno in me) la domanda: allora è giusto tradire “sangue colpevole”? Non so, è complicato. Però so che potrei tradirlo e a volte lo faccio, più o meno inconsapevolmente, come dice Claudio, “tradimenti piccini piccini di ogni giorno”; chissà forse il saperlo, lo sforzo di dover stare all’erta, l’attenzione a questi piccoli tradimenti, mi salva dal “grande” tradimento…
    Vabbé, scusate questi pensieri un po’ tristi in un momento di gioia come è la Pasqua!

    Finisco con una comunicazione di servizio per Lucyette: Ehm.. (palese imbarazzo) tempo fa ti avrei mandato una mail all’indirizzo segnalato a fianco… Sono finito nello spam o ce l’hai con me perché sono piccolo e nero? :)
    Paolo

    1. Ehm… no, no, scusami: non ti ho risposto prima (qua sul blog) perché ero sotto i ferri del dentista (o, prima, in balia di una crisi d’ansia al pensiero del dentista – ho una leggera fobia!). Avevo deciso di rispondere l’indomani ad alcuni commenti dei post più vecchi, sennonché l’indomani stavo peggio di prima :-S
      E in compenso, non ti ho risposto (alla mail)… perché in effetti sì, era finita in spam! :-| Peraltro, era anche in buona compagnia, ho trovato anche un paio di mail da due NL a cui a cui mi ero iscritta. Ma come mai? (Posso capire la NL, ma l’email di un singolo…).
      Aehm, scusami (e io proverò a scusare Gmail!). Adesso casco dal sonno ma domani ti rispondo anche di là… :-)

      1. Dev’essere il cognome che rende il tutto una sorta di comunicazione pubblicitaria…:D
        Non sei la prima a cui succede.
        Paolo (Maturin)

  6. Può darsi che questa domanda sia sciocca, non tenendo conto di qualche ovvietà, oppure che vi sia già stata data risposta; non ricordo.
    Ma mi chiedevo (mentre mi lavavo i capelli, momento topico per eccellenza): la scelta di suicidarsi di Giuda non è forse già un’evidenza, un segnale di pentimento?
    Sennò, perché farlo? I soldi se li era pigliati e poteva tenerseli, ecc.
    Ma uno che restituisce il ricavato della sua colpa e si suicida, in teoria, lo fa perché pentito.
    E allora, ho pensato: non so cosa dica la legge ebraica del tempo sul suicido (è un argomento che non ho mai incontrato), ma se mi trovassi in quella situazione non avrei più nè l’appoggio della mia comunità, perché sono uno che segue la legge non perché di legge si tratta ma il proprio tornaconto – uno straccione, in fin dei conti – nè quello dei miei ex compagni, presso i quali non mi sognerei certo di cercare conforto e aiuto: sono i fedelissimi della persona che ho tradito e fatto ammazzare!
    Insomma, non dico che il suicidio fosse inevitabile. Anche oggi, ed il mio non è un giudizio ma una constatazione, c’è chi a fronte di gravi colpe commesse scappa, inizia una vita nuova anche se magari non propriamente felice, raccoglie tre soldi e va’, convinto a torto o a ragione di non poter recuperare nulla. Però, mi vien da dire che non tanto il gesto, ovviamente, ma il sentimento che l’ha prodotto deve pur significare qualcosa.

    Che dite voi?

    1. Ma nessuno mi risponde?! :(
      Cecilia triste (no, dai: scherzo XD Però sarei curiosa di sapere se ho pensato una cacchiata o meno).

    2. Penso che il grande peccato di Giuda non sia stato tanto il tradimento (lui ha fatto il più, ma hanno tradito anche gli altri che sono scappati), del quale era sì addolorato, ma il fatto che si fosse ritenuto imperdonabile.
      Suicidarsi invece di chiedere perdono, quella è stata la fregatura.
      L’unico peccato che non sarà perdonato è il peccato contro lo Spirito Santo, è scritto. Che è appunto il peccato di rifiutare il perdono divino, cioè quello che ti porta all’inferno. Dio non ti perdona perchè sei tu che non glielo permetti.

      Comunque su Giuda noi non sappiamo se sia dannato. Potrebbe aver chiesto perdono all’ultimo istante, ma questo l’evangelista non lo riporta. La Chiesa nel dubbio non si pronuncia, non si è mai pronunciata con certezza sulla dannazione di nessuno – il paradiso sì, i santi sì, perchè la Chiesa ritiene di aver ricevuto dei segni che indicano che il tale è nella beatitudine. Ma i dannati non fanno miracoli.
      Alcuni sostengono che Giuda sia stato perdonato, per esempio Anna Caterina Emmerich (i cui diari sarebbero stati tra le fonti d’ispirazione di Mel Gibson per il suo film sulla Passione) nelle sue memorie sostiene – se ricordo bene: avevo letto molti anni fa un libro di Andrea Tornielli sull’argomento – di aver ricevuto da Gesù in persona il suggerimento della salvezza di Giuda; per la precisione Cristo, per esprimerle l’immensità della misericordia divina, le avrebbe detto “Se tu sapessi quel che ho fatto di Giuda!”. A significare cioè che Giuda occupa il suo posto nella rosa dei beati.
      Infatti, a farci caso, nel film di Gibson Giuda è rappresentato in modo molto umano, quasi commovente nella sua debolezza disperata.

      PS qui la vision è attribuita a Santa Caterina da Genova.

      1. Ahem, fra l’altro ora che ti leggo ricordo che qualcosa s’era già detto, dove non ricordo. Emmerich a parte.

        Forse il discorso non è mai abbastanza limpido, per me, perché di essere disperati – per davvero, non per posa – non si sceglie.
        E allora immagino che anche se non riusciva a credere di poterlo avere, Giuda il perdono lo volesse: semplicemente non poteva, ancora, sperimentarlo in modo abbastanza forte da cambiare idea.
        Non un vero e proprio rifiuto, credo sia stato, ma una banale debolezza.

        Grazie.

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