Personale

Anche questo può capitare

“Oddio, signora! Sta bene?”.
Stancamente in coda al bancone della panetteria, mi riscuoto dai miei pensieri. Dall’altra parte del bancone, un commesso col grembiule bianco mi sta fissando ad occhi sgranati.
“Ehm… sì, grazie…”, mormoro incerta. E siccome il commesso non accenna a voler cambiare espressione, comincio anche ad inquietarmi un poco. “Perché, scusi?”.
“No no, niente…”, replica il commesso, continuando a fissarmi come se avessi una lancia arrugginita che mi attraversa la testa da parte a parte. “Mi dica, ehm. In cosa posso esserle utile?”.
“Una fetta di pizza ai funghi da portar via, grazie”.
“Subito”. E prende in mano le forbici. E poi ricomincia a fissarmi, in attonita contemplazione. “Ma si vuole sedere un attimo, per caso?”.
“Scusi, ma questa discussione si sta facendo inquietante. Ho qualcosa che non va? Perdo sangue da qualche parte?”.
No! No, è solo un po’…”. Esita, tagliandomi la pizza ai funghi. “Pallida? Ha l’aria un po’ stanchina”.
“Ah. Evvabbeh. In questo periodo è nella norma, allora. Grazie per l’interessamento”.
“Ecco qua”, aggiunge lui per nulla convinto, facendomi lo scontrino della pizza. “Senta, ma la vuole una bella girella al cioccolato, con tanto zucchero? È appena sfornata!”.
“No, grazie, basta così. Grazie molte; quanto le de…?”.
“No, ma davvero. Guardi che secondo me le farebbe bene… ha tanti zuccheri, è ‘na bella botta di energia…”.
“Grazie, ma va bene così…”.
“Ma sicura? Perché guardi che ha proprio l’aria di…”.
“Ho detto grazie; quanto le devo?”.
I nostri sguardi si incrociano, e nei suoi occhi si agita un guizzo di puro panico. “No, signora! Aspetti! Sa cosa facciamo? La girella gliela regalo io!”.
Scusi?!”.
Sì! Sì, davvero, gliela regalo io, guardi: non la paga, non le costa niente, è un omaggio della casa. Però davvero, la mangi, ché secondo me le fa bene”.
“…”.
“Mi raccomando, eh? Ecco, gliela metto in questo sacchettino. Vedrà che dopo starà meglio”.

Credo di aver vissuto poche altre volte nella mia vita un momento così inquietante.

***

(E comunque, per la cronaca, appena uscita dalla panetteria ho freneticamente provveduto al cercare una superficie riflettente in cui specchiarmi, ché converrete con me che, insomma, tutto ciò era vagamente ansiogeno.
Avevo esattamente la mia stessa faccia di sempre, con l’espressione di sempre e il pallore di sempre. In effetti, non sono così certa di doverla prendere come una buona notizia…)

23 thoughts on “Anche questo può capitare

    1. Ce l’avevo, il fard!!! O_o
      Ero pure truccata ben benino: fondotinta, fard, correttore per occhiaie… non avevo un’aria peggiore del mio solito (forse è proprio questo dettaglio a rendere la cosa ancor più inquietante :-DD)

      1. Beh, è un fondotinta chiaro perché io sono molto pallida di costituzione… cioè, non posso mettermi un fondotinta più scuro del mio colore naturale, sennò si vede la differenza col resto del corpo :-P
        (Però in effetti io sono parecchio pallida di mio, sì; quando prendo un fontotinta devo sempre prendere la tonalità più chiara (quella generalmente indicata come ‘Ivory’, e nel caso di alcune marche la tonalità più chiara è comunque troppo scura per la mia pelle :-\ )

  1. Basta dirmelo, Lucia, e ti farò avere quando vuoi, dei biscotti e delle torte fatte da me. Sai, quelle torte alte cioccolatose della Foresta Nera… Biscotti che sanno di favole, di cerbiatti, di abeti…. :O

    PS: mi mandi una tua foto? *_*

    1. …adesso dirò un’eresia, ma sai una cosa? A me non piace particolarmente, il cioccolato! Non che mi faccia proprio schifo, ma potendo scegliere non mi comprerei mai un dolce al cioccolato (lo so, dev’essere una malattia grave :-P).
      Ma… ooohhhh… quei vostri biscottini speziati, i dolci alla cannella… aaaaahhhhh… *__*
      Perché non fai uno spin-off del tuo blog in cui parli di ricette, tradizioni, curiosità della tua zona? :-P :-P

      (Foto in arrivo! :-D)

    2. Adesso ti racconto il mio sogno proibito. Creare un blog di gruppo su modello dei blog di biblical womanhood che sono così tanto diffusi in America e che qui invece non ho mai visto… in buona sostanza: sono una specie di “rivista femminile” (tipo Grazia, Panorama, Pratica, Donna Moderna)… in chiave cristiana.
      Insomma, parlano di moda, di famiglia, di arredamento di interni, di pedagogia, di relazioni sentimentali, di ricette, e quand’altro… il tutto, in maniera cristiana: da cristiane, per cristiane.
      Ma non sarebbe bellissimo? Non capisco perché questo tipo di sito non si sia mai affermato qui in Italia, e all’estero invece sì.

      Mi era tornato in mente questo sogno nel cassetto nel leggere che ti piacerebbe parlare di ricette ma hai paura di mettere troppa carne al fuoco sul tuo blog che non c’entra niente (in effetti è lo stesso identico mio problema) :-P

      1. Ma parliamone! Vedi, io amo le riviste femminili, mi piace un sacco il trucco, l’arredamento, i viaggi, consigli per vestirsi bene in ogni occasione con un pizzico di follia che rende il tutto personale, insomma ci sguazzo dentro. Male riviste femminili in giro sono davvero oscene e in un primo tempo pensavo ad una rivista come la descrivi tu, su carta, ma costa troppo e non potrebbe sopravvivere. Quindi, io ci sto! :D

      2. Guarda questa, che meraviglia era: http://dignitasmagazine.com/. La pubblicavano su carta negli Stati Uniti, purtroppo manco lì è riuscita a sopravvivere… però, di blog o di siti del genere, negli USA, ce ne sono davvero tantissimi! E sono veramente deliziosi, io li adoro.

        *__*
        Ci stai?! Davvero?!
        Beh, ma se siamo già in due potrebbe diventare una cosa fattibile per davvero… metti poi che si aggiunga qualcun altro a darci una mano…
        *__*
        Davvero?! Ci stai?!

  2. Un panettiere che ti regala qualcosa perché ti vede pallida? Perché non ci marci sopra, e ti fai un giro di panetterie a Pavia?

    1. A detta di un mio amico, era quello specifico panettiere lì che ci stava provando (“se io avessi una panetteria e volessi provarci con una cliente abituale, farei così!”. “Dicendole che è talmente brutta che vien voglia di farle la carità?”).
      Ma nel dubbio, sì: sto meditando di fare il giro di tutte le panetterie della città (rigorosamente non truccata per fare ancor più pena al prossimo) e vedere cosa mi riserva la vita… :-P :-P

    1. Uh, sì… ma le vedo usare anche a Torino, a dire il vero (non in tutte le panetterie, ma in alcune sì). Ovviamente sto parlando di pizza al taglio, non delle pizze rotonde da panetteria servite al tavolo; e in effetti, qui tantissime panetterie te le tagliano sul momento, usando un paio di forbici apposta.

      Da voi non si usano proprio?
      Io ho un vago ricordo di una festa di classe dell’asilo, in cui la scuola aveva ordinato delle teglie di pizza al taglio e le maestre le avevano porzionate velocissimamente usando questi grossi forbicioni. Mi ricordo che mia mamma era rimasta molto colpita dalla genialità di queste forbici (chissà perché, ma è un ricordo che mi è rimasto impresso!), quindi a Torino cominciavano a girare già all’inizio degli anni ’90…

  3. Beh, dai, ci hai guadagnato una girella! XD
    Una volta succsse una cosa simile anche a me: ero andata in biblioteca come al solito, ma il mio responsabile, continuava a guardarmi con una faccia strana: «Stai bene?» mi chiedeva. E io che rispondevo, sì, sto bene, perché effettivamente STAVO BENE. Peccato che lui continuasse a farmi la stessa domanda e a chiedere agli altri colleghi: «Ma a voi Nunzia non pare un po’ pallida?» e loro annuivano pure!
    Morale della favola: quel giorno mi mise praticamente a riposo forzato, costringendomi a fare un lavoretto seduta e ogni tanto mi offriva dolcetti. O.o

  4. Si, io ci sto, ma volentieri! Da sola non me la sarei sentita, ma insieme e se ci sta qualcun’altra/-o ben volentieri. Se non erro, anche a Daniela piace il mondo della moda e dintorni. Potremmo interpellarla… *_*

    1. Ma davvero: se siamo già in due (e poi sicuramente qualcun altra si troverà, strada facendo: figuriamoci se siamo le uniche due cattoliche al mondo ad essere appassionate di temi “femminili” :-P ), si può fare per davvero!
      Io direi di lasciar passare l’estate ché non è il momento giusto per lanciare nuovi progetti, ma… davvero, potremmo cominciare a pensarci! *_*

      Appena riemergo dal capitolo di tesi che sto scrivendo :-P , ti mando un messaggio!

  5. Secondo me dovresti fare un paio di numeri di prova proprio adesso, poca affluenza, ma scelta . . . :-)
    Così ti fanno critica costruttiva! :-)
    Tra pensare e imbastire il tutto ci vuole il suo tempo! :-)

    Ciao, Fior

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