Merchandising cristiano

“Nun of a Kind”: un convento tutto da coccolare

Stavo preparando un post su tutt’altro, dovete credermi.
Era un post altamente culturale, e prima di mettermi a scrivere volevo trovare qualche immagine per illustrarlo. Sono andata su Google Immagini a fare le mie ricerche, e… incomprensibilmente, inaspettatamente, del tutto serendipitosamente, mi sono trovata di fronte a lei.

Suor Noelle - Nun of a Kind
Suor Noelle – Nun of a Kind

Sarebbe una decorazione natalizia a forma di suora da infilzare sul collo delle bottiglie, per addobbare la tavola di Natale. Come se questo non bastasse per farmi venire gli occhi che brillano, il sito mi dettaglia pure che la suora-da-bottiglia si chiama Suor Noelle.
E capite bene che una meraviglia come Sr. Noelle ha la precedenza su qualsiasi altro argomento al mondo che possa esser trattato sul mio blog…
…e quindi, ecco a voi. Per la serie “i nostri pazzerelli cugini d’Oltreoceano”, oggi presento le consorelle della collezione “Nun of a Kind”.

***

L’inventrice di questa meraviglia è una certa signora Linda, un’artigiana statunitense che ha passato tutta la sua vita a creare piccoli pupazzi in stoffa a scopo decorativo. Andava particolarmente “forte” nel campo delle decorazioni natalizie: figurine da appendere all’albero, Babbi Natale in feltro da usare come soprammobili, pupazzetti di neve per decorare la porta di ingresso… cose così.
La signora professava fede cattolica, ma questo dettaglio non aveva mai influito particolarmente sulla vita lavorativa. Anzi: persino l’idea di mettersi a fabbricare suore di pezza nasce così per caso, senza grandi intenti missionari o chissà cosa. Molto banalmente, la signora Linda aveva un figlio piccolo, e questo figlio piccolo andava a scuola. Le maestre del bambino, un anno, avevano messo in scena una recita scolastica ispirata a Sister Act: per ringraziarle dell’impegno, la signora Linda aveva preso ago e filo e aveva confezionato loro, col sorriso sulle labbra, alcuni piccoli pupazzi… a forma di suora. “Ci stava”, oh, visto il tema della recita!

La cosa sarebbe morta lì, se non fosse che queste suorine di pezza avevano completamente conquistato i cuori delle maestre che le avevano ricevute in dono. E non solo delle maestre!
La notizia era corsa di bocca in bocca, le amiche delle maestre avevano commentato “ma che carine!”, le mamme degli altri bambini avevano cominciato a chiedere “sono deliziose: non è che ne fai una anche per me?”… e Linda ha lentamente capito che c’era del potenziale, in quest’idea.
Che io trovo assolutamente geniale, se non si fosse capito.
Sarà che io sono un’inquietante stalker di suore in quanto tali; sarà che tutte le suore che ho incontrato mi hanno lasciato splendidi ricordi; sarà che la mia idea platonica di suora è quella di una zia amorevole e sempre sorridente che ti regala immaginette e ti racconta storie di santi… ma, oh: io adoro ‘ste suorine. Sono sorridenti, grassocce, rubizze, serene, indaffarate… e irresistibilmente deliziose. E – quello che è più importante – sono persone come noi: sì, perché la cosa veramente geniale di “Nun of a Kind” è la sua scelta di rappresentare le suore come… gente normale. Persone comuni. Donne ordinarie che potrebbero tranquillamente essere le nostre parrucchiere, le nostre commercialiste, le nostre nonne, le gattare del quartiere, le due vecchiette isteriche del sesto piano… Certo: se non avessero fatto una scelta diversa.

Suor Gaye Paree - Nun of a Kind
Suor Gaye Paree – Nun of a Kind

Ma, voglio dire: le suore di “Nun of a Kind” sono persone comunissime, con le loro passioni e i loro hobby. Non delle algide creature tonacate monodimensionali, e nemmeno delle pazze furiose che hanno rinunciato alla loro vita per andare a richiudersi in un chiostro.
No, macché: sono donnine normalissime con i loro svaghi e il loro carattere. (E con un faccino di pezza così delizioso che ti vien subito voglia di abbracciarle).

Suor Wendy McDonald - Nun of a Kind
Suor Wendy McDonald – Nun of a Kind

Ed ecco quindi suor Gaye Paree, che adora Parigi e colleziona cartoline; ed ecco suor Andy McDonald’s, che di tanto in tanto potreste trovare al centro commerciale mentre affonda i denti in un bell’hamburger pieno di grassi. Ma c’è anche la suora frettolosa, la suora che gioca a curling, la suora pasticcera sempre alle prese con l’impastatore, la suora vecchietta e un po’ antipatica con la fissa della disciplina. Insomma: c’è un vero microcosmo nel convento di “Nun of a Kind”, che peraltro deve appartenere a un ordine di cui esiste anche il ramo maschile… perché, da qualche tempo a questa parte, la signora Linda ha cominciato a produrre degli (altrettanto adorabili) monachelli.

Una scelta di successo?
Sì, sembrerebbe proprio di sì: a quanto si legge online, tanti acquistano questi bambolotti per regalarli alle loro amiche (laiche… ma anche no!), e tanti ordinano suorine “su commissione” per poter regalare, ad esempio, un suora-giardiniera a quell’amica col pollice verde.
Le suore americane sembrano apprezzare quest’iniziativa e pare che in diverse occasioni abbiano indirizzato a Linda delle lettere di ringraziamento, in cui esprimono la loro soddisfazione per il modo affettuoso e “dinamico” con cui vengono dipinte. E il mercato risponde entusiasticamente, calcolando che – se date un’occhiata all’e-shop di “Nun of a Kind” su Etsy, vedete che quasi tutti i modelli disponibili sono già stati venduti. Ma ovviamente, se una spedizione trans-oceanica non vi spaventa, potete commissionare all’artigiana una suorina di pezza fatta apposta per voi!

Guardando quelle da catalogo, quale scegliereste?
Io sceglierei forse Sorella La Saggia, perché una suora plurilaureata accampata sulla scrivania può sempre essere d’aiuto, ma ammetto di avere un debole anche per Suor Mary Discipline. Perché, sotto sotto, se io fossi una suora sarei un misto delle due.

E voi?
Quale suorina di pezza scegliereste, per tenervi compagnia?

7 thoughts on ““Nun of a Kind”: un convento tutto da coccolare

  1. Come al solito: no, non sono stata pagata da “Nun of a Kind” per questa pubblicità gratuita – è solo che mi piacciono i suoi prodotti… e a certe meraviglie cattoliche va data la massima diffusione possibile :-DD

    1. Sister Rita Story attirava pure me, ma poi ho pensato che era quasi il mio doppione… quindi niente :-P

      In compenso, uuuuhhh… un’altra con cui mi troverei bene è Sister Brigitte Bardough! *__*

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