Vite di Santi e Beati

[Ma che sant’uomo!] Il Cristo del Mal di Denti (e altri santi a cui votarsi in caso di ascessi, pulpiti ed emergenze ortodontiche di vario genere)

Questo post è dedicato a Marta (diciamo tutti assieme: ciaaaaaooo, Marta), una povera innocente che, dopo un’odissea dentistica durata alcuni anni, ricomincia in questi giorni a sentire un fastidio in bocca.
“Prova ad affidarti a Santa Apollonia”, le ho suggerito, propositiva.
Non funziona” ha risposto lei, cupamente. E in effetti, alzi la mano chi, essendo piegato in due dal mal di denti, ha recitato una preghiera a Sant’Apollonia e ha visto miracolosamente sparire l’ascesso.

A questo punto, persone sane di mente argomenterebbero che i santi non sono mica distributori automatici di miracoli, e comunque un conto è avere mal di denti e un conto è avere un cancro terminale. E okay.
Ma siccome io non sono sana di mente, tendo ad allinearmi alla constatazione di cui sopra: Sant’Apollonia non funziona. Secondo me, dipende tutto dal fatto che è troppo famosa, quindi troppo impegnata: è un po’ come quando telefoni a un servizio di assistenza al cliente e ti mettono in attesa per venti minuti con musichetta di Vivaldi sullo sfondo. Troppe richieste di assistenza, pochi operatori disponibili. Pora Sant’Apollonia, del resto non dev’essere facile, con un milione di cattolici in preda al mal di denti che ti chiedono angosciosamente (e istericamente) aiuto.

Sì: credo sia il caso di essere comprensivi con la santa egiziana – anche perché, a ben vedere esistono anche altri santi adatti alla bisogna!
E insomma, penso di fare cosa universalmente gradita nell’elencarveli qui, ad uno ad uno.
Se c’è un famoso adagio che recita “non ci sono atei, su un aereo che precipita”, io penso di poter chiosare “e non c’è nessuno, sotto i ferri del dentista, che non avverte l’impellente bisogno di un qualche santo a cui votarsi”.
Meglio ancora se i santi a cui votarsi sono più di uno!

***

SANT’APOLLONIA

???????????????????

Vabbeh, questa la cito solo per amor di completezza, tanto la conosciamo già tutti: è la martire romana che è diventata protettrice contro il mal di denti perché i suoi carcerieri, in un attacco di sadismo, l’hanno presa a bastonate in faccia fino a spaccarle tutti i denti. Per una interpretazione critica di tutta questa violenza perversa a danno delle vergini martiri, leggere qui.
È sicuramente la santa più conosciuta fra i patroni contro il mal di denti, ma… non è l’unica.

SANT’OSMUND DI SALISBURY

Sant Osmund Salisbury

Nato in Normandia, giunge in Inghilterra accompagnando niente popò di meno che Guglielmo il Conquistatore (sì, quello della battaglia di Hasting del 1066), che incidentalmente era suo zio. In un primo momento, i documenti ce lo dipingono come un membro della nobiltà locale molto impegnato in una vita “da laico”; dopo un po’ di anni, ci ritroviamo con Osmund che ci viene descritto come prete, e che poi assume la guida della diocesi di Salisbury.
Se Sant’Osmund soffrisse di mal di denti, le agiografie non ce lo tramandano – in compenso, però, gli archivi della Santa Sede conservano ancor oggi un bel plico di pergamene relativo al processo di canonizzazione del vescovo di Salisbury, apertosi nel 1228.
Parte integrante di un processo di canonizzazione, era (anche all’epoca) l’indagine su eventuali miracoli compiuti dal presunto santo.
Ecco: se avete mal di denti, provate decisamente a rivolgervi a Sant’Osmund, perché – carta canta – il vescovo di Salisbury ci dava particolarmente dentro, con miracoli a tema ortodontico.
Dei numerosi testimoni che hanno testimoniato al processo, la stragrande maggioranza conferma di essere stata guarita (o di aver conosciuto personalmente individui guariti) da un terribile mal di denti dopo una devota preghiera a Sant’Osmund. Gli atti del processo testimoniano oltre cento guarigioni miracolose a solo tema dentistico: una gran bella percentuale, sul quantitativo totale di miracoli compiuti dal santo!
Da questo dato di fatto si sviluppa, comprensibilmente, una forte devozione a Sant’Osmund in veste di protettore-contro-il-mal-di-denti… e a ‘sto punto: se avete una carie e decidete di rivolgervi al sant’uomo, fatemi sapere cosa succede!

SAN MEDARDO

San Medardo

Di questo vescovo francese vissuto a cavalo fra il V e il VI secolo, conoscevo il ruolo di protettore contro il mal di denti ma ignoravo le circostanze che avevano portato a questo patronato. In mancanza di spiegazioni più autorevoli, butto qui i my two cents: facendo ricerche sulla vita del santo vescovo, ho scoperto che nell’abbazia di Soisson (dedicata a San Medardo, e “custode” delle sue spoglie mortali) si venerava nel Medio Evo il dente da latte di Gesù Bambino.
Sì, ‘nsomma: c’era ‘sto dente da latte infilato in un reliquiario, che i monaci di Soisson assicuravano essere uno dei denti da latte del Bambin Gesù, messo da parte della Madonna e da lei devotamente conservato per i posteri.
Messa così potrebbe anche far ridere, ma le reliquie di Gesù Bambino (denti da latte, cordone ombelicale… addirittura il prepuzio asportatogli con la circoncisione!) andavano molto forte, nel Medio Evo. Sottolineavano la vera umanità del Cristo, rimandavano in un certo senso alla dolorosa fisicità della Passione, e commovevano le folle al pensiero di un Dio fattosi infante. E datemi retta: il dente da latte conservato all’abbazia di San Medardo era davvero meta di grandi pellegrinaggi, nel Medio Evo.
Da lì alla nascita di una devozione popolare a tema ortodontico, il passo mi sembra relativamente breve…

SAN KEA

Santo Kea

È uno di quei santi bretoni che, col passar dei secoli, si sono trasformati in personaggi letterari e hanno incominciato a interagire con la corte di Re Artù.
Ricordate San Mungo che fa amicizia con Mago Merlino, sì?
Kea, secondo le agiografie romanzate che sono state scritte sul suo conto, era il fratello di Galvano. L’agiografo ci mostra Kea che negozia la pace fra Mordred e Re Artù e favorisce il pentimento di Ginevra dopo la sua liason con Lancillotto… ma tutto questo non ci interessa. Ci interessa semmai vedere Kea che, rinunciato a un destino come cavaliere della tavola rotonda, sceglie di vivere in eremitismo ed elegge la foresta a sua dimora. Proprio nei boschi vicino alla casa di Kea ha luogo un fantaccio brutto, ovverosia: il signore di quelle terre sta andando a caccia al cervo, e Kea si mette in mezzo per impedirgli di catturare la preda.
(N.B. Kea non era un animalista ante litteram, ma era sdegnato dalla mancanza di rispetto mostrata da chi va a caccia a pochi metri dal ritiro di un eremita, disturbando le sue preghiere, con tutto quel fracasso di cavalli e latrati di cani che, inevitabilmente, una battuta di caccia si porta dietro).
Dunque, il cervo scappa, il signorotto del luogo perde la sua preda, e… come dire: non la prende un granché bene. Tant’è vero che, per vendetta, uccide la mucca di Kea (unica sua fonte di sostentamento), e, per rigirare il coltello nella piaga, prende a bastonate in faccia il povero eremita, fino a spaccargli una buona parte della dentatura.
A consolazione di chi volesse provare ad affidarsi a San Kea in caso di mal di denti, aggiungo che la sua agiografia è evidentemente molto romanzata, ma pare che un fondo di verità storica ci sia davvero. Cioè: san Kea dovrebbe essere esistito veramente, al netto di tutte le fantasiose costruzioni narrative che sono poi state fatte su di lui.

NOSTRO SIGNORE DEL MAL DI DENTI

Nostro Signore del Mal di Denti

Ebbene sì, vi giuro che non sto scherzando: nel duomo di Vienna esiste davvero una statua popolarmente conosciuta sotto il titolo di Nostro Signore del Mal di Denti.
Se esista qualche Vangelo apocrifo che, allo scopo di sottolineare la vera umanità di Cristo, ci mostra Gesù dolorante per un ascesso, io lo ignoro (ma, nel caso, vorrei stringere la mano all’evangelista per la sua manifesta genialità). In compenso, sulla parete posteriore del duomo di Vienna, esiste un Ecce Homo del primo ‘400 che… come dire… ha una mimica facciale alquanto sofferente.
Ma proprio tanto sofferente.
Di una sofferenza che peraltro sembra concentrarsi tutta sul viso di Nostro Signore: non è come un crocifisso in cui, bene o male, ogni fibra del corpo è squassata dal dolore; qui c’è un Ecce Homo relativamente “composto”, con un’espressione di sofferenza pura che, però, gli deforma i lineamenti del volto.
Nel primo ‘400, la gente di Vienna aveva evidentemente un certo senso dell’umorismo, giacché il popolino ha cominciato a ridacchiare “ah-ah, in questo busto Gesù ha l’aria di uno che ha il mal di denti!”. Tant’è vero che, col passar del tempo, a questa statua è stato attribuito un bizzarro soprannome: Zahnwehherrgott – in Tedesco, “il Dio del Mal di Denti”.
Questo nomignolo è anche al centro di una leggenda, secondo cui i tre individui che per primi coniarono questo irriguardoso soprannome furono immediatamente puniti da Nostro Signore con un lancinante attacco di mal di denti – per la serie: “vedi cosa succede, quando manchi di rispetto al Creatore?”.
Un lancinante attacco di mal di denti, quindi, che nessun medico poté curare fino al momento in cui i tre peccatori, pentiti, si inginocchiarono davanti all’Ecce Homo chiedendo perdono per la loro insolenza. E a quel punto – riporta la leggenda – essi furono miracolosamente guariti.
Dal che si evince che questo Ecce Homo tende ad essere un po’ permalosetto… però, quando gli gira bene, è in grado di curare anche i mal di denti più lancinanti!

***

Beh, insomma. Gentili signori che mi leggete, questo è il mio modesto contributo alla causa.
D’ora in poi, quando vi starete macerando nell’ansia nella sala d’attesa del dentista, potete quantomeno cercare di consolarvi pensando che avete non uno, ma svariati santi a cui votarvi in questi drammatici frangenti.
Che – insomma – mi rendo conto che non è questa gran consolazione, ma…
…ahò: sempre meglio che niente! No?

4 thoughts on “[Ma che sant’uomo!] Il Cristo del Mal di Denti (e altri santi a cui votarsi in caso di ascessi, pulpiti ed emergenze ortodontiche di vario genere)

  1. Ricordo che qualche anno fa avevi già esposto la necessità di trovare qualche altro patrono esperto in denti oltre a sant’Apollonia. Vedo che ora ce l’hai fatta!

    1. …in effetti la necessità era impellente, perché – come dicevo sopra – Sant’Apollonia non funziona bene ;-) ;-) ma in realtà… la cosa è ancor più surreale: non ero stata io a mettermi in testa di cercare santi patroni alternativi: era stato il mio dentista a chiedermi se conoscevo altri santi esperti in ortodonzia!

      Sì, ehm: ho questo dentista favoloso che ha svariati quadri di Sant’Apollonia appesi fra sala d’aspetto e studio. Frequento gente strana, se non si fosse ancora capito.
      E in effetti, era stato proprio il dentista ad esprimere curiosità in materia, conoscendo la mia passione per i santi…
      Lo raccontavo qui :-D

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