Tradizioni e folklore · Vite di Santi e Beati

“Ma quanto durerà ancora questo caldo atroce?”: le previsioni meteo dei Santi

Gente: non so voi, ma io nun je la faccio più. ‘sto caldo ingiusto mi fa crollare la pressione, mi riduce a uno straccio, mi toglie l’appetito (e globalmente la voglia di vivere), mi stronca come non mai.
Dopo aver appurato che le previsioni meteo per il prossimo weekend danno massime attorno ai 38 gradi, mi sono detta: ok, non posso farcela, ho bisogno di un santo a cui votarmi.
E allora ho cercato il santo a cui votarmi, no?
Ci sarà pure un santo patrono contro le ondate di caldo, no?
Abbiamo patroni per i dormiglioni (San Vito), per la gente brutta (San Drogo), per la gente che ha paura dei morsi di vespa (San Friario), abbiamo persino una santa per lenire i fastidi del dopo-sbornia (Santa Bibiana)… ce l’avremo senz’altro, un santo da invocarsi contro le ondate di caldo tropicale, no?
No??
No.

A quanto pare, fino a qualche tempo fa, la gente sopportava abbastanza di buon grado le ondate di caldo anomalo, perché tendenzialmente facevano bene ai raccolti – a patto che piovesse. Abbiamo santi contro la siccità, ma non santi contro il caldo.
E quando abbiamo smesso di dipendere dal caldo per portare a casa uno stipendio, la venerazione popolare si è spostata direttamente verso l’inventore dell’aria condizionata, che Dio lo benedica.

E quindi, tant’è.
Se siete al corrente dell’esistenza di un santo da invocarsi per far scendere le temperature, fate un fischio ché qui incomincio subito una novena. Ma fino a prova contraria, io non ho notizie di santi che portino il fresco in sé e per sé. Ci sono santi che portano il bel tempo, ci sono santi che portano la pioggia, ma santi capaci di abbassare le temperature… no. Mission impossibile pure per le schiere celesti, a quanto pare.

Il massimo aiuto che possiamo sperare di ottenere dal Cielo in questo drammatico frangente, è più che altro sulle linee di “sappi di che morte devi morire”. Ovverosia: se non esistono santi deputati a far scendere le temperature, esistono santi cui la tradizione popolare attribuisce il potere di… fare previsioni meteo ad ampio raggio.
Avete presente il detto “quando vien la Candelora, dall’inverno siamo fora”? Ecco, qualcosa del genere: da tempo, la tradizione popolare ritiene che, dalle condizioni meteo di determinati giorni dell’anno, sia possibile trarre previsioni per il clima dei mesi a venire.

Embeh: in assenza di meglio, vediamo dunque quali sono i santi capaci di dirci qualcosa di più sulle sorti di questa rovente estate.
Meglio che niente, ahò. Alla peggio, mi faccio un biglietto di sola andata per la Groenlandia e tanti saluti.

San Medardo: 8 giugno

san-medardo.jpg

Già noto su questi schermi (e già caro alla qui presente blogger) per il suo singolare ruolo di patrono contro il mal di denti, San Merdardo di Noyon è, di per sé, il protettore contro i temporali. Il “perché” risiede in un passaggio della sua agiografia, laddove il santo vescovo, sorpreso da un violentissimo acquazzone, viene miracolosamente protetto dalla pioggia da un’aquila gigantesca che si libbra in volo sopra di lui, dispiegando le sue ali, e… facendogli da ombrello.
In Piccardia, dove san Medardo gode di particolare venerazione, è diffuso un detto popolare (variamente noto anche in altre zone della Francia), per cui

S’il pleut le jour de Saint Médard,
il pleut quarante jours plus tard

Ovverosia: se piove e fa brutto tempo durante la festa liturgica di San Medardo, certamente farà brutto tempo anche quaranta giorni più tardi (e cioè il 18 luglio).
Non che la promessa di un acquazzone a metà luglio ci sia di grande aiuto nella contingenza, ma di nuovo: sempre meglio che niente.

Ho speranzosamente googlato informazioni meteo su che tempo facesse a Torino l’8 giugno passato. Niente pioggia ahimè, ma minime di 13 e massime di 23 gradi (!!). Non so voi, ma io ci metterei la firma: Medà, ti prego, non deludere le mie preghiere.

Santi Gervasio e Protasio: 19 giugno

Santi_Gervasio_e_Protasio

Questa è facile: la loro festa ricorreva ieri, e, non so da voi, ma ieri, qui a Torino, si è tornati a respirare per la prima volta dopo giorni.
(Oggi si crepa di nuovo).

Le ragioni per cui i due martiri milanesi siano tradizionalmente associati con le previsioni meteo (in Francia e non in Lombardia, perdipiù!) sono avvolte nel mistero.
Fatto sta che i nostri cugini d’Oltralpe sono convintissimi del loro potere: S’il pleut le jour de Saint Médard, il pleut quarante jours plus tard, ma la filastrocca va avanti affermando incontrovertibilmente:

S’il pleut le jour de Saint Gervais et de Saint Protais,
il pleut quarante jours après.

Idem come sopra, insomma.
E come sopra: ieri, a Torino, non ha piovuto, ma io mi aspetto minimo minimo un’ondata di aria fresca fra trentanove giorni.
(Sigh).

I Sette Dormienti d’Efeso: 27 giugno

seven-sleepers-icon

Amo la leggenda dei dormienti d’Efeso, i sette amici che tentano di scampare alla persecuzione anticristiana dell’imperatore Decio chiudendosi in una grotta nei pressi del monte Celion. Dopo una notte di paura, uno di loro esce per procurarsi un po’ di cibo, ed ecco la sorpresa: i sette non avevano dormito – come credevano – per una notte sola, ma per più di duecento anni.
Testimonianza della resurrezione dei corpi, i sette dormienti raccontano ai fedeli la loro storia, e poi tornano ad immergersi nel loro sonno senza tempo. Leggenda vuole che siano destinati a dormire fino all’Apocalisse, nell’attesa del mondo che verrà.

Orbene: nella Germania del Sud è viva una tradizione per cui, se nel giorno della festa dei Sette Dormienti, il clima è fresco, altrettanto freschi saranno i due mesi a venire.
Alcune pagine, tipo questa, sostengono che ci sia un fondo di verità dietro a questo proverbio. Statisticamente, se, negli ultimi giorni di giugno, in Germania del Sud il clima è fresco e mite, c’è un 60-70% di probabilità che anche i mesi a venire non siano troppo afosi. Sarà questione di correnti d’aria e di anticicloni, boh: fatto sta che questo antico detto pare prenderci abbastanza.

Per la cronaca, le previsioni meteo per Monaco di Baviera danno un brusco calo di temperature proprio tra il 26 e il 27 giugno.
Voglio crederci.

Santa Godeliève: 6 luglio

Godelieva

Questa è una santa che in genere riscuote un certo successo di pubblico, perché è la patrona delle donne che hanno problemi con le suocere.
Diciamo che meditare la vita di Godeliève riesce sicuramente a mettere in prospettiva le piccole beghe familiari della nuora-media. La santa francese, nata da nobile famiglia attorno all’anno 1000, viene data in sposa a un certo Bertolf di Ghistelles, sempre che di “matrimonio” si possa veramente parlare: Godeliève dice il suo “sì” in uno sposalizio per procura, in cui è la suocera a fare le veci di Bertolf, lontano per una campagna militare. Tornata a casa, la donna rinchiude Godeliève in una cella, e anche quando Bertolf fa il suo ritorno l’ingombrante presenza di mammà causa nel rapporto  tensioni tali che il matrimonio non viene mai consumato. A un certo punto Godeliève scappa di casa; Bertolf la insegue giurando di cambiare; e infatti mostra d’esser cambiato così tanto, che, alla prima occasione utile, la strangola per sposare una che sia più gradita a mammina.
Finalmente morta e liberatasi da ‘sta famiglia di pazzi, Godeliève comincia a prodursi in innumerevoli miracoli, fra cui – a quanto pare – numerosi prodigi di natura meterologica. Far piovere per rinverdire i raccolti, cose così.

La data della morte di Godeliève è sempre stata incerta: inizialmente fissata al 6 luglio, è stata sposata al 30 dello stesso mese nell’ultima revisione del Martirologio. Con buona pace della Congregazione per il Culto Divino, la tradizione popolare rimane ancorata alla festa antica – e così, le condizioni meteorologiche in essere al 6 luglio sono considerate “uno specchio” di quelle dell’estate a venire.

Un’altra tradizione popolare sostiene che la fanciulla single che prega Santa Godeliève alla vigilia della sua festa otterrà in dono il privilegio di conoscere il nome del suo futuro sposo.
Speriamo che non si chiami Bertolf.

San Swithun: 15 luglio

swithun-portrait

Vi dico solo che ho scoperto l’esistenza di San Swithun preparando uno dei miei primi esami di Storia della Chiesa, al capitolo “Miracoli punitivi”. È un tosto, l’amico!

Swithun fu vescovo di Winchester fino alla sua morte, avvenuta nell’862. Sentendosi avvicinare la fine, il santo ordinò che il suo corpo fosse inumato nella nuda terra, all’esterno della chiesa, “dove potessero percuoterlo il piede del passante e le gocce di pioggia dal cielo”. Un estremo gesto di umiltà che non fu gradito dal vescovo eletto dopo di lui, il quale – nella pia convinzione di star tributando giusti onori al suo santo predecessore – ordinò che le reliquie fossero traslate all’interno della chiesa e allocate in un adeguato reliquiario, per esporle alla venerazione dei fedeli.
Apriti cielo (è proprio il caso di dirlo).
In segno di protesta verso quest’attenzione non richiesta, Swithun – a dar retta all’agiografia – scatena quaranta giorni di pioggia ininterrotta.
Ma forte, eh!
Grandine, brutto tempo, gelate, venti freddi: non ce n’era per nessuno. Raccolti devastati, lattanti intirizziti, animali senza più cibo… un disastro.

Da lì, la tradizione popolare che lega Swithun alle previsioni meteo. Se, da un lato, il vescovo di Winchester è quello da pregare perché finisca un’ondata di freddo, d’altro canto si ritiene che un calo di temperature il 15 luglio – giorno della traslazione delle sue reliquie – sia da interpretarsi come un sicuro segno di maltempo per i quaranta giorni a venire.

Secondo Wikipedia, c’è pure una base scientifica dietro a questa leggenda:

Verso la metà di luglio la corrente a getto si pone in un corso che rimane, nella maggior parte degli anni, ragionevolmente stabile fino alla fine di agosto. Quando questa corrente si trova a nord delle isole britanniche, l’alta pressione è in grado di penetrarvi, mentre quando si trova a sud o attraverso le isole britanniche, l’aria dell’Artico e il sistema meteorologico atlantico sono predominanti.

Sperem

Frattanto, io credo di far cosa gradita a tutti voi indicando il santo che, a mio giudizio, può essere il più adatto a cui chiedere aiuto in questo momento specifico.
Non so voi ma io sono risoluta a pregare con intensa devozione San Lebuino di Deventer, invocato per dare sollievo alle sofferenze degli agonizzanti: a occhio e croce, direi che più o meno siamo lì.

6 thoughts on ““Ma quanto durerà ancora questo caldo atroce?”: le previsioni meteo dei Santi

  1. Interessante… ma a questo punto non converrebbe scomodare San Nicola (Santa Claus) per anticipare l’arrivo dell’inverno periodo congeniale a lui.

    La cosa che mi ha fatto più ridere però è sta storia di San Friario che protegge dall’essere punto da una vespa.. ma già è difficile invocarlo con quel nome, soprattutto nel caso di agitazione per l’avvicinarsi di qualche vespa, se poi uno ha anche la erre moscia… deve solo sperare di non doverlo invocare :D

    1. Ma io non pretendo l’arrivo dell’inverno.
      Ho tanti bei deliziosi vestitini estivi che devo pur usare (nota: mia principale motivazione nell’esprimere desiderata, poter mettere i vestitini estivi :P)
      Io sarei contentissima, toh, di temperature attorno ai 27 gradi, ‘na roba normale, contenti tutti, contenti quelli che vogliono prendere il sole in spiaggia… ma deve scendere di dieci gradi ‘sto cavolo di termometro!! Dieci gradi!!

      😂

      😓

    1. Massì, proviamoli tutti, tanto peggio di così non può andare :-(

      (Io in realtà, devo dire, adesso aspetto con particolare devozione la venuta di Santa Olimpia.
      Nello specifico, Santa Olimpia Splendid Dolceclima Silent 11 A+ 😆 il condizionatore portatile che ho appena ordinato in sostituzione di quello che sto usando in questo momento, vecchiotto, non performante, e soprattutto salassa-bollette.
      Dovrebbe arrivare lunedì prossimo. Credo molto in lei.
      LOL).

  2. Santi di ghiaccio san Pancrazio? Diversi quadri nella mia Cento raffigurano San Pancrazio e in tutti il giovane Santo(martirizzato a 14 anni) ha in mano tre spighe, (i più famosi; Guercino col suo dipinto “la Madonna col Bambino in gloria, San Pancrazio ed una Santa monaca e Ercole Gennari con la sua tela Madonna col Bambino, San Ludovico di Francia, Sant’Agata e San Pancrazio) a questo punto e dopo aver letto la pagina Wiki indicata mi sovviene una domanda, cosa rappresentano quelle tre spighe? Perché le ha in mano San Pancrazio?

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