La triste storia Wilhelm von Jülich e di un incantesimo drammaticamente mal riuscito

Il 18 agosto 1304, le truppe francesi di Filippo il Bello vincevano gli eserciti della Contea di Fiandra, di fatto ponendo fine alla lunga guerra franco-fiamminga che aveva visto le due nazioni contrapporsi a partire dal 1297.
La battaglia destinata a esser determinante ebbe luogo nei campi di Mons-en-Pévèle, una cittadina al confine tra Francia e Belgio; si stima che oltre 15.000 uomini si siano armati quel giorno, con una leggera prevalenza numerica per l’esercito fiammingo. Un esercito che, però, decise di auto-mutilarsi mandando alle ortiche quel pur minimo vantaggio: per ragioni che probabilmente avevano un senso solamente nella testa del comandante, si decise di scendere in campo contando solo sulla fanteria e lasciando a piedi quei soldati che pure avrebbero avuto la possibilità di combattere, e più efficacemente, sul loro cavallo da guerra.

Non sorprendentemente, viste le premesse, i cavalieri di Filippo il Bello ebbero la meglio, riuscendo a piegare in poche ore la strenua resistenza fiamminga. Ne seguì la disfatta dell’esercito delle Fiandre, ma non solo: curiosamente, la battaglia di Mons-en-Pévèle passò agli annali anche per una bizzarra storia di magia bellica finita drammaticamente male.
A volte, quando le fonti d’epoca sono confezionate così bene da rasentare la perfezione, la miglior scelta stilistica è quella di dar voce agli scrittori del passato. E dunque così io faccio, copiando testualmente dagli Annales Gandeses:

In quel giorno, oltre quattromila uomini d’arme persero la vita tra le fila dell’esercito fiammingo. Tra di loro, v’era anche l’illustrissimo signore Wilhelm von Jülich, che morì mentre stava inseguendo un gruppo di soldati francesi. Alcuni dicono che morì d’asfissia e che perse i sensi perché non riuscì più a respirare bene (infatti, era un milite che combatteva con impeto ma che era, in realtà, di debole costituzione); in alternativa (e questa è la versione che viene data dai Francesi) morì mentre stava inseguendo un gruppetto di soldati nemici, essendosi posto a capo di una piccola legione di ottanta uomini.

I Fiamminghi, senza eccezione alcuna, concordano sul fatto che l’uomo era in perfetta forma fisica e privo di ferite fino al momento in cui i Francesi ordinarono di far ripiegare le truppe. A quel punto, il milite si trovò accerchiato dalla cavalleria francese e fu ucciso assieme a tutti i suoi compagni d’arme; e lo fece mentre approntava una coraggiosa resistenza, infliggendo ai Francesi un buon numero di ferite.

E fin lì, una triste storia di guerra come tante. Ma attenzione amici, c’è il colpo di scena:

Ma poiché, successivamente, nessuno (né i Fiamminghi né i Francesi) furono in grado di trovare il suo corpo sul campo di battaglia (e non solo il corpo: ché non fu trovata traccia nemmeno delle sue armi o del suo scudo), cominciò a diffondersi tra gli abitanti delle Fiandre la convinzione che Wilhelm von Jülich fosse sparito dal campo di battaglia grazie a quelle arti magiche di cui, notoriamente, egli faceva uso di frequente.
E altresì si sparse la voce che in futuro (quando l’uomo lo vorrà e quando le Fiandre saranno nuovamente in grave pericolo a causa di una guerra), Wilhelm von Jülich tornerà a calpestare la terra di questo mondo.

Costretto a parlare di ‘sta storia strana che sembra uscita fuori da un romanzo arturiano, il compilatore degli Annales Gandeses ci tiene a mettere le mani avanti:

Naturalmente, questa è solo una storiella sciocca: per quanto nessuno sia mai stato in grado di trovare il corpo, le armi o lo stemma di Wilhelm von Jülich, è certo che l’uomo sia morto in quel giorno, perché in quell’occasione persero la vita molti altri nobili di Courtrai.

Eppure, è probabile che ci sia un fondo di verità in questa strana storia; ovverosia, è probabile che Wilhelm von Jülich avesse davvero fatto ricorso alla magia, prima di scendere sul campo di battaglia. L’idea può far sorridere, ma in quel periodo storico era molto frequente far scivolare sotto l’armatura amuleti che avrebbero permesso “di diventare invulnerabili” e imbracciare armi che erano state incantate “per uccidere ogni nemico”. E, del resto, per il comandante di un esercito non v’era nulla di più normale che interpellare un astrologo per farsi dare pronostici sul momento migliore per scendere in battaglia: ciò che a noi moderni sembra follia superstiziosa, all’epoca era normale vita quotidiana.
Per ammissione stessa dell’annalista, il conte Wilhelm von Jülich era uno che per davvero si gingillava con le arti magiche. Insomma, non sarebbe strano ipotizzare che realmente il milite avesse deciso di equipaggiarsi con uno di quei (presunti) rimedi soprannaturali che ho descritto. Per la precisione,

fu detto che un perfido incantatore, proveniente da una famiglia di criminali, lo avesse ingannato vendendogli una formula magica che (a suo dire) al momento del bisogno lo avrebbe fatto diventare invisibile agli occhi dei suoi nemici (o di chiunque altro): sarebbe stato sufficiente pronunciarla a voce alta.
Quell’incantatore scese effettivamente in battaglia al fianco di Wilhelm von Jülich. Ma la formula magica, che pure von Jülich recitò prima di ordinare l’attacco, non fece assolutamente nulla per salvargli la vita.
Non ho idea se possa aver avuto l’effetto di rendere invisibile il suo cadavere; del resto, non credo che un demone abbia difficoltà a far sparire una salma.

E la storiella non finisce qui:

Pochi giorni dopo la battaglia, l’incantatore di cui abbiamo detto sopra fu catturato e portato a Bruxelles da Giovanni, duca di Brabante, che era un parente del defunto Wilhelm; e ciò avvenne appunto a cagione del suo crimine, che il mago confessò. 
Gli furono dunque spezzate le braccia e le gambe, dopodiché l’incantatore fu messo alla berlina su una ruota sospesa in aria. E neanche in quel caso il suo incantesimo dell’invisibilità sembrò essere in grado di sottrarlo agli sguardi dei passanti.

Gli Annales Gandenses sono editi all’interno dei Monumenta Germaniae Historica (Scriptores, XVI)

10 risposte a "La triste storia Wilhelm von Jülich e di un incantesimo drammaticamente mal riuscito"

  1. Ago86

    Immagino che i comandanti consultassero gli astrologi prima di una battaglia per sapere come gli astri avrebbero influenzato il comportamento degli uomini (compreso il comandante nemico) e l’esito dell’evento. Ma, tra le altre cose, non potevano rivolgersi agli astrologi anche per sapere che tempo ci sarebbe stato? Il terreno, la pioggia, la temperatura e tutte le altre variabili meteorologiche possono essere decisive per una battaglia, però non so se gli astrologi si occupassero anche di prevedere l’andamento del tempo, qui chiedo a te per questa curiosità personale.

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    1. Lucia Graziano

      Avoja se lo prevedevano! C’è il caso eclatante di un astrologo londinese di nome Richard Trewythian, di cui si è conservato un quaderno di lavoro che copre diversi anni di attività. E su richiesta di un committente, Richard aveva effettuato previsioni meteorologiche dettagliate, giorno per giorno, per tutto l’anno 1452 (se mi ricordo bene la data, non ho ricontrollato. Comunque, anno più anno meno 😛).
      All’atto pratico, gli astrologi venivano contattati spesso per le questioni più banali (un po’ come del resto si fa oggi): prevedere il sesso di un nascituro, indicare il luogo in cui si trovavano oggetti rubati (con l’ovvia intenzione di andarli a recuperare), dare notizie su persone lontane, etc.

      Prima di una battaglia, credo che loro concentrassero più che altro la loro attività nel dare pronostici più generici, “se fai così andrà bene, se fai cosà rischi la disfatta”. Non so fino a che punto profezie dettagliate come quelle che dici tu fossero considerate alla portata di un normale astrologo; cioè, non so se ti facessero l’oroscopo per il giorno del comandante nemico, ecco 😛 Ma responsi più generici erano assolutamente all’ordine del giorno (così come erano all’ordine del giorno le smorfie di disappunto di quegli statisti che sconsigliavano di dare troppo credito alle stelle, in quell’epoca non tanto perché fossero scettici sull’astrologia tout court ma perché un calcolo astrologico si può sempre sbagliare, anche in buona fede. E se la tua intera strategia militare si basa su quello, beh…)

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      1. Gianluca di Castri

        Sono ragionevolmente sicuro che astrologi, stregoni di varia formazione, indovini e persino negromanti prevedessero il tempo con più affidabilità dei meteorologi attuali. Uno di essi una volta e be a spiegarmi dottamente che le loro previsioni, oltre le 72 ore, hanno un’affidabilità del 50%. Ottimo: è la stessa che si può ottenere con una moneta, testa o croce?

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        1. Lucia Graziano

          😂
          Ma io infatti seguo su FB un meteorologo che ci tiene sempre a “fare divulgazione” spiegando che le previsioni meteo oltre le 72 ore non dovrebbero essere guardate proprio, e infatti fino a qualche anno (decennio?) fa non circolavano nemmeno, i quotidiani e le televisioni non si sarebbero mai sognate di fare previsioni su più lungo termine. Secondo lui, è stato il proliferare delle mille app meteo di questi ultimi anni a dare all’utente l’idea distorta che sia ragionevole chiedere a un meteorologo previsioni da lì a quindici giorni. Fino a una ventina d’anni fa, dice lui, nessuno si sarebbe mai sognato di fare un’assurdità simile.

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    1. Lucia Graziano

      😶😶

      Oh cielo, in che senso widget di testo da scorrere? Io le vedo come normalissime citazioni in corsivo in una cornicetta chiara per distinguerle dal corpo del testo, ma non vedo nessun testo da scorrere (un delirio sì!).

      Posso chiederti se te lo fa ancora?
      E soprattutto, che browser/sistema usi?

      Io ho provato da pc Windows con Chrome e Edge, e da cellulare Android, e vedo tutto normale. Un testo fisso in corsivo su sfondo chiaro.

      Altri lo vedono in modo diverso? 😮

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      1. ilnoire

        Ok, capito, lo si vede correttamente se apri l’articolo, ma se lo leggi dal lettore di wordpress e quindi non direttamente dal blog, viene la finestra di lettura di testo a scorrimento.

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        1. Lucia Graziano

          😳

          Oh cielo.

          GRAZIE MILLE, non ne avevo assolutamente idea, nessuno me l’aveva mai detto (e, effettivamente, io non leggo mai tramite il lettore di WordPress perché non mi ci trovo bene, quindi non mi era nemmeno capitato di notarlo sui blog degli altri).

          Adesso cerco se trovo un modo per rimediare 😶😶 grazie mille davvero per la segnalazione intanto, son cascata dalle nuvole!

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