“De Amore”: il trattato accademico che ti spiega come conquistarla (a patto che tu sia un uomo medievale)

Così come studiava trattati di retorica colui il quale ambiva a diventare rètore; così come si formava sui testi di Galeno colui il quale aspirava a fare il medico: allo stesso modo, esisteva nel Medioevo un trattato composto per chi desiderava padroneggiare la fine arte dell’amore.

È il “De Amore” di Andrea Cappellano, ed è una meraviglia tutta da scoprire.

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L’ambigua lotta tra il Carnevale e la Quaresima

Ambigua festa, quella del Carnevale. Da qualunque lato la si guardi, è evidente che si festeggia là dove non ci sarebbe un bel niente da festeggiare. Chi è lo stolto che si abbuffa senza sentirsi stringere la bocca dello stomaco al pensiero del digiuno di quaranta giorni che lo attende? Chi è così avventato da lanciarsi in una festa di fine inverno attorno a metà febbraio, quando il gelo è ancora dietro l’angolo?
Eppure, è secolare e piena di significato l’eterna, insensata lotta tra il Carnevale e la Quaresima.

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Manicaretti medievali per pranzi d’altri tempi

Come organizzare il banchetto, quale apparecchiamento scegliere e con quale ordine portare in tavola le pietanze, sono tutte informazioni che si possono trovare nel mio precedente articolo. Ma ciò non basta alle buone forchette che mi leggono, e che a gran voce mi hanno chiesto qualche ricetta autentica da sperimentare.

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Cosa si mangiava a un banchetto medievale?

È una domanda che val la pena di porsi, se non altro perché la risposta è curiosa. Nella forma, nel contenuto e nell’ordine di servizio delle portate, i banchetti del tardo Medioevo e della prima età moderna erano quanto di più diverso si potrebbe immaginare dal “pranzo elegante” come lo intendiamo oggi.

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Il “male degli ardenti”: la malattia misteriosa che legò per sempre il maiale a sant’Antonio

C’era una volta una epidemia.
Che barba, eh? C’è sempre una qualche epidemia, nella Storia.

Questa, però, è una epidemia strana, una di quelle che piacciono tanto ai medici appassionati di Storia. In effetti, permette loro di giocare a fare il dottor House nella macchina del tempo: c’è un’accozzaglia di sintomi improbabili da analizzare, ma non c’è (ad oggi) una diagnosi nota.

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“Alone in the Past”: sopravvivere all’inverno come un pastore povero del Medioevo

Onestamente, non riesco a capire come mai non sia un tema più gettonato. Personalmente, io troverei geniale un reality show (ben fatto) ad ambientazione storica (tipo: i concorrenti vengono mandati a vivere in una dimora di inizio ‘900 e debbono rinunciare a tutte le comodità moderne). Non sarebbe una visione interessantissima sotto più d’un punto di vista? E infatti, ho trovato di enorme interesse l’esperimento condotto nell’inverno 2013 da Pavel Sapozhnikov, un giovane membro dell’associazione Ratobor, attiva nel mondo della living history.

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La memoria delle vittime

Marco, chiamiamolo così, andava a prostitute. Che non è una bella cosa da fare, anche se qualcuno avrebbe probabilmente detto che pagare una professionista è pur sempre il male minore, se l’alternativa è sedurre le ragazze del borgo con false promesse e poi abbandonarle, svergognate e magari incinte, non appena ti trasferiscono in un’altra caserma.
Sarà.
Fatto sta che Marco andava a prostitute, anche se “era un bravo ragazzo, salutava sempre!”, come ebbero poi a dire i suoi conoscenti all’ufficiale medico che indagava sulla vicenda.

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