Gli Agnus Dei, devozione della domenica in albis
L’usanza dev’essere indubbiamente molto antica, se uno di questi oggetti fu trovato nella tomba dell’imperatore Onorio, deceduto nel 423.
Ma esattamente, che roba è un Agnus Dei?
Storia e Folklore
L’usanza dev’essere indubbiamente molto antica, se uno di questi oggetti fu trovato nella tomba dell’imperatore Onorio, deceduto nel 423.
Ma esattamente, che roba è un Agnus Dei?
E dire che Ruben lo sapeva benissimo di starsi prendendo una fregatura, quando aveva accettato quel ruolo. “Vuoi farmi fare il mago astrologo in una leggenda cristiana medievale?” aveva detto a suo tempo all’agiografo. “Mi puzza di fregatura lontano un miglio, questa storia”.
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Agli occhi di un gourmand anni Duemila, la pasqualina potrebbe sembrare solo una torta di verdure come tante. Ma ben altri significati assumeva questo piatto agli occhi attenti della gente di una volta (quando si viveva in un mondo pieno di simboli in cui ogni cosa, per speculum et in aenigmate, rimandava a una verità più grande).
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Non so cosa ne pensiate voi, ma io tendo a essere tranchant: per me, il 1° gennaio è un giorno come gli altri. Per carità, non mi sottraggo ai festeggiamenti di Capodanno; ma se dovessi dire che davvero alla mezzanotte del 31 dicembre percepisco un senso di cesura tra il “prima” e il “dopo”… meh.
Sarà che ho un animo medievale?
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“Sembra qualcosa che un bambino comprerebbe in un negozio di articoli per scherzi con l’idea di spaventare i genitori, ma una ricerca nei nostri archivi ha portato alla luce un certo numero di casi di denti esplosivi”, scriveva nel 2015 un collaboratore del British Dental Journal
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L’astinenza dalle carni e la pratica del digiuno sono sempre stati considerati elementi assai importanti per la pratica della virtù cristiana. E fin lì, d’accordo.
Ma che succede quando, per colmo di disgrazia, un giorno di festa (in cui sarebbe d’uopo concedersi una magnata come poche) cade di venerdì (giorno in cui bisogna osservare l’astinenza e la morigeratezza a tavola?).
Non era certo la prima volta che qualcuno si spingeva nell’Oltretomba: la tradizione classica è piena di esempi eclatanti, per non parlare poi delle visioni dell’Aldilà di cui beneficiarono numerosi santi.
E allora, che hanno di così particolare le avventure del prode cavaliere Owein, che attorno all’anno 1146 discese agli Inferi per combattere le forze del male?
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“Ma noi non siamo mica monaci”, potrebbe dire qualcheduno. “Al di là della pura curiosità accademica, perché dovrebbe interessarci sapere in che modo mangiavano i monaci del passato?”.
Beh: perché la dieta monastica ha influenzato fortissimamente le norme alimentari che, nel corso dei secoli, Santa Madre Chiesa ha voluto prescrivere anche ai laici. E non solo! A un livello normativo, economico e socio culturale, il regime alimentare adottato dai monasteri ha plasmato assai profondamente il modo occidentale di mettersi a tavola.
Circondato da regni che erano governati da arrivisti senza scrupoli, da assassini sanguinari o da bifolchi saliti al trono non si sa bene come, Oswin sembrava rifulgere di luce propria. Non v’era uomo che avrebbe potuto negare l’evidenza, e cioè che il giovane re era nato “sotto una speciale benedizione”, per citare le parole di Beda il Venerabile.
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Quando citiamo la celebre frase, estrapolata da un articolo accademico del 1976, stiamo esprimendo un giudizio sui ruoli femminili nei secoli passati… o stiamo forse giudicando la nostra idea di Storia?
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