La sanguinolenta estrazione del molare di santa Patrizia
Regà: ‘sta storia fa talmente senso che non so come raccontarla in modo delicato, quindi ho deciso che non mi ci sforzerò nemmeno e la racconterò come viene viene.
Read More…Storia e Folklore
Regà: ‘sta storia fa talmente senso che non so come raccontarla in modo delicato, quindi ho deciso che non mi ci sforzerò nemmeno e la racconterò come viene viene.
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Conoscevate già questa usanza inglese? Da tradizione, le more possono essere mangiate solo dalla festa di san Michele arcangelo alla festa di san Michele arcangelo.
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“Una primavera precoce, con la freschezza dell’aria che conserva ancora un sentore di neve. Ma una primavera a cui non seguirà l’estate”.
Così, nel 1971, Henri-Irénée Marrou definiva la breve esperienza poetica dei trovatori occitani che per primi cantarono l’amor cortese.
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A leggere i testi d’epoca, sembra un dato di fatto: nel Medioevo, le isole britanniche erano piene di fate lussuriose che non vedevano l’ora di poter sedurre un bel maschione.
“Ci sarà stata la coda”, penserete probabilmente: “chi è che non vuole andare a letto con una fata?”.
Beh, in realtà bisognerebbe fare una attenta valutazione sul rapporto rischi/benefici: concedersi a una fata poteva essere piacevole e conveniente… ma era una attività non scevra di controindicazioni.
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“Ma grazie, sei proprio un cavaliere!” ci troviamo a esclamare noi donne ancor oggi, quando un uomo ci apre la portiera della macchina o ci sorprende con un gesto galante.
Ma siamo sicuri che l’uomo che fa queste cose si stia realmente comportando come un vero cavaliere?
In effetti: cosa faceva, nel Medioevo, il vero cavaliere? Ma soprattutto: esisteva realmente?
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Come e perché si sviluppa in una società la credenza che certi giorni siano jellati?
E soprattutto, con quale criterio una popolazione stila un elenco di giorni nefasti?
Messa così, sembrerebbe una storiella comica, se non fosse che il fenomeno raggiunse dimensioni tali da impensierire persino gente molto seria – tipo che Benjamin Franklin, per fare un nome famoso.
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“Sarebbe meglio se smettessi di cantare”, scriveva nel 1292 Guiraut Riquiet scuotendo il capo di fronte alle nuove mode letterarie che avevano stravolto l’antica idea di amor cortese: “nessun mestiere è meno stimato a corte della bella arte del poetare; ormai, la gente preferisce gustare atti frivoli e ascoltare storielle scandalose”.
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Operetta unica nel suo genere, composta sottoforma di dialogo tra il monaco e due amici, “L’amicizia spirituale” di Aelred di Rievaulx è un libretto delizioso che consiglio veramente a tutti per la sua delicatissima dolcezza.
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E qui bisogna fare una premessa: nel Medioevo, esisteva un confine molto labile tra “devozione in senso stretto”, “pratiche terapeutiche che facevano affidamento sull’intercessione dei santi” e “attività che noi oggi definiremmo al limite del superstizioso, come la creazione di amuleti dalle presunte proprietà soprannaturali”.
Gli amuleti per le partorienti dedicati a santa Margherita d’Antiochia sono un esempio perfetto, in questo senso.
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